A noi italiani si sa, piace la vita complicata. In fondo una vita semplice e senza ansie non fa per noi.

Ed eccoci qua agli inizi di giugno e come avrete notato, in tutti i siti italiani ed europei sono comparse delle simpatiche finestrelle che vi avvisano dell'uso dei cookies; alcuni di voi probabilmente non sanno cosa sono ma potremmo definirli delle tracce che i vari siti lasciano nelle cartelle temporanee del vostro computer per poter fornire un miglior servizio, come la località dalla quale vi connettete o alcune preferenze sui siti stessi.

Bene, fatta questa dovuta premessa dovete sapere che il parlamento europeo ha imposto ai paesi dell'unione una serie di regole da rispettare nell'uso di questi cookies, che prevedevano vari obblighi e impegni per i fornitori dei servizi online che si sono dovuti adattare alla situazione (vedi le famose finestrelle di cui parlavo prima). Questa legge, a mio avviso giusta perchè utile a regolarizzare alcune cose e a tutelare i fruitori dei servizi online ha anche creato a noi italiani non pochi problemi.

Perchè?

Presto detto: la commissione europea che ha stilato queste regole ha poi lasciato un po' di spazio di manovra ai vari paesi membri che hanno potuto così introdurre e modificare alcuni passaggi. E chi ha preferito complicare la vita? Ma ovviamente il governo italiano con una serie di regole infinite, clausole veramente assurde rispetto ad altri paesi (vedi alla voce Germania che ha preso ed applicato il testo europeo senza complicazioni) ed introducendo severissime multe per tutti i trasgressori.

Non c'è nulla da fare, siamo un paese di vecchi approfittartori, ogni occasione per multare e fare soldi è una buona occasione ed il progresso viene ostacolato ad ogni passo; in fondo un paese ignorante e dove le idee non circolano liberamente è un paese più facile da governare.

 

Mattia Corbetta

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