E con questo video in stop-motion sulla realizzazione del Cassia Co-op Traning Centre, vi dò il benvenuto ad un nuovo appuntamento con l'Architettura! Le valigie le avete preparate? E' tutto pronto per partire?

Eh si, questo mese ci tocca  esplorare  nuovi lidi: in poche parole vi porto lungo le coste della terza isola più grande dell’arcipelago indonesiano. Benvenuti nell’Isola di Sumatra! 

Più precisamente, ci troviamo a Sungai Penuh, una città nella provincia di Jabi poco distante dal monte Kerinci, considerato il più alto vulcano dell’Indonesia, che con i suoi 3.805 m di altezza sul livello del mare sovrasta l’intera Nazione. 

Forse qualcuno si ricorderà di Sumatra, per il violento Tsunami conseguente al maremoto dell'Oceano Indiano che ha inondato l'isola più di 10 anni fa; alcune testimonianze affermano che è stato così devastante da riuscire a lambire le coste dell'Africa orientale, causando la morte di un notevole numero di persone.

Ma perchè siamo approdati fino in Indonesia?

LA NOSTRA STORIA INIZIA COSI'...

Un bel giorno a Trondheim, una cittadina norvegese situata sulla sponda del fiordo di Trondheim, un uomo d'affari francese camminava tranquillamente con una misteriosa borsa tra le mani; arrivò davanti alla porta di un noto Studio di Architettura della zona, suonò il campanello e si accomodò in sala d'aspetto.

Lo studio in questione era il Tyin Tegnestue Architetcts,  un gruppo di Architetti molto rinomati nel panorama internazionale grazie ai loro interessanti progetti a basso impatto ambientale.

L'uomo si presentò slacciando la zip della sua borsa,  il signore si chiamava Patrick Barthelemy, un ricco imprenditore venuto apposta dall'Isola di Sumatra per proporre  un incarico davvero importante. Naturalmente questa grande idea non era in grado di realizzarla da solo,  ma aveva bisogno di un solido appoggio da parte di un grande studio di Architettura che potesse rendere vivo e tangibile ciò che aveva in mente.

Per cercare di invogliare i Tyin Tegnestue Architetcts a seguirlo in questa avventura, aprì finalmente la sua borsa celando il suo speciale contenuto che a prima vista sembrava una polvere di inestimabile valore.

...E volete sapere che cosa c'era dentro?

Della semplice e preziosa Cannella ...

Barthelemy iniziò a spiegare che quest' essenza in Indonesia,  è da sempre ritenuta una delle più importanti ricchezze dell' arcipelago, difatti  l'85% della cannella consumata in tutto il mondo proviene da una sola regione dell' Isola di Sumatra: la regione di Kerinchi.  Il problema è che l'Indonesia risulta essere ancora oggi un Paese in via di sviluppo, dove  lavoratori, nella maggior parte dei casi  sono costretti a lavorare senza diritti, e in condizioni malsane. Purtroppo il governo  ancora oggi non è in grado di garantire nè luoghi di lavoro salubri e nè condizioni di vita adeguate a tutti gli operai del settore. 

Naturalmente gli Architetti norvegesi, affascinati da questa nuova  ed intrigante sfida accettarono l'incarico e dopo pochi mesi da quello strano incontro, una semplice idea nella mente di una sola persona, divenne finalmente una realtà tangibile.

Nell'autunno del 2010 iniziarono i lavori del Cassia Co-Op (Centro per i lavoratori della cannella) che  non solo si prefiggeva di divenire il simbolo della città in fatto di qualità ambientale, ma aveva anche l'arduo compito di proporsi come unica eccellenza della nazionale sotto il punto di vista etico e morale: gli agricoltori impiegati dovevano avere un compenso adeguato, e lavorare in condizioni igieniche e sanitarie decorose; due punti fondamentali ancora sconosciuti nella maggior parte degli stabilimenti produttivi della zona.

QUALCHE ACCENNO SUL PROGETTO ... 

Quello che mi ha particolarmente stupito fin dal primo sguardo, è l'interessante dualismo che si forma tra la leggerezza della copertura continua e la massività di 5 corpi edilizi sottostanti realizzati con fondazioni in cemento armato e con mattoni locali per i muri esterni.  Le costruzioni al loro interno delineano diversi spazi comuni come: aule studio, laboratori, uffici e una cucina; questi locali vengono disposti lungo una corte centrale sulla quale vengono mantenuti tutti gli alberi preesistenti.

Come vi ho anticipato nelle prime righe, l'area di interesse su cui si è sviluppato l'edificio è caratterizzato dalla forte presenza di terremoti, percui il Cassia Co-Op è stato progettato tenendo presente tutti i requisiti antisismici, dimostrando così che anche un' architettura a budget limitato è in grado di essere effiicace; difatti possiamo dire che il Coop è riuscito  persino a resistere a scosse che superavano il 5° grado della scala Richters.

Grazie alla sua copertura ventilata in legno, agli ampi aggetti che formano zone d'ombra e alle schermature verticali delle pareti che proteggono l'utente dalla luce diretta del sole, ai muri in laterizio che permettono una un accumulo di calore all'interno dell' ambiente e uno sfasamento nel tempo della temperatura, l'edificio riesce così a soddisfare anche i requisiti energetici passivi; trovo anche molto azzeccata la tipologia del legno utilizzato per le finiture, difatti non viene scelto un qualsiasi tipo di legno ma il materiale scartato dalle piantagioni di cannella. Tale materiale viene successivamente lavorato e protetto con adeguati impregnanti in modo da essere performante nel suo utilizzo. 

Il cantiere è durato 3 mesi e sono stati utilizzati 70 operai non qualificati, tutto questo secondo me ha dell' incredibile, sia per le tempistiche limitate dell' intervento che per l'organizzazione del cantiere. Per i trasporti dei materiali dalla foresta al luogo di lavoro sono stati affiancati ai lavoratori 8 bufali locali, animali fortemente utilizzati per lavori pesanti e per diminuire i tempi di spostamento.

Questi sono i progetti che ci piacciono: un'idea che sa guardare lontano, materiali locali con disponibilità a km 0,  un edificio a basso impatto ambientale e  perfettamente integrato con il paesaggio circostante, una comunità sapientemente indirizzata e coinvolta in tutti i processi: da quello decisionale a quello realizativo.

A mio avviso sapendo amalgamare sapientemente gli ingredienti giusti si otterranno grandi risultati  e si potrà di sicuro sfornare una ricetta perfetta!  (Le InfrigoVeritas mi daranno sicuramente ragione su questo punto!)

Beh come avrete già capito, nel nostro caso la nostra ricetta sarà un progetto a D.O.C. !!!

 

Alla prossima!!!

TIZIANO ZERBO

CREDITS:

 

http://www.progettarearchitettura.it/

http://www.archdaily.com/274835/casia-coop-training-centre-tyin-tegnestue-architects

http://www.abitare.it/

http://www.tyinarchitects.com/

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