Veduta di Parigi Foto di:  DinosaursAreNotDead (Profilo Flickr)

Veduta di Parigi Foto di:  DinosaursAreNotDead (Profilo Flickr)

“Ce Parígge tenéve u mare jève na pìccole Bare”

Questo famoso detto pugliese è l’ideale per introdurre questa piovosa puntata estiva, dato il periodo sono sicuro che la maggior parte di voi avrà programmato  nel minimo dettaglio le tanto sospirate vacanze: alcuni al mare o  in montagna e tanti altri, senza dubbio, coglieranno l’occasione per visitare qualche famosa città  d’arte.

Se invece come me non avete ancora pianificato nulla, Parigi è la meta ideale che accontenta grandi e piccini; è vero, come dicono i Baresi manca il mare, ma ciò nonostante è considerata da tutti i cittadini del mondo un grande palcoscenico che fa da quinta a forti emozioni.

Più precisamente vorrei farvi conoscere il Parc de la Villette, una delle più grandi oasi verdi della città costruito nel lontano 1983 dall’ Architetto Bernard Tschumi.

Jean Cocteau

Jean Cocteau

Non corriamo troppo però, prima di raccontarvi di uno dei progetti principe dell’architetto svizzero-francese, vorrei farvi capire l’unicità di questa fantastica capitale europea attraverso  le parole di Jean Cocteau, noto scrittore e sceneggiatore parigino: “Tutti a Parigi vorrebbero essere attori e nessuno spettatore”.

A mio avviso questa citazione esprime tutte quelle sensazioni che si provano quando si vede per la prima volta questa città, infatti Parigi rappresenta un luogo da far proprio giorno dopo giorno, da vivere attimo dopo attimo in modo da assaporare tutte le attrazioni che questa metropoli ha da offrire (Da Notre Dame alla Tour Eiffel, dal museo del Louvre a les Champs - Eysèes, da Montmartre a le Pigalle ecc...).

Essa è caratterizzata da 20 Arrondissements, quartieri amministrativi creati nel XIX secolo ad opera di Napoleone III, che ordinano la città in modo facile e pratico e rappresentano una specie di bussola di riferimento per tutti i turisti e cittadini.

 Quartiere Pont de  Flandres 

 Quartiere Pont de  Flandres 

Il Parc de la Villette si trova nel 19° distretto nel quartiere Pont de Flandres situato nella zona nord/est della capitale; esso è stato il frutto di un grande concorso internazionale che ha previsto la riqualificazione di 55 ettari di aree industriali dismesse.

 Questa iniziativa è stata attentamente preparata agli inizi degli anni Ottanta al fine di rinnovare il significato di parco urbano, che in qualità di luogo pubblico doveva essere pensato come parte integrante della città stessa, visto come struttura integrata nel verde e nei servizi e allo stesso tempo concepito come  rifugio per dimenticare il frastuono e il caos della vita di tutti i giorni.

Il progetto non si deve proporre tanto come semplice polmone verde, ma deve diventare protagonista, cioè il vero e proprio cuore pulsante del quartiere.

Pluralismo e innovazione diventano cosi termini fondamentali che guidano questo programma che diviene fin da subito, un confronto tra arte e scienza, tra musica e tecnologia e  un forte punto di incontro  tra le diverse nazionalità della metropoli.

                          Bernard Tschumi

                          Bernard Tschumi

La vivace personalità e la particolare visione decostruttivista dell’architettura di Tschumi gli ha permesso di aggiudicarsi il primo posto al concorso.

L’Architettura, secondo il suo parere, è generata dalle complesse relazioni che si instaurano fra uomini e luogo circostante; l'architetto esercita, di conseguenza, sull'ambiente che progetta una sorta di violenza, che si ripercuote sia sullo spazio stesso che su chi ne usufruisce creando inevitabilmente una trasformazione fisica ed intellettuale .

Tschumi, per comprendere meglio il significato del suo pensiero fa un esempio pratico: ” Quando entro in una stanza, il movimento del mio corpo in quello spazio cambia il mio rapporto con la stanza stessa. La stanza è infatti diversa se all’interno si trova una persona, nessuno o cento. Quindi il rapporto tra le persone in una stanza e la stanza stessa è molto importante per dare una giusta lettura all’architettura. La violenza di cui parlo è un cambiamento dello spazio”.

Ma quali sono stati per Tschumi i riferimenti culturali più significativi e gli episodi architettonici che hanno costituito le radici della sua formazione e della sua evoluzione professionale?

Questa domanda è molto interessante perché, nella progettazione di un luogo,  un architetto può adottare due tipi di atteggiamento diversi: per esempio in primo luogo può scegliere di attingere dalla storia dell'architettura le proprie fonti culturali, oppure, in secondo luogo può decidere di osservare in modo più critico ciò che lo circonda e cercare di comprendere dall'esterno  le informazioni base che servono per condurre la realizzazione del progetto.

Il secondo approccio gli ha permesso di vincere numerosi concorsi tra cui: 1982 Parc de la Villette (Parigi),  1991 Studio Nazionale per l’arte Contemporanea (Le Fresnoy Francia), 1994 Scuola di Architettura (Marne la Valèe Francia) 1995 ( Business Park Chartes Francia).

Conosciuta la figura di Bernard Tschumi, cerchiamo di capire insieme come è strutturato quest’ immenso parco urbano e perché nel corso degli anni è diventato simbolo del 19° arrondissements.

Dalla vista aerea risaltano subito all’occhio 3 edifici: a nord troviamo La Citè de la Science, un enorme museo con mostre sia permanenti che temporanee in cui spicca  la Geode, elemento visivo fondamentale che ospita al suo interno uno schermo emisferico che proietta lungo l'arco della giornata, documentari di natura scientifica; a sud La Grande Halle Principale, tesoro e patrimonio architettonico del parco e allo stesso tempo la testimonianza vivente di un passato glorioso e prestigioso;  ed infine a  est Le Zenith, una particolare discoteca disegnata dagli architetti francesi Philippe Chaix e Jean-Paul Morel che offre concerti musicali, dj set e tanto altro.

Tschumi, per quanto riguarda la pianta del parco, attua una sovrapposizione di 3 sistemi  autonomi avvero: punti (detti anche folies), linee e superfici.

Punti, Linee e Superfici

Punti, Linee e Superfici

I punti ricoprono tutta la zona del parco e si sviluppano all’ interno di quadrati concentrici , questi ultimi, in un secondo tempo, vengono esplosi creando piccole zone puntuali disposte secondo una griglia regolare;

le linee invece sono costituite da due assi perpendicolari ( uno nord-sud e l’altro est-ovest) che stabiliscono le connessioni con il quartiere e la città (tramite gli ingressi delle 2 stazioni della metropolitana);

le superfici infine accolgono tutte le attività del parco che hanno bisogno di una vasta estensione in senso orizzontale (giochi all’aperto, esercizi a corpo libero ,feste popolari, mercati di quartiere ecc..);

L’ultimo elemento di collegamento dei diversi spazi del parco è la Promenade Cinématique , ovvero un percorso sinuoso e curvilineo che rappresenta una situazione di movimento;  è una sorta di metafora cinematografica che si articola attraverso numerosi episodi consecutivi come le sequenze di una pellicola, i giardini si trasformano così in una platea dove vengono rappresentate immagini di film e gli alberi di conseguenza, mutano il loro aspetto diventando un forte elemento separatore delle diverse scene rappresentate.

Concludendo trovo che le Parc de la Villette sia un ottimo esempio di architettura urbana e paesaggistica perfettamente integrata nel contesto circostante e in grado di soddisfare, con le sue svariate attività le esigenze di chi lo vive. 

A mio parere, il progetto di Tschumi è in grado di connettere diverse fasce d’utenza: dalla persona tranquilla amante della natura, ai soggetti più scatenati interessati al divertimento e alla vita notturna;

Ho avuto la fortuna di visitare questo vastissimo cuore verde e pulsante qualche anno fa , purtroppo solo di giorno, ed ammetto che non è stato affatto male passeggiare e perdersi per i tortuosi sentieri della Promenade Cinématique oppure assaporare il primo sole primaverile disteso su uno degli immensi prati ad ammirare gli elementi architettonici,  e naturali circostanti.

Che dire, se vi trovate a trascorrere qualche giorno nella capitale Parigina non potete far altro, che raggiungere il Parc de la Villette ed inoltrarvi in un mondo assestante completamente diverso dal classico scenario cittadino.

 

Tiziano Zerbo

 

FONTI IMMAGINI:

http://altraparis.blogspot.it/2008/11/folli-notti-berbere-al-cabaret-sauvage.html

www.fickr.com

http://www.fanpix.net/picture-gallery/jean-cocteau-picture-15573291.htm

http://www.philharmoniedeparis.com/fr/nouveau-batiment/le-site-du-parc-de-la-villette

http://www.archdaily.com/92321/ad-classics-parc-de-la-villette-bernard-tschumi/

http://1.bp.blogspot.com/-lZ6iVPCP-xo/UQt4X_3S53I/AAAAAAAANYg/QO6-V3hz18c/s1600/tschumi+madeleine+1.jpg

https://martinfdc.wordpress.com/tag/bernard-tschumi/

 



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