E' tempo di parlare di Giochi!

Lo scorso Sabato 26 maggio, alle 20.30, il Teatro Galleria di Legnano ha ospitato un evento particolare, o a detta dei protagonisti, una live al di fuori della rete.

I protagonisti in questione sono 5 Youtuber che dedicano la buona parte del tempo a provare  videogiochi.

Sto parlando di:  Yotobi (Karim Musa), Fraws (Francesco Miceli di Parliamo di Videogiochi), Sabaku No Maiku (Michele Poggi) e Quei due sul server (Nicola Palmieri, in arte Redez e Mario Palladino, in arte Synergo) .

Ognuno di loro ha portato filmati e argomenti molto diversi l'uno dall'altro, Yotobi ha parlato degli accessi anticipati, Sabaku ha fatto un discorso sulla critica videoludica, Fraws sulla cultura videoludica giapponese, molto diversa dalla nostra occidentale, (soffermandosi in modo particolare sulle sale giochi), Redez sui peggiori accessori della storia e Synergo infine ha parlato della regia nei videogiochi, portando alla luce una particolare scena videoludica, quella di Metal Gear Solid per Ps1 in cui veniva sottolineato come, nonostante un tempo la grafica e le texture fossero solo ammassi di pixel,  potevano comunque rendere un videogioco Straordinario e ricco di emozioni. Si è discusso molto sulla critica dei videogames, e di come col passare degli anni e grazie a internet, chiunque può diventare critico e catalogare o dare un giudizio finale ad un gioco. Si è parlato di marketing, di come purtroppo al giorno d'oggi il videogames sia diventato molto piu business rispetto ai tempi in cui si giocava per passione e amore verso questo tipo di arte, perchè cosi è stata definita, in quanto racchiude disegno, modelli 3d e musiche.

Una parte che mi ha divertito molto è stata anche quella di Redez che ha mostrato alcune immagini dalla rubrica “periferiche di M...a” (che vedrete sotto) nel quale descriveva e mostrava periferiche che possiamo definire gli antenati seppur fallimentari dell'attuale Vr o visore di realtà aumentata e controller senza fili, tra questi spiccano: il Power glove della Mattel un guanto che consentiva di comandare il videogioco tramite i gesti della mano, purtroppo durò poco piu di un anno e poi sparì.

Il Virtual boy che era letteralmente un VR indossabile, sutilizza degli occhiali contenenti un complesso sistema di specchi oscillanti, lenti e LED per proiettare negli occhi del giocatore le immagini tridimensionali monocromatiche dei videogiochi. Durò poco anche questo perchè provocava vomito e mal di testa.

Per farla breve Sabato è stato un momento molto interesssante, che ha fatto apprezzare ciò che mi porto dietro da una vita, una forma d'arte un pò apprezzata un pò no, ma si sa il mondo è bello perchè vario.

FILIPPO PHIL BOLDRIN