Bentornati lettori di Forge, in questo numero ho deciso di parlarvi del mio movimento artistico preferito, quello che mi ha attratta di più sin dalle prime lezioni a scuola: l'Impressionismo.

L’impressionismo è un movimento pittorico francese che nasce intorno al 1860 a Parigi e deriva direttamente dal realismo, in quanto come questo tende a concentrarsi sulla rappresentazione della realtà quotidiana. 

Fu una corrente artistica che durò pochissimo rispetto ad altri movimenti, poco più di vent'anni, ma a detta di molti può essere definita come il fondamento dell'arte contemporanea.

La grande rivoluzione dell’impressionismo è soprattutto la tecnica, che nasce dal rappresentare l'attimo fuggente, cercando di riprodurre la sensazione ottica nel modo più fedele possibile.

Non più quindi rivisitazioni del soggetto nello studio dell'artista, ma pittura en plein air, che diventa fondamentale per cogliere la luce, i dettagli e le forme che l'artista ha scelto di rappresentare in quell' esatto momento: è una fotografia su tela.

Non a caso, la prima mostra ufficiale di questo nuovo gruppo di artisti si svolse nel 1874 nello studio di un importante fotografo parigino, Nadar, pseudonimo con cui era conosciuto Gaspard-Félix Tournachon.

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Monet, Degas, Pissarro, Renoir, Cezanne (per citare i più importanti) sfidarono il Salon ufficiale promuovendo la loro arte, che non fu ritenuta tale poiché totalmente deviante dalla tradizione.

La totale assenza di teoria e studio nell'atelier non furono immediatamente accettati dalla critica, ci vorranno molti anni per arrivare a denominare l'impressionismo come corrente artistica.

Nonostante ciò il lavoro degli impressionisti proseguì, lasciando ai posteri opere meravigliose come:

Impressione. Levar del sole di Claude Monet

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La passeggiata (Camille Monet con il figlio Jean sulla collina) di Claude Monet

La danseuse sur la scene di Edgar Degas

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Giocatori di carte di Paul Cezanne

Come si può notare da queste immagini, la scelta dei pittori impressionisti di rappresentare la realtà cogliendone le impressioni istantanee portò questo stile ad esaltare la sensazione dell’attimo fuggente.

Secondo i pittori impressionisti la realtà muta continuamente di aspetto. La luce varia ad ogni istante, le cose si muovono spostandosi nello spazio: la visione di un momento è già diversa nel momento successivo. Tutto scorre. Nella pittura impressionista le immagini trasmettono sempre una sensazione di mobilità.

L’attimo fuggente della pittura impressionista ha uno scopo fondamentale: far cogliere all'osservatore le sensazioni e le emozioni di quello che è stato rappresentato, e quelle che ritroviamo nella pittura impressionista sono sempre sensazioni e impressioni felici, positive, gradevoli. L’impressionismo rifugge dagli atteggiamenti tragici o drammatici e torna a rappresentare un mondo felice ed allegro.

L’attimo fuggente della pittura impressionista ha analogie evidenti con la fotografia. Anche la fotografia, infatti, coglie una immagine della realtà in una frazione di secondo. E dalla fotografia gli impressionisti non solo prendono la velocità della sensazione, ma anche i particolari tagli di inquadratura che danno alle loro immagini un particolare sapore di modernità.

Proprio l'avanguardia di questi artisti e la loro positività sono le caratteristiche che mi hanno fatto maggiormente apprezzare questo movimento.

Vi lascio con questa citazione di Claude Monet che credo racchiuda tutta la filosofia del movimento:

"Sono costretto a continue trasformazioni, perché tutto cresce e rinverdisce. A forza di trasformazioni, io seguo la natura senza poterla afferrare, e poi questo fiume che scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto e domani sarà un torrente".

A presto.

 

Valentina Poerio

 

Credits:

it.wikipedia.org

www.settemuse.it

www.nadar1874.net

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