Everywhere, Everytime

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Everywhere, Everytime

Un tempo ed un luogo per ogni cosa, un momento che sfugge per un luogo che muta o che rimane uguale per secoli.

Questo è mondo in cui viviamo, questo è l'essenza del nostro cuore e del nostro spirito. Luoghi immutati, luoghi che cambiano repentinamente, istanti sospesi per l'eternità e momenti che passano senza lasciare segni.

Il mese scorso ho voluto tralasciare il mio editoriale di proposito per un motivo, che risiede nel nome della scorsa pubblicazione: Fresh Memories.

Mi è capitato spesso in assenza di una cosa scontata o di routine, di pensare alle cose passate quasi con nostalgia ma lasciate che vi faccia un esempio: il mese scorso non avete visto l'editoriale, magari vi è capitato di pensare a quelli vecchi, perchè l'assenza dell'ultimo anello alla catena fa pensare a quelli precedenti. Quando qualcuno a cui teniamo, un parente, un amico, un animale, viene a mancare in automatico i nostri pensieri non solo al presente, al momento che stiamo vivendo ma a quelli passati che non potremo più rivivere. Questo è un tipico atteggiamento umano che non è sbagliato, è solo che siamo abituati a dare alcune cose per scontate.

Seguendo questa linea ho voluto testare se alcuni di voi hanno provato questa sensazione alla mancanza di un editoriale e se vi è capitato di ripensare a quelli vecchi e magari di andare a rileggerveli. Scrivetemelo magari in un commento qui sotto.

E continuando con la rottura delle tradizioni è mio triste compito informarvi che a tempo indefinito la nostra rubrica sul cinema cessa già da questo numero, perchè la fantastica Valentina che finora se n'è occupata si sta dedicando a moltissime cose diverse, alcune importanti riguardo il cinema dal punto di vista dello spettatore e vi consiglio di andare qui per scoprire, se già non lo sapeste, di cosa si tratta: www.friendmovie.it

Nell'augurarle ogni fortuna ed ogni bene le voglio rivolgere ancora un grazie da parte di tutta la redazione per l'incredibile e fantastico lavoro svolto con noi di Forge fin dagli inizi oltre due anni fa. GRAZIE VALI!!

Mattia Corbetta

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ACCIDENTALLY IN WORDS

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ACCIDENTALLY IN WORDS

Cari amici di Forge,
dopo quasi 6 mesi di questa avventura come au pair qui in Inghilterra ho pensato di fare qualche confronto tra le nostre abitudini e lo stile di vita british.

Partirei da alcune differenze molto conosciute per poi andare nel dettaglio, cioè ciò che riguarda la routine della famiglia con cui vivo.

La diversità più conosciuta è sicuramente la guida a sinistra. Il problema non si limita solo al fatto che io avrei seri problemi a guidare al contrario, ma soprattutto come potrei cambiare le marce?! Per almeno un mese ogni volta che dovevo salire in macchina aprivo la portiera dal lato del guidatore, ancora oggi ammetto di controllare dove è il volante prima di avvicinarmi all’ auto. 
sono certa che l’abitudine di aprire la portiera, sedermi convinta di trovare il volante di fronte e scoprire che invece è alla mia destra non mi abbandonerà mai. Comunque per quest’anno non credo di essere pronta ad affrontare questo cambiamento, aspetto di tornare in Italia e guidare la mia adorata macchinina.
La guida a sinistra comporta anche il fatto che, prima di attraversare, i pedoni devono guardare alla loro destra e ammetto di aver rischiato la vita più di una volta la prima settimana che ero arrivata qui. In generale, si tiene la sinistra in molte occasioni: camminando sul marciapiede, salendo le scale e in particolare alle scale mobili nelle metropolitane o aeroporti! Ricordatevi che a sinistra si sta fermi e la parte di destra viene lasciata libera per chi corre e ha fretta, altrimenti insulti assicurati.

Passiamo ad un atro classico british: la tanto amata moquette. Preparatevi a ettari di pelosa, insana moquette ovunque. Probabilmente, il motivo principale è che questo materiale trattiene meglio il calore e posso contemplarne l’uso moderato nelle stanze in cui si dorme, ma gli inglesi esagerano e mettono moquette in qualsiasi centimetro quadrato di casa! Qui dove vivo io la moquette parte dalle scale e ricopre tutto il piano superiore, per fortuna fanno eccezione i bagni che sono piastrellati. Il problema principale della moquette è che si può soltanto aspirare, ma non lavare come un pavimento nomale. Potete immaginare la mia faccia quando ho visto la mia camera, praticamente vivo a cavallo dell’aspirapolvere.. so che esistono macchinari atti al lavaggio di questa superficie ma qui nessuno possiede questi magici utensili e tutti si limitano semplicemente a vivere nella polvere e nei batteri. Per mia fortuna il piano inferiore è di parquet e il mio amico a quattro zampe lascia il suo simpatico pelo e il fango solo in cucina, dove posso pulire facilmente. Ma potete farsi un’idea dei pavimenti di chi possiede gatti o cani che vagano sulla moquette.. 

Colgo l’occasione , però, per spezzare una lancia a favore degli inglesi riguardo alla pulizia delle strade. Se in casa non badano molto all’ igiene, in generale le strade e i luoghi pubblici che per ora ho visitato sono molto più puliti di quelli che si possono trovare in Italia. Questo perché le multe per chi butta mozziconi di sigaretta in terra oppure per chi non raccoglie i bisogni dei propri cani sono salatissime. Una sera la mamma delle bambine per cui lavoro è tornata a casa arrabbiatissima perché aveva buttato la sigaretta in terra fuori dal suo ufficio a Londra e una guardia le ha fatto pagare immediatamente 60 £ di multa! Per questo la gente resta molta attenzione a non lasciare rifiuti ecc. per le strade. So che può sembrare un sistema un po’ eccessivo, ma all’apparenza sembra efficace.

Tornando ciò che ho notato vivendo in famiglia, mi ha colpito molto la differenza tra la gestione degli orari dei bambini rispetto a come ero abituata io da piccola.
Qui la scuola ha un orario differente da quella italiana e i bambini escono alle 15:15 al pomeriggio perché si presuppone che la loro cena, meglio conosciuta come “Tea”, di solito è prevista per le 17:30 circa. Addorittura alla nursery i bambini cenano tra alle 17! Probabilmente a tutti voi sembrerà assurdo, ma tutto ha un senso poichè i programmi in tv per bambini iniziano dalle 18:30 e in genere finiscono verso le 20:30 cosicché i bambini possano andare a dormire molto presto. È proprio uno stile di vita completamente diverso da quello italiano. In questa famiglia le bambine mangiano molto presto per conto loro così che poi possano giocare o guardare la tv prima di andare a letto, mentre noi adulti ceniamo un po’ più tardi. In ogni caso, anche i film per adulti iniziano alle 20, mentre alle 21 inizia già la seconda serata. All’inizio ho fatto un po’ fatica ad abituarmi a cenare alle 7 o anche prima , ma ad oggi inizio ad aver fame già molto prima, quindi meglio cucinare presto. 

Un’altra usanza direi tipica inglese è la passione per le “cards”, cioè i biglietti di auguri. Qui sono quasi ossessionati, nel senso che ogni occasione è buona per scrivere una card: per ringraziare qualcuno, per augurare una veloce guarigione, per l’esame della patente, per tutte le festività possibili ed immaginabili, per tutti gli invitati alle feste.. ci sono dei negozi favolosi con scaffali pieni di cards di qualunque tipo, forma, prezzo. Ovviamente per me che amo scrivere è una meravigliosa usanza, forse quella che ho apprezzato di più! L’unico problema è che qui tutti si aspettano di ricevere cards quindi ogni volta bisogna ricordarsi di procurasi i biglietti oppure tenere in casa delle scorte per ogni evenienza.

Ho notato con piacere che gli inglesi hanno la deliziosa abitudine di ringraziare in ogni occasione: dopo una festa di compleanno si preparano le party bags con regalini di ringraziamento per gli invitati, ogni volta che la gente scende dall’autobus ringrazia l’autista, ogni volta che si incontra qualcuno per la strada si saluta a prescindere dal fatto che sia un conoscente o meno.
In primi giorni, poi, avevo notato le risposte al ristorante e al bar: quando il cameriere chiede se si vuole qualcosa la risposta è sempre “yes, PLEASE” e quel per favore è importantissimo per gli inglesi. Mi sa che all’inizio sono stata maleducata, perché non lo sapevo e non mi ricordavo mai di aggiungere il “please”.  

Ultima abitudine della mia classifica: l’abbigliamento british. Stendiamo un velo pietoso riguardo ai gusti e la moda degli inglesi, proprio non hanno occhio per gli accostamenti di colore e fantasie. Le bambine che vedo in giro sembrano clown usciti dal circo, con degli improponibili impermeabili coloratissimi e poi gli stivali da pioggia altrettanto esuberanti e magari anche un bel cappello come ciliegina sulla torta.

Vorrei attirare la vostra attenzione sulla scelta dei colori.. OMG!!!! l'ho immortalata apposta per rendervi l'idea del "buon gusto" inglese.. 

Vorrei attirare la vostra attenzione sulla scelta dei colori.. OMG!!!! l'ho immortalata apposta per rendervi l'idea del "buon gusto" inglese.. 

Ma il top è la ballerina senza calze anche a -15 gradi solo perché è uscito un raggio di sole. Poverini, in effetti qui il sole si vede talmente di rado che appena c’è pensano di essere al mare! 
E soprattutto le maniche magliette a maniche corte e le calze al ginocchio dell’uniforme scolastica, ovviamente anche sotto la neve. Ma io dico?! Come fanno i genitori a permetter ai bambini di andare a scuola a gambe nude in inverno? Se lo facessi io prenderei la polmonite di fisso, infatti quando porto le bambine a scuola sembro una eschimese per come sono bardata. Io con sciarpa, cappello, giaccone ecc. e attorno vedo bambine con la gonna corta a gambe scoperte e bambini con la polo a braccia nude. Che ci vogliamo fare, sono inglesi! 

carini, vero?! peccato che escono così a giocare nel cortile e nel prato anche sotto la pioggia....

carini, vero?! peccato che escono così a giocare nel cortile e nel prato anche sotto la pioggia....

E voi, amici Followers, siete mai stati in Inghilterra? 
avete notato anche voi queste peculiarità del popolo britannico? 
Raccontatemi le vostre esperienze!

Stay tuned , people of Forge!!

Silvia SISSY Castello

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L'arte nel quotidiano di una metropolitana

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L'arte nel quotidiano di una metropolitana

Qual è secondo voi la stazione metropolitana più bella d’Europa? Si troverà per caso a Parigi? Oppure a Londra?  O magari a Berlino? Ma no che dico, sarà sicuramente a Stoccolma! 

Fino a qualche mese fa,  avrei scelto la capitale svedese come metro più bella d'Europa. E purtroppo avrei "ciccato" malamente la risposta.

Ma bando alle ciance, sono sicuro che state fremendo dalla voglia di conoscere la risposta... Ebbene si, forse non ci crederete, ma la stazione più affascinante d'Europa ce l’abbiamo proprio noi Italiani e si trova nella città di Napoli.

Sembra quasi strano no? Infatti, spulciando tra le maggiori testate giornalistiche italiane, oppure osservando i vari tg nazionali,  quando si parla di Napoli si notano per la maggior parte delle volte, solo notizie  spiacevoli riguardanti fatti di malavita, evasioni fiscali, emergenza rifiuti, problemi ambientali ecc…

Ma dico io, per una volta che bisogna applaudire la città di Napoli per l’ideazione e la realizzazione di un progetto  dove si convogliano idee innovative e capacità artistiche non indifferenti,  non si proferisce alcuna parola e tanto meno lo si pubblicizza adeguatamente???

Ora mi sorge una domanda..

 Ma quanti di voi sono veramente a conoscenza di questo INCREDIBILE lavoro? (Naturalmente la domanda è riferita a chi conosce poco Napoli o non ci è mai stato)

Come ho anticipato nelle prime righe, anche  io, come tanti di voi  sono venuto alla scoperta di questa meraviglia solo recentemente, nel momento in cui, dovendo visitare Napoli e dovendomi documentare sulle bellezze che la città partenopea poteva offrire mi sono improvvisamente imbattuto nelle bellissime foto scattate all'interno della metropolitana   pluri-premiata d'Europa.

In poche parole una metro che ci invidiano in molti! E Credo possiate capire il mio rammarico e il mio disappunto per questa mia grande disinformazione.

Beh, scusate il mio piccolo sfogo ma era doveroso farlo...

Bene, ora che ci siamo sciolti possiamo immergerci  in questo particolare e rarissimo incrocio di vie sotterranee dove  storia, architettura, design, tecnologia e arte si incontrano dando vita a qualcosa di unico e irripetibile.

Questa metropolitana è stata concepita come un museo sotterraneo distribuito sull’ intera area urbana, in questo modo un semplice viaggiatore immerso nella routine dei propri problemi quotidiani, in pochi istanti, percorrendo questo spazio si distrae  trasformandosi magicamente nell’unico destinatario di un messaggio artistico senza precedenti.

Beh c’è da dire che la linea ferroviaria di Napoli è sempre stata molto importante a livello storico, infatti il collegamento Napoli-Portici ( nato nel 1839) fu il primo tratto costruito nel nostro territorio.

 AMMODERNARE IL SOTTOSUOLO ATTRAVERSO L’ARTE CONTEMPORANEA

Ogni stazione di questa metro ha una sua caratteristica ben precisa nata  dell'ingegnosa mente dell’artista che l’ha concepita; in questo modo si concepisce una nuova forma di museo:  Il museo obbligatorio.

Ma cosa vuol dire di preciso? Beh, significa che la gente, difficilmente rimane indifferente da uno spazio ideato in questo modo. Le persone sono costrette ad osservarlo e a ragionare sulle opere esposte, che lo vogliano o no! Ma la cosa bella, è che possono fare tutto questo senza dover pagare alcun biglietto di entrata. (Solamente quello del treno se lo si vuole prendere, ma questo è ovvio!). Di stazioni ce ne sono tante, e tutte con un’idea di progetto diversa per cui cercherò di raccontarvi quelle che mi hanno colpito di più!

STAZIONE UNIVERSITA’ - Quartiere Porto – Architetto Karim Rashid

Stazione che si colloca vicino la zona portuale della città,nelle vicinanze si raggiungono velocemente la Facoltà di Lettere,  quella di Giurisprudenza e infine quella di Filosofia. 

Scendendo al piano sotterraneo appaiono subito agli occhi le accese colorazioni delle pareti  che portano ad un'intensa esperienza sensoriale ed estetica da parte del viaggiatore. A questo gioco di colori vivaci, vengono interposti ampi spazi con linee morbide e sinuose sorretti da imponenti colonne scure e traslucide in Corian (materiale formato da 2/3 di idrossido di alluminio e 1/3 di resina acrilica, utilizzato soprattutto per i piani di lavoro della cucina e per alcuni arredi bagno); la singolare forma di questi elementi verticali  richiamano l'attenzione del visitatore e se li si osserva attentamente sembrano quasi assumere le sembianze di dolci profili umani. All'interno, subito dopo aver sceso le prime scale mobili  troviamo Sinapsis, una scultura progettata dall’architetto egiziano Karim Rashid; questa opera d'arte  vuole rappresentare le sinapsi,  quelle complesse strutture che si occupano dello scambio di informazioni del nostro sistema nervoso. La vera particolarità di questa stazione sono le pareti che utilizzano la tecnologia lenticolare per ricreare straordinari  gioco di profondità rispetto al movimento dell’ osservatore. Il visitatore dal momento che si sposta camminando all'interno della stazione, percepisce un movimento delle immagini  sui muri componendo un effetto tridimensionale che accompagna il passeggero dalla hall fino ai binari del treno.

 

STAZIONE TOLEDO – Quartiere San Giuseppe –                                                                                                                                 Arch.tti  Oscar Tusques Blanca-William Kentridge

Il quartiere San Giuseppe ci accoglie in superficie con una statua equestre in acciaio corten che raffigura il cavaliere di Toledo, opera ispirata a un racconto dello scrittore russo Nikolaj Vasil'evič Gogol' ( questa statua è stata molto criticata a causa dell’ omonimia tra, appunto, il Cavaliere di Toledo e i "Cavalieri di Toledo" figure che rievocavano l'aantica fondazione delle Mafie di Favignana). L’architetto spagnolo pensa di colorare il soffitto di nero in modo da dare una  continuità con l’asfalto stradale sovrastante; appena discesi dalle scale mobili ciò che impressionano di più sono gli splendidi mosaici dedicati a San Gennaro, disegnati da esperti mosaicisti italiani in collaborazione con imprese locali napoletane. Essi vengono riproposti  con la tecnica dell’antica famiglia Cosmati, che nel 1400 ornava chiese e cattedrali di tutt’Italia.  Si notano, nelle raffigurazioni stralci di planimetrie della la Linea M2 Pozzuoli-Gianturco, la prima linea metropolitana d’Italia (1925), tuttora funzionante. Consiglio vivamente di perderci un bel po’ di tempo, visto che questa stazione è stata premiata dall’ “International Tunnelling Association”  come passaggio più bello d’Europa.

Ciò che incontriamo sul nostro percorso per arrivare ai binari ha dell’ incredibile! Scendendo le scale mobili sembra quasi immergerci all'interno delle profonde acque di un oceano. Sono rimasto minuti e minuti a guardare  il soffitto perso tra le diverse tonalità di azzurro e blu del livello 0. Nella sala centrale prende vita il cratere di luce, un enorme cono che attraversa tutti i livelli della stazione. La  fioca luce del sole penetrando  all’interno, plasma e muta l'ambiente circostante ed assieme all' alternanza di mosaici turchesi e bianchi  dà vita a un bellissimo effetto che cattura l’attenzione.

 

STAZIONE MUSEO – Museo Archeologico Nazionale – Architetto Gae Aulenti

Appena arrivati nell'atrio centrale ci si trova di fronte la massiccia figura dell'Ercole Farnese, (riproduzione della statua situata a Palazzo Farnese a Roma) raffigurato in una posa leggermente inusuale per un eroe del suo calibro: stanco dopo le sue fatiche si appresta a riposarsi per "ricaricare le batterie" 

Ma perchè un' opera di questo tipo è collocata proprio in questo luogo, ovvero in un atrio centrale di una metropolitana?

Io l'ho intesa cosi:

anche le grandi figure come Ercole dopo un'estenuante battaglia hanno bisogno di un poco di ristoro; e noi esseri mortali, in alcuni casi, dovremmo prendere esempio da lui: ovvero lasciare i nostri effimeri problemi quotidiani per un attimo, prenderci una pausa in totale relax in modo da  affrontare ciò che ci attenebra  la mente con più grinta ed efficacia.

 

STAZIONE GARIBALADI – Stazione Centrale di Napoli – Architetto Dominique Perrault

Nodo di interscambio assai importante, da qui si dirama una fitta rete ferroviaria che conduce fino in periferia. La piazza progettata dall' Architetto francese Dominique Perrault  risulta essere scavata nel terreno e coperta da una frastagliata  pensilina in vetro sorretta da una fitta maglia di singolari pilastri in acciaio. Sembra quasi di camminare in un bosco futuristico composto da alberi metallici che scandiscono il percorso. Trovo molto caratteristico il dualismo che si manifesta tra il via vai di persone dell'area commerciale semi-sotterranea e il rumore di sottofondo della città sovrastante.

...Le altre stazioni ve le lascio scoprire da soli...

Il detto: "Vedi Napoli e poi muori" è proprio realtà! Uno dei posti più incantevoli di tutto il Mediterraneo, basta una piccola occhiata per potertene innamorare sperando in un prossimo e futuro ritorno;  lo devo ammettere tutto quanto mi ha fortemente colpito : dalla bellezza della città al calore degli abitanti, dalle fragranti pizze ai magnifici dolci...  per non parlare di questa stupenda metropolitana, che ne rappresenta come si suol dire " la ciliegina sulla torta"!

Che cosa state aspettando???  Se non avete ancora visto Napoli è tempo di prenotare un biglietto aereo o ferroviario e di correre a visitarla!

TIZIANO ZERBO

 

 

 

 

FONTI IMMAGINI:

http://www.bbdante.it/

http://gb.fotolibra.com/

/it.wikipedia.org/wiki/Lamarck_-_Caulaincourt_(metropolitana_di_Parigi)

https://farm3.staticflickr.com/2897/14171659676_acec1b23fa_z.jpg

http://www.perraultarchitecture.com/

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Salviamo l'Arte.

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Salviamo l'Arte.

Siamo a Febbraio Forgini, l’inverno è quasi alle spalle e tra poco si aprirà il periodo più bello dell’anno, la rinascita della natura, il risveglio dei sensi.

Proprio per questo gioco d’anticipo e vi propongo una gita fuori porta, da fare magari in una domenica di marzo quando c’è il sole ma l’aria è ancora frizzante tra i capelli e sul viso.

Abbiamo talmente tante perle sparse per il nostro territorio che ci vorrebbero mesi o anche anni per visitarle tutte e molte di queste sono anche sconosciute ai più, bisogna avere curiosità per scoprirle, bisogna uscire dagli schemi, dalle mete commerciali, dalle strade battute.

Alzi la mano chi conosce il Castello di Sammezzano.

Tra le colline toscane, a Leccio, a pochi passi da Firenze si trova questa meraviglia: non un castello qualsiasi, non come lo immaginiamo almeno.

E’ uno degli esempi più importanti dello stile moresco, direttamente discendente dall’architettura islamica sviluppatasi in Spagna e in altre zone del Mediterraneo occidentale tra il XI e il XV secolo.

Questo meraviglioso edificio è stato costruito nel XVI secolo, ma solo durante il XIX è stato trasformato in un'incredibile dimora in stile moresco.

E’  composto da 365 stanze, ognuna decorata in modo unico, una per ogni giorno dell'anno.

Il suo proprietario, Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona, esponente politico della Firenze dell'800, dedicò la vita a questo grandioso progetto e nel castello visse per oltre quaranta anni.

Dopo la sua morte il castello di Sammezzano è stato soggetto a incuria ed intemperie, saccheggiato durante la Seconda Guerra Mondiale e poi trasformato in hotel di lusso subito dopo il termine del conflitto.

Rimase tale fino al 1990 quando una compagnia inglese lo acquistò, ma a causa della crisi finanziaria dei suoi nuovi proprietari il castello rimase ancora una volta vuoto.

Da anni si aspetta una nuova asta per non permettere che resti nuovamente abbandonato, ma si spera che chi lo acquisterà lo renda un museo accessibile a tutti.

E’ proprio questo l’obiettivo del  Comitato Sammezzano, un'organizzazione no profit che si occupa di aprire il castello al pubblico in determinati periodi dell'anno. Non sappiamo però per quanto ancora il loro encomiabile lavoro potrà andare avanti.

Per questo è stata aperta una raccolta firme per aiutare questi volontari e vi invito a firmare questa petizione solamente per salvare un pezzo del nostro meraviglioso paese.

Per convincervi guardate queste immagini, tutto ciò DEVE essere un bene di tutti.

 

Firmate qui:

http://chn.ge/1KRiN4w

 

Valentina Poerio

 

 

"L'arte scuote dall'anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni"

Pablo Picasso

 

Credits:

wired.it , wikipedia.org

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LoVe, EroS & FooD

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LoVe, EroS & FooD

Bentornati lettori di Forge! Eccoci a Febbraio, il mese dell'Amore!!! Tranquilli, niente discorsi sdolcinati su San Valentino, in questo mese renderemo l'atmosfera un po' più piccante...

mela.jpg

I cibi dell'amore sono tantissimi e sono considerati efficaci nella tradizione popolare e nelle medicine antiche per i loro benefici sull'attività sessuale. Molti sono stati riconosciuti per la loro efficacia anche dalla moderna ricerca scientifica; tuttavia gli alimenti considerati afrodisiaci o cibi dell'amore o stimolanti per l'attività sessuale spesso sono soltanto il risultato di tradizioni popolari o credenze che si sono tramandate nel tempo e che possono aiutarci a rendere la nostra cucina più creativa, stimolante e divertente.

Il termine afrodisiaco deriva dal nome Afrodite (Venere per i Romani), dea dell’amore e della bellezza, donna creatrice ed amante. Nella mitologia greca Afrodite era una presenza che incuteva reverenza, perché provocava nei mortali e nelle divinità l’innamoramento ed il concepimento di una nuova vita. La ricerca di alimenti o rimedi che servano a dare maggior impulso all'attività sessuale è da sempre stato argomento di grande interesse nel corso della storia. Da millenni ci si affanna a trovare "pozioni" o cibi che attirino l'oggetto del proprio amore, o che accendano il desiderio, sciolgano le inibizioni o aumentino la potenza sessuale, per questo le tradizioni e credenze sui cibi come stimolatori del sesso sono diverse e di tutte le culture.

Ma quali sono i migliori cibi afrodisiaci? Ecco i più famosi per una perfetta cena a due!

OSTRICHE

Sono sicuramente tra i cibi più sensuali da mangiare: una spruzzata di limone e poi basta avvicinare le labbra alla conchiglia e far dolcemente scivolare l’ostrica in bocca. Il tutto è poi aiutato dall’alto tasso di zinco presente nelle ostriche che aumenta la libido.

CIOCCOLATO

Il re incontrastato rimane sempre lui, da sempre considerato un must. Sotto forma di torta, muffin, cupcake o cubetti, il suo utilizzo inebria ed eccita. Ma il modo migliore per portarla in tavola o a letto è sicuramente una fonduta, e se qualche goccia cade sulla pelle lasciate che sia l’altro a farla sparire…

PEPERONCINO

E’ l’ingrediente più famoso e facile da aggiungere a qualunque vostra ricetta. Il pizzicorìo e il sapore che dona a pietanze e bevande, fanno si che si crei un atmosfera speciale sin dal primo assaggio. Inoltre ha proprietà vasodilatatrici che favoriscono l’afflusso del sangue agli organi genitali...

FRAGOLE

Piccole pepite rosse in grado di riaccendere la passione. Le fragole non possono mancare in una cena romantica: perfette con il cioccolato o accompagnate da un calice di champagne. Insomma, una fragola ,una coccola ,una fragola…

fragole.jpg

AVOCADO

Un’antica credenza popolare azteca associa questo frutto ai genitali maschili, considerandolo uno dei simboli fallici per eccellenza. Non mancava mai dai menù di Re Luigi XV il quale viene ricordato anche per la sua fama di seduttore. Un solo pezzo di avocado è in grado di fornire l’energia necessaria per affrontare una lunga notte d’amore senza appesantire.

ZENZERO

I primi a scoprire le proprietà afrodisiache dello zenzero furono i cinesi, che lo considerano un vero e proprio viagra naturale. Questa radice bitorzoluta, molto usata nella cucina orientale e nella medicina ayurvedica, contribuisce a migliorare l’efficienza sessuale.

LIQUIRIZIA

Una delle proprietà meno conosciute della radice di liquirizia, è il suo effetto stimolante sul desiderio sessuale femminile (da evitare per i maschietti). Anche nel Kamasutra, infatti, questa pianta viene citata come efficace afrodisiaco.

 

 

Quindi cari lettori, questi sono i cibi dell'amore più famosi e conosciuti e potere afrodisiaco o meno una cosa è certa: il connubio perfetto tra Cibo & Eros!

Qualsiasi sia il vostro menù la regola è cucinare sempre con passione, meglio ancora se assieme. Questo renderà sicuramente l'atmosfera della vostra cena potenzialmente hot (magari sorseggiando un buon bicchiere di vino e con la musica giusta di sottofondo). Via libera a ricette leggere e intriganti, magari che non richiedano l'uso indispensabile delle posate per giocare un po'!!!

Vi lasciamo qui sotto la ricetta di uno dei nostri chef preferiti Simone Rugiati, che, da buon toscano, in fatto di seduzione a tavola ne sa!!!  Il nome della ricetta "La patata dice al pisello: non hai scampo!" è a metà tra l’ironico e l’imbarazzante, ma la riuscita è assicurata.

Vi auguriamo menù golosi e focosi!  Alla prossima puntata dalle vostre InfrigoVeritas! 

Georgia & Anna 

 

 

 

Ricetta : "La patata dice al pisello: non hai scampo!" di Simone Rugiati

4 scampi medi freschissimi
4 gamberi rossi di Mazara
2 patate
150 g piselli
1 cipollotto fresco
1 scalogno
1 carota
1 costa di sedano
5 cl cognac
Timo
Sale affumicato
Sale pepe
Olio extravergine
Germogli di piselli


Per prima cosa preparate un fondo, quello che vi servirà per dare sapore al piatto, tritando scalogno, sedano e carota in modo grossolano.

Mettete in una casseruola e aggiungete le teste e i carapaci degli scampi e dei gamberi , aggiungete un filo di olio e fate tostare a fiamma alta , deve quasi attaccarsi al fondo , togliete il tegame dalla fiamma e aggiungete il cognac , una volta sfumato rimettete sul fuoco e ricoprite di acqua fredda.

Dopo circa 30 minuti il vostro fondo sarà pronto, filtratelo e tenetelo da parte.

Lavate bene le patate e avvolgetele con della pellicola in alluminio , cuocete in forno caldo a 180 gradi per 35/40 minuti a seconda della grandezza, e fatele raffreddare.

Intanto cuocete i piselli , facendo un fondo con dello scalogno e un filo di olio e una volta stufato aggiungeteli nella casseruola coprendoli con il fondo di crostacei, fateli cuocere a fiamma bassa per 15/20 minuti e ancora caldi frullateli, con un mixer ad immersione, aggiungendo dell’olio extravergine a filo ,regolate di sale e pepe e fate raffreddare.

Schiacciate le patate e conditele con olio ,sale affumicato e timo, fino a creare un impasto morbido e omogeneo, se volete dare piu carattere alle patate ,aggiungete anche qui un paio di cucchiai di fondo di crostacei .

Una volta pronti tutti gli elementi cominciate ad assemblare il piatto.

Aprite il gambero a libretto e avvolgetelo intorno ai germogli di piselli ( o julienne di topinambur), tritate velocemente la polpa di scampi e conditela leggermente con olio e sale.

Prendete un piatto da portata e mettete da una parte la crema di piselli e adagiateci sopra il gambero avvolto, con l’aiuto di un coppa pasta mettete sulla base la crema di patata e sopra la tartare di scampo, terminare con qualche fogliolina decorativa e un filo di olio…

Simone Rugiati, chef

Simone Rugiati, chef

 

Fonti:

www.facebook.com/simonerugiati

https://it.wikipedia.org

 

 

 

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National Awesome!

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National Awesome!

Immaginate di trovarvi in una notte del 1888, più precisamente la notte del 13 gennaio 1888, in Lafayette Square a Washington D.C.

Attorno a voi potreste avere 33 dei più illustri scienziati ed esploratori dell'epoca, tra cui Cleveland Abbe, William Dall, Gardiner Hubbard e addirittura Alexander Graham Bell; quella notte nacque una delle più grandi ed importanti istituzioni educative no-profit: la National Geographic Society.

Fin dalla sua fondazione la Society ha combattuto strenuamente ignoranza e disinformazione, contribuendo attivamente alla diffusione, documentazione e preservazione non solo dell'ambiente, ma anche della storia e della cultura umana.

Attraverso molteplici canali mediatici quali editoria, produzioni video e televisive, fotografie, mostre ed addirittura un proprio museo (sito in Washington) la National Geographic (da qui in poi N.G.) ha contribuito fin dalla prima pubblicazione cartacea datata ottobre 1888, chiamata "The National Geographic Magazine", alla divulgazione delle ricerche e scoperte scientifiche, avventure e curiosità da tutto il mondo e soprattutto IN tutto il mondo, venendo attualmente tradotto in circa 40 lingue differenti.

Uno degli aspetti chiave (e motivo per cui oggi ho voluto parlarvene) del successo planetario della N.G. è senza ombra di dubbio l'aspetto fotografico: che siano foto di reportage, naturalistiche o semplici scatti estemporanei a bordo delle spedizioni in giro per il mondo, il bacino fotografico a cui può attingere la N.G. è praticamente senza fondo ed in oltre un secolo di pubblicazioni e mostre, al suo interno si possono trovare delle vere e proprie perle ed icone moderne come ad esempio "Ragazza Afghana" del leggendario Steve McCurry.

I fotografi che pubblicano sul magazine della N.G. sono tutti professionisti di alto livello, con abilità tecniche e spiccato senso dell'avventura, dovendo passare lunghi periodi in condizioni a volte anche pericolose. Le storie che questi coraggiosi fotografi hanno vissuto sono spesso inserite all'interno degli articoli sul magazine stesso ad accompagnare le fotografie oppure sono raccolte in libri monografici (a tal proposito vi consiglio "Untold. The stories behind the photographs" di Steve McCurry ed edito da Phaidon).

Una delle curiosità più singolari è che alla sua fondazione e nei suoi primi anni, nessuno dei membri della Society era un fotografo.

Ora vorrei invece parlarvi di alcune mostre, organizzate in Italia dalla N.G., e che vi consiglio caldamente:

  • Milano: La Storia del National Geographic (Museo di Storia Naturale) prorogata fino al 6 Marzo
  • Torino: La moda secondo il National Geographic (Palazzo Madama) dal 4 Febbraio
  • Forte di Bard: Wildlife photographer of the year, dal 3 febbraio al 2 giugno

Ovviamente vi consiglio ognuna di queste mostre ma recentemente ho avuto il piacere di andare a quella imbastita a Milano: un escursus di tutta la vita della Society dalla sua fondazione, con stampe delle fotografie più iconiche e anche riproduzione di fotografie direttamente da inizio '900.

Questa mostra da la possibilità di capire l'evoluzione, non solo della tecnica fotografica (che ovviamente è quasi disarmante per il salto tecnologico compiuto in circa un secolo), ma soprattutto per il modo di osservare il mondo e l'uomo; ogni stampa è accompagnata da una esaustiva spiegazione scritta e sono state divise in aree tematiche (esplorazione del cielo, del mare, grandi esploratori, ecc). Non aggiungo nulla di più in quanto è una mostra da scoprire e soprattutto da vedere con i propri occhi.

Aspettando ansiosamente di poter vedere la mostra al Forte di Bard, vi lascio il link per poter vedere tutte le mostre organizzate dalla N.G. in Italia e vi dò appuntamento al prossimo numero!

Buona Luce.

Mattia Corbetta

Link

http://www.nationalgeographic.it/argomento/mostre

http://www.fortedibard.it/content/wildlife-photographer-year-2016-forte-di-bard

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Post San Valentino

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Post San Valentino

Negli ultimi anni sembra che la moda si stia spostando leggermente a non festeggiare San Valentino. Molti infatti dicono queste frasi: (ne segue un mio commento)

·        è una festa inventata solo per far spendere soldi, (sono soldi spesi per la persona che ami...quindi penso che siano ben spesi e se la questione soldi è che si è in un periodo di restrizione, beh penso che la persona al tuo fianco lo possa capire e comunque anche un fiore colto in un prato, un cioccolatino o qualcosa fatto con le proprie mani sia sempre ben accetto! Anche semplicemente aggiustare la tapparella bloccata da mesi...!!)

·        il regalo è più bello se inaspettato, (si appunto...se ti lamenti della festa di San Valentino la tua dolce metà non si aspetterebbe mai un regalo fatto proprio in questo giorno, puoi approfittarne!)

·        l’amore lo si festeggia tutto l’anno, (concordo pienamente, ogni giorno deve essere una celebrazione all’amore anche con un semplice abbraccio e bacio, ma il bello sta proprio nello scegliere un giorno comune e celebrarlo tutti insieme, come voi due altre milioni di coppie stanno festeggiando il loro amore e voi fate parte di un evento specifico, in una data specifica!)

Comunque oggi è il 15 e San Valentino è già passato, hai già pensato a come celebrare il vostro amore?? No?? Ma come?! Oggi non è San Valentino sai?!

Beh ecco qualche consiglio per voi instancabili anticonformisti\e, ritardatari\e, o sbadati\e!!

Idee regalo secondo il vostro badget, mi raccomando pensate a cosa piace a lei o a lui perchè non deve essere un regalo per te!!!

·        qualsiasi tipo di viaggio, last minute per qualche capitale europea e non solo, ma anche semplicemente portarla al mare di inverno è bellissimo, in alternativa ogni città italiana ha qualcosa da visitare, gustare, semplicemente qualcosa da scoprire...insieme!!

·        giornata o weekend relax alle terme, per le donne è un momento di tranquillità a cui si può dedicare del tempo al proprio corpo, per gli uomini sicuramente è uno stacco mentale dai pensieri lavorativi!

·        Tutto ciò che possa essere utile di cui lei o lui ti ha parlato! Magari non sarà un regalo romanticissimo ma sicuramente sarà un’ ottima spesa! Borsa, profumo, portafoglio, scarpe, telefono, cose per la casa o per l’auto,..!

·        Cenetta romantica fuori o a casa, provate qualcosa di nuovo, fuori dall’ordinario oppure andate nel suo ristorante preferito e poi post cena fate qualcosa di romantico e un minimo provocante! Potreste preparare una bottiglia di vino in frigo o della Cocacola se non bevete vino, ma le bollicine ci devono essere, musica romantica, candele...potreste pensare che sia banale ma queste atmosfere piacciono ci si sente intimamente più vicini, il tutto emana tranquillità e quindi il cervello entra in modalità relax e si sa..se noi donne ci sentiamo bene siamo anche più propense a divertirci!

·        Ragazze il completino intimo DOC ci deve essere, provocante, sensuale, ingenuo, fate voi, purchè sotto al vestito ci sia qualcosa di studiato!!! Basta con i due pezzi scoordinati!

·        Non volete fare niente di tutto ciò...beh una letta scritta a mano con i pensieri più profondi che solo a lei\lui potresti dire penso che possa essere un regalo bellissimo e magari lasciatela sotto al cuscino!

·        Fate qualcosa di creativo insieme, come ad esempio dipingere un quadro o una parete!

Festeggiate San Valentino ogni momento in cui siete insieme, sorprendetevi, reinventatevi, stupite, amatevi! Buon amore a tutti voi!

Tatiana

 

Links:

http://blogs.thegospelcoalition.org/erikraymond/files/2015/10/i-love-you.jpg

http://termedipre.it/media/menu/00/251/cd/it/images/terme-di-pre-valle-daosta-c-470x225-0.jpg

http://www.deabyday.tv/data/guides/amore-e-coppia/speciali/san-valentino/Come-scrivere-una-lettera-d-amore-al-partner-per-San-Valentino/image_big_16_9/Come+scrivere+una+lettera+d'amore+al+partner+per+San+Valentino.jpg

http://static.designmag.it/designmag/fotogallery/979X0/118007/camera-accogliente.jpg

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La Tempesta Perfetta

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La Tempesta Perfetta

 

Bentornati cari amici NERD sulla vostra rivista online preferita ( vero?! ), oggi vi parlerò di un’opera che ho atteso per lunghi anni, attraverso una generazione di console e annunci di posticipazione fino alla fatidica data del 4 Febbraio 2016, giorno in cui ha finalmente visto la luce Naruto Shippuuden Ultimate Ninja Storm 4, l’ultima fatica videoludica ci CyberConnect2 basata su quel capolavoro disegnato da Masashi Kishimoto.

 

Inizialmente previsto per Ottobre 2015, è stato poi posticipato a data da definirsi del 2016, fino appunto al giorno che ho scritto sopra, disponibile in edizione standard e Collector ( ovviamente, manco a dirlo ho preso questa, da buon fanboy ), contenente una Action Figure di Naruto dal film The Last, una bellissima steel book raffigurante lo shinobi della Foglia e Sasuke, una metal plate da appendere con un’art dedicata all’ultimo degli Uchiha,   un art book con svariate immagini provenienti da tutti i precedenti capitoli del gioco, intitolato Storm Memories e ovviamente infine il gioco, ma potrete vederlo più meticolosamente nel nostro Unboxing a breve sul Canale YouTube di Forge!

 

La storia riprende da dove avevamo lasciato il capitolo precedente, ovvero dopo lo scontro con Obito e Madara durante la Quarta Guerra dei Ninja, e ci accompagna per mano fino alla fine del manga, ormai conclusosi in Giappone ma in Italia Panini Comics ha avuto la brillante idea di posticipare ancora il volume 72 ad Aprile, e quindi SAPEVATELO che il gioco vi spoilera il finale del manga, ma ben conscio e ansioso di conoscerlo, me ne sono altamente sbattuto,e devo dire che non sono stato deluso nemmeno un pochetto (cit.).

 

Sostanzialmente, il gioco porta una grande rivoluzione rispetto ai soliti capitoli precedenti, ovvero durante i combattimenti possiamo switchare in tempo reale tra i nostri combattenti come fosse esattamente un tag team, non relegandoli più solo a personaggi di supporto come capitava in passato, ovviamente tenendo in comune sia barra vitale che bara di chakra; questo upgrade, ci porta a riempire la barra legame in maniera diversa, ovvero oltre che subendo colpi, mandando a segno jutsu e ultimates, richiamando i nostri soci ma anche usandoli come tag, quindi accelerando sostanzialmente il processo di riempimento.

Una volta riempita la barra legame appieno, sia gli stati di awakening ( ovvero Sasuke che richiama il Susano’o o Naruto che controlla Kurama) vengono attivati in comune, quindi possiamo cambiare personaggi risvegliati istantaneamente; altra cosa, con la barra legame full, attiviamo la tecnica suprema legame, che in base ai componenti del team, sempre se nella storia hanno avuto dei punti in comune, scatenano un tripudio di effetti speciali devastanti.

 

Volevo giungere proprio qui, al paragrafo grafica, il passaggio su next gen si denota eccome, sia nei particellari che nei nemici su schermo, in alcuni tratti della storia dovremo uccidere anche 7000 nemici in uno stage, mentre le ultimate jutsu raggiungono un livello di dettaglio e spettacolarità mai visti finora; i tutto giova al coinvolgimento che un fan sfegatato come me non può far altro che gradire, e crogiolarsi in questo brodo di giuggiole che è diventato questo fantastico gioco, nonchè probabilmente capitolo conclusivo di una cavalcata durata 14 anni.

 

Torna la bistrattata modalità Avventura, ammetto che non ci ho ancora messo mano, sperando non sia piatta come le precedenti versioni, serve a dare un attimino di longevità extra al gioco una volta finita la modalità Storia che si conclude in circa 8 ore di gioco, tra quicktime event, combattimenti e filmati degni di Hideo Kojima.

 

Ultima critica, che si portano dietro anche dal precedente capitolo per PS3, il lag dell’online ai limiti dell’ingiocabile, problema che purtroppo non sono ancora riusciti a risolvere nonostante gli enormi progressi raggiunti, e, altresi mancano personaggi reclamati a gran voce da tutta la community, ovvero i 7 Spadaccini della Nebbia, Ginkaku e Kinkaku, e degli 80 personaggi a roster per esempio sia Sasuke che Naruto ne hanno 5 versioni Shippuuden e 1 della prima saga, quindi potremmo dire che i personaggi veri giocabili senza contare le varie versioni non saranno più di una cinquantina.

 

A conti fatti, tirando le somme, è un gran gioco, hanno portato qualche innovazione che ha fatto solo bene al gameplay ormai statico da 2 capitoli, il passaggio a next gen è stato più che salutare, rende giustizia al capolavoro cui si è ispirato, ora solo i posteri sapranno se ci sarà un qualche altro gioco su licenza, ma a mio modesto parere possiamo anche in chiuderla qui in pompa magna, la tempesta perfetta è finalmente arrivata, e siamo ben contenti che sia finalmente fra noi!

 

Dattebayo!

Gameplay #1

Gameplay #2

Gameplay #3

Gameplay #4

PS: One Piece Burning Blood, 30/06/2016, ricordatevi solo questo...


Lorenzo Ferrari

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