Piove, e allora? :)

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Piove, e allora? :)

Under the Rain.

 

Questo mese un pensiero mi ha tarlato il cervello, come una cantilena; un pensiero che è figlio di questo periodo e che mi è servito molto come spunto di riflessione e che ora vorrei condividere con voi.

Luglio è finito com’è iniziato, nuvoloso, piovoso e perennemente impregnato di una sensazione autunnale; ora siamo in agosto, le cose sono un poco migliorate ma non così tanto come molti speravano.

Tuttavia, una cosa ha catturato la mia attenzione più di ogni scroscio d’acqua fuori dalla finestra, più di ogni lampo, più di ogni tuono sordo in lontananza: i post su Facebook relativi al tempo.

Premetto che io amo la pioggia, amo camminare sotto l’acqua senza ombrello, la sensazione che tutto scivola via, che poi dopo il temporale torna sempre il sole. Fatta questa doverosa premessa, mi sono sorpreso su quanto la gente si sia accanita contro questa estate sicuramente anomala.

Ho letto, praticamente ogni giorno, post relativi al tempo di m…, alla pioggia che disturbava, che non si vede il sole da mesi, ecc

Ma pensateci un attimo, davvero non abbiamo nulla di meglio di cui parlare? Davvero la cosa più furba che possiamo condividere è relativa al tempo? Già nell’antichità sicuramente il meteo era una delle discussioni principe in caso di mancanza di argomenti migliori; ma davvero mi rifiuto di credere che nell’era moderna della tecnologia e delle comunicazioni, dove in un secondo puoi collegarti ovunque, sapere qualunque cosa e DIRE qualunque cosa, la gente, come 2000 anni fa, parli del meteo.

Tenendo conto della mia premessa sul mio amore per il tempo uggioso, pensate un attimo a questa estate anomala: il tempo bizzarro ci ha spesso costretto a cambiare piani, modificare le nostre uscite o semplicemente mettere in conto un possibile diluvio ed organizzarsi di conseguenza.

Ma è possibile che solo io abbia colto il bello nel brutto tempo? (scusate il gioco di parole)

Ogni volta che siamo stati costretti in casa dalla pioggia, non avete avuto la possibilità di stare di più con i vostri amici, con i vostri familiari o magari anche solo con i vostri animali domestici? Ogni volta che non siete riusciti ad andare in piscina e vi siete messi a pulire l’armadio trovando magari cose che credevate perdute o vecchi ricordi dimenticati, non è forse una cosa fantastica.

Questa estate ci ha dato la possibilità di fare cose che magari dovremmo fare sempre, stabilire contatti, stringere migliori o nuove amicizie, leggere di più, dormire di più o fare di più l’amore.

Personalmente, per concludere, io ho vissuto questa estate in questo modo: meno cellulare, più persone; meno abbronzatura, più soddisfazioni emotive; meno cazzeggio da spiaggia, molte più risate sincere.

Ma questa come sempre è l’opinione di un cretino. :)

 

Mattia Corbetta

Agosto 2014

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Una casa piccola: ma che soddisfazioni arredarla!

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Una casa piccola: ma che soddisfazioni arredarla!

Bentornati lettori di Forge, con questo numero di Agosto ho deciso di tornare a parlare di design dopo l'articolo con cui ho esordito su questa fantastica rivista.

In questo caso vorrei darvi qualche consiglio per arredare con gusto ed originalità una casa non molto spaziosa, che in molti casi offre grandi soddisfazioni.

Grazie ai miei studi accademici e alla mia passione per l'arredamento ho “immagazzinato” un po' di nozioni che mi permettono di darvi qualche idea basilare per la vostra casetta.


Arredare una casa piccola può essere davvero molto divertente: in un piccolo spazio si possono concentrare tanti elementi di grande personalità e funzionalità.

Partiamo dalla struttura della casa: innanzitutto per ampliare gli spazi è consigliabile aprirli, per esempio tra la cucina e il soggiorno, pur mantenendo una funzionale suddivisione per aree.

Importante è anche il colore delle pareti: nel caso di una casa piccola meglio puntare su un colore uniforme chiaro per le aree principali e collegate, mentre per le zone separate - come il bagno e la camera da letto - si potrebbe scegliere un colore delle pareti diverso.

Per gli arredi meglio puntare su materiali e colori uniformi, da personalizzare poi con complementi di arredo colorati.

Vediamo ora come arredare ogni ambiente.


Il soggiorno

Il soggiorno deve certamente trasmettere lo stile e la personalità della vostra casa.

Per l'arredamento, i programmi modulari consentono di trovare tante soluzioni personalizzate: dalle pareti attrezzate che possono contenere anche il divano, fino alle librerie modulari che possono fungere anche da divisori.

Per un soggiorno piccolo si consiglia un colore delle pareti neutro, come il bianco, beige o grigio e per aumentare il senso si altezza si consiglia di dipingere il soffitto in un tono più chiaro rispetto a quello scelto per le pareti.

Il colore delle pareti è in grado di trasformare una stanza in modo radicale.

Le stanze più piccole dovrebbero essere dipinte con tonalità fredde come il grigio, il blu e il verde. Il grigio è un colore molto neutro, che si accosta perfettamente a qualsiasi altro colore, quindi si rivela particolarmente adatto alla zona living. Bisogna sempre ricordare di dipingere il soffitto in un tono più chiaro rispetto a quello scelto per le pareti, per aumentare il senso di altezza.

Nella scelta dell'arredamento, meglio scegliere mobili multiuso come pouf e tavolini contenitori, in modo da ricavare spazio da tutti gli elementi di arredo.

Un pouf o tavolino da caffé dotato di vano portaoggetti, può essere l'ideale per nascondere libri o dvd che normalmente sono sparsi per il soggiorno.

Complementi di questo tipo aiutano l'ambiente a non sembrare sovraccarico di oggetti.

Un altro elemento fondamentale è lo specchio.

Gli specchi aprono spazi e riflettono molta luce, facendo sembrare un soggiorno piccolo di dimensioni più ampie.

Può essere posto sopra un divano oppure in prossimità di una finestra per catturare la luce. Si può anche creare un composit di vari specchi di piccole dimensioni per crearne uno più grande.

La cucina


Oggi esistono davvero tantissime soluzioni per cucine piccole e tutte su misura.

Anche senza spendere grandi budget è possibile avere una cucina in base ai propri spazi e per chi sogna la cucina con isola sono state sviluppate nuove soluzioni su misura.

L'importante nella scelta della cucina è valutare tutto ciò di cui avete bisogno - dagli elettrodomestici agli spazi da lavoro - e da lì partire con un "gioco ad incastri".

Altro elemento importante è scegliere una cucina che non vi faccia sentire in un ambiente ristretto, quindi se lo spazio è ridotto, meglio inserire qualche mensola e ridurre i pensili.

La camera da letto

Quando si arreda una camera da letto piccola, bisogna puntare su ordine e stile minimal.

Già il letto e l'armadio sono elementi ingombranti, meglio sottrarre piuttosto che aggiungere mobili.

Una soluzione molto utilizzata sono i mobili contenitori, meno ingombranti di un armadio, ma con tutto a vista.

Un altro consiglio importante è di fare attenzione all'illuminazione.

 Una corretta illuminazione renderà la vostra piccola camera da letto molto più grande di quanto non sia in realtà e per i rivestimenti, meglio puntare su quelli chiari che permettono alla stanza di incamerare più luce possibile.

Il bagno

Il bagno piccolo può davvero dare grandi soddisfazioni.

Qui potete sbizzarrire la vostra creatività, a partire dal colore delle pareti, oppure dei rivestimenti, fino a scegliere un'ispirazione magari dal passato, per un bagno retrò.

E' importante infatti decidere un tema o l’atmosfera che si desidera avere nel proprio bagno.

Ad esempio se volete che il vostro bagno esprima energia, oppure sia un luogo rilassante o che richiami a qualcosa di più esotico.

La vostra scelta e l'atmosfera che volete creare, vi aiuteranno a scegliere i colori, gli infissi e accessori.

Nella scelta dell'arredamento anche in questo caso è meglio optare per mobili contenitori e colonne che nascondano il più possibile tutto ciò che serve in bagno, dagli asciugamani ai saponi.

Nulla deve essere a vista, in questo modo si creerà uno spazio più aperto e arioso. 

Dopo tutto ciò sbizzarritevi con complementi d'arredo di qualsiasi colore (per cui personalmente ho una passione quasi maniacale!)

Un altro piccolo consiglio in un periodo di crisi come questo è andare ogni tanto in giro per mercatini dell'usato: a parte la romanticità di ridare vita ad un oggetto “dimenticato”, spesso si trovano occasioni che con un po' di fantasia si possono trasformare in maniera molto originale e che renderanno la vostra casa unica.

Spero di aver chiarito un po' le vostre idee e se volete altri consigli... Scrivetemi!


A presto.


Valentina Poerio


Credits:

www.donna.nanopress.it

www.donnaclick.it

www.designmag.it

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Blind Photography

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Blind Photography

Devo cominciare questo articolo con una premessa ed una promessa.

Mi ero ripromesso che avrei approfondito il tema introdotto nello scorso numero, dopo la dissertazione su talento vs. tecnologia, avrei approfondito la dicotomia tra le varie tipologie di lenti e su pregi e difetti.

Ben conscio della difficoltà che questo argomento comporta, mi e vi prometto, di affrontare quanto prima questo argomento, non appena mi sentirò pronto a scrivere un articolo che si discosti dai migliaia, anzi miliardi di articoli scritti a riguardo. Lo affronterò quando mi sentirò pronto a scrivere qualcosa di veramente significativo. É una promessa!


Fatta la dovuta premessa e relativa promessa, è mio immenso piacere tornare a parlarvi di storie, uniche e particolari, legate al mondo della fotografia; quella che andremo a scoprire assieme è una di quelle storie legate a personaggi davvero incredibili, che ogni volta mi fanno rimanere basito di fronte alla incredibile forza delle persone e che, nello specifico, mi fanno amare sempre di più la fotografia.


Vorrei pormi una domanda: è mai possibile slegare la fotografia dal senso della vista? Può l’arte visiva per eccellenza trovare una nuova incredibile vita nella cecità?


Brendon Borellini pare proprio esserne convinto.

Questa storia arriva dalla lontana Australia ed il nostro protagonista, non più giovanissimo, è affetto da una sordità congenita e da una parziale cecità, che negli anni è diventata completa.

Nonostante questo grosso impedimento, il signor Borellini è un tipo tosto e deciso, per nulla in balia della propria condizione ma determinato ed ostico nella ricerca di un’espressione personale di vitalità.

Attraverso l’uso di un impianto ha potuto acquisire l’uso dell’udito che, assieme agli altri 3 sensi, Brendon usa per percepire l’ambiente che lo circonda e così riuscire a scattare delle fotografie.

Fondamentale nello sviluppo delle proprie capacità è stata la frequentazione della Cavendish Road State School in Brisbane, con il supporto della Special Education Unit, che gli ha consentito di diplomarsi, finendo anche nell’Australian of the Year Awards e che gli ha consentito anche l’iscrizione ad un regolare college (fu infatti il primo a conseguire questo traguardo).

Ma tornando alla fotografia, il modo di scattare, di cogliere l’attimo di Brendon è assolutamente unico al mondo. Basandosi sui sensi, sulla percezione che ha del mondo intorno a se, mette la camera sulla fonte e si lascia guidare da ciò che percepisce, dai rumori, dalle sensazioni.

Ovviamente non tutte le fotografie che scatta sono considerabili tecnicamente impeccabili e spesso necessita di un piccolo aiuto nel direzionare al meglio la camera ma questi sono dettagli di poco o nulla conto.

La verità è che egli scatta fotografie come andrebbe fatto sempre: con l’immaginazione.

Ogni singolo scatto di Brendon è frutto di una rappresentazione interiore della realtà che cerca di bloccare in fotografia; lo scatto assume quasi un ruolo di tela e lui, l’artista, dipinge questo quadro senza vederlo. Fantastico.

Nella scuola dove ha studiato sono state usate tecniche di stampa particolari che gli consentono, attraverso il tatto, di esplorare le proprie foto; si tratta infatti di particolarissime stampe in rilievo delle proprie fotografie e così, anche se cieco, Brendon può imparare, può capire cosa realizza e può migliorarsi attraverso un processo di apprendimento pratico.

Per chiudere vi lascio con questa domanda: sareste capaci di realizzare delle foto senza guardare? Sapreste riversare nella foto il vostro mondo interiore senza vedere cosa scattate?

Provateci, potreste scoprire un mondo tutto nuovo.

Al prossimo numero.

 

 

Mattia Corbetta

 

Credit:

http://www.australianoftheyear.org.au/honour-roll/?view=fullView&recipientID=133

http://www.break.com/video/brendon-borellini-the-blind-photographer-2741320

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BIKINI TRIKINI TURKINI...DI COSA PARLIAMO? MA CERTO DI COSTUMI DA BAGNO!!!

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BIKINI TRIKINI TURKINI...DI COSA PARLIAMO? MA CERTO DI COSTUMI DA BAGNO!!!

 

Per questo mese estivo di vacanze di profumo di mare e feste in piscina mi sembra ovvio di parlare di costumi da bagno!!

Inizio parlando del costume maschile, ci sono state poche evoluzioni, senza andare troppo dietro nel tempo agli inizi del 1900 il costume era una sorta di tuta corta che arrivava alle ginocchia, col passare del tempo il costume sia per l’uomo che per la donna assunse delle forme più aderenti e meno coprenti, al giorno d’oggi possiamo distinguerne 3 modelli...anzi 4... la novità dell’anno!

1.       SLIP

2.       PARIGAMBA,  molto simile agli short, che coprono anche un pezzo di coscia,

3.       BOXER

4.       MENS BRIEF BIKINI, si tratta di uno slip a metà...esatto ho scritto a metà! E’ una fascia che copre i genitali e uno dei due fianchi, mentre l’altro resta del tutto scoperto. A chi piace osare ... ecco un costume adatto! lo si può trovare su ebay!

Per le donne ci sono vari stili e modelli, cercherò di raggrupparli per avere pochi punti! Due parole sulla storia, siamo passati da fare il bagno con bustino e gonnellone al perizoma...beh ciò che ci sta nel mezzo potete immaginarlo!!! Come ho scritto prima col passare del tempo il costume da bagno cambiò stile,  forme più aderenti e meno coprenti.

1.       COSTUME INTERO  CHIAMATO ANCHE UNO, ovvero il classico costume intero,

2.       BIKINI, come per gli slip da uomo il bikini richiama la forma dell’intimo femminile, questo costume fece tanto scalpore poichè la percentuale di pelle scoperta è maggiore di quella coperta, si diffuse grazie ad esso anche la moda del topless!

3.       TRIKINI,  a fine anni 60 il termine Trikini indicava un bikini abbinato a un pantaloncino o pareo. Oggi invece si indica un particolare tipo di bikini in cui i due pezzi (reggiseno e slip) sono congiunti  davanti o lateralmente da un pezzo di stoffa più o meno ampio.

4.       BURQINI, costume studiato appositamente per le donne di religione mussulmana, che lascia scoperti solo il viso, le mani e i piedi; il nome è un'unione dei termini burqa e bikini.

Si sa che possiamo trovare in commercio una quantità infinita di costumi da bagno, ma per chi volesse avere qualcosa di personalizzato ho trovato questo sito internet che potrebbe fare al caso vostro!

http://boneswimmer.it/index.php?route=product/category&path=59_66_83

Consiglio del mese: indipendentemente dal vostro fisico indossate il costume che più vi fa sentire bene con voi stesse, e se proprio avete delle fisime sulle rotondità...beh ci sono costumi interi che sono raffinatissimi e sensuali! Come ad esempio quelli di Calzedonia!

 

immagini:

http://www.google.it/imgres?imgurl=&imgrefurl=http%3A%2F%2Fwww.pianetamamma.it%2Ffoto_gallery%2Fgravidanza%2Fcostumi-premaman-estate-2012%2Fcostume-intero-calzedonia.html&h=0&w=0&tbnid=0j-DVRUktcDwjM&zoom=1&tbnh=256&tbnw=197&docid=mm6FttwkvrZ8SM&tbm=isch&ei=KC7mU-eaFMzHPc_ngJgO&ved=0CAIQsCUoAA

https://www.google.it/search?q=burkini&sa=X&espv=2&tbm=isch&tbo=u&source=univ&ei=wi7mU7jMBeOv7AbUsoH4DQ&ved=0CB8QsAQ&biw=1366&bih=634#facrc=_&imgdii=_&imgrc=4EWnkwLkr2_rXM%253A%3BEagd2dKKEZnOYM%3Bhttp%253A%252F%252Fscanfree.org%252Fwp-content%252Fuploads%252F2013%252F03%252Fburkini.jpg%3Bhttp%253A%252F%252Fscanfree.org%252Ffull-body-cover-up-swimsuits-burkini%252Fburkini%252F%3B540%3B580

http://2.bp.blogspot.com/-LEKfxFXkjrs/UfpfJ_BWnrI/AAAAAAAABF8/j0yAkmWbMls/s1600/trikini+-+Copia.jpg

http://style.weeknewslife.com/wp-content/uploads/sites/8/2014/06/man.jpg

http://www.venettewaste.com/images/blog/tipologie___venette_waste.jpg

info:

http://it.wikipedia.org/wiki/Costume_da_bagno

http://www.donnissima.it/attualita-tecnologia/moda-tendenze/Moda-mare-2014-arriva-il-mezzo-slip-per-uomo/3884/

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.. è tempo di resoconti...

Estate dolce estate. Che bella stagione che è l’estate, con le sue lunghe giornate, i pomeriggi trascorsi in piscina, le mattinate trascorse in sella ad una moto per andare a fare la spesa in centro. Ehm …forse ho sbagliato qualcosa. L’estate quest’anno non si è mai vista o per lo meno noi della redazione di Forge of Talents, abitanti delle dolci e ridenti prealpi Biellese, abbiamo lottato solo con grandi quantità d’acqua e la costate preoccupazione giornaliera di ricordarsi di uscire con l’ombrello.

Non bisogna disperarsi però perché, come dico io, la musica ci allieta la giornata e ci tiene sempre compagnia, qualsiasi tempo faccia.

In questo mese vacanziero per la maggior parte dei lettori, la rubrica sarà molto breve e concisa ma con uno scopo ben preciso: consigliarvi cosa ascoltare sotto l’ombrellone in spiaggia, per strada mentre state facendo del buon sano jogging oppure mentre vi cimentate in qualche sentiero di montagna alla scoperta della narura.

Una mia personale scelta di album da scaricare e gustare . Ricordate di comprare la musica su Itunes o qualsiasi store Online; La pirateria è un reato e noi di Forge of Talents ci dissociamo da qualsiasi atto illegale.

 

Tutti gli album sono recenti e non più vecchi di un anno, in modo da conoscerli se ve lo siete persi.

Pop

 

·         Passenger – Whispers : dopo il grande successo di “Let her go” e di “Father on the clyde” , ecco l’ultimo album di Mike Rosenberg, meglio conosciuto come Passenger.

·         Coldplay – Ghost Stories : ultimo album della band inglese, con alcune sonorità dance ed elettroniche. (Recensione, vedi numero #6)

·         Michael Jackson – Xcape : per i fans e non solo, contiene brani inediti e  l’ultimo singolo in featuring con Justin Timberlake “Love never felt so good”

Xcape

Xcape

 

Indie\rock

 

·         Lykke Li – I never learn : Conosciuta per la sua famosa hit “I follow rivers” , album tutto da ascoltare di questa bella e brava cantautrice svedese

·         Xavier Rudd – Spirit bird : unica eccezione per questo album datato 2012, un viaggio verso terre contaminate e inesplorate; un perfetto compagno durante il viaggio. Spiccano su tutte “spirit bird” e “follow the sun”.

Xavier Rudd

 Italiana

 

·         Dear Jack – Domani è un altro film : I finalisti e rivelazione di “Amici” conquistano il disco di platino arrivando a quasi 50 mila copie vendute nella prima metà del 2014.

·         Ligabue – Mondovisione : Il cantautore emiliano non ha bisogno di presentazione sicuramente.

·         Casare Cremonini – Logico : album tutto nuovo e da scoprire ,con l’omonima canzone trasmessa in continuazione in fm e usata soprattutto come testimonial per una nota marca di gelati italiana.

Cesare Cremonini Live

 

Dance\House\Trance

 

·         Andrew Rayel - Find your harmony : il talento di casa Armada non delude con questo album, passando da melodie di pianoforte struggenti a pezzi più cattivi capaci di far ballare molti dancefloor mondiali.

·         Avicii – True : Il dj e produttore svedese (Tim Bergling per l’anagrafe) esce allo scoperto con il suo primo album a 2 anni dal suo primo vero grande successo “Levels”.

Andrew Rayel durante un dj set

 

Con questi consigli, che sembrano pochi ma ne avrete a sufficienza fidatevi, non mi resta che augurare da parte mia e da tutta la redazione di Forge of Talents una buona vacanza ovunque voi siate.

Emanuele Beltrame

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Le Parc de la Villette, il Cuore verde e pulsante di Parigi

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Le Parc de la Villette, il Cuore verde e pulsante di Parigi

Veduta di Parigi Foto di:  DinosaursAreNotDead (Profilo Flickr)

Veduta di Parigi Foto di:  DinosaursAreNotDead (Profilo Flickr)

“Ce Parígge tenéve u mare jève na pìccole Bare”

Questo famoso detto pugliese è l’ideale per introdurre questa piovosa puntata estiva, dato il periodo sono sicuro che la maggior parte di voi avrà programmato  nel minimo dettaglio le tanto sospirate vacanze: alcuni al mare o  in montagna e tanti altri, senza dubbio, coglieranno l’occasione per visitare qualche famosa città  d’arte.

Se invece come me non avete ancora pianificato nulla, Parigi è la meta ideale che accontenta grandi e piccini; è vero, come dicono i Baresi manca il mare, ma ciò nonostante è considerata da tutti i cittadini del mondo un grande palcoscenico che fa da quinta a forti emozioni.

Più precisamente vorrei farvi conoscere il Parc de la Villette, una delle più grandi oasi verdi della città costruito nel lontano 1983 dall’ Architetto Bernard Tschumi.

Jean Cocteau

Jean Cocteau

Non corriamo troppo però, prima di raccontarvi di uno dei progetti principe dell’architetto svizzero-francese, vorrei farvi capire l’unicità di questa fantastica capitale europea attraverso  le parole di Jean Cocteau, noto scrittore e sceneggiatore parigino: “Tutti a Parigi vorrebbero essere attori e nessuno spettatore”.

A mio avviso questa citazione esprime tutte quelle sensazioni che si provano quando si vede per la prima volta questa città, infatti Parigi rappresenta un luogo da far proprio giorno dopo giorno, da vivere attimo dopo attimo in modo da assaporare tutte le attrazioni che questa metropoli ha da offrire (Da Notre Dame alla Tour Eiffel, dal museo del Louvre a les Champs - Eysèes, da Montmartre a le Pigalle ecc...).

Essa è caratterizzata da 20 Arrondissements, quartieri amministrativi creati nel XIX secolo ad opera di Napoleone III, che ordinano la città in modo facile e pratico e rappresentano una specie di bussola di riferimento per tutti i turisti e cittadini.

 Quartiere Pont de  Flandres 

 Quartiere Pont de  Flandres 

Il Parc de la Villette si trova nel 19° distretto nel quartiere Pont de Flandres situato nella zona nord/est della capitale; esso è stato il frutto di un grande concorso internazionale che ha previsto la riqualificazione di 55 ettari di aree industriali dismesse.

 Questa iniziativa è stata attentamente preparata agli inizi degli anni Ottanta al fine di rinnovare il significato di parco urbano, che in qualità di luogo pubblico doveva essere pensato come parte integrante della città stessa, visto come struttura integrata nel verde e nei servizi e allo stesso tempo concepito come  rifugio per dimenticare il frastuono e il caos della vita di tutti i giorni.

Il progetto non si deve proporre tanto come semplice polmone verde, ma deve diventare protagonista, cioè il vero e proprio cuore pulsante del quartiere.

Pluralismo e innovazione diventano cosi termini fondamentali che guidano questo programma che diviene fin da subito, un confronto tra arte e scienza, tra musica e tecnologia e  un forte punto di incontro  tra le diverse nazionalità della metropoli.

                          Bernard Tschumi

                          Bernard Tschumi

La vivace personalità e la particolare visione decostruttivista dell’architettura di Tschumi gli ha permesso di aggiudicarsi il primo posto al concorso.

L’Architettura, secondo il suo parere, è generata dalle complesse relazioni che si instaurano fra uomini e luogo circostante; l'architetto esercita, di conseguenza, sull'ambiente che progetta una sorta di violenza, che si ripercuote sia sullo spazio stesso che su chi ne usufruisce creando inevitabilmente una trasformazione fisica ed intellettuale .

Tschumi, per comprendere meglio il significato del suo pensiero fa un esempio pratico: ” Quando entro in una stanza, il movimento del mio corpo in quello spazio cambia il mio rapporto con la stanza stessa. La stanza è infatti diversa se all’interno si trova una persona, nessuno o cento. Quindi il rapporto tra le persone in una stanza e la stanza stessa è molto importante per dare una giusta lettura all’architettura. La violenza di cui parlo è un cambiamento dello spazio”.

Ma quali sono stati per Tschumi i riferimenti culturali più significativi e gli episodi architettonici che hanno costituito le radici della sua formazione e della sua evoluzione professionale?

Questa domanda è molto interessante perché, nella progettazione di un luogo,  un architetto può adottare due tipi di atteggiamento diversi: per esempio in primo luogo può scegliere di attingere dalla storia dell'architettura le proprie fonti culturali, oppure, in secondo luogo può decidere di osservare in modo più critico ciò che lo circonda e cercare di comprendere dall'esterno  le informazioni base che servono per condurre la realizzazione del progetto.

Il secondo approccio gli ha permesso di vincere numerosi concorsi tra cui: 1982 Parc de la Villette (Parigi),  1991 Studio Nazionale per l’arte Contemporanea (Le Fresnoy Francia), 1994 Scuola di Architettura (Marne la Valèe Francia) 1995 ( Business Park Chartes Francia).

Conosciuta la figura di Bernard Tschumi, cerchiamo di capire insieme come è strutturato quest’ immenso parco urbano e perché nel corso degli anni è diventato simbolo del 19° arrondissements.

Dalla vista aerea risaltano subito all’occhio 3 edifici: a nord troviamo La Citè de la Science, un enorme museo con mostre sia permanenti che temporanee in cui spicca  la Geode, elemento visivo fondamentale che ospita al suo interno uno schermo emisferico che proietta lungo l'arco della giornata, documentari di natura scientifica; a sud La Grande Halle Principale, tesoro e patrimonio architettonico del parco e allo stesso tempo la testimonianza vivente di un passato glorioso e prestigioso;  ed infine a  est Le Zenith, una particolare discoteca disegnata dagli architetti francesi Philippe Chaix e Jean-Paul Morel che offre concerti musicali, dj set e tanto altro.

Tschumi, per quanto riguarda la pianta del parco, attua una sovrapposizione di 3 sistemi  autonomi avvero: punti (detti anche folies), linee e superfici.

Punti, Linee e Superfici

Punti, Linee e Superfici

I punti ricoprono tutta la zona del parco e si sviluppano all’ interno di quadrati concentrici , questi ultimi, in un secondo tempo, vengono esplosi creando piccole zone puntuali disposte secondo una griglia regolare;

le linee invece sono costituite da due assi perpendicolari ( uno nord-sud e l’altro est-ovest) che stabiliscono le connessioni con il quartiere e la città (tramite gli ingressi delle 2 stazioni della metropolitana);

le superfici infine accolgono tutte le attività del parco che hanno bisogno di una vasta estensione in senso orizzontale (giochi all’aperto, esercizi a corpo libero ,feste popolari, mercati di quartiere ecc..);

L’ultimo elemento di collegamento dei diversi spazi del parco è la Promenade Cinématique , ovvero un percorso sinuoso e curvilineo che rappresenta una situazione di movimento;  è una sorta di metafora cinematografica che si articola attraverso numerosi episodi consecutivi come le sequenze di una pellicola, i giardini si trasformano così in una platea dove vengono rappresentate immagini di film e gli alberi di conseguenza, mutano il loro aspetto diventando un forte elemento separatore delle diverse scene rappresentate.

Concludendo trovo che le Parc de la Villette sia un ottimo esempio di architettura urbana e paesaggistica perfettamente integrata nel contesto circostante e in grado di soddisfare, con le sue svariate attività le esigenze di chi lo vive. 

A mio parere, il progetto di Tschumi è in grado di connettere diverse fasce d’utenza: dalla persona tranquilla amante della natura, ai soggetti più scatenati interessati al divertimento e alla vita notturna;

Ho avuto la fortuna di visitare questo vastissimo cuore verde e pulsante qualche anno fa , purtroppo solo di giorno, ed ammetto che non è stato affatto male passeggiare e perdersi per i tortuosi sentieri della Promenade Cinématique oppure assaporare il primo sole primaverile disteso su uno degli immensi prati ad ammirare gli elementi architettonici,  e naturali circostanti.

Che dire, se vi trovate a trascorrere qualche giorno nella capitale Parigina non potete far altro, che raggiungere il Parc de la Villette ed inoltrarvi in un mondo assestante completamente diverso dal classico scenario cittadino.

 

Tiziano Zerbo

 

FONTI IMMAGINI:

http://altraparis.blogspot.it/2008/11/folli-notti-berbere-al-cabaret-sauvage.html

www.fickr.com

http://www.fanpix.net/picture-gallery/jean-cocteau-picture-15573291.htm

http://www.philharmoniedeparis.com/fr/nouveau-batiment/le-site-du-parc-de-la-villette

http://www.archdaily.com/92321/ad-classics-parc-de-la-villette-bernard-tschumi/

http://1.bp.blogspot.com/-lZ6iVPCP-xo/UQt4X_3S53I/AAAAAAAANYg/QO6-V3hz18c/s1600/tschumi+madeleine+1.jpg

https://martinfdc.wordpress.com/tag/bernard-tschumi/

 



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Apes Revolution - Il Pianeta delle Scimmie

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Apes Revolution - Il Pianeta delle Scimmie

Attenzione: contiene spoilers!

Uscito nel deserto delle sale italiane, Apes revolution – Il pianeta delle scimmie è il sequel de L'alba del pianeta delle scimmie (2011, Rupert Wyatt), a sua volta reboot della famosa serie cinematografica tratta dal romanzo di Pierre Boule.

Lo dirige Matt Reeves (già regista di Cloverfield nel 2008) e lo anima un cast d'eccezione, composto da Gary Oldman, Keri Russell (protagonista della fortunata serie tv Felicity, di cui Reeves è stato autore insieme a J.J.Abrams) e l'immancabile Andy Serkis che meriterebbe un Oscar a parte per come dà vita, attraverso il motion capture, al personaggio di Cesare.

Quindici anni dopo il rilascio del virus T-113, collaterale effetto delle sperimentazioni di farmaci sulle scimmie, il mondo è in completa decadenza: gli uomini sopravvissuti vivono rinchiusi in una colonia governata da un certo Dreyfus (Gary Oldman) e le scimmie hanno scelto di ripararsi in una fitta foresta che hanno eletto a loro casa. Malcolm (Jason Clarke) si imbatte in un gruppo di scimmie nel tentativo di raggiungere una diga posta proprio vicino al loro villaggio, che permetterebbe di ottenere energia elettrica per gli uomini rimasti in città. L'incontro non è dei più pacifici (indimenticabile la scena in cui Cesare urla al gruppo di uomini) ma permette a Malcolm di avere un primo contatto con quel mondo tenuto così a distanza: il "virus delle scimmie", così viene chiamato da tutti, in realtà non è contagioso per chi è sopravvissuto, ma i preconcetti sono duri a morire.

Sembra di assistere all'incontro-scontro tra due culture differenti, in cui la prima impressione è la refrattarietà al contatto, superabile solo grazie alla volontà di due membri appartenenti ai differenti gruppi. Le scimmie parlano a gesti, e solo a tratti utilizzano il linguaggio imparato dagli umani, in modo abbozzato ma mai ridicolo, anche grazie all'estrema caratterizzazione di ogni singolo personaggio. Difficile infatti parlare semplicemente di "animali": quando li vediamo arrivare a cavallo, fatichiamo a pensare che non si tratti di veri e propri uomini. Ogni scimmia ha un segno distintivo, e le loro movenze ed espressioni hanno veramente poco di scimmiesco. Molte le bellissime scene corali che rimangono impresse nella memoria: dalla corsa sugli alberi nella parte iniziale, alle scene di guerra nelle sequenze finali, questo insieme compatto ci ricorda dei moderni pellerossa all'inseguimento di un bisonte, braccati da rampanti cowboy con il mito del progresso.

Un film carico di sottotesto, dalla lotta per la conquista del territorio (appunto), alla battaglia per la conquista del potere (l'opposizione tra il vecchio Koba e Cesare, di latina memoria), alle dinamiche familiari e al rapporto genitore-figlio (tra Cesare e Occhi Blu), approfondendo in particolare il senso di inadeguatezza di chi, figlio, sente crescere il peso delle aspettative su di sè. Apes revolution riesce a mostrare un parallelismo tra i due mondi, esibendo in entrambi la presenza del bene e del male in egual misura, la volontà costruttiva ma anche quella distruttiva. Cesare, che prende il nome da uno dei condottieri più famosi della storia, è colui che usa la forza solo in caso di necessità, mentre Koba è il degrado del potere, pur non cadendo nel "cattivo" stereotipato. Il male, infatti, non è mai autogenerato: Koba odia gli umani perché gli hanno inflitto anni di torture e sofferenze, mentre Dreyfus intende sterminare le scimmie perché secondo la sua visione gli hanno portato via la famiglia. Nessuna giustificazione per gli atti atroci che commettono, ma dettagli sulla loro vita e sul rapporto di causa-effetto, che ci consentono di comprendere (senza legittimare) i loro comportamenti. Anche Cesare si rende conto che questa evoluzione repentina che permette alle scimmie di parlare ha portato alcune scimmie ad assumere i peggiori comportamenti umani ("Ho fatto male a fidarmi di una scimmia").

Un film che sceglie strade inconsuete per il suo apparente aspetto da blockbuster commerciale: condito da ritmo incalzante e numerose scene d'azione arricchite con effetti speciali, Apes revolution riesce a creare suspence e colpi di scena senza rinunciare ad una buona sceneggiatura che permette di non annoiare nemmeno lo spettatore più esigente.

Cesare, che insieme al figlio sembra aver individuato quel difficile punto di incontro tra i due mondi, ci guarda senza abbassare lo sguardo, a ricordarci quanto sia importante impegnarsi costantemente per mantenere una linea di dialogo aperta. Per non ridursi a ricalcare i preconcetti che gli altri hanno di noi, come ci ricorda Koba in una delle scene più inquietanti del film: una scimmia, per alcuni uomini, è solamente una simpatica riproduttrice di comportamenti umani.

 

Credits images:

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GAMESCOM 2014!

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GAMESCOM 2014!

GamesCom 2014..Something New on the Horizon?


Weeeeeeeelllcoooomeeeeeee Baaaaaaaack!


Mi sono preso un po più di tempo perchè voglio trattare un argomento che mi interessa in modo specifico, il mondo dei videogiochi.

Come ben saprete il 13 agosto in quel di Colonia si è svolta la GamesCom 2014, ovvero quello che per gli americani viene reappresentato dall'E3 e per i giapponesi dal Tokyo Game Show, ovvero la più importante fiera europea di videogiochi e affini.

Sono stato a un passo dal riuscire ad andarci con amici, tranne imprevisti dell'ultimo momento, quindi vi racconterò quello che ho visto tramite youtube live.

Sostanzialmente di interessante ho trovato solo le conferenze Sony e Microsoft, quella Electronics Arts non mi interesseva minimamente; partiamo appunto da qui, ho preferito come stile e come approccio la conferenza dei giapponesi, sia perchè possiedo una PS4 e quindi ero abbastanza ansioso di vedere cosa ci avrebbe riservato mamma Sony di succulento, secondo perchè alla fine a parte un paio di annunci quella di Microsoft è stata abbastanza piatta anche a livello di entertaining, nonostante abbia messo sul piatto novità interessanti.

Erano presenti anche Blizzard con uno stand di HearthStone per giocare live, Razer con i suoi nuovi prodotti e non altro mi pare.


THE RISING SUN


Allora, partiamo da Sony, che ci presenta qualche titolo esclusivo oltre a un paio di indie games interessanti che rispondono al nome di Volume,Runemaster e Rime; il primo cavallo di battaglia della società di Shuehi Yoshida è stato BloodBorne, survival horror in stile gothic, diretto discendente dei precedenti su ps3 Dark Souls e Demon Souls, intravisto in un trailer non giocabile che vi riporto qui sotto in calce: allora, molto bello graficamente, di gameplay si è visto veramente poco ma se vale anche solo la metà dei padri si preannuncia titolo AAA.


Altro titolo che è finito sul mio radar è HellBlade, sviluppato da Ninja Theory, ovvero i creatori di Heavenly Sword e del reebot di Devil May Cry, ma anche su questo titolo purtroppo si è visto zero gameplay ma solo un theather trailer che ha comunque lasciato intravedere le potenzialità grafiche di PS4.

 

Passiamo poi ad Until Dawn, altro survival horror in cui alla GC è stato possibile anche provarlo, (trovate il video sul tubo, 24 min di gameplay) ed è stato presentato con un cinematic trailer anche lui.

Sostanzialmente tratta di un gruppo di 9 amici che si ritrovano a dover sopravvivere a un pazzo con una maschera da clown ( un clichè) oltre che ad altre mille sfighe, il bello del gioco è che non è scriptato ma possiamo decidere noi chi far sopravvivere e chi lascere indietro nella corsa alla sopravivvenza, concetto finora poco esplorato nell'ambito videoludico.


Arriviamo ora a quel geniaccio di Hideo Kojima, che sul palco Sony ha presentato Metal Gear Solid 5 the Phantom Pain, attesissimo titolo di Konami che sta generando un hype elevatissimo, ma mannaggiaallui Hideo ha deciso che con tutti i $ che ha non ha voglia di imparare l'inglese, quindi è salito sul palco con un traduttore ( bah...), presentando uno short gameplay video su una caratteristica congenita di MGS, il famoso cartone sotto cui nascondersi che in questa quinta reincarnazione di Snake viene utilizzato in maniera differenti, ma pur sempre funzionali e a tratti esilaranti, vi lascio al video.


Wild, titolo che merita un cenno tra tutti gli altri, in quanto prova a portare una ventata di freschezza nel panorama ormai affollato dei titoli, in qunto consta i nun simulatore, se così possiamo dire, di vita selvaggia; la parte che salta all'occhio è che possiamo giocare sia come uomo che come animale e vivere entrambe le vite da entrambi i punti di vista.


Menzione per i DLC di destiny in esclusiva temporanea per console Sony, insieme a quelli di Far Cry 4 e Shadow of Mordor; sostanziali novità anche con l'arrivo del firmware 2.0, che porta con se diverse novità tra cui la funzione di SharePlay, ovvero la possibilità di invitare un amico in una sessione sia off che online in cooperativa o competitiva per una durata massima di un'ora, anche se il nostro amico non possiede il gioco! Gran bel passo in avanti sul fronte del social da parte di Sony.

Arriverà poi a gennaio 2015 PlayStation Now, il servizio di streaming nato da Gaikai, in Europa sotto forma di open beta e consiste nel crossplay tra piattaforme Sony.

Arriverà poi anche la PS Tv, al prezzo di 99€, inizalmente nata per il solo mercato nipponico, in quanto PS4 non ha registrato grandissime vendite, si propone come una mini console da attaccare via cavo hdmi al tv, e può funzionare come seconda ps4 funzionante in un'altra camera, collegata via PSNow ovviamente, così io posso giocare a NBA in sala e mio fratello a FIFA in camera, yeah!


Per il resto, non si è visto nulla di Uncharted 4, niente di PSVita, un trailer per The Order, in definitiva non abbiamo avuto quegli annunci sui titoloni da far rizzare i peli, ma è stata comunque un'ottima conferenza da parte di Sony che con quello che ha portato è riuscita a catturare l'attenzione di molti.


I AM THE ONE


Eccoci ora dall'altro lato della barricata, la press conference di Microsoft, che si apre con una secca carrellata di titoli in arrivo, mentre live sul palco viene presentato ID@Xbox, il progetto che raccoglie gli sviluppatori indie e i loro titoli su cui la casa di Redmond ha sempre puntato molto.


Prima esclusiva degna di nota è Sunset Overdrive, sviluppato da Insomniac, si proprio quelli di Ratchet & Clank e Resistance!

E' un titolo veramente esagerato, un action adrenalico e divertente, dove non ci si ferma nemmeno un secondo, bisogna far saltare per aria più cose possibili e dalla storia altrettanto fuori di melone!!


Passiamo poi a Ori and the Blind Forest, platform a scorrimento verticale e orizzontale molto particolare, dotato di una grafica veramente pulita e con effetti molto marcati, si preannuncia come una possibile killer application sulla console di Microsoft.


Altro titolone esclusivo per X1 è Fable Legends, non la solita versione 3rd person adventure a cui ci ha abituato nei precedenti capitoli della saga, ma promette un approccio totalmente differente a quello che Molyneaux ci ha sempre proposto, ovvero una specie di fusione con un MOBA sempre con visuale da dietro.

 

Esclusiva (temporanea?) che ha colpito sicuramente della presentazione di Phil Spencer è stata Rise of the Tomb Raider, il nuovo capitolo dopo il reboot della serie inaugurato lo scorso anno, in quanto il prewuel era multipiattaforma, anche se si parla di old gen, vedremo se resterà tale o verrà fatto un porting anche per console Sony.

 

Passiamo a una leggenda per Xbox, ovvero Halo, presente in ben 2 combinazioni: Halo 5 e Halo the Master Chief Collection, il primo è il nuovo capitolo per X1, mentre il secondo è la raccolta dei precedenti 4 capitoli tutti insieme e per quanto riguarda in specifico il primo Halo, è giocabile sia con grafica della vecchia Xbox o passare alla versione "pimpata" della console attuale.

 

Unico ad aver attirato la mia attenzione della conferenza Microsoft è sicuramente Project Spark, già mostrato all'E3 precedentemente.

Di cosa si parla?

È praticamente un gioco che da la possibilità all'utente di poteer creare mondi e altri giochi dentro la gioco, un tool molto utile che ricopia sostanzialmente la struttura del pioniere del geenre, ovvero quel Little Big Planet di Media Molecule che tanto successo riscosse ai tempi della sua prima apparizione.

Riuscirà questo progetto a ricalcare le orme e l'onda del successo del capolavoro per PlayStation?

 

Passiamo poi alla carrellata di esclusive temporali pro Microsoft, ovvero quelle dei DLC di Evolve, risultato poi miglior gioco della GamesCom 2014, quindi noi sonary per un pò dovremo pazientare per metterci le mani sopra, altra vittoria per Redmond su Tokyo è stata sicuramente l'esclusiva sempre temporale dei DLC di Tom Clncy's The Division, veramente un giocone che si preannuncia tripla A sicura, anche se...anche se, a quanto pare Ubisoft ha deciso che lo smacco subito con WatchDogs non gli è bastato, infatti si è parlato di Effetto Ubisoft, ovvero ricordate la grafica da smandibolamento che aveva mostrato il primo video di WatchDogs??e poi la conseguente caduta di stile quando fu poi possibile mettere mano alle demo giocabili??UN ABISSO...

Sostanzialmente la storia pare ripetersi, ovvero il The Division mostrato all'E3 era fenomenale, il gameplay visto a Colonia era nettamente un livello sotto, parliamo sempre di pulizia e dettaglio grafico eh!

Vedremo se sarà stata solo una finta per attirare attenzione comunque sul titolo, o se davvero hanno dovuto riadattare i parametri grafici del motore di gioco!

Ultimo ma non ultimo, i temporal DLC di Dragon Age Inquisition, anche se sostanzialmente per me risultano quelli meno gustosi, quindi anche se temporali esclusive per Xbox non faranno fare la differenza in termini di vendite sulla piattaforma!

 

Vi ho descritto quello che ho visto, quello che mi ha colpito e quello che secondo me è stato superfluo, e sopratutto quello che speravo di vedere e non ho visto, avete i video..commentate!!

 

e alla prossima!

 

Sayonara

 

Lorenzo

Credits: https://www.youtube.com/channel/UCKy1dAqELo0zrOtPkf0eTMw

https://www.youtube.com/channel/UC-2Y8dQb0S6DtpxNgAKoJKA

http://www.vgbastion.com/gamescom-2014-nintendo-sony-e-microsoft-ci-saranno/

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