Bentornati amanti della fotografia al nostro appuntamento mensile con l'arte fotografica, la tecnica e gli artisti.

Questo mese però vorrei discutere di un tema che per alcuni è attuale 365 giorni l'anno, mentre per altri è particolarmente sentito in questo periodo estivo: fotografie di viaggio.

Partiamo dal presupposto che ognuno di noi ormai si porta dietro una fotocamera più o meno affidabile, ogni giorno e la usiamo sempre e costantemente per ogni foto "urgente" che ci si presenta di fronte durante la giornata: ovviamente parlo dello smartphone e della sua immancabile fotocamera interna che, chi più chi meno, offrono ormai una qualità delle immagini, resa dei colori e quantità di dettaglio più che soddisfacente, nonostante non siano state create per stampe giganti sul piccolo medio se la cavano egregiamente.

Lo smartphone e la sua fotocamera sono uno strumento potenzialmente perfetto per chi viaggia: piccoli, leggeri, sempre con noi e con app dedicate che ci consentono di variare in manuale o semi automatico le impostazioni, avvicinandosi pericolosamente al campo delle mirrorless. 

Ma cosa accade quando andiamo in giro con le nostre amate fotocamere più belle e costose? Polvere, acqua, fango e sabbia sono pronti ed in agguato per guastarci il divertimento e ,nel peggiore dei casi, rovinaci irreversibilmente fotocamera e viaggio.

Fermo restando che la prevenzione e lo "stare attenti" sono sempre la cosa migliore, le fotocamere non sono immuni alla legge di murphy per cui esistono molti prodotti per la cura e pulizia della fotocamera che possono salvare la vita ai nostri costosi giocattoli.

Lenti degli obiettivi

La lente frontale degli obiettivi è generalmente molto delicata e viene prodotta utilizzando vetri speciali con rivestimenti particolari anti riflesso e che quindi meritano particolare cura ed attenzione.

Per la pulizia della lente frontale si possono usare pennellini molto molto morbidi (per la lente interna) e i cari vecchi panni in microfibra (quelli per pulire gli occhiali per intenderci) per la lente frontale ma sono invece da evitare come la peste l'alito e la saliva in quanto acidi e possono a lungo andare rovinare la lente e di pulire con la maglietta o felpa (il cotone ha una trama molto larga e ruvida che può graffiare la lente).

Si possono usare, in accoppiata al panno in microfibra, delle speciali soluzioni liquidi per la pulizia, le stesse degli occhiali ma evitate quelle per pulire i monitor o tv.

Contatti degli obiettivi e della fotocamera

Avete mai notato che sul bordo della baionetta d'innesto degli obiettivi e delle fotocamere ci sono delle piccole placche dorate? Bene quelle placche non sono altro che dei contatti che permettono alla fotocamera di comunicare con l'obiettivo per la stabilizzazione e la messa a fuoco. Non e raro che con l'usura e la sabbia questi contatti possano rovinarsi con conseguenza il malfunzionamento del sistema o addirittura schermata nera minacciosa sulla fotocamera che ci intima di rimuovere la lente danneggiata.

In molti casi la pulizia può essere fatta con un comune panno ma nei casi più disperati si può ricorrere ad una comunissima gomma da cancelleria (mai quelle blu per cancellare le penne) di quelle morbide e passare delicatamente i contatti.

Pulizia sensore

Benvenuti nella parte più calda del nostro articolo mensile.

La pulizia del sensore è la pratica più delicata perché coinvolge la parte più sensibile delle fotocamere, il cuore che ci permette di catturare il mondo. I moderni sensori sono molto complessi e formati da numerosi strati fotosensibili con sensori più o meno grandi.

Le fotocamere reflex mantengono i sensori al riparo dietro una serie di due tendine mobili che si spostano durante la cattura dell'immagine e dietro allo specchio che ci permette di vedere quello che stiamo inquadrando nel viewfinder e che si solleva al momento dello scatto. Le mirrorless al contrario hanno purtroppo il sensore molto più esposto e vulnerabile a polvere e sporco di varia natura.

La pulizia del sensore piò avvenire tramite meccanismi automatici azionabili dai menù interni della fotocamera, che attraverso un meccanismo a vibrazione, cuore letteralmente il sensore per ripulirlo dalle impurità; questo sistema è molto di emergenza e serve nel caso non si abbia altro a disposizione perché non è molto efficace.

I metodi migliori per la pulizia dei sensori sono attraversi i già visti pennellini specifici morbidi oppure attraverso i blower, ossia delle piccole pompe manuali che vanno premute e che rilasciano un getto molto potente di aria, capace di spazzare le impurità dai sensori.

La tecnica corretta per la pulizia del sensore con il blower è capovolgerla verso il basso e soffia l'aria verso l'alto in modo che le impurità cadono a terra e non rimangano all'interno della fotocamera.

Esistono anche dei liquidi speciali per la pulizia dei sensori che vanno utilizzati con cura ed una precisione millimetrica e che servono nel caso sul sensore siano presenti delle macchie. Questi liquidi vanno spalmati con appositi pennelli dalla punta in microfibra e con attenzione maniacale.

Spero che questa piccola guida vi sia risultata utile, io stesso ho utilizzato tutte queste tecniche e finora sono sempre riuscito a far funzionare le mie camere al meglio, ma come sempre prendetevi cura delle cose che amate e loro vi ripagheranno con anni di soddisfazioni.

Al prossimo mese!

Mattia Corbetta

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