I-DAYS 2018 - DAY 2

 

Stessa storia, stesso posto, stessi orari. E’ il giorno 2 degli I-Days e ci spostiamo in un altro palco rispetto a quello di giovedì con i Killers.

Oggi ci sono i Pearl Jam che chiuderanno la giornata e noi non vediamo l’ora. Inutile ricordare il caldo terrificante che c’è in questo 22 giugno e come saprete già, l’acqua non è nostra amica.

Nonostante l’uscita anticipata dal lavoro e il nuovo record in autostrada per arrivare a Milano Expo, non riusciamo nemmeno questa volta ad entrare in tempo per assistere ai primi artisti che aprono la kermesse musicale; ci sarebbe piaciuto assistere alla scaletta di Omar Pedrini e conoscere i Lany per la prima volta dal vivo ma riusciamo a sentire da lontano solamente il finale di quest’ultimi. Giudizio rimandato alle prossime volte si spera.

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Finalmente troviamo ancora posto in Pit e riusciamo a iniziare una performance ovvero quella dei “The Last Internationale”, una band di New York con molte sfaccettature rock formata dal chitarrista Edgey Pires e alla voce Delila Paz. Cantante molto carismatica e che sta calcare un palcoscenico; momento coinvolgente quando è scesa dal palco per mettere a sedere il pubblico del Pit (compresi noi) per poi cantare con loro. Ne sentiremo parlare in futuro.

E’ la volta dei Catfish and the Bottleman, band indie\rock gallese, che hanno saputo tenere bene il palco anche se a nostro avviso troppo ripetitivi nei brani e melodie. Apprezzabili comunque.

Sono circa le 19.30 e fa il suo ingresso la band di Kelly Jones, voce e leader degli Stereophonics, connazionali dei precedenti artisti.

L’apertura è affidata a “C’est la vie”, per passare poi a “Caught by the Wind“ ,”A Thousand Trees”e “Superman”. Inutile dire che sanno come ci si comporta su un palcoscenico da festival e hanno una marcia in più rispetto a tutti i precedenti. Si continua con il repertorio fino ad arrivare all’ultima e intramontabile “Dakota” che prepara il pubblico alla prossima e ultima band di giornata.

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Sono giunte le 21 e tutti aspettano con emozione l’entrata dei Pearl Jam, band molto apprezzata dal pubblico italiano che è un po’ scettico dopo le notizie giunte negli ultimi giorni con un Eddie Vedder privo di voce e costretto ad annullare il concerto a Londra pochi giorni prima.

“Release” apre le danze ai 60000 spettatori giunti a Milano, a seguire “Elderly Woman behind the counter in a small town”, “Do the evolution” e “Given to fly”.

La voce di Eddie però è ancora troppo fredda, debole. E qui si vede una vera band, che si aiuta a vicenda e nessuno è la superstar: i componenti del gruppo suonano con una energia tale da far cadere anche quelle poche incertezze rimaste. Aggiungiamoci poi un Eddie che sa come si cavalca una folla e con “Wishlist”,“Even flow” e “Corduroy inizia un vera e propria sintonia tra il frontman e il pubblico che fa dimenticare di essere già quasi a metà concerto.

L’energia nell’arena cresce e la scaletta avanza inesorabilmente fino a agli ultimi 3 brani,”Alive”, “Rockin’ in the free world” e “Yellow ledbetter dove i Pearl Jam tirano fuori tutto quello che gli è rimasto.

Bellissimo spettacolo anche stasera e le poche incertezze che avevamo sono scomparse nel cielo insieme a quelle poche nuvole sopra alle nostre teste.

Dobbiamo riposare, ci aspettano altri 2 giorni intensi e sempre all’insegna della buona musica.

 

Dal nostro inviato Emanuele Indelicato

 

Per il sito ufficiale dell'evento e tutte le informazioni https://idays.it/it

Qui sotto i nostri video.

Foto copertina by di I-Days official.