Bentornati amici e amanti della fotografia, che magari questo mese avrete letto con stupore il titolo e vi starete chiedendo: ma cosa diamine è la settima arte?

Ebbene nella nostra smania umana di catalogare ogni cosa, anche le arti sono state catalogate, sono state etichettate in 10 "arti" maggiori e varie arti minori; tra le arti maggiori troviamo ovviamente pittura, musica, danza, teatro e fotografia ma anche la settima posizione di questa strana classificazione, ossia il cinema.

Oggi infatti vorrei parlarvi di quello che penso io riguardo a questo aspetto del cinema che però è più tecnico, molto artistico e molto vicino alla fotografia cosa che magari ad alcuni potrebbe suonare strano o insensato; tuttavia la definizione di fotografia che abbiamo visto non molto tempo fa era

".. deriva quindi dalla congiunzione di due parole greche: luce (φῶς | phôs) e grafia (γραφή | graphè), per cui Fotografia significa "il disegno della luce"."

Capite quindi fatta questa premessa che la fotografia ed il cinema sono strettamente legati a doppio filo.

Robert Burks & Alfred Hitchcock

La figura responsabile di questo processo artistico è detta Direttore della Fotografia ed è una delle figure di spicco all'interno di una produzione cinematografica o teatrale; questa persona, soprattutto nel campo dei film indipendenti o autoriali coincide con la figura del regista ed è quindi estremamente importante perché deve essere in grado non solo di dirigere le scene in modo comprensibile o comunque decente, ma anche di saperle illuminare.

Il direttore della fotografia svolge principalmente 3 mansioni all'interno di una produzione che sono:

  • illuminare
  • inquadrare
  • regolare il diaframma

ognuno di questi 3 aspetti è legato agli altri in modo indissolubile e se anche solo uno dei due punti sovracitati viene meno, abbiamo dei difetti visivi o dei cali di qualità o peggio ancora delle immagini orrende a schermo.

L'illuminazione viene decisa dal direttore della fotografia (in accordo o in totale libertà dal regista) in modo da dare sia l'aspetto che il mood corretto al film, scegliendo quindi non solo il metodo d'illuminazione (la scelta specifica della lampada, della luce solare o della direzione dalla quale essa proviene) ma anche il colore che questa luce dovrà avere; in base alla pellicola ovviamente viene scelta un tipo di fotografia che sia conforme al tono del film, toni caldi per commedie romantiche o divertenti, toni più freddi per film drammatici o tanto uso del buoi per horror, thriller e così via.

Naturalmente illuminando la scena in modo diverso avremo una grande varietà di forme artistiche: si potrà avere una fotografia «impegnativa» e quindi fortemente espressiva e personale oppure «trasparente» cioè inespressiva e a totale servizio della narrazione, (così come accade nel corrispettivo montaggio trasparente).

L'inquadratura viene decisa a braccetto con il regista in quanto questa fase non riguarda solo "cosa includere nell'inquadratura", ma anche cosa escludere e soprattutto il come farlo. Una brutta luce naturale ad esempio può essere corretta con una illuminazione artificiale o magari con un cambio di inquadratura o di location.

Il direttore della fotografia ha anche il ruolo della scelta del diaframma, della pellicola, degli obiettivi e dei filtri ad essi applicati; questa fase è la più tecnica/fisica perché pellicole diverse daranno risultati diversi sia in termini di qualità che di proporzioni che di temperature colore (se girato in analogico appunto) e diversi obiettivi daranno sensazioni diverse e diverso respiro alle scene (un teleobiettivo stringerà ed appiattirà il tutto mentre un fish-eye darà l'idea di ampiezza).

Michael Chapman

Di alcune opere straordinarie, non soltanto innovative e rivoluzionarie, ma che nel bene o nel male hanno fatto la storia del cinema, si ricorda solitamente solo il regista; è bene invece ricordare per quanto già detto anche i direttori della fotografia tra i quali segnaliamo gli insigniti con gli Academy Award (Oscar) e le Nominations alla Fotografia. L'Oscar, assegnato ogni anno dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences(Associazione Americana dei Produttori e Cineasti), è l'unico premio che viene assegnato alle singole fasi della lavorazione; le Nominations sono ancora più significative perché attribuite dagli addetti ai lavori cioè, nel caso della fotografia, da direttori della fotografia. Un altro premio importante, e dedicato esclusivamente alla fotografia, è quello assegnato dall'ASC American Society of Cinematographers, la prestigiosa associazione dei direttori della fotografia americani.

Gunnar Fischer

Ovviamente esistono numerosi direttori della fotografia leggendari quali Gregg Toland (Quarto Potere), Robert Burks (direttore della fotografia preferito di Alfred Hitchcock e autore della luce in molti suoi film tra cui "gli uccelli"), Michael Chapman (Il Padrino, Lo Squalo, ecc), Gunnar Fischer (il settimo sigillo), Janusz Kaminski (Schindler's List, Salvate il soldato Ryan, GGG).

Janusz Kaminski

Esistono moltissimi e famosissimi direttori della fotografia made in italy, quali: Vittorio Storaro (ultimo tango a Parigi), Aldo Graziati, Giuseppe Rotunno (La città delle donne), Tonino della Colli (La vita è bella), Carlo di Palma.

Purtroppo l'argomento è veramente ampio e vorrei capire da voi se l'argomento può risultare interessante ed approfondire il discorso con articoli futuri, soprattutto a quello che ha rappresentato e come si è evoluta la fotografia nel cinema nelle varie aree di Hollywood e non solo.

Vorrei anche aprire un dibattito con voi nei commenti su quelli che sono stati i vostri film preferiti proprio in merito all'argomento fotografia cinematografica; per i miei gusti vi posso citare tre film che ho amato proprio per questo argomento: Alien, Grand Budapest Hotel e La La Land.

Vorrei chiudere ora con due citazioni autorevoli di artisti italiani:

Vittorio Storaro (tra i più importanti in questa professione e vincitore di tre premi Oscar)

"L'autore della fotografia esprime una creatività del tutto personale, che certo si concilia a un'orchestrazione più ampia diretta dal regista, ma che si specifica e connota proprio a partire dalla capacità di un autore d'imprimere nell'opera un tratto del tutto personale ed ideativo" e continua ancora, "Chi decide la composizione dell'immagine? Certo lo spazio è deciso dal regista, certo lo spazio è riempito da quel numero di coautori, come lo scenografo, il costumista, il montatore, l'attore, eccetera, ma chi dà il modo di vedere, credo sia essenzialmente colui che in questo momento chiamiamo direttore della fotografia".

Federico Fellini

"Il film si scrive con la luce".

 

Mattia Corbetta

Fonti:

http://www.treccani.it/enciclopedia/direttore-della-fotografia_%28Enciclopedia-del-Cinema%29/

https://it.wikipedia.org/wiki/Direttore_della_fotografia

http://www.cineblog.it/post/691730/30-direttori-della-fotografia-che-hanno-fatto-la-storia-del-cinema

http://www.laregiacomeperfezione.it/fotograf.htm

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