Cosa fare in una domenica di primavera in cui il sole è protagonista, l’aria è fresca e le giornate sono più lunghe?

Una corsa in riva al lago, un pranzo leggero e poi spazio all’arte, e che spazio aggiungerei…

Milano ha vissuto un periodo di grande visibilità grazie a Expo 2015, e l’intera città ne risente ancora portando avanti iniziative di grande portata culturale.

Ma lo spazio di cui vi vorrei parlare è quello che è stato inaugurato il 9 maggio scorso, ovvero il nuovo colosso dell’arte contemporanea italiana: la nuova sede della Fondazione Prada.

Con i suoi 19000 metri quadrati di superficie (appartenuti a un ex distilleria), la nuova sede progettata da Rem Koolhaas è pronta a rivoluzionare i luoghi tradizionali dell’arte.

Un museo interattivo che punta su percorsi tematici, mostre, spazi per bambini, spazi dal mood sofisticato, ma anche molto entertainment.

Entrando si rimane colpiti dal silenzio surreale che pervade tutto, sembra di essere in una bolla di sapone.

Un caffè e un dolcetto nel meraviglioso Bar Luce progettato da Wes Anderson e si parte per quest’avventura.

Si parte dal Podium, il piccolo gioiello di Koolhaas, un parallelepipedo costruito con la luminosissima schiuma di alluminio in cui è presente l’opera più incredibile:

Un androide con la barba, che appare come un simbolico, inatteso e provocatorio alter ego dell’artista Goshka Macuga.

Questa scultura (anche se l’artista non vuole rivelarlo, ha le sembianze di Nabil, fidanzato di Goshka) ripete senza sosta frammenti di discorsi pronunciati dalle più diverse personalità della Storia: un simbolico archivio del pensiero dell’umanità.

Si passa poi a “L’image volée”, una mostra collettiva curata dall’artista Thomas Demand, che occupa i due livelli della galleria Nord.

Il suo intento è di indagare le modalità con cui gli artisti hanno sempre fatto riferimento a un’iconografia precedente per realizzare le proprie opere, concentrandosi sul furto, la nozione di autore, l’appropriazione in modo ironico e originale.

L’opera di Demand prosegue poi nel Cinema -1 dove ci presenta la sua riproposizione di una grotta costruita con oltre 30 tonnellate di cartone, intitolando la sua installazione “Processo grottesco”.

Infine, dopo esservi persi in questo labirinto di meraviglie si entra nella Galleria Sud, dove sono presenti le opere selezionate e collezionate nel tempo da Miuccia Prada e Germano Celant: ciliegina sulla torta di un percorso stupendo.

Con gli occhi pieni di stupore, e con il sole ormai tramontato, usciamo da un’esperienza incredibile, un’oasi di pace a pochi passi dalla frenesia di Milano.

Eh sì, a volte per caso ci si ritrova in luoghi che suscitano emozioni inaspettate.

Provate signori, provate.

Valentina Poerio

 

Io continuo a stupirmi. È la sola cosa che mi renda la vita degna di essere vissuta.

(Oscar Wilde)

 

 

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