Credo che non esista al mondo una città come Roma... La sua mediterranea vegetazione, i suoi scorci suggestivi, i suoi colori, la sua storia e la sua straordinaria Architettura ne fanno una capitale unica e rara nel suo genere.

Questa è la quarta volta che capito nella città Capitolina e ovviamente anche in questa occasione sono riuscito a scoprire dei luoghi incredibili che forse non tutti conoscono… e che naturalmente mi piacerebbe condividere con voi!

In particolare oggi, vi voglio presentare un edificio molto singolare e ve ne consiglio caldamente la visita!

Ci troviamo lungo la via Ostiense, un'antica strada extraurbana che conduce verso Ostia, e arrivati nei pressi della linea B della metro (stazione Garbatella), tra i Mercati Generali e la sponda sinistra del Tevere, si può intravedere un singolare fabbricato industriale con rivestimento in bugnato e curiose vetrate... Ma cosa sara mai????.

Si tratta della Ex Centrale Montemartini (nome dato in onore dell'Assessore al Tecnologico, Giovanni Montemartini) primo impianto pubblico romano costruito nei primi del ‘900, utilizzato per la produzione di energia elettrica e oggi sapientemente rifunzionalizzato ad  area espositiva dei Musei Capitolini.

L’idea è estremamente interessante e suggestiva, ci troviamo di fronte a un fabbricato che di per sé  non è stato concepito come museo d’arte o centro culturale; nasce infatti come centrale a vapore e diviene con il tempo, grazie ad importanti operazioni di riqualificazione, un originale contenitore di opere classiche: un luogo dove ingegno e creatività si incontrano dando vita a un viaggio temporale  perfettamente riuscito!  

Arte classica e macchinari novecenteschi vengono così esposti nello stesso ambiente, conferendo loro la medesima importanza. In questo modo si riescono a ricreare bellissimi giochi di luce e contrasti: il colore bianco delle statue riesce così a risaltare grazie allo scuro sfondo dei macchinari dando vita ad un effetto sorprendente.

UN PO’ DI STORIA…

La Centrale viene costruita attorno al 1912 grazie a politiche incentrate sulla municipalizzazione  dei servizi di trasporto e dell’elettricità; in questo periodo essa risulta uno dei pochi impianti a sistema misto della città: da sola riesce ad elettrificare un gran numero di quartieri a un prezzo più basso rispetto ad altri centri di produzione limitrofi, grazie all' alta efficienza energetica  del suo  sistema misto composto da turbine a vapore e motori Diesel.

I macchinari hanno tutti il marchio Tosi, nome che deriva da Franco Tosi, pioniere dell’industria metalmeccanica e fondatore di una delle più importanti aziende italiane a livello nazionale di fine ‘800.

Attorno agli anni 50, l’Italia vive un periodo di benessere che porta a un notevole boom economico; la centrale risulta ormai vecchia e poco efficiente, così viene ben presto abbandonata al suo destino. Anche il quartiere circostante di via Ostiense ne risente: anno dopo anno iniziano a chiudere altre fabbriche  e la zona si trasforma in un distretto fantasma freddo ed inospitale.

Solo negli anni ’80 si avviano delle idee di riqualificazione per riconfigurare la vocazione amministrativa  e commerciale dell’area  attraverso il ripristino di edifici dismessi . Si attuano così dei lavori per rimettere in sesto la Centrale in modo renderla di nuovo operativa come contenitore museale.

 Negli anni ’90 a causa del restauro del Palazzo dei Conservatori  dei Musei Capitolini, si pensa di inserire temporaneamente le opere in questa fabbrica: l'effetto risulta talmente particolare che quando le statue vengono riportate in sede centrale, si cerca subito di introdurne altre in modo da non spegnere la particolare magia che si è venuta a creare. 

Così le opere statuarie che fino a quel momento erano rinchiuse in magazzini o  scantinati  riescono a trovare un degna collocazione all’ interno della Centrale. In poche parole essa, da museo temporaneo  si converte a vero e proprio museo permanente.

Concludo dandovi un piccolo accenno su cosa andrete a trovare all'interno  in modo da farvi venire la voglia di vederla dal vivo senza rovinarvi la visita!

Appena entrati inizierete a sentire un intenso odore di gasolio proveniente ancora dagli antichi macchinari e dalle strutture dell'edificio ( state pur certi che vi aiuterà a immedesimarvi nel contesto industriale in cui vi troverete!).

Oltrepassato l'ingresso troverete la Sala delle colonne, utilizzata in passato come punto di scarico dei residui delle turbine a vapore, oggi spazio dedicato alle pitture funerarie romane provenienti dall' Esquilino; poco più avanti noterete la sala macchine dove potrete osservare due mastodontici motori Diesel che fanno da scenografia al complesso statuario di prima età imperiale;

Poco più avanti, nella Sala caldaie, noterete colori più pacati e rilassanti: qui si richiamano gli ambienti degli Horti Lamiani, giardini di grande importanza situati sul colle Esquilino; potrete osservare un gigantesco mosaico  rinvenuto ai primi del '900  vicino alla Chiesa di Santa Bibiana (Rione Esquilino) che rappresenta una tipica scena di caccia. 

Non mi dilungo oltre!

Buona Visita!

TIZIANO ZERBO

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