Relax, take it easy.

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Relax, take it easy.

Nascondiamo ciò che non ci piace?

 

Questa è la considerazione che vorrei condividere con voi questo mese e che nasce, come ogni meditazione sull’essere umano, dall’osservazione diretta; a quali conclusioni sono giunto? Con calma ci arriviamo.

Partiamo dal presupposto che ogni persona, nessuna esclusa, apprezza il bello (bello relativo a se stesso, non universale) ed ambisce ad un risultato di bellezza o di perfezione consona ai propri standard e gusti.

Quindi ogni persona sarà alla costante ricerca della “perfezione” o comunque sarà alla costante ricerca di eliminare o ridurre al minimo le interferenze con la propria percezione di perfetto.

Un commento negativo, una critica, un’attacco personale o meno ad una cosa che ci è cara, ad una persona che stimiamo, a noi stessi o al nostro lavoro, sarà sempre mal visto, sarà sempre considerato come una cosa negativa.

Purtroppo questo comportamento accade anche nelle occasioni in cui la critica può essere costruttiva o anche nel caso in cui venga detta la cruda verità in un contesto in cui tutti si esprimono in modo superficiale ed accondiscendente.

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in uno dei soliti post di una delle tante fashion blogger, che in un modo o nell’altro sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo dei social network; tra i tanti commenti qualunquisti e generici (ma come sei bella, ma come sei magra, ti amo, chettefarei, ecc) mi è saltato all’occhio un unico commento, una sola persona che ha avuto il coraggio di dire effettivamente quello che pensava:

“cara ***** io ti seguo perché sei figa, e nulla di più!! riempi la bacheca di foto inutili, di te che fai la pedicure, prendi il sole o vai alle feste, infarcendo di concetti banali e frasi scopiazzate queste foto, come ad esempio: mi sento viva, mai fermarsi, la bellezza la porti dentro, ogni giorno più forte. Stupidate!! Ma io ti seguo perché almeno sei figa! saluti ********”

Ecco questo è quello che ho letto.. Ma indovinate un po’? Dopo mezz’ora il commento di questo ragazzo era stato rimosso senza appello.

Qual’è quindi la mia conclusione? Che in questo momento storico, in cui il potere di comunicazione illimitato con il mondo attraverso la rete, in cui una foto vale più di un concetto, in cui ogni persona ha il diritto di esprimersi come vuole (a meno che la censura non lo ritenga non appropriato), il mondo ha proprio scelto di nascondere ciò che non piace.

Ma allora cosa comunichiamo a fare se l’unico pensiero che ci interessa è il nostro? Cosa ci spinge a condividere un qualcosa se tanto non ci facciamo carico delle conseguenze negative che possono avere le nostre parole/foto/gesti?

Un famoso comico italiano disse "prima di poter comunicare chiediti: cosa hai da dire?"

 

Su questa rivista cerchiamo, nel nostro piccolo, di portare avanti questo pensiero di comunicazione, di accettazione delle critiche e di trasmettere delle storie, delle conoscenze che non sono necessariamente belle o perfette e vi invitiamo ad esprimerci i vostri pensieri ed i vostri commenti sotto gli articoli, perché solo così possiamo crescere, insieme.

E nel frattempo, relax, rilassatevi.. Il mondo è pieno di cose che non ci piacciono, imparate a conviverci o se preferite, datevi da fare per cambiarle, non nasconderle!

 

Mattia Corbetta

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I Four Seasons secondo Clint

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I Four Seasons secondo Clint

Silhouette, silhouette, silhouette!

Nelle strade di un New Jersey anni '50 risuona come una sirena la voce di Frankie Valli, al secolo Francis Castelluccio: allo spettatore bastano pochi secondi per essere rapito da quella voce, così atipica e così irrimediabilmente affascinante.

Basato sull'omonimo e fortunato musical diretto nel 2006 da Marshall Brickman (sceneggiatore di grandi successi come Io e Annie e Manhattan di Woody Allen), Jersey boys vanta la regia di Clint Eastwood, anche se inizialmente sembra di essere catapultati in un film di Scorsese (il paragone con Quei bravi ragazzi è immediato) o sul set dei Soprano (dove tra l'altro ha recitato lo stesso Frankie Valli, nella parte di Rusty Millio).

Christopher Walken interpreta il boss Gyp De Carlo

Christopher Walken interpreta il boss Gyp De Carlo

Alla tenera età di ottantaquattro anni, Eastwood sperimenta nuove tecniche di narrazione (lo sfondamento della quarta parete con lo sguardo in camera dei personaggi, che dialogano direttamente con lo spettatore) e si confronta con nuovi generi tematici, come appunto il gangster movie (da non perdere Christopher Walken nei panni del boss mafioso Gyp De Carlo) e il musical, anche se riadattato in chiave moderna (non è un segreto che Clint sia un grande appassionato di musica: diretto da lui Bird, biopic sul sassofonista jazz Charlie Parker).

Le canzoni intramontabili dei Four Seasons (riadattate ed interpretate da un bravissimo John Lloyd Young, nei panni di Frankie Valli già nel musical di Brickman) sono riportate sul grande schermo da un ottimo cast composto inoltre da Erich Bergen (che interpreta il tastierista Bob Gaudio), Michael Lomenda (nelle vesti del bassista Nick Massi) e Vincent Piazza (il chitarrista Tommy De Vito). Facce volutamente sconosciute al pubblico cinematografico, proprio come erano sconosciuti i Four Seasons all'inizio della loro carriera, che li vide in testa alle classifiche negli anni Sessanta, con canzoni come Walk like a man, Sherry e Big girls don't cry.

Frankie Valli and The Four Seasons

Frankie Valli and The Four Seasons

L'occhio eastwoodiano si rivela nello svelamento del dramma celato dietro ai sorrisi sfoderati sul palco: “Mi è sempre piaciuta la musica dei Four Seasons, quindi sapevo che sarebbe stato divertente rivisitarla, ma quello che più mi interessava era che questi delinquenti, poco più che maggiorenni, cresciuti certo non nella migliore delle situazioni, fossero riusciti a raggiungere questo enorme successo. Cresciuti in una periferia gestita e controllata dalla mafia, vivevano di piccoli crimini. Alcuni di loro hanno anche passato del tempo in prigione. Poi è arrivata la musica, la loro salvezza per uscire da quella situazione. Avevano trovato finalmente qualcosa per cui valeva la pena lottare”.

John Lloyd Young e Vincent Piazza

John Lloyd Young e Vincent Piazza

Attraverso l'incontro-scontro tra i due jersey boys protagonisti, Frankie che basa tutto sui valori della famiglia e Tommy che invece è totalmente il suo opposto, seguiamo la realizzazione di questo sogno americano quasi impossibile anche soltanto da immaginare. Ed è proprio questo ad affascinare lo spettatore: un musical con personaggi atipici, che non dovrebbero trovarsi là dove sono ma ai quali ci si affeziona dopo pochi istanti. Il coinvolgimento è tale sicuramente anche per via della scelta registica di far cantare ogni canzone dal vivo, senza l'utilizzo di una colonna sonora registrata: l'emozione è palpabile ad ogni esibizione, così come dovrebbe essere nei migliori spettacoli live.

Senza nulla togliere alle interpretazioni degli altri attori, che tuttavia sembrano risentire di un'impostazione maggiormente teatrale, resta impressa l'ottima performance di Vincent Piazza (il pubblico se lo ricorderà per la sua interpretazione di Lucky Luciano nella serie tv Boardwalk Empire), che riesce a dare spessore e credibilità ad un personaggio difficile da digerire. Un grande plauso va anche all'adattamento delle canzoni da parte dello stesso John Lloyd Young, che è riuscito a modernizzarle senza snaturarne l'essenza: impossibile togliersele dalla testa, anche se non si è fan di questo genere musicale.

L'attore John Lloyd Young insieme al vero Frankie Valli

L'attore John Lloyd Young insieme al vero Frankie Valli

La riflessione di Eastwood sul mondo dello spettacolo è evidente: le numerose inquadrature dietro le quinte, che ritraggono la parte “nascosta” del palco e non rivelata allo spettatore durante lo show, in cui operano registi, autori e tecnici del suono, sembrano volerci mostrare la doppia natura di quel mondo. Fatto di pochi, sudati successi e di moltissimi fallimenti. Capace di realizzare sogni ma anche di infrangerli. Le ammissioni finali dei componenti del gruppo sembrano quasi parlare per conto del regista che tira le somme della sua carriera: nessun rimpianto, ma una lieve nostalgia per quel tempo ormai passato.

Il regista Clint Eastwood con la figlia Francesca

Il regista Clint Eastwood con la figlia Francesca

Ammirevole la ricostruzione storica di quegli anni, sia a livello scenografico che come costumi; peccato invece per il trucco nella parte finale, incapace di non cadere in un effetto grottesco. Per gli spettatori più curiosi, da segnalare l'omaggio a Joe Pesci attraverso il personaggio di Joey Russo e la partecipazione della figlia, Francesca Eastwood, in una piccola parte. Il regista gioca addirittura con una autocitazione: lo vediamo apparire sullo schermo di un televisore dell'epoca in una puntata della serie televisiva Rawhide.

Non scappate per i titoli di coda, pena perdervi una scena da classico film musical, con l'intero cast danzante.

 

Valentina D'Amelio

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Banksy, un artista avvolto nel mistero

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Banksy, un artista avvolto nel mistero

Architettura è fantasia, immaginazione, disegno.

Questo mese non vorrei soffermarmi a raccontare la vita e le opere di un architetto in particolare bensì vorrei introdurvi una figura molto significativa che da molto tempo fa parlare di sè grazie alle sue raffigurazioni a dir poco sorprendenti e provocatorie.

Bansky - Firma

Bansky - Firma

Lo spazio pubblico è l’anima di  una città, è il luogo in cui società e costruito si incontrano mettendosi in relazione l’uno con l’altro dando vita a posti in continua trasformazione ed evoluzione.
In una società in cui tutti cercano di apparire e fare il possibile per divenire famosi “un artista senza volto” da più di 25 anni continua ad agire nella penombra intrufolandosi di soppiatto in questi luoghi  urbani e lasciando la propria inconfondibile firma; sto parlando del più rivoluzionario dei writer di strada di tutti i tempi: Banksy.

Banksy intervistato nel film: Banksy's Exit Through The Gift Shop

Banksy intervistato nel film: Banksy's Exit Through The Gift Shop

Banksy - Stencil

Banksy - Stencil

E’ davvero incredibile, ma sono davvero in pochi a sapere quale sia il suo vero aspetto, gli unici dati conosciuti sono:  la sua data di nascita (1974) e il suo luogo di provenienza (Bristol, cittadina a sud ovest dell’Inghilterra). 
Banksy, grazie alla sua clandestinità e  bravura  nell’ ”arte  urbana”  è riuscito a creare intorno a sè una perfetta miscela di creatività e leggenda tanto da divenire in poco tempo una sorta di supereroe leggendario.
La sua tecnica preferita è  lo stencil, infatti per comporre i suoi murales utilizza una maschera di cartoncino (o di altro materiale)  su cui incide dei tagli in modo da formare un negativo fisico della figura che vuole disegnare; solitamente utilizza il  bianco e nero ed in alcuni casi accenna una lieve sfumatura con colori leggeri in modo da dare un’impronta particolare e singolare al disegno.

BANKSY3.jpg

Molti Street Writer affermano però, che i limiti di questa tecnica sono molteplici, infatti è impossibile utilizzare differenti colori all’interno della stessa maschera, per cui bisogna creare tante maschere in base ai differenti toni che si vogliono utilizzare e soprattutto non si possono realizzare figure isolate all’interno dell’immagine, si deve quindi ricorrere all’uso di “ponti” che collegano la figura al resto della maschera.

 

Trovo che il signor Bansky sia sempre provocatorio e geniale nelle sue rappresentazioni, un maestro di denuncia dal sapore ironico e a volte pungente, in continua ribellione con la società odierna ormai cieca ai veri problemi dell’uomo.
I suoi “Attacchi”  a volte sono accompagnati da slogan, le sue raffigurazioni hanno come protagonisti  animali come scimmie e ratti, anziani, bambini, poliziotti, militari,  e i suoi messaggi  si concentrano sempre su temi attuali come: la povertà, la fame nel mondo, la guerra, il consumismo, le istituzioni, la violenza, le ingiustizie, il razzismo ecc… 
La sua concezione di arte,  è scaturita dal puro intelletto, libera da schemi imposti da critici e accessibile a tutti senza dover rimanere rinchiusa all’interno di musei a pagamento.

Banksy all'interno di un museo

Banksy all'interno di un museo

Bansky, come Arsenio Lupin  riesce ad introdursi nelle più famose  gallerie d’arte del mondo, come è avvenuto al M.O.M.A.  e al Met di New York o alla National Gallery di Londra e appendere a fianco di quadri conosciuti le sue stravaganti opere di denuncia all’ insaputa di guardiani, inservienti e telecamere di massima sorveglianza.
Il suo stile ormai è un marchio inconfondibile, la sua mano è chiara ed incisiva e un suo graffito ormai lo possiamo riconoscere anche ad occhi chiusi; a Londra per esempio il risultato della sua arte lo si può trovare nella zona Nord-Est della città e si rivolge soprattutto ai “cittadini del mondo”, ovvero a tutti coloro che riescono a decifrare il messaggio nascosto dietro ai suoi disegni.
Se per caso anche vi trovate a girare per le strade di quest’affascinante capitale europea non potete fare a meno di consultare la Banksy Map creata apposta dall’ente inglese per la tutela della Street Art per far conoscere ai turisti le opere dell’artista; in particolar modo vengono posti sulla mappa i graffiti intatti, quelli che hanno subito cambiamenti durante gli anni  e quelli che ahimè sono stati rimossi perché considerati troppo pericolosi. 
(https://maps.google.co.uk/maps/ms?hl=en&ie=UTF8&msa=0&msid=106840029761599860484.00043e2db5162c1cbc318&ll=51.533523,-0.107632&spn=0.050935,0.159645&z=13&om=1&mid=1196544665&dg=feature).


Tra le opere più famose non possiamo dimenticarci le raffigurazioni di John Travolta e Samuel L. Jackson in Pulp Fiction che impugnano delle banane al posto delle pistole, la recentissima figura della bambina siriana con un palloncino a forma di cuore, creata per ricordare il terzo anniversario del conflitto civile, la celebre Monna Lisa di Leonardo da Vinci con il viso colorato di giallo e con un cartello con scritto: “il posto non ci piace o ci annoiamo a morte” che lui stesso ha appeso indisturbato al Louvre di Parigi senza destare alcun sospetto; i murales disegnati sul muro di separazione dei territori della Cisgiordania in cui si vedono dei giganteschi squarci in modo da far percepire cosa c’è dall’altra parte. 

L'estasi di Santa Teresa a Napoli

L'estasi di Santa Teresa a Napoli

Il fenomeno Banksy ha colpito anche l’Italia: infatti qualche anno fa in via Benedetto Croce a Napoli è apparso di punto in bianco un suo graffito che raffigurava la famosa Santa Teresa del Bernini (L’importante architetto seicentesco conosciuto  per la realizzazione di Piazza San Pietro, Palazzo Chigi, la scala regia in Vaticano ecc..) con in mano patatine e pop-corn in segno di denuncia al consumismo odierno.
L’artista ormai ha un forte impatto sociale soprattutto sul mondo del web e lui naturalmente ne è consapevole;  in poco tempo i suoi messaggi artistici vengono condivisi da milioni di persone grazie ai più disparati social network; è  importante per esempio, sottolineare il graffito “Nobody likes me” in cui viene rappresentato un bambino lacrimante per colpa del suo deludente feedback di Istagram; è evidente, in questo caso la denuncia ai giovani d’oggi che si sentono apprezzati ed appagati solo grazie ai “likes” ottenuti da amici fittizi via Web. 
Da Architetto trovo che questi lavori siano una forma d’arte sorprendente, possono portare un tocco di colore e di umanità in quei luoghi degradati della città, cosi come accadde negli anni 70 nelle periferie di New York dove giovani emarginati stanchi della loro vita denunciavano il loro stato sociale tramite murales, musica hip pop e break dance; bisogna stare attenti però,   tutto ciò non deve assolutamente prendere una piega inaspettata, ovvero  questo movimento non deve intaccare monumenti storici che di per sé rappresentano già un accento importante della città e  in alcun modo essere rovinati dalla presenza di altri segni aggiuntivi. 
Concludo ponendo a voi la domanda, quest’ odierna arte di frontiera è uno stimolante fenomeno artistico o è puro vandalismo?

 

Tiziano Zerbo

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La musica vista e ri-vista

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La musica vista e ri-vista

Finalmente è arrivata l’estate e con essa le belle giornate da trascorrere in piscina, al mare o semplicemente distesi sotto l’ombra lasciata da un albero in aperta campagna.

Non sempre però le giornate d’estate promettono bel tempo, soprattutto quando i nuvoloni carichi di pioggia scendono dalla montagna per scatenare tutta la loro forza. E qui entra in gioco questa semplice e divertente rubrica, per non farvi annoiare davanti al pc cercando qualche strano oggetto da comprare su shop online o scoprendo su  qualche social network che il vostro compagno di banco del liceo si è appena sposato.

Questo mese, dunque, stileremo un elenco di video musicali. Non esiste una vera e propria classifica, semplicemente questi video sono stati catalogati come i migliori di sempre, hanno avuto milioni di visualizzazioni sui canali dedicati, o semplicemente piacevano al sottoscritto [ride…].

·                     Michael Jackson – Billi Jean . Il suo indimenticabile balletto, come dimenticarlo.

 

·                     Queen – Bohemian rhapsody . Freddy Mercury ci ha lasciato in eredità capolavori come questa canzone.  Da non perdere assolutamente anche la parodia fatta niente meno che dai Muppets.

 

·                     Lady Gaga – Bad romance .  Il video che da inizio al periodo “monster”; originale e inquietante, che le ha fruttato ben 7 Video Music Awards

 

·                     Eminem - The Real Slim Shady . L’artista ha raggiunto l’apice della carriera con questa canzone che nella videoclip si è messo a prendere in giro molti VIP e star degli anni 2000.

 

·                     Daft Punk - Around the World . Video diretto niente di meno che da Michel Gondry (Se mi lasci ti cancello).

 

·                     Red Hot Chilli Peppers – Californication . Il quarto singolo estratto dell’omonimo album in versione videgioco.

 

·                     Gnarls Barkley – Crazy . Il brano d’esordio dell’artista che vanta una straordinaria originalità, con immagini che fanno riferimento al celebre test di Rorschach.

 

·                     Fatboy Slim - Weapon of Choice . Guest star della clip, Christopher Walken (Prova a prendermi, Pulp Fiction, Batman – Il ritorno) che si esibisce in strabilianti passi di danza.

 

·                     The White Stripes - The hardest button to button . Una moltitudine di batterie a ritmo di musica. E’ stato pure inserito in versione “Simpson “ in uno dei loro episodi.

 

·                     Bjork - All is full of love . Reputato come uno dei migliori video di sempre narra la storia di 2 robot che si amano. Non svelo altro ..da guardare.

 

·                     Blur – Coffee & TV . Indimenticabile clip e assoultamente originale dei due cartoncini tetrapack di Latte più famosi di sempre.

 

·                     Coldplay – Life in technicolor II . La band si esibisce in versione “marionette” all’interno di una festa domenicale…geniale.

 

·                     Justin Timberlake - What goes around...comes around. Scelta personale che considera questo video uno dei più belli dell’artista e che risalta le sue caratteristiche canore e di ballerino. Da sottolineare il fascino della guest star Scarlett Johansson.

 

·                     Foo Fighters - Learn to Fly . Premio Oscar per Dave Grohl.

 

·                     Ok Go.  Qui la scelta è ampia : The Writing’s on the wall – Needing/Getting – Here it goes again. Da non perdere

 

·                     Michael Jackson – Thriller. Un vero e proprio mini film horror datato 1984.

 

 

Credo di avere dato una buona scusa per passare la giornata in casa in caso di brutto tempo e …non solo.

 

Emanuele Beltrame

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Trinity War: La guerra della Trinità

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Trinity War: La guerra della Trinità

Trinity War: La guerra della Trinità

 

Ok...ma quale?? La Trinità del Peccato?? La Trinità delle 3 Leagues? Batman, Superman e Wonder Woman??

Questa è la domanda che ci pone l'attuale serie terminata con l'albo 26 di Justice League, ovvero che cos'è esattamente la Trinity War?

 

Ho voluto partire così diretto apposta, perchè penso sia delle saghe più belle che DC abbia sfornato negli ultimi tempi(la prima, PER FORZA, resta Morte della Famiglia su Batman) e che mi ha affascianto non poco, partendo dalla release di Justice League America (gia trattata qualche mese fa) e l'inserimento della Società Segreta dei Supercriminali.Pian piano la matassa si dipana, in un tragitto lungo quasi sei mesi che ci ha tenuto compagnia e col fiato sospeso.

Mi ha fatto apprezzare anche la Justice League Dark, quella ai più sicuramente meno conosciuta, e ho riscoperto personaggi che pensavo sinceramente solo di supporto, quali John Constantine( dimenticatevi la versione cinematografica di Keanu Reeves...anche se l'irriverenza comica è la stessa), Zatanna Zatara e Dead Man, diciamo non proprio le controparti di Bruce Wayne, Wonder Woman e Superman.

 

HISTORY

 

La storia si snocciola tutta intorno alla comparsa di Pandora e del Vaso, alla disperata ricerca di Superman in quanto ritenuto unico essere al mondo in grado di aprirlo e liberare così Pandora dalla maledizione e allo stesso tempo di riuscire a risigillare i Sette Peccati all'interno.

Oltre al Vaso, altro artefice alla base della storia è Shazam, il mortale più potente del mondo, lungo un percorso spin off precedente alla Trinity War, dove riesce a sconfiggere la sua nemesi Black Adam, e decide di andare in Khandaq per seppellire le ceneri del defunto arcinemico, ignaro che la presenza di un metaumano in quello stato non viene presa per quello che è, ma per un'invasione e quindi gli si scatena contro tutto l'esercito che ovviamente inziai a fargli fuoco contro, e Billy essendo comuqnue un ragazzino inizia a rispondere per le rime, fermato dall'arrivo della Justice League al completo.

Nello stesso momento l'altra League, la JLA, arriva nello stesso posto e qui avviene il fattaccio che scatenerà tutto il susseguirsi degli eventi...il Kryptoniano uccide il Dottor Light, per sbaglio ma non si capisce come, e immediatamente cominciano a surriscaldarsi gli animi e a volare fendenti dappertutto.

Tutto questo viene presentanto da Geoff Johns come una voce fuoricampo che risulta poi essere Madame Xanadu, la chiaroveggente della JLD, sotto forma di lettura delle carte per una sconosciuta presentatasi da lei, che si rivelerà essere Plastique.

Superman viene rinchiuso di conseguenza nel carcere dell'ARGUSS sotto sorveglianza mentre gli altri eroi tentano di capire come trovare una soluzione; mentre Diana si reca al Tempio di Efesto ad Atene in cerca di una risposta dal fabbro degli dei, si palesano gli altri due componenti della Trinità del Peccato: lo Straniero Fantasma e Question.

Il primo si presenta come figura eterna che osserva il flusso degli eventi e si palesa solo in momenti di elevata criticità, metre il secondo fa da filo conduttore tra la propria missione, ovvero capire chi sia veramente egli stesso e come assistente nella ricerca di un aiuto per Superman.

Ed è proprio Question a liberare Clark dalla prigione, con la promessa di fargli vedere chi è stato il vero artefice dell'uccisione del Dott. Light; Wonder Woman torna da Atene con notizie non rassicuranti, il Vaso non è stato creato dalgi Dei ma era presente da molto tempo prima di loro ed era stato abbandonato tempo addietro, si confronta quindi con John Constantine e la Justice League Dark, la branchia più dedita la misticismo e alla magia rispetto alle altre due Leagues.

Giunti alla casa del Mistero di Constantine, cercano di trovare una soluzione e nel frattempo arrivano anche Batman con lo Straniero e Zatanna, si dividono in due gruppi: chi va con l'amazzone per salvare Superman da una lenta morte, e chi con l'Uomo Pipistrello per scovare più indizi possibili sulla morte del Defunto Arthur Light.

 

Si viene a scoprire che mentre le Leagues erano in Khandaq, nello stesso momento e nello stesso stato era presente anche il dottor Psycho, un telepate criminale.

Istantaneamente viaggiano verso la sua base segreta sottoterra, e Martian Manhunter cerca tramite i suoi poteri psichici di ottenere informazioni su cosa sia successo alla base ARGUSS dove il cadavere del Dott. Light è stato fatto esplodere causando ingenti danni e feriti.

Batman insieme allo Straniero compiono un viaggio oltremondo per andare nelle vicinanze del paradiso per interrogare lo spirito di Light su cosa sia successo, senza però ottenere alcunchè!

Pandora torna a farsi vedere dopo la latitanza, andando da Lex Luthor con il vaso proponendogli di aprirlo, viene fermata dalla squadra di Diana che piuttosto di lasciarlo nelle mani di Luthor, se ne appropria e viene corrotta dall'essenza del vaso.

Zatanna individua una fonte energetica vicino ad Atene,dove si scopre Madame Xanadu sia rinchiusa sotto il tempio di Efesto e si teleportano li; Shazam viene riportato da Constantine dove si trova il Vaso, e dopo aver colpito WonderWoman per prenderlo, raccogliendolo crea un'aura e un'esplosione di magia tale da sconquassare i piani mistici, e il suo costume diventa nero, come quello che fu di Black Adam, e viene posseduto e corroto anche lui.

Dead Man che era con Batman viene stordito da questa esplosione mistica, e tramite lui riescono a rintracciare la rapita Madame Xanadu e a ricongiurgersi al resto degli altri eroi.

Pian piano la malvagità del Vaso sta corrompendo tutti quelli attorno, e si scatena una lotta tra i membri del team di Diana e del team di Bruce Wayne per prenderne il possesso..l'unico che sembra immune agli effetti malvagi è lo stesso Constantine, lui stesso definito "senza speranza" e quindi senza èpossibilità di venire corrotto, ma malauguratamente si ritrova conto tutti i membri delle tre Leagues, che si combattono a vicenda sotto l'influenza del potere del Vaso.

Xanadu nel frattempo spiega che il vaso non è magico, ma è un dispositivo scientifico che apre un portale verso un altro mondo, e durante la lotta viene fatto cadere e perde temporaneamente i suoi poteri malefici..

Firestorm riesce a individuare una traccia di Kryptonite all'interno di Superman,Element Woman si trasforma in ossigeno e viggia nel flusso sanguigno dell'Azzurrone fino a risalire al cervello, e qui trova una scheggia di Kryptonite conficcata in un nervo.

Il Vaso viene raccolto dall'Outsider, colui che aveva tramato tutto, e rivela tutti i retroscena della guerra: la spia infiltrata nelle League è Atom, lei è stata durante gli scontri in Khandaq a infilare quella scheggia nel cervello di Superman, attivando inconsciamente i suoi poteri e uccidendo quindi Light e causando l'agonia dolorosa di Clark.

L'Outsider attiva il vaso, aprendo il portale verso un altro universo da cui escono 6 figuri molto simili ai nostri membri della JL, Owlman, Ultraman, Superwoman, Johnny Quick, Power Ring, Deathstorm e Atomica, ovvero la Atom della JLA, mentre Outsider si rivela essere Alfred, il maggiordomo di Owlman..questi personaggi sono la rappresentanza del Sindacato del Crimine del loro pianeta, e quindi finalmente all'ultima pagina si scopre a cosa viene riferita la Trinità..a Terra-3, l'universo alternativo, e questi sei SuperCriminali reclamano la Terra come proprietà del Sindacato, in quello che si rivelerà essere il preludio alla prossima saga DC, ovvero Forever Evil!!

 

CONSIDERAZIONI

Beh a me è piaciuta molto, un colpo di scena che sinceramente non mi sono aspettato, ogni volta che finivo un albo non vedevo l'ora che arrivasse il mese successivo per andare avanti con la trama, disegni fantastici, lo storyboard creato da Johns degno di una produzione Hollywoodiana, la sicura riscoperta e ribalta data alla JL Dark che è sempre stata in disparte nelle testate maggiori di DC.

Dovessi fare un paragone, sinceramente al momento le storie DC superano per qualità quelle Marvel, sarà per la caratterizzazione superba dei personaggi, ma gli autori che stanno lavorando al momento per DC stanno facendo davvero un lavoro ottimo!

 

Da leggere assolutamente, se siete appassionati di Batman o Superman, e anche se non lo siete è uno stand alone da non perdere!

 

Spero di avervi intrigato almeno quanto Johns ha fatto con tutti noi lettori!

 

Noi ci si rivediamo il prossimo mese..chissà cosa ci sarà nel Vaso di Agosto....

 

Lorenzo Ferrari

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Un’isola da scoprire…

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Un’isola da scoprire…

Sembra quasi impossibile che al di là  dell’Adriatico, della vita frenetica, la movida romagnola e le infinite spiagge possa esistere questa piccola isola dove il tempo sembra essersi fermato…

 Lussinpiccolo (Mali Lošinj) è l’isola Croata che mi ha regalato maggiori emozioni con i suoi spettacolari tramonti e un mar Adriatico tanto bello da sorprenderti con l’avvistamento dei delfini.

Raggiungere quest’isola non è semplicissimo, in quanto ha un percorso quasi tutto montagnoso: lento e un po macchinoso (Trieste / Lussinpiccolo sono circa  225km) ma rimane a parer mio il modo migliore, altrimenti è possibile prendere il traghetto prenotandolo da questo sito (http://www.traghettilines.it/it/croazia/traghetti-venezia-lussino.aspx) .

Quest’isola ha un polmone di tutto rispetto:  Cigale (Cikat) è il nome della stupenda pineta che si affaccia sulle nostre coste italiane e sulla baia.

Spiaggia Camping Cikat Lussinpiccolo

Spiaggia Camping Cikat Lussinpiccolo

Io ho vissuto Lussinpiccolo in camper e posso consigliarvi il Camping “Cikat” (http://www.camp-cikat.com/it/). Il campeggio è grande, pulito e ben organizzato: nella strada centrale sono situati il nuovo market e il ristorante dove troverete una ottima cucina che varia dai classici piatti di agnello alla griglia, i famosi cevapcici al pesce; ha una buona animazione per grandi e piccini, gli animali sono ammessi, troverete una piccola spiaggia di sassolini e la tipica scogliera di massi piatti croati, con un’acqua straordinariamente limpida, dove per gli appassionati è possibile fare immersioni e snorkeling, nella zona del campeggio la prevalenza del maestrale assicura un magnifico clima ventilato. Per chi possiede un natante potrete ormeggiarlo liberamente nella piccola baia della spiaggetta, ma non avendo lo scivolo per l’alaggio questi devono essere messi in acqua negli approdi cittadini: uno scivolo libero si trova nei pressi del vecchio magazzino delle sardine, tra il ponte mobile di Lussinpiccolo e il campeggio “Poljana”.

Quindi se avete una barca o un gommone vi consiglio di partire al mattino presto con pranzo al sacco e molta acqua e dirigervi alla scoperta delle piccole isolette deserte che troverete facilmente a poca distanza dal camping, queste solitamente hanno delle spiaggette di sabbia bianca, con nulla da invidiare alle spiagge caraibiche. Altrimenti, dopo circa 6 miglia di navigazione dal campeggio, potrete raggiungere (Punta Cornù) e le isole di San Pietro (Sv. Petar) e San Pietro ai Nembi (Ilovik) e approfittare dei piccoli moli per l’approdo alle osterie affacciate sul mare: dove vi consiglio di gustare il loro ottimo pesce. Troverete isole come Artatore, Canicole e con tragitto più lungo dal campeggio (è un’escursione che richiede un’intera giornata) approderete a Unije.

Per raggiungere Sansego (Susak) bisogna invece navigare cinque miglia dirette in mare aperto. Per chi non possiede mezzi per navigare e volesse farlo, può affittare in centro città al costo di circa 70 € al giorno un gommone.

La cittadina di Lussinpiccolo dista 2 km dal campeggio, è un piccolo centro ben organizzato, non mancano ristoranti e negozi di ogni genere, di sera troverete il mercatino con i classici souvenir, a far da cornice alla piazza ci sono bellissimi yacht ormeggiati nel porto. Proprio per questa profonda insenatura protetta e l’ampio spazio portuale Lussinpiccolo soppiantò Lussingrande (Veli Losinj), l’antico capoluogo. La parte meridionale dell’isola è  disabitata, ha una vegetazione fitta e rigogliosa, già dal mare si sentono gli odori di resina di pino. Lussino è priva di fiumi e corsi d’acqua si pensa sia per questo motivo che non vi sia traccia di mosche e zanzare.

Io sono di parte e per me Lussinpiccolo è la parte più affascinante dell’isola  ma ovviamente non posso che consigliarvi di lasciarvi coinvolgere dal centro storico di Velj Losinj che ha conservato antiche atmosfere con il suo piccolo e caratteristico porticciolo dove anche qui troverete trattorie e ristoranti .

Centro Lussinpiccolo

Centro Lussinpiccolo

 

Consigli: da provare i cevapcici delle piccole polpettine cilindriche di agnello e manzo speziate, le palacinke (simili alle crepes), i dolci nelle pasticcerie che troverete per il paese, e il famoso agnello allo spiedo!

 

Giorgia Fusi 

 

“Segui ciò che ti rende felice e l’universo aprirà delle porte dove per te c’erano solo muri”

(Joseph Campbell)

 

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www.segelyachtferien.ch

www.camps-cres-losinj.com

www.camping.hr

www.holiday-on-adria.com

www.losinj-hotels.com

www.chartercroatia.net

www.tripadvisor.it

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I LOVE SHOPPING! Purché sia fatto in modo intelligente...

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I LOVE SHOPPING! Purché sia fatto in modo intelligente...

Visto il periodo di saldi in questo numero vi parlerò di shopping! Come farlo e farlo in modo intelligente! Su internet troverete tante informazioni su questo argomento, cercherò di darvi qualche informazione in più, non solo da cliente e da ragazza alla quale piace il mondo Moda, ma anche da un punto di vista più professionale!

Analizziamo il tutto per punti:

1.       FATEVI DUE CONTI!

Prima di andare a fare shopping si deve sapere quanto si può spendere in base alle proprie finanze, mettetevi un budget che può coprire le spese di ciò che realmente vi serve comprare e se potete aggiungete qualcosa in più per qualche extra; ATTENZIONE... ho scritto QUALCHE!!

Per fare quindi uno shopping mirato serve prima dare uno sguardo al proprio armadio!!

2.       VESTITEVI COMODI!

In previsione dello svestirvi e vestirvi un pò di volte per provare i vari abiti e scarpe scegliete un abbigliamento comodo, facile da togliere e mettere, ad esempio un vestitino, gonna o pantaloni e t-shirt, per i ragazzi t-shirt e pantaloni, scarpe ovviamente facili da togliere e mettere.

3.       MAKE UP ED ACCONCIATURA!

Con questo punto non intendo che dobbiate uscire di casa come se foste appena stati dal parrucchiere, ma di uscire di casa sistemati, con i capelli pettinati e per le ragazze con un trucco neutro, che così potrà abbinarsi bene con tutti i vestiti che proverete senza condizzionarvi ad un solo stile.

4.       IL GIORNO GIUSTO!

Quando andare a fare shopping? Scegli un giorno in settimana, se non puoi perchè lavori e quindi puoi solo nel weekend, cerca di andare la mattina in orario di apertura oppure in orario pranzo e cena, alcuni negozi soprattutto quelli nei centri commerciali rimangono aperti fino a tardi. Inoltre cosa molto importante, vai con un buon umore, non andare quando sei triste perchè ogni cosa che proverai non ti piacerà e alla fine sceglierai qualcosa giusto per.... o tornerai a casa a mani vuote ancor più triste!

5.       PRENDITI IL TUO TEMPO!

Fare shopping deve essere un piacere, non una corsa a chi arriva prima e provarsi mille indumenti per poi scegliere a caso perchè si è di corsa, questo è importante perchè prendersi del tempo per fare shopping serve a spendere bene i propri soldi, scegliere con cura i vestiti che in futuro andrete ad indossare senza sbagliare taglia, abiti con forme non adatte alla vostra silouette, o capi difettati; prendetevi il giusto tempo per poter scegliere in primis le cose che vi servono, per provare le vostre scelte e capire se il prezzo è adeguato e davvero vantaggioso come in periodo di saldi dovrebbe essere per le cose che volete comprare.

6.       ATTENZIONE! NON SIATE SCIOCCHI!!

Alcuni negozianti tendono a variare di pochissimo o di lasciare lo stesso prezzo che c’era prima dei saldi mettendo etichette fasulle, ad esempio: se originariamente la t-shirt costava 20 euro cambiano il prezzo in 30 euro che scontata arriva a 20. Per fortuna non sempre accade, ma state comunque attenti.

Fate attenzione anche a capi delle stagioni precedenti che vengono proposti come nuovi! Se ci fossero alcuni capi di stagioni passate il prezzo deve essere davvero vantaggioso, se no non è un’affare! In ultimo ma per questo non meno importante, controllate che non ci siano difetti di fabbricazione o buchini vari, che le cerniere funzionino e che non manchino bottoni, se poi dovesse essere l’ultimo modello e non ce ne sono altri beh... sicuramente un bottone potrai anche cucirlo tu, o una sarta sarà sempre a tua disposizione!

7.       SCARPE!

Per quanto riguarda le scarpe se volete davvero fare un acquisto giusto, il mio consiglio è di guardare la qualità, che molto spesso è associata ad un prezzo un po' più alto, ma spesso e molto probabilmente sempre ne vale la pena. Camminare con scarpe piccole o grandi, che fanno sudare il piede e non hanno una buona traspirazione fa male non solo ai vostri piedi ma anche alla vostra postura e al vostro corpo in generale.

8.       MERCATO!

Il mercato non è un brutto posto come tante persone pensano, si possono trovare bancarelle di bassa, media e buona qualità anche qui bisogna solo saper guardare bene cosa viene venduto, come è cucito un capo, che tessuto è stato usato e così via; molti di voi forse non sanno che chi ha un negozio d’abbigliamento si rifornisce negli stessi posti di chi fa il mercato, solo che avendo un negozio hanno spese più alte di gestione del locale e quindi lo stesso vestito nel negozio costa di più! Inoltre ci sono delle bancarelle che vendono capi di marca a prezzi bassissimi questo perchè o sono stati svenduti poichè di stagioni passate o perchè fallati, qui mi ripeto controllate ciò che comprate!

 

9.       Ultimo consiglio DIVERTITEVI!!! Ed andate con un’amica/o fidato che sa darvi un reale giudizio o consiglio su come state con quello che indossate!

 

 

Buon shopping! Al prossimo numero! 

 

Tatiana Fusi

 

immagini:

http://cdns2.freepik.com/foto-gratuito/le-ragazze-dello-shopping-illustrazione-vettoriale_53-9614.jpg

http://mycitygossip.com/toronto/wp-content/uploads/2014/01/girls-shopping-istockhires3.jpg

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Impressionismo: l'arte dell'attimo fuggente

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Impressionismo: l'arte dell'attimo fuggente

Bentornati lettori di Forge, in questo numero ho deciso di parlarvi del mio movimento artistico preferito, quello che mi ha attratta di più sin dalle prime lezioni a scuola: l'Impressionismo.

L’impressionismo è un movimento pittorico francese che nasce intorno al 1860 a Parigi e deriva direttamente dal realismo, in quanto come questo tende a concentrarsi sulla rappresentazione della realtà quotidiana. 

Fu una corrente artistica che durò pochissimo rispetto ad altri movimenti, poco più di vent'anni, ma a detta di molti può essere definita come il fondamento dell'arte contemporanea.

La grande rivoluzione dell’impressionismo è soprattutto la tecnica, che nasce dal rappresentare l'attimo fuggente, cercando di riprodurre la sensazione ottica nel modo più fedele possibile.

Non più quindi rivisitazioni del soggetto nello studio dell'artista, ma pittura en plein air, che diventa fondamentale per cogliere la luce, i dettagli e le forme che l'artista ha scelto di rappresentare in quell' esatto momento: è una fotografia su tela.

Non a caso, la prima mostra ufficiale di questo nuovo gruppo di artisti si svolse nel 1874 nello studio di un importante fotografo parigino, Nadar, pseudonimo con cui era conosciuto Gaspard-Félix Tournachon.

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Monet, Degas, Pissarro, Renoir, Cezanne (per citare i più importanti) sfidarono il Salon ufficiale promuovendo la loro arte, che non fu ritenuta tale poiché totalmente deviante dalla tradizione.

La totale assenza di teoria e studio nell'atelier non furono immediatamente accettati dalla critica, ci vorranno molti anni per arrivare a denominare l'impressionismo come corrente artistica.

Nonostante ciò il lavoro degli impressionisti proseguì, lasciando ai posteri opere meravigliose come:

Impressione. Levar del sole di Claude Monet

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La passeggiata (Camille Monet con il figlio Jean sulla collina) di Claude Monet

La danseuse sur la scene di Edgar Degas

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Giocatori di carte di Paul Cezanne

Come si può notare da queste immagini, la scelta dei pittori impressionisti di rappresentare la realtà cogliendone le impressioni istantanee portò questo stile ad esaltare la sensazione dell’attimo fuggente.

Secondo i pittori impressionisti la realtà muta continuamente di aspetto. La luce varia ad ogni istante, le cose si muovono spostandosi nello spazio: la visione di un momento è già diversa nel momento successivo. Tutto scorre. Nella pittura impressionista le immagini trasmettono sempre una sensazione di mobilità.

L’attimo fuggente della pittura impressionista ha uno scopo fondamentale: far cogliere all'osservatore le sensazioni e le emozioni di quello che è stato rappresentato, e quelle che ritroviamo nella pittura impressionista sono sempre sensazioni e impressioni felici, positive, gradevoli. L’impressionismo rifugge dagli atteggiamenti tragici o drammatici e torna a rappresentare un mondo felice ed allegro.

L’attimo fuggente della pittura impressionista ha analogie evidenti con la fotografia. Anche la fotografia, infatti, coglie una immagine della realtà in una frazione di secondo. E dalla fotografia gli impressionisti non solo prendono la velocità della sensazione, ma anche i particolari tagli di inquadratura che danno alle loro immagini un particolare sapore di modernità.

Proprio l'avanguardia di questi artisti e la loro positività sono le caratteristiche che mi hanno fatto maggiormente apprezzare questo movimento.

Vi lascio con questa citazione di Claude Monet che credo racchiuda tutta la filosofia del movimento:

"Sono costretto a continue trasformazioni, perché tutto cresce e rinverdisce. A forza di trasformazioni, io seguo la natura senza poterla afferrare, e poi questo fiume che scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto e domani sarà un torrente".

A presto.

 

Valentina Poerio

 

Credits:

it.wikipedia.org

www.settemuse.it

www.nadar1874.net

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Camera War! Qualità vs Talento.

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Camera War! Qualità vs Talento.

So di avere volutamente scelto un titolo potente e provocatorio, ma questo mese andremo esplorando un territorio difficile, quasi fangoso nella sua morbosità: parleremo della differenza che intercorre tra tecnologia e risultato.

Questo argomento è spinoso, insidioso e dannatamente divertente, perché se si riesce a mettere da parte l’ego, le stupide diatribe tra marche di prodotti, la superficialità e l’atteggiamento da fanboy che spesso possiamo osservare (specialmente sui forum) ed allontanarci per osservare con occhi neutrali la situazione, ci possiamo rendere immediatamente conto della situazione, della sconcertante realtà che alla fine è sotto gli occhi di tutti quelli che la vogliono vedere: la fotografia è questione di sensibilità e/o tecnica.

Non voglio partire scrivendo di come in questo ultimo ventennio la tecnologia, a livello fotografico e non, sia cresciuto in modo abnorme, ma seppur conscio di questa cosa, preferisco fare un passo indietro, letteralmente rispetto al mezzo usato e concentrare la mia attenzione su chi sta dietro la fotocamera.

 

Recentemente mi è capitato di discutere con molte persone su quale fosse la miglior fotocamera o quale fosse la marca migliore; nella maggior parte dei casi io mi sono chiamato fuori, riconoscendo i pregi di una certa macchina ma sempre tenendo a mente la cosa principe: chi sta dietro fa la differenza!

 

Di seguito potete osservare due diverse slideshow di fotografie, prese da Flickr e che rappresentano benissimo questo concetto.

La prima slideshow è questa:

E ora la seconda slideshow:

Bene, una volta osservate queste foto cosa salta all’occhio? Che il secondo gruppo di foto è decisamente superiore come qualità, tecnica e sensibilità.

Ma volete sapere il piccolo, sporco segreto?

 

La seconda slideshow proviene da fotocamere entry level!

 

(Breve nota per i profani: le entry level sono reflex o mirrorless che presentano le funzioni base, spesso molto potenti, con ottimi sensori e processori in grado di elaborare velocemente le foto catturate, ma che a differenza delle fotocamere professionali, sono orfane di molte personalizzazioni e settaggi, hanno una minor velocità di scatto e un sistema di messa a fuoco e di lettura dei valori meno preciso e performante.)

Come potete osservare la prima slideshow (che proviene da fotocamere di alto profilo come Canon 5D Mark III o Nikon D800) sono banali, scontate e prevedibili, senza nessuno spunto personale che le renda belle o memorabili, lasciandoci poco e niente; le foto della seconda slideshow sono di qualità migliore e non perché scattate con una macchina migliore, ma perché dietro ogni foto pare esserci un'idea o un'emozione.

Come detto alcune caratteristiche tecniche sono a favore di chi fotografa, ad esempio un professionista dello sport amerà una DSLR con tempi di scatto brevissimi ed un’alta tolleranza agli ISO bassi, come un ritrattista apprezzerà magari un sistema di messa a fuoco a 64 punti e via dicendo; dove non si arriva con il talento ci si può mettere una pezza con la tecnica ma questa sarà sempre in favore di chi la conosce e non di chi si affida alla tecnologia che possiede.

In definitiva, esiste una migliore fotocamera? Esiste una marca migliore? Esiste, esiste, esiste? No, esistono prodotti più affini a quello che ci serve di altri, ma esiste la tecnica ed il talento ed esistono scuse.

 

(poi esistono obiettivi ed obiettivi ma di questo ne parleremo più avanti) ;)

 

Mattia Corbetta

 

Crediti immagini

https-//www.flickr.com/photos/francorostan/6886755049/in/photostream/ 

https://www.flickr.com/photos/rb_photography/4806504655/in/photolist-8jJAnV-8idWwE-6AEQbZ-7rjafd-hyMESA-dJ4xZW-bmhpMM-9sk7jy-7cHLY3-gL2mGE-8uqEBJ-aWbHPx-94djdZ-boRSpZ-84SUd2-eb1Ybe-7rjbmN-7rj9Mj-gUeCcB-bWek9T-8SwGXR-dsX5Ty-dhTzfv-6LRrTA-76cX36-8HNUXX-7rfeM6-7rfeMz-hnzJMN-76gUeS-76gTXU-7sa2u1-e759z6-7rjaos-9sk751-7Lk6fN-fvh4Nd-93JXtX-dgdMsU-8unzf4-fAqfSW-7o1Wwu-dbpEzG-9Z9ata-7gDNxv-9MK63b-joG6eM-dDDETa-9LCgEi-bU7R6M

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