#28 White Time

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#28 White Time

In questo paese si fa presto a dire "si dice". Tutta la saggezza popolare viene tramandata attraverso generazioni di "si dice".

Oggi vorrei dedicare un momento ad un fenomeno che "si dice" non accada più: il matrimonio.

Lampante agli occhi di tutti, grazie alle stime ed ai dati statistici, è che i matrimoni sono meno rispetto al passato, ma da qui a dire che non ci si sposa più, ne passa di acqua sotto i ponti.

Sarà per l'età che aumenta, che si ricercano sicurezze e stabilità, ma ho potuto osservare come in realtà l'atto stesso dello sposarsi non è così passato di moda; andando aldilà del significato spirituale e sociale, il matrimonio è anche un'occasione, la più classica delle occasioni per celebrare e festeggiare l'amore di due persone che si vogliono bene.

Una decisione che oggi sembra sempre più difficile da prendere, quella di legarsi a qualcuno con un "contratto" vincolante come il matrimonio, ma che molti ancora compiono e devo dire, a giudicare da quello che ho potuto osservare negli occhi di sposi e partecipanti, è una cosa che regala sempre molte emozioni.

Quindi vorrei innalzare una virtuale coppa di champagne a tutti i neo sposi, futuri sposi di qualunque genere, razza o credo e augurargli il più radioso dei futuri, che possano essere pieni di gioia e che possano trasmetterla, non solo ai figli ma a tutto il mondo, perché il mondo non possa scordarsi del loro amore.

 

Mattia Corbetta

 

PS: come bonus, in allegato qui sotto una compilation di Fail ai matrimoni che fa sempre bene all'animo! Buona visione.

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Fine di un Ladro

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Fine di un Ladro

Ed eccoci quiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ancora insieme per la rubrica di Maggio, ospite d'onore nientepopodimenoche......Nathan Drake e Uncharted 4, ultimo capolavoro di Naughty Dog che chiude un ciclo iniziato su PS3 anni fa e che si poneva come l'antagonista maschile di quello che Lara Croft ha rappresentato per anni nel panorama videoludico, ovvero il cacciatore di tesori per eccellenza.

 

Questo ultimo capitolo della saga viene accolto come il Messia per Playstation 4 gia dai primi trailer e video di gameplay dei passati E3, dipinto come il gioco che dimostrerà al mondo intero la vera potenza della console di Sony, e in effetti l'hype che si crea attorno ha qualcosa di surreale, una definizione di paesaggi che rasenta praticamente la realtà, le sessioni platform ed action che ormai hanno fatto storia nei precedenti capitoli vengono ancora più affinate e la storia di base è qualcosa di veramente epico.

 

Cominciamo appunto dalla storia, iniziamo con un naufragio durante una tempesta di notte (strano), dopo questo inizio scoppiettante cè un flashback che ci riporta indietro negli anni al Drake bambino dell'orfanotrofio, e scopriamo quindi di avere un fratello, tale Samuel, che già dalla tenera infanzia decide di diventare un ladro/cacciatore di tesori e il fratellino minore ne segue le orme.

Dopo aver preso confidenza con i comandi per la volta numero 4, torniamo indietro di 15 anni rispetto ad oggi e troviamo i fratelli Drake in una prigione nell'America latina, con il buon Nate che fa a cazzotti con un criminale locale..fin qui poco di che, ma andiamo avanti guardando il quadro generale...

 

Scopriamo che sono li perchè sono sulle tracce del tesoro del pirata Henry Avery, il Re dei Pirati a quanto dice la leggenda, e hanno un indizio che li porterà ad una lunga ed estenuante ricerca ricchi di colpi di scena, di cui alcuni lasceranno anche l'amaro in bocca ad un certo punto...non vi voglio svelare nulla perchè davvero, e ripeto davvero, è un gioco che va vissuto sulla propria pelle talmente è totale e coinvolgente l'esperienza di gioco che ci offre, sono sincero dicendo che in tanti anni non ho mai trovato un prodotto che mi abbia lasciato a bocca aperta diverse volte per la bellezza di quello che avveo di fronte come ha fatto Uncharted 4.

 

Il gameplay non cambia rispetto al 3, stessi comandi, possibilità di scegliere mira e visuale assistita o meno, sistema di ripari per le sparatorie, questa volta però alcuni possono essere distrutti, interessanti un paio di sessioni di guida anche, molto concitate per l'esatezza! :)

 

Questo gioco può essere vissuto in 3 modi differenti a mio avviso: il primo consiste nel bersi tutto d'un soffio la storia che è qualcosa di EPICO, onore assolutamente agli sceneggiaotri perchè sono riusciti davvero a mettere su un film che non sfigurerebbe assolutamente al confronto di mostri sacri come Indiana Jones; il secondo concentrarsi molto di più sul trovare i tesori vari sparsi e nascosti per tutti i capitolic del gioco mentre si progredisce con la storia, e ilt erzo impostandolo nella modalità più facile di tutte, solo per sfruttarlo come open world ed avere il piacere di esplorare le enormi zone che Naughty Dog ci ha messo a disposizione, davvero...non so che altro dire, non ho parole...vi dico solo che è piaciuto anche a chi non capisce e non conosce nulla di videogiochi, solamente guardando giocare ci si è innamorati del capolavoro che hanno fatto.

 

Ma bando alle ciance, lascio parlare le immagini e il video che ho fatto per voi miei cari followers, divertitevi e se avete smascellato anche voi come ho fatto io, lasciatemi un commentino qui sotto!

 

Enjoy!

 

Lorenzo Ferrari

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Una semplice domanda...

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Una semplice domanda...

Scrivere durante una silenziosa serata di pioggia aiuta sicuramente a pensare, a riportare la mente a quella tranquillità che spesso si perde nella frenesia del quotidiano.

Allora ho fatto un bilancio di tutti gli articoli che ho scritto finora ed è emerso che nella maggior parte ho parlato dei miei punti di vista, ho descritto le emozioni provate vedendo un’opera, vi ho consigliato luoghi magici da visitare: vi ho fatto entrare nel mio mondo, o perlomeno ho voluto coinvolgervi nella mia passione.

Ma visto che la vita non è mai a senso unico e che le opinioni degli altri aprono la mente e ci rendono migliori vorrei che foste voi a scrivere per una volta.

Non un articolo ovviamente, non una recensione o un invito a visitare un luogo…

Rispondete solamente ad una semplicissima domanda:

 

Per voi, che cos’è L’Arte?

 

E sappiatelo, è una domanda molto più vasta di quello che possiate immaginare perché per ognuno di noi qualsiasi cosa può essere Arte.

 

 

Mi raccomando, scatenate la fantasia.

 

Valentina Poerio

 

Foto di copertina: @luchitopress

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Il Cassia Co-op Training Centre, un centro per la lavorazione della cannella

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Il Cassia Co-op Training Centre, un centro per la lavorazione della cannella

E con questo video in stop-motion sulla realizzazione del Cassia Co-op Traning Centre, vi dò il benvenuto ad un nuovo appuntamento con l'Architettura! Le valigie le avete preparate? E' tutto pronto per partire?

Eh si, questo mese ci tocca  esplorare  nuovi lidi: in poche parole vi porto lungo le coste della terza isola più grande dell’arcipelago indonesiano. Benvenuti nell’Isola di Sumatra! 

Più precisamente, ci troviamo a Sungai Penuh, una città nella provincia di Jabi poco distante dal monte Kerinci, considerato il più alto vulcano dell’Indonesia, che con i suoi 3.805 m di altezza sul livello del mare sovrasta l’intera Nazione. 

Forse qualcuno si ricorderà di Sumatra, per il violento Tsunami conseguente al maremoto dell'Oceano Indiano che ha inondato l'isola più di 10 anni fa; alcune testimonianze affermano che è stato così devastante da riuscire a lambire le coste dell'Africa orientale, causando la morte di un notevole numero di persone.

Ma perchè siamo approdati fino in Indonesia?

LA NOSTRA STORIA INIZIA COSI'...

Un bel giorno a Trondheim, una cittadina norvegese situata sulla sponda del fiordo di Trondheim, un uomo d'affari francese camminava tranquillamente con una misteriosa borsa tra le mani; arrivò davanti alla porta di un noto Studio di Architettura della zona, suonò il campanello e si accomodò in sala d'aspetto.

Lo studio in questione era il Tyin Tegnestue Architetcts,  un gruppo di Architetti molto rinomati nel panorama internazionale grazie ai loro interessanti progetti a basso impatto ambientale.

L'uomo si presentò slacciando la zip della sua borsa,  il signore si chiamava Patrick Barthelemy, un ricco imprenditore venuto apposta dall'Isola di Sumatra per proporre  un incarico davvero importante. Naturalmente questa grande idea non era in grado di realizzarla da solo,  ma aveva bisogno di un solido appoggio da parte di un grande studio di Architettura che potesse rendere vivo e tangibile ciò che aveva in mente.

Per cercare di invogliare i Tyin Tegnestue Architetcts a seguirlo in questa avventura, aprì finalmente la sua borsa celando il suo speciale contenuto che a prima vista sembrava una polvere di inestimabile valore.

...E volete sapere che cosa c'era dentro?

Della semplice e preziosa Cannella ...

Barthelemy iniziò a spiegare che quest' essenza in Indonesia,  è da sempre ritenuta una delle più importanti ricchezze dell' arcipelago, difatti  l'85% della cannella consumata in tutto il mondo proviene da una sola regione dell' Isola di Sumatra: la regione di Kerinchi.  Il problema è che l'Indonesia risulta essere ancora oggi un Paese in via di sviluppo, dove  lavoratori, nella maggior parte dei casi  sono costretti a lavorare senza diritti, e in condizioni malsane. Purtroppo il governo  ancora oggi non è in grado di garantire nè luoghi di lavoro salubri e nè condizioni di vita adeguate a tutti gli operai del settore. 

Naturalmente gli Architetti norvegesi, affascinati da questa nuova  ed intrigante sfida accettarono l'incarico e dopo pochi mesi da quello strano incontro, una semplice idea nella mente di una sola persona, divenne finalmente una realtà tangibile.

Nell'autunno del 2010 iniziarono i lavori del Cassia Co-Op (Centro per i lavoratori della cannella) che  non solo si prefiggeva di divenire il simbolo della città in fatto di qualità ambientale, ma aveva anche l'arduo compito di proporsi come unica eccellenza della nazionale sotto il punto di vista etico e morale: gli agricoltori impiegati dovevano avere un compenso adeguato, e lavorare in condizioni igieniche e sanitarie decorose; due punti fondamentali ancora sconosciuti nella maggior parte degli stabilimenti produttivi della zona.

QUALCHE ACCENNO SUL PROGETTO ... 

Quello che mi ha particolarmente stupito fin dal primo sguardo, è l'interessante dualismo che si forma tra la leggerezza della copertura continua e la massività di 5 corpi edilizi sottostanti realizzati con fondazioni in cemento armato e con mattoni locali per i muri esterni.  Le costruzioni al loro interno delineano diversi spazi comuni come: aule studio, laboratori, uffici e una cucina; questi locali vengono disposti lungo una corte centrale sulla quale vengono mantenuti tutti gli alberi preesistenti.

Come vi ho anticipato nelle prime righe, l'area di interesse su cui si è sviluppato l'edificio è caratterizzato dalla forte presenza di terremoti, percui il Cassia Co-Op è stato progettato tenendo presente tutti i requisiti antisismici, dimostrando così che anche un' architettura a budget limitato è in grado di essere effiicace; difatti possiamo dire che il Coop è riuscito  persino a resistere a scosse che superavano il 5° grado della scala Richters.

Grazie alla sua copertura ventilata in legno, agli ampi aggetti che formano zone d'ombra e alle schermature verticali delle pareti che proteggono l'utente dalla luce diretta del sole, ai muri in laterizio che permettono una un accumulo di calore all'interno dell' ambiente e uno sfasamento nel tempo della temperatura, l'edificio riesce così a soddisfare anche i requisiti energetici passivi; trovo anche molto azzeccata la tipologia del legno utilizzato per le finiture, difatti non viene scelto un qualsiasi tipo di legno ma il materiale scartato dalle piantagioni di cannella. Tale materiale viene successivamente lavorato e protetto con adeguati impregnanti in modo da essere performante nel suo utilizzo. 

Il cantiere è durato 3 mesi e sono stati utilizzati 70 operai non qualificati, tutto questo secondo me ha dell' incredibile, sia per le tempistiche limitate dell' intervento che per l'organizzazione del cantiere. Per i trasporti dei materiali dalla foresta al luogo di lavoro sono stati affiancati ai lavoratori 8 bufali locali, animali fortemente utilizzati per lavori pesanti e per diminuire i tempi di spostamento.

Questi sono i progetti che ci piacciono: un'idea che sa guardare lontano, materiali locali con disponibilità a km 0,  un edificio a basso impatto ambientale e  perfettamente integrato con il paesaggio circostante, una comunità sapientemente indirizzata e coinvolta in tutti i processi: da quello decisionale a quello realizativo.

A mio avviso sapendo amalgamare sapientemente gli ingredienti giusti si otterranno grandi risultati  e si potrà di sicuro sfornare una ricetta perfetta!  (Le InfrigoVeritas mi daranno sicuramente ragione su questo punto!)

Beh come avrete già capito, nel nostro caso la nostra ricetta sarà un progetto a D.O.C. !!!

 

Alla prossima!!!

TIZIANO ZERBO

CREDITS:

 

http://www.progettarearchitettura.it/

http://www.archdaily.com/274835/casia-coop-training-centre-tyin-tegnestue-architects

http://www.abitare.it/

http://www.tyinarchitects.com/

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Un'esplosione di Colori

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Un'esplosione di Colori

Prima di parlare dell’Holi dobbiamo capire da dove proviene e cosa significa.

Nella tradizione Indiana l’inizio della primavera si saluta in un modo particolare, danzando, cantando e lanciandosi addosso polvere colorati (gulal). Se vogliamo associarlo ad una data precisa, solitamente cade il giorno successivo alla prima notte di luna piena del mese di Marzo.

Holi rappresenta la rievocazione simbolica di un antico mito induista: Hiranyakashipu, un arrogante re demone che tentò di vendicare la morte del fratello minore ucciso da Vishnu, una delle tre divinità supreme del pantheon induista, che regolano la vita e la morte dell’intero universo.

Per cui ogni anno durante la notte di luna piena, dunque alla vigilia della festa, vengono accesi degli enormi falò lungo le strade indiane per rievocare questo evento mitologico e sconfiggere gli spiriti del male con il potere delle fiamme.

Da ciò si sono susseguiti altri riti tra cui, appunto, il lancio di polveri colorate e spruzzi d’acqua da parte di tutti: dal bambino più piccolo all’anziano, senza nessun vincolo di età.

Oltre il significato della vittoria del bene sul male, Holi assume altri molteplici significati come i festeggiamenti in onore del raccolto e della fertilità della terra, la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera nonché l’abolizione delle differenze di casta godendosi un giorno sfrenato e ricco di divertimento.

 

Negli ultimi anni con il sopravvento della comunicazione e dei social non si è perso tempo nell’esportare questo rito e renderlo più commerciale.

Nascono dunque due manifestazioni importanti organizzate, all’inizio, nelle capitali mondiali e pian piano anche in altre città più piccole.

Una senza dubbio è “The Color Run” (notare che ogni marchio ha il suo nome specifico e protetto da Copyright) che prevede una corsa podistica aperta a tutti, solitamente di 5 km circa, dove ad ogni chilometro vi sono piazzate delle postazioni che ricoprono di colori i partecipanti, fino all’arrivo con un grande palco dove si continua a ballare, cantare e a far festa.

La seconda invece è la “Holi Color Festival” [vedi discorso precedente] che prevede un grande Mainstage dove si esibiscono artisti famosi mentre le persone continuano a fare festa ai piedi del palco; un vero e proprio festival.

 

Siccome noi della redazione di Forge of Talents siamo legati particolarmente al nostro territorio, non potevamo che non parlare dell’ “Holi Colours Festival Biella” che si terrà appunto nell’omonima provincia, più esattamente presso l’Anfiteatro Papa Giovanni II di Sordevolo, sabato 18 giugno 2016.

Un’iniziativa unica nel territorio e organizzata esclusivamente da ragazzi Biellesi insieme alla Pro Loco e al comune di Sordevolo.

Il Mainstage prevede l’esibizione di Djs locali e del Cunese (AL31 dj; Cocker Humphries; Maxxuel; Paul Clarke; Crystal Drops b2b Double J; Andrea Rey; Dani Piccato; Kross & Fader e molti altri)che trasformernno la location in un vero e proprio Festival stile Tomorrowland senza dimenticare il lancio di colori allo scoccare di ogni ora.

I cancelli apriranno alle 14 e sarà attivo un activity village dove rilassarsi, interagire e divertirsi oltre che a un servizio ristoro e bar interno gestito da Walhalla Biella che inizia il suo tour con la prima data estiva.

Info e prevendite 

https://www.facebook.com/holicoloursfestivalbiella/

http://www.anyticket.it/anyticketprod/Default.aspx?partner=SOFT

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ACCIDENTALLY IN WORDS

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ACCIDENTALLY IN WORDS

Cari Followers,

Questo mese vorrei dedicare la mia rubrica ai nostri amici a quattro zampe, che popolano le nostre vite regalandoci ogni giorno il loro amore incondizionato.

Vorrei soffermarmi proprio su questo aspetto:l’ affetto che lega il cane al suo padrone é un sentimento che, mi permetto di dire, può dimostarsi molto più forte di quello umano.

Ho trovato ispirazione guardando un film intitolato Max, che narra la storia di un cane che perde il suo proprietario (un marine) durante la guerra.

La situazione del povero Max, e di molti altri cani come lui, é davvero difficile.

Il rapporto che si crea tra il soldato e il suo compagno a quattro zampe é molto profondo, perché si basa su un rapporto di fiducia totale consolidato negli anni e durante tutto l’ addestramento. Sin da cuccioli questi cani vengono sottoposti a duri allenamenti per verificarne le capacità e le doti, poiché non tutti possono affiancare i soldati in guerra. Non voglio soffermarmi sulla trama del film, anche perché lascio a voi il piacere di guardarlo, piuttosto vorrei prestare attenzione

 All’ aspetto emotivo della storia.

L’ affetto che legava max al suo padrone è tale da compromettere il futuro dello stesso cane, che entra in depressione e diventa aggressivo a tal punto da Dover essere soppresso.

Sfortunatamente, anche i comuni cani da compagnia possono trovarsi in situazioni simili. Se riflettiamo, questo atteggiamento é paragonabile a noi esseri umani: la disperazione per la perdita di una persona molto cara crea problemi difficili da superare.

Il sentimento che ci lega ai nostri amici pelosi é molto più profondo di quanto immaginiamo. Il cane dedica la sua vita a compiacere il padrone, rispettandolo e adorandolo con tutto se stesso, soprattutto indipendentemente da ciò che riceve in cambio. Molte persone mostrano poca considerazione nei confronti dei loro cani, e purtroppo ho vissuto e sto vivendo in prima persona questa esperienza.

Ciò che mi colpisce ogni giorno é lo sguardo di Max, il labrador della famiglia con cui vivo, che aspetta con ansia l’ arrivo dei padroni nella speranza di ricevere un po’ di coccole o di giocare in giardino.

Povero, mi fa una tenerezza infinita, perché ogni sera ci spera e non getterà mai la spugna.

 Purtroppo i genitori sono occupati a fare altro e le bambine non sono interessate alla compagnia del loro cane. Per fortuna io lo adoro, lo sommergo di coccole e lo porto sempre a fare lunghe passeggiate!

Ma é impressionante l’ amore incondizionato che Max prova per i suoi padroni, benché loro non lo considerino più di tanto e io, invece, passi molto più tempo con lui. Nonostante ciò, max amerà sempre la sua famiglia e farà sempre il massimo per compiacerla.

Non so se avete mai vissuto in prima persona una situazione simile, ma se ci pensate é davvero triste. Questi poveri cani adorano i loro padroni, purtroppo sempre troppo impegnati per ricambiare con un gesto d’ affetto.

Il problema grave é che i cani non si aspettano un tornaconto: loro ci onorano incondizionatamente e per tutta la vita. Siamo noi che dovremmo farci un esame di coscienza ogni tanto, per essere sicuri di ricambiare almeno in parte questo sentimento così nobile.

Se ci pensate, quanto tempo ci occorre per fare due carezze ai nostri amici pelosi? Due minuti che per noi non significano molto, ma a loro cambiano la giornata rendendola speciale!

Ricordatevi di dedicare ogni giorno un momento del vostro tempo al vostro fedele compagno a quattro zampe, non dimenticate che lui é l’ unico che non vi tradirà mai e che sarà sempre pronto a rispondere al vostro richiamo.

Come disse Victor Hugo " se guardi negli occhi il tuo cane, come puoi ancora dubitare che non abbia un anima?"

Continuo ad essere convinta che dovremmo imparare molto dagli animali.

Penso che meritino molta più stima di tanti essere umani che mi circondano.

Buona lettura a tutti voi Followers e un bacio ai vostri fedeli Compagni Pelosi!

 

Silvia SISSY Castello

 

 

 

 

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Je suis Jaden...

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Je suis Jaden...

Ci sono persone che amano mangiare, altre che amano cucinare e altre che sanno dare un’anima alle proprie creazioni ai fornelli, ed ecco che prendono vita. Succede quando la fotografia incontra la passione per i dolci e i nostri sensi vengono travolti.

In un tardo pomeriggio di maggio, davanti ad una fetta di torta alle fragole e una tazza di the incontriamo lei, la nostra ospite speciale di questo numero: un esplosione di bellezza e buon umore, con un sorriso che conquista e gli occhi che brillano di idee… lei è “Jaden”, appassionata e appassionante. Noi la intervisteremo per voi.

Jaden

Jaden

Parlaci di te…

Le mie due parole di circostanza “sono Giada e ho 23 anni”. Dai miei ricordi mi è sempre piaciuto mangiare, ho foto da piccina mentre mangiavo spaghetti e avevo davanti a me una torta di compleanno. La mia era proprio “la torta “, una torta di mele rustica fatta da mia mamma che attendevo tutti i mesi di novembre. Non mi sono mai piaciute le torte di compleanno classiche ricoperte di panna con scritto sopra Auguri.

Com’è nata la tua passione per i dolci?

La torta di mele, sempre lei, merito suo. Ai miei 18 anni non poteva mancare come ad ogni anno e da lì a poco iniziai a sperimentare le mie prime creazioni, inizialmente sotto stretta ricetta di famiglia e poi modificando a poco a poco dosi e/o ingredienti e creando nuove varianti.

Chi è Jaden? E’ stato difficile trovare un nome d’arte?

Si, non ho mai avuto un soprannome o nomignolo e i diminutivi non sono una mia abitudine. E’ stato difficile trovare un nome d’arte, Jaden è un po’ un unione del mio nome in lingua francese con l’aggiunta della lettera N, unita come se fosse un ingrediente in più in una ricetta. Quindi mi raccomando, pronunciatelo in francese e non in inglese! Ci tengo!!!

Preparare dolci per te è…

Mangereste una torta di mele fatta con una sola mela? Preparare dolci è invadere la cucina di farina, sperare nell’equilibrio della bilancia, stampare dei segni nelle ante dei mobili mentre si recupera la carta forno. Riempire il cestino dell’immondizia con le confezioni degli ingredienti finiti e soprattutto essere ripagati dai profumi che emana la cucina…. Profumo di Felicità!!!

Preparazione e assaggio dei tuoi dolci. Ma non è tutto qui, vero?

E’ cosi ingiusto, un’attenta ricerca degli ingredienti, la concentrazione per prepararli, un attesa per fonderli assieme e solo pochi minuti per gustarli. Troppo poco, il risultato finale merita di essere osservato. Solo dopo aver preso vita all’interno di un’atmosfera creata apposta per lui, possiamo permetterci di mangiarlo. Attraverso la fotografia, unisco i miei studi di scenografia alla passione per i dolci. Mi piace dare un luogo di vita alle mie creazioni.

Ingredienti e colori che ami di più…

Associo spesso i colori con gli ingredienti. Amo il verde, colore della natura e dei pistacchi, la dolcezza del rosa, la croccantezza delle nocciole e la solarità e l’asprezza del giallo limone.

I tuoi dolci non sono mai dei grandi classici dalla A alla Z…

Sperimento le ricette classiche apportando piccole modifiche. E’ più forte di me non seguire una ricetta dall’inizio alla fine. Le mie stesse ricette non sono quasi mai uguali. Quindi non chiedetemi di rifarvi una torta identica perché sennò storcerò il naso =) .

Mentre cucini pensi a qualcuno in particolare?

Si, ad amici e famigliari. E’ una gioia vederli felici dal primo all’ultimo morso!

Qual è il tuo dolce preferito e a quale personaggio famoso lo faresti assaggiare?

Subito dopo la torta di mele c’è la meringata e le mille versioni a freddo e in forno del cheesecake.  Busserei volentieri alla porta di Hugh Jackman con una fetta di torta…. Dite che mi aprirebbe?

Amici vi abbiamo fatto venire un’incontrollabile voglia di dolce?!

Vi lasciamo con una sua ricetta e se volete vedere le sue creazioni la nostra Jaden ha appena creato un profilo instagram : jaden_baking_mode .

Seguitela e lasciatevi trasportare dai sensi!

Al prossimo mese forgini golosi!!!

Baci dalle vostre Infrigoveritas Anna & Georgia

InfrigoVeritas meet Jaden

InfrigoVeritas meet Jaden

 

COCONUT SPONGE CAK di Jaden

La rivisitazione di Jaden della Victoria Sponge Cake, questi sono gli ingredienti per una singola base, diametro 20cm.

Base

4 uova

125gr burro morbido

200gr zucchero

250gr farina auto lievitante

100gr farina di cocco

1 cucchiaio di fecola

1 yogurt al cocco

Latte q.b.

Farcitura

Panna da montare q.b.

Marmellata in fragole in pezzi q.b.

Preparazione:

Nella planetaria montare burro e zucchero, aggiungere uno alla volta le uova e lo yogurt, in un piatto ammollare la farina di cocco con il latte, setacciare farina e fecola. Unire la farina di cocco e il composto secco nella planetaria

Mettere in forno 180 gradi 40 min circa, prova dello stuzzicadente dopo la mezzora.

E poi via libera alla fantasia per la decorazione!!!

 

 

 

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IN SINTESI LE FIBRE TESSILI E LA PELLE

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IN SINTESI LE FIBRE TESSILI E LA PELLE

Vi siete mai domandati del motivo per cui alcuni dei capi che indossate vi cadono addosso leggeri come fossero una seconda pelle mentre altri sembrano
appesantirvi la giornata trasformandosi soltanto in un altro pensiero da gestire?
Le motivazioni potrebbero essere legate, in realtà, a molti fattori come, ad esempio, quello estetico, quello dei coloranti adoperati per la tintura oppure
del tipo di tessuto utilizzato, ed è proprio su quest'ultimo argomento che vorrei soffermarmi nella stesura di questo articolo.
Per quanto la nostra cute abbia il compito di farci da corazza proteggendo i tessuti sottostanti e quindi possa sembrare soltanto un involucro inanimato, anch'essa necessità e pretende le nostre attenzioni!

La scelta di un tessuto che meglio si adatti al carattere della nostra pelle è fondamentale per riuscire nel sempre più difficile intento di tornare a casa dopo una giornata di lavoro un po' meno stressati e, levandosi i vestiti di dosso, accoccolarsi sul divano per potersi finalmente lasciare alle spalle le tensioni accumulate!


Le tipologie di tessuto si dividono principalmente in due categorie:

Quelle di origine naturale, che a loro volta si dividono in due categorie distinte e cioè le fibre animali (come Lana, seta) e fibre vegetali (Cotone,canapa,lino),
che sono quelle che si possono trovare in svariate forme in natura come il pelo di un animale nel caso della lana o dalle fibre dei fusti delle piante come nel caso del lino.

Quelle di origine artificiale, che a loro volta si dividono in due categorie e cioè le fibre artificiali ( Lana di vetro,Modal, cupro) e quelle sintetiche ( acrilico,
nylon,poliestere), che sono quelle create dall'uomo attraverso reazioni chimiche.

Nel caso dei tessuti naturali, solitamente, non si riscontrano particolari problemi! Anzi, con l'avanzare delle tecnologie si cerca sempre più di dare ai tessuti caratteristiche che ne trasformino scopo e utilizzo; Come le ragazze di Catania che , riciclando le bucce delle arance, hanno creato una tipologia di tessuto in grado di giovare anche alla salute di chi lo indossa! Questa del recuperare le bucce di arance ha molteplici risvolti positivi! oltre alla creazione di una fibra naturale, recuperando le bucce di arancia si da un forte segno di apertura nei confronti dell'ambiente che, in questo momento, non può che fare bene!
Al contrario dei precedenti, i tessuti artificiali, incontrano spesso il rifiuto della pelle che in alcuni casi presenta segni di sudorazione o eritemi!
Nonostante la ricerca sia sempre più volta verso la ricerca di materiali idonei al contatto con la cute, ancora non siamo in grado oggi di garantire, con  totale oggettività, la perfetta compatibilità di un tessuto con qualsivoglia pelle umana.

Quello che dobbiamo quindi fare è ascoltare il nostro corpo e fare attenzione alla propria pelle per capire, con attenzione, quali sono i tipi di tessuti più idonei alla nostra persona e renderci conto che basta davvero poco per stare meglio! Alle volte anche soltanto cambiare una maglietta!

Vi lascio con un'immagine che vi aiuta meglio a capire la classificazione!

http://3.bp.blogspot.com/-2JhWNPr3BKo/U9fFR7T3kHI/AAAAAAAACmU/YfjlypFI0vQ/s1600/FIBRE+TESSILI.jpg

http://3.bp.blogspot.com/-2JhWNPr3BKo/U9fFR7T3kHI/AAAAAAAACmU/YfjlypFI0vQ/s1600/FIBRE+TESSILI.jpg

Tatiana Fusi

 

http://www.webbete.it/lavanderiamartinico/img/400%20modal%20100.jpg

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