Bentornati Amici di Forge! Apro questo articolo con un simpatico video, che insegna a costruire con dei semplici tubi di cartone,  un divertente spazio gioco per il vostro cagnolino. (Se vi interessa scoprire di più sul video ecco il link , si tratta di un concorso di design a cui hanno partecipato architetti di fama internazionale quali MVRDV, Toyo Ito," il tizio che vedrete nella figura sottostante"... e tanti altri http://architecturefordogs.com/architectures/shigeru-ban/ )

E questo cosa c’entra con l’Architettura?

 Beh, questa piccola intro per descrivervi la storia di un particolare architetto giapponese, che ha avuto la brillante idea di sostituire i classici materiali edili con questi strani tubi! 

E che cosa è venuto fuori?  Scopriamolo insieme!!!

In poche parole sto parlando di Shigeru Ban, vincitore del  Premio Pritzker  2014 ( prestigioso premio per l’Architettura assegnato ogni anno per onorare architetti viventi e le loro particolari opere architettoniche ) e ideatore di alloggi a basso costo costruiti con un originale materiale che prevede l’utilizzo di carta e bambù come elemento strutturale.

La figura dell’Architetto in Giappone, racconta Ban in un' intervista, ha una storia molto recente: i primi professionisti si affermarono nel territorio giapponese solamente nel ‘900; prima di questo periodo, a svolgere questo mestiere erano soprattutto artigiani e falegnami senza alcuna base scolastica.

 Shigeru Ban una volta tornato dai suoi studi negli Stati Uniti dovette a lungo scontrarsi con questa dura realtà che non gli permetteva di essere rispettato come architetto di nuova generazione.

 

La caratteristica principale che contraddistingue la figura di un architetto da tutte le altre persone è quella di conservare oggetti e materiali di per sé inutili; e possiamo dire che anche Ban faccia parte di questa STRAMBA categoria, difatti mentre lavorava alla preparazione di un importante allestimento in cui si utilizzavano rinomati tessuti per plasmare forme e spazi,  si imbattè in un singolare materiale che avrebbe cambiato per sempre il suo modo di pensare.

“ Una volta finito di appendere la stoffa alle pareti degli ambienti della mostra, mi accorsi che per terra rimanevano depositati disordinatamente per tutta la stanza solo più i tubi di cartone; invece di buttarli nella spazzatura, li presi e li portai nel mio ufficio.”

In questo modo, egli venne alla conoscenza delle straordinarie proprietà strutturali della carta, la quale opportunamente compressa e lavorata  con tecniche specifiche poteva divenire un solido elemento strutturale da poter utilizzare in Architettura.

Così iniziò a chiedersi: “ Cosa posso fare come Architetto per essere utile a questa società?

"Guardandomi attorno, sia nel mio Paese che nel resto del mondo, vidi che ai profughi colpiti da guerre o da disastri naturali, venivano forniti rifugi impietosi di bassa qualità, così mi resi conto  di quanto fosse necessario pensare a qualcosa che migliorasse le loro condizioni di vita."

Nel 1995 Kobe (situata a sud del Giappone) fu vittima di un devastante terremoto che colpì la città,  le vittime furono più di 6.000 e si rapportarono danni per più di 10.000 miliardi di yen; Shingeru Ban si interessò alla difficile situazione degli sfollati, visto che molti di loro abitavano in esili capanne composte da teli di plastica per niente confortevoli; addirittura alcuni, furono mandati via dal parco cittadino che li ospitava provvisoriamente, temendo che potesse trasformarsi in una degradante baraccopoli.

L’architetto intervenne pensando a una struttura più stabile che potesse rendere gli ambienti più confortevoli e che fosse  allo stesso tempo esteticamente più gradevole in modo da poter essere accettata da tutti gli abitanti di Kobe.

L’obiettivo quindi era di ideare abitazioni fai da te economiche che potessero essere costruite da chiunque.

Le fondazioni vennero pensate con casse di birra riempite di sabbia, muri formati da tubi di cartone dal diametro di 10 cm e con uno spessore di 4 mm il tetto, il tetto con materiale tessile e mebranaceo.

L’idea fu accolta in maniera positiva, sia dal Comune che dagli abitanti, soprattutto per la semplicità dei materiali, che potevano essere realizzati sul posto con  piccole operazioni e per la gradevolezza estetica del risultato finale. Alla fine dell’estate del 95 vennero costruite circa 27 capanne che assomigliavano le classiche strutture in legno che si osservano in montagna.

L’ Architetto, inoltre vedendo che la maggior parte delle persone si riunivano in preghiera in una vecchia chiesa distrutta dal terremoto, propose alla comunità di costruire un edificio di culto temporaneo in modo che i rifugiati potessero avere un luogo sicuro in cui poter pregare.

Così tra marzo e settembre del ’95 si riunirono più di 160 studenti volontari in modo da poter aiutare la popolazione nella realizzazione.

La pianta ellittica della chiesa  era formata da 58 tubi di cartone che definivano la struttura, i prospetti invece da pannelli di vetro mobili che davano una certa continuità tra interno ed esterno e da un rivestimento in policarbonato corrugato; la copertura invece era composta da un tessuto per tendaggi da esterno che conferiva all’interno un riverbero della luce particolare che le donava un’atmosfera tipica dei luoghi sacri.

Ban quando propose il progetto aveva in mente un edificio flessibile che dopo 3 anni  poteva essere smontato e rimontato in un’altra area disastrata.  Non aveva però previsto che le persone si affezionassero cosi tanto alla sua struttura e nel 2005 si festeggiarono i 10 della sua costruzione. Nel 2008 venne rimossa e ricostruita a Taiwan a con la stessa forma e gli stessi materiali, e al suo posto a Kobe fu ripensata una nuova chiesa.

Ci sarebbe ancora tanto da raccontare su Shigeru Ban, e purtroppo lo spazio a disposizione non mi aiuta, però ci terrei ancora a raccontare ancora un simpatico aneddoto che definisce la sua curiosa personalità.

Nel 2004, Shingeru Ban ormai divenuto una figura importante nel panorama dell’Architettura mondiale venne chiamato a Metz per realizzare il Centre Pompidou-Metz.

Avendo lo studio principale a Tokio dovette pensare di costruire un ufficio temporaneo in Francia in modo da poter seguire meglio i lavori con la committenza, così  chiese il permesso a Bruno Recine, il presidente del Centre Pompidou di Parigi e a Renzo Piano,(il progettista che l’aveva costruito) di poter affittare gratuitamente un terrazzo dell’edificio.

Renzo Piano  ( l’architetto che assieme a Richard Rogers vinse il concorso per la realizzazione del Centre Pompidou di Parigi  alla fine degli anni ’70 ) rispose a questa insolita richiesta in modo positivo e gli raccontò che pure lui ai tempi, dovette arrangiarsi in qualche modo trasformando una vecchia barca sulla Senna in uno studio temporaneo.

Se foste stati a Parigi intorno al 2004 avreste notato sulla terrazza al sesto piano del Centre Pompidou, una strana copertura in membrane di PTFE (politetrafluoroetilene), una pavimentazione in legno e i tipici tubi di cartone che ormai contraddistinguono l’ immagine di Ban.

L’ufficio di 115 mq venne costruito con la collaborazione di aitanti studenti di Architettura sia francesi che giapponesi; per Ban questo luogo di lavoro era indispensabile, perché oltre che instaurare un legame con l’edificio che lo ospitava, poteva seguire ogni fase di lavoro del cantiere di Metz (Edificio che potete osservare nelle immagini sottostanti).

 

 

Beh penso che l' abbiate capito da queste poche righe:  stimo moltissimo questo sorprendente architetto, sia per la sua spiccata personalità e sia per la sua piacevole simpatia. Trovo che le sue opere siano leggere ed eleganti, e che soddisfino appieno le esigenze di chi ne usufruisce. 

Ciò che amo di più, è soprattutto il suo mettere l'Architettura al servizio di tutte quelle persone più disagiate e sfortunate di noi. Ci pensate? E'  notevole tutto ciò, infatti per intervenire in questo modo, bisogna lavorare duramente e ideare tempestivamente una soluzione efficacie, in modo da progettare un ambiente di qualità nel minor tempo possibile. Esso dovrà essere allo stesso tempo confortevole, sicuro ed  adeguato  alle esigenze di chi ha perso tutto. (ve lo posso assicurare non è per niente facile trovare l'idea giusta al momento giusto!).

Alla prossima puntata!

TIZIANO ZERBO

 

CREDITS:

http://www.shigerubanarchitects.com/

http://www.archdaily.com/490141/centre-pompidou-metz-shigeru-ban-architects

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