Come si fa a distinguere la realtà dall’immaginazione? Quale è il confine che le separa?

 

Vi è mai capitato, di svegliarvi da un sogno, particolarmente intenso o carico di significati, da renderlo quasi reale e portarvi dietro quella sensazione, quel senso di inspiegabilmente reale che vi può condizionare l’umore per tutto il giorno?

Ma cosa distingue un artista, o comunque una persona dotata di talento ed immaginazione, da una persona che subisce passivamente le emozioni? La capacità di trasporre quelle emozioni, sensazioni qualunque esse siano, in un’opera o, come in questo caso, una serie di opere di una bellezza sconvolgente.

Nel mese di marzo, il portale Dailybest ha redatto un articolo molto bello riguardo questo argomento, nello specifico su di una sola persona: Nicolas Bruno, statunitense poco più che teenager, che ha trasformato i suoi incubi in fotografie da mozzare il fiato.

Queste immagini sono permeate di emozioni, scivolano come seta sulle emozioni, rivelandone i tratti di angoscia e paura che ne hanno alla realizzazione.

Ogni scatto, a prescindere dalla maestria con cui sono state composte ed elaborate in post produzione, sono splendidi esempi di come un artista usa quello che prova come arma per esorcizzarle ed in questo modo regalarle al mondo.

Una eredità fatta di vissuto personale che l’artista imprime per sempre.

Da questa serie di opere mi sono ritrovato a riflettere sui significati che può assumere una fotografia e su quale sia il metro di giudizio con cui ci approcciamo ad esse.

Una fotografia che per me può avere un significato, per qualcun altro ne avrà uno magari del tutto diverso.

Non parlo ovviamente di alcune tipologie di fotografie, paesaggio, architettura o beauty per esempio, nei quali possiamo ammirare il soggetto e la tecnica di ripresa, ma di fotografie più “intime” nelle quali, per forza di cose, l’artista vi riversa le proprie emozioni.

Vi chiedo di osservare questa foto.

Cosa notiamo a parte l’ovvietà (è un treno, c’è un effetto stile nostalgico e virato sul seppia)?

Quali emozioni vi suscita? Quali idee?

Vi lascio il tempo di formulare le vostre sensazioni…

 

 

 

 

 

 

 

Io ho provato a chiederlo a persone completamente diverse tra loro e queste sono state le risposte:

- una domenica al limite della noia, qualcosa deve accadere ma non accade

- serenità e relax

- un tempo vicino, ma che si porta addosso il peso del viaggio

- l’arrivo a destinazione

- la riscoperta dei valori, il treno come mezzo di trasporto alternativo

 

Queste sono state le sensazioni, come dicevo, che senza una chiave di lettura dall’autore, porta ognuno all’esprimere una rosa di pensieri ed emozioni.

Ognuno di essi è giusto e sbagliato, offre punti di vista alternativi ed in definitiva ci permette di osservare l’arte, qualunque essa sia, sotto più punti di vista, in modo libero.

L’arte è vita, osservazione e condivisione.

 

La mia domanda, che ora scrivo direttamente a voi che leggete questo articolo e che, sicuramente, avrete maturato una vostra opinione a riguardo: l’arte è asservimento della volontà e della visione dell’artista o è un coro di voci, a volte discordanti, che dona all’opera un valore soggettivo?

 

Mattia Corbetta 

 

Credits:

http://www.dailybest.it/2014/03/17/fotografo-incubi-fotografie-paralisi-sonno/

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