Cosa scrivere...su cosa posso scrivere questo mese? Chiudo gli occhi e respiro profondamente....penso alla moda...cosa mi piace e il perché voglio lavorare in qsto mondo! Ricordo che fin da piccola sono sempre stata affascinata dalle scarpe con il tacco, dai vestiti...e dai nastri di mia zia!!! Lei ha avuto un ruolo importante nella scelta su cosa fare da grande, ricordo che quando andavamo a trovare i parenti a Milano e la sera prima ditornare a casa l’aspettavamo...l'aspettavo anche con un occhio aperto e uno chiuso perché avevo sonno e a 7 anni crollavo facilmente!!! Arrivava e mi dava sempre una bustina con dei piccoli pezzetti di nastri, aprivo la busta e guardavo cosa c'era e mi entusiasmavo, li ho ancora tutti e li custodisco con amore e gelosia!!! 
Oggi penso che mi piacerebbe provare a vivere un mese almeno per ogni decennio passato, studiare, provare, usanze e costumi per capire meglio cos'era la moda e come ci si comportava con essa, per poi adattarmi al cambiamento del futuro perché l'adattarsi può solo far bene, la resistenza porta al contrasto. Il mese scorso sono andata a Milano Unica e per la serata di apertura ho sentito parlare i grandi del mondo moda, o per lo meno alcuni; si parlava del dover adattarsi al cambiamento, il voler staccarsi dalla tecnologia per parlarsi faccia a faccia e allo stesso tempo non poterne farne a meno, si sa...ciò che non cambia è per definizione morto. Molte aziende che non hanno saputo affrontare il cambiamento o non hanno potuto sono morte...e con loro anni e anni di storia...che purtroppo probabilmente le generazioni future non sapranno neanche dell'esistenza di quelle aziende.
Adattarsi al cambiamento può inizialmente far male ma poi porta giovamento.
Si parlava inoltre durante quella sera della bellezza e dell'eccedenza dell’ Italia, paese d'arte, paese della moda, paese di molti prodotti di  lusso, sentivo parlare queste persone e ad un certo punto mi sono chiesta: "ma se all'estero l'Italia è gli italiani sono considerati al top per quanto riguarda la moda....perché noi ragazzi italiani siamo più apprezzati all'estero che nel nostro paese? " Parlo per me ma anche per tanti miei coetanei, ci piacerebbe essere valorizzati tanto quanto siamo valorizzati all'estero, sarebbe bellissimo andare via dall'Italia ma per poi tornare e non andare via perché lo stipendio per il ruolo svolto è il doppio di quello italiano, o perché a 30 anni ti propongono un lavoro full time con un rimborso spese che in realtà non copre neanche le spese di viaggio, mi piacerebbe andare all'estero per fare esperienza, per crescere e tornare nel mio paese e saper di essere apprezzata sotto tutti i punti di vista, siamo il paese della moda e del made in Italy, ma la maggior parte delle menti artistiche e non solo italiane dove sono?? Vorrei andare all'estero e dire che nel mio paese apprezzano noi giovani e ci aiutano a crescere ed essere indipendenti!
Credo in un futuro migliore, perchè mi impegno e tante altre persone si impegnano per far si che lo sia, mi impegno per realizzare i miei sogni e sempre lo farò, so che tutto accade per un motivo e ogni cosa che accade mi fortifica per affrontare il percorso della vita, sono grata di tutto quello che ho, e ho fiducia...fiducia che l’impegno paga sempre!

Tatiana Fusi

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