Ognuno ha le sue storie, i suoi segreti che tiene nascosto in qualche cassetto o addirittura in qualche armadio insieme a dei mucchietti di ossa ricoperti di ragnatele;

ed ognuno ha anche i suoi fantasmi, buoni o cattivi che siano.

A 2 anni dall’ultima uscita discografica, anche Chris, John, Will e  avranno avuto a che fare con i loro fanstami e tanti episodi che avranno segnato la loro vita.

Esatto, sto parlando dei Coldplay che il 19 maggio hanno pubblicato il loro – album dal titolo , appunto, Ghost Stories.

Che dire di una delle band più famose dell’ultimo decennio e di questo nuovo disco?

Prima di parlarne , farei un giusto preambolo per capire chi siano veramente questi signori e come hanno fatto a raggiungere il successo tanto meritato.

Il gruppo si è formato ufficialmente nel 1997 ma un anno prima avvenne il primo incontro fra tutti i componenti della band. In occasione della festa delle matricole alla University College di Londra, Chris Martin (Voce, pianoforte) conobbe Johnny Buckland (Chitarra) e decisero di formare una boy band alla quale si aggiunse successivamente Guy Berryman (Basso, con un passato da trombettista e percussionista) e Will Champion (Batteria) che all’inizio era un suonatore di pianoforte, chitarra e basso.

Il tempo di affrontare qualche esibizione in locali della zona per pochi presenti e di scrivere qualche brano , ingaggiando un manager che curasse i loro interessi (Phil Harvery) , i Coldplay pubblicarono il loro primo album dal titolo Parachutes con l’etichetta discografica Parlophone.

La Band

Era l’anno 2000 e l’album , contenente tracce come “Yellow” e “Trouble”, in sei mesi registrò 1,6 milioni di copie vendute solo nel Regno Unito , rispetto alle 40mila unità iniziali che la Parlophone prevedeva.

Due anni dopo, il gruppo uscì con un nuovo album dal titolo “A rush of Blood to the Head”, che valse due premi ai Grammy Awards 2003 e l’anno seguente vinsero il premio “record of the year” per uno dei singoli estratti e forse più famoso di sempre , ovvero “clocks”. Ricordiamo inoltre brani del calibro di Politik , In my place e the scientist presenti nell’album.

Sicuramente A rush of blood to the head fece decollare la band e la portò ad esibirsi in un lungo tour mondiale, accompagnato da coreografie spettacolari con luci e schermi personalizzati.

Il 2004 fu un anno sabbatico per la band che si riposò dalle fatiche del tour e lavorando sul terzo album; il 6 giugno 2005 viene pubblicato X&Y. Il disco fu anticipato dal singolo Speed of Sound.

I Coldplay non mollano un colpo , e tra tour, festival, esibizioni promozionali e quant’altro, sfornano nel 2008 il quarto album (uno dei più belli dell’ultimo ventennio a mio parere) dal titolo “Viva la Vida or Death and All his friends” con raffigurante il dipinto “la libertà che guida il popolo” di Eugène Delacroix come copertina.

Un disco colorato, intenso e coinvolgente che riesce a far emozionare l’ascoltatore con brani del calibro di Violet Hill, Lovers in Japan, la ballata di Strawbery Swing, Life in technicolor e niente di meno che Viva La Vida, capace di far alzare un coro a tutti i fans durante i concerti dal vivo della band.

Tali successi sono stati partoriti dalla mente geniale ,oltre che degli stessi Coldplay, di Timbaland e Brian Eno, famoso collaboratore degli U2.

Nel 2011 esce il penultimo album del gruppo dal nome Mylo Xyloto; un album molto diverso dai precedenti, con cambiamenti sonori ma capace di far ballare i dancefloor mondiali con Princess of China (con la featuring di Rihanna) , Every teardrop is a waterfall e l’indimenticabile Paradise.

Dopo la carrellata ,dovuta, dei successi della band e della sua storia , giungiamo all’ultimo lavoro rilasciato meno di un mese fa.

Si tratta di un album breve, 40 minuti appena, impoverito dalla presenza del tripudio d’archi e suoni brillanti che i Coldplay riversano sempre nelle loro produzioni , ma non per questo scontato.

Ghost Stories

Ghost Stories

Come titolo del titolo è stato scelto Ghost Stories , storie di fantasmi appunto , forse caratterizzato dalla travagliata vita sentimentale del frontman Chris Martin con la moglie Gwyneth Paltrow sfociata in una separazione consensuale.

Lo stesso Martin ha affermato ad un intervista che l’albuom ruota attorno a due tematiche principali: l'idea delle azioni passate e dei conseguenti effetti che possono influenzare il futuro , e la propria capacità di amare.

Non mi reputo di definire questo ultimo lavoro come noioso o addirittura ,come in molte recensioni di persone a mio parare frustate dalla loro vita insoddisfatta, “patetico”e senza idee.

Trovo l’album diverso ovviamente dai lavori precendenti, molto più lento e malinconico, ma mai banale o scontato. Brani come Magik trasmettono a chi lo ascolta la vera sofferenza che Chris Martin ha sopportato durante la separazione; in Ocean si ritorna un po’ alle origini del gruppo, forse, con la chitarra che accompagna la voce di Chris in un brano decisamente stile Coldplay. Si passa poi a “Ink”, brano da ascoltare e riascoltare, e si scivola su “True Love” con la chitarra di Johnny Buckland, un valore aggiunto al brano.

Per finire non si può tralasciare “A Sky Full Of Stars” il terzo singolo rilasciato dell’album e prodotto in collaborazione con Tim Bergling , noto produttore e disc jockey Svedese conosciuto con l’alias di Avicii, che si appresta a dare ritmo all’album a far ballare tutti quanti in quest’estate appena cominciata.

I Coldplay dal vivo

Emanuele Beltrame

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