Amici di Forge of Talents benvenuti all’episodio di Giugno, nella scorsa puntata ci eravamo lasciati con il concetto di sostenibilità; quest’articolo vuole essere un piccolo approfondimento su questo tema, pertanto vorrei farvi conoscere una tecnica costruttiva alternativa per la realizzazione di edifici ecosostenibili.

Avete mai pensato di costruirvi la vostra casa dei sogni e magari progettarla con tecnologie un po’ diverse dai soliti mattoni, non so, per esempio utilizzare come elemento principale la paglia?

Ormai abbiamo tutti in mente il classico stereotipo della fiaba dei tre porcellini che i nostri genitori ci raccontavano quando eravamo fanciulli prima di rimboccarci le coperte e se non ricordo male questa costruzione fu la prima delle tre a crollare per i forti soffi del lupo cattivo. In realtà non è proprio così, perché le classiche balle di paglia vengono utilizzate in un modo a dir poco soddisfacente e possono creare una vera e propria abitazione super efficiente e funzionale in grado di soddisfare al meglio le esigenze degli utenti.

Ammetto che anch’io come voi ne ho solo sentito parlare e non ho mai avuto modo di approfondire l’argomento, cosi per saperne di più e per arricchire il mio bagaglio culturale, il mese scorso sono tornato, dopo mesi di assenza nella magica Torino per poter conoscere l’Arch. Ginevra Puppo, l’Arch. Jonathan Bertolo e l’Arch. Veronica de Valeriis i quali fanno parte di un attivo gruppo di giovani architetti specializzati nella progettazione di case di paglia.

 Buongiorno ragazzi, vi ringrazio di essere presenti a questo incontro, raccontatemi un po’ di voi, come è nato questo gruppo di progettazione?

Jonathan – Ciao, grazie a te che ci dai l’opportunità di farci conoscere grazie alla vostra rivista on line; Archinature nasce da un comune ideale, ovvero quello di poter in futuro vivere in una società rispettosa dell’ambiente ed in perfetta armonia con la natura che ci circonda.

Arch, Stefano Catalano, Team Manager di Archinature

Arch, Stefano Catalano, Team Manager di Archinature

Noi dell’associazione ci siamo conosciuti qualche anno fa durante un workshop sulle case di paglia gestito da Stefano Soldati che da più di vent’anni gira il mondo insegnando Permacultura (la progettazione di un'interazione consapevole tra uomo e ambiente, la gestione ecosostenibile ed integrata fra insediamenti umani e produttivi nel territorio agro-ambientale www.permacultura.it) e la costruzione di case di paglia a studenti interessati a sperimentare tecnologie innovative; grazie alle sue interessanti lezioni abbiamo cercato di approfondire l’argomento creando una vera e propria organizzazione grazie al contributo dell’ Arch. Stefano Catalano che è riuscito a formare un team di 9 validi progettisti che si occupano della sperimentazione e divulgazione di questa tipologia di edificio.

Veronica – Si, bisogna dire però che la vera e propria pioniera della costruzione di questo tipo di case è Barbara Jones che fu la prima in Europa, intorno al 1990, a sperimentare questa tecnica apportando lei stessa delle modifiche in modo da adattarla ad una differente zona climatica.

Dove e quando nacquero  le prime case di paglia?

Veronica – Nacquero in America, più precisamente in Nebraska intorno alla seconda metà dell’800 da un gruppo di pionieri statunitensi che con il passare degli anni hanno apportato sempre più miglioramenti in modo da rendere la tecnica sempre più utilizzata; bisogna dire che la tradizione dell’acciaio e del legno nel “Nuovo Continente” è sempre stata molto affermata cosa ben diversa dall’ Italia dove risiede fin dagli albori il buon vecchio laterizio.

Stefano Soldati & Barbara Jones

Stefano Soldati & Barbara Jones

Ginevra –  Barbara Jones, come ha detto in precedenza la mia collega ha adottato alcuni accorgimenti costruttivi per poter sviluppare questo tipo di progettazione anche in Inghilterra, in primo luogo sostituì l’acciaio con il legno e il cemento con la calce utilizzando per lo più intonaci a base di terra cruda; questi cambiamenti apportarono notevoli cambiamenti in primo luogo risolvevano il problema della pesantezza dei materiale e quindi della trasportabilità e in secondo luogo aumentavano la resistenza all’acqua, e di conseguenza all’umidità sia quella proveniente dall’esterno che il vapore che si forma all’interno dell’abitazione, infatti quando si parla di materiali organici questo problema si manifesta in modo più frequente.

Molto interessante, ma ditemi qual è la tecnica costruttiva per realizzare questa tipologia di case?

Ginevra –  Innanzi tutto bisogna distinguere il fieno dalla paglia: il primo è lo sfalcio dell’ erba, quel elemento umido che serve da nutrimento per gli animali, la seconda invece è determinata dai “culmi” ovvero dai fusti delle graminacee che rimangono nei campi dopo la mietitura, in parole povere è la parte secca delle piante tra il rizoma e la spiga.

La paglia può essere di qualsiasi tipo: di grano, di frumento, di segale e di riso; ogni tipologia fornisce una caratteristica di resistenza e durabilità diversa al prodotto finale; importante anche verificare sul campo la qualità delle specie togliendo le infestanti che comprometterebbero  le proprietà finali del materiale.

Per dare un’idea generale di questa tecnica costruttiva possiamo iniziare con l’affermare che le balle di paglia vengono utilizzate allo stesso modo con cui si usano i mattoni in una casa tradizionale; Si possono utilizzare o come sistema autoportante arrivando alla costruzione di 2 piani fuori terra (in Italia la normativa non consente questo tipo di struttura), oppure possono essere sorrette da una struttura in legno e si possono realizzare quanti piani si voglia. Per il resto un edificio in balle di paglia è a tutti gli effetti uguale ad un’abitazione tradizionale in cemento armato.

L'Arch. Jonathan Bertolo intervistato a Restructura 2013

L'Arch. Jonathan Bertolo intervistato a Restructura 2013

Jonathan – I muri sono molto solidi perché le balle di paglia vengono pressate 2 volte: prima in cantiere e poi durante la posa e gli intonaci risultano essere di spessore maggiore rispetto a quelli tradizionali. Bisogna dire però che tutta la struttura risulta essere molto leggera ed elastica per cui può resistere più efficacemente ad una scossa improvvisa di un terremoto.

Inoltre test recenti hanno dimostrato che questo tipo di muratura può resistere ad una temperatura di circa 1000°C per un tempo di 3 ore; questo significa dar modo alle persone di scappare dall’edificio in caso di incendio. La paglia, poi ha tante altre caratteristiche non meno importanti come per esempio: è un ottimo isolante, infatti facendo un’ esempio pratico un muro di circa 40 cm ha una trasmittanza di U = 0,08 W /mq K per legge una parete esterna deve avere una U massima di 0,3 W/mq K ( per chi non lo sapesse la trasmittanza è l’attitudine di una parete di farsi attraversare da un flusso di calore: più il valore è basso e più l’elemento è performante); è un materiale fonoassorbente e traspirante per cui non si formano muffe al suo interno e difficilmente causa allergie o febbre da fieno; infine sotto il punto di vista strutturale la paglia può sorreggere fino a 15 tonnellate al mq.

Archinature, fasi di costruzione di un modello di parete

Quanto costa costruire una villetta con questa tecnologia? Rispetto al metodo tradizionale risulta essere più caro?

L' Arch. Veonica De Valeriis durante Restructura 2013

L' Arch. Veonica De Valeriis durante Restructura 2013

Veronica – Beh diciamo che il risparmio non lo si vede nell’immediato ma nel lungo termine, intatti sul costo di realizzazione si può risparmiare un 10%-20% sull’involucro edilizio rispetto a quello di un edificio tradizionale; però si può contare allo stesso tempo su un edificio energeticamente efficiente di classe A, A+ O Gold ( categorie introdotte dall’azienda CasaClima per identificare la classe energetica degli edifici). Un altro punto a favore sono i tempi di realizzazione: infatti è una tecnica che si presta molto all’autocostruzione; è necessaria una manodopera istruita ma non specializzata e una volta avviato il cantiere la struttura può essere completata in 2 o 3 settimane circa ed in poche ore possono essere erette tutte le pareti. Se il progetto è ben studiato e se la paglia rimane conservata all’asciutto questo tipo di edificio può durare per secoli senza dover fare dispendiose manutenzioni.

Ginevra –  La paglia si presta bene anche per le ristrutturazioni, dipende da progetto a progetto infatti si possono eseguire anche dei “cappotti” interni per edifici già esistenti; ci sono diversi esempi in Europa centrale per quanto riguarda le sopraelevazioni perché questo materiale essendo molto leggero non va a gravare sulle strutture sottostanti.

Bene, il nostro tempo a disposizione è finito ringrazio voi e la vostra associazione e vi faccio i complimenti per questo bel progetto che state avviando,  se volete dare ancora qualche informazione utile ai nostri lettori prima di salutarci…

Archinature, stand a OrtinFestival 2014 a Venaria Reale

Archinature, stand a OrtinFestival 2014 a Venaria Reale

Jonathan – Si, ultimamente siamo molto attivi sull’argomento, a novembre abbiamo partecipato alla fiera sull’edilizia Restructura 2013 di Torino, e ultimamente abbiamo allestito il nostro stand a OrtinFestival di Venaria Reale. Nel nostro padiglione sono stati presentati progetti cartacei illustranti le varie fasi di realizzazione. Per il futuro stiamo pensando di organizzare dei laboratori per la costruzione di prototipi e modelli di parete  e strutture con questo materiale innovativo; recentemente è stato realizzato un assemblamento di un blocco parete tipo da poter esporre ai prossimi eventi fieristici.

 Ginevra –  Siamo convinti che si tratta di un’interessantissima esperienza che porterà a fattibili soluzioni costruttive con vantaggi economici.

Veronica –  Invitiamo tutti i lettori a seguire con attenzione ed interesse l’evoluzione di questo processo innovativo e a partecipare alle attività dei nostri laboratori. Potete trovarci sul sito http://www.archinature.it/ e contattarci sulla nostra e-mail info@archinature.it o sulla nostra pagina di Facebook:

www.facebook.com/Archinature.it?fref=ts

Jonathan, Ginevra,  Veronica – A nome di tutto il gruppo salutiamo gli amici di Forge e speriamo in una prossima e futura collaborazione. A presto!

Le ore in loro compagnia sono volate, anch’ io ringrazio i tre architetti per il tempo che mi hanno concesso e faccio un enorme “in bocca al lupo” per la loro carriera.

 

Tiziano Zerbo

Archinature, Render di progetto

 

 Fonti immagini:

https://www.facebook.com/Archinature.it?fref=ts

www.archinature.it

www.caseinpaglia.it/

www.architetturaecosostenibile.it

www.romauno.tv/

ogreen.virgilio.it/foto/bioarchitettura-roma-prima-casa-urbana-paglia_9099.html

www.scuoladipratichesostenibili.org/stefano-soldati/

 

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