Il titolo della mostra ospitata a Palazzo Reale di Milano
racchiude ciò che le opere ci presentano sin dall'inizio: la nascita e
l'ascesa di questo artista straordinario. 
Le luci soffuse, volontà scenografica azzeccatissima, ci introducono con
l'atmosfera adatta alla scoperta dei primi passi di Klimt, iniziato
all'arte dal padre orafo e incisore che, a mio parere, gli infonde la
passione per i dettagli.
Il giovane Gustav non era il solo della famiglia a dimostrare di possedere
la dote artistica.

Un anno dopo, infatti, il fratello Ernst entrò nella sua stessa scuola seguito poi da un terzo fratello, Georg, che si sarebbe fatto notare come disegnatore,  scultore e cesellatore e, in seguito, avrebbe realizzato molte cornici per i dipinti di Gustav. 

Gustav ed Ernst furono presto considerati i più bravi della scuola: i loro disegni erano talmente belli che è difficile pensare che i professori abbiano potuto insegnar loro qualcosa. 

Lavorerà con il fratello Ernst fino alla sua morte prematura nel 1892, anno
in cui il Ministero della Cultura e dell’Educazione commissionò a Klimt e
a Franz Matsch (suo compagno di studi), la decorazione di alcuni saloni
dell’Università di Vienna.

La morte di suo fratello e quella del padre segnarono un momento molto
importante nella vita di Gustav che, pieno di dolore, per circa un anno
lavorò pochissimo. 
Nel 1897, con uno scatto di ribellione, aveva fondato il movimento della
Secessione viennese, improntata al rifiuto delle regole artistiche
ufficiali e alla rivolta dei giovani artisti che volevano liberare l’arte
dagli schemi del passato.
Ecco che la mostra ripercorre questi momenti presentando alcune opere del
capofamiglia, dei fratelli, e dei compagni di accademia, per poi arrivare
alle sue, che con il passare degli anni diventano sempre più ricche e
allegoriche. 
Mi imbatto così nella sala che ospita il maestoso fregio di Beethoven:
una parete di 24 metri realizzata in occasione della XIV esposizione degli
artisti aderenti alla Secessione viennese. 


Klimt si lascia ispirare dalla Nona Sinfonia e scatena tutta la sua carica
allegorica raccontando il percorso che il Cavaliere dovrà compiere per
raggiungere la donna e congiungersi a lei. Durante questo percorso il
Cavaliere dovrà sconfiggere le forze del male e resistere alle tentazioni
di sirene malvagie. Egli incontrerà diverse figure femminili: incrocerà
per prime le due figure propiziatrici, poi sarà la volta della corrente
fluttuante di corpi da cui verrà guidato nella via pericolosa che dovrà
superare, infine il Cavaliere arriverà nell'universo malefico abitato
dalle Gorgoni e dalle loro compagne terrificanti. Sulle Gorgoni regna il
mostro Tifeo, un'orrenda scimmia con coda di serpenti ed ali.
Il Cavaliere lotterà contro Tifeo per affermare il regno dell'arte e
dopo questa battaglia lo vedremo spogliato della sua corazza, visto di
spalle, immerso nell'abbraccio con la Poesia. Quest'immagine
potrebbe essere interpretata come la figura dell'eroe vittorioso che
celebra la liberazione e il trionfo sulle forze malvagie. In realtà il
Cavaliere è un amante soggiogato, l'abbraccio appare come
l'immagine della sua resa al potere femminile.
La ricchezza di particolari lascia davvero a bocca aperta e guardandolo dal
centro della stanza si riesce ad avere l'idea della sua grandezza. 
In ordine di successione, ma non di importanza, si passa poi a diverse
opere che rappresentano il ruolo della donna nella vita dell'artista. 
La più emblematica è sicuramente Salomé, rappresentata come una donna fiera
e seducente, bellissima e al centro dell'attenzione.


Un altro esempio è l'opera Adamo ed Eva, rimasta incompiuta, ma che
dimostra la centralità e l'importanza che Klimt dà alla donna: Eva, in
tutta la sua bellezza, mostra in primo piano il suo corpo nudo e sinuoso,
mentre Adamo si confonde quasi con lo sfondo.


Un dipinto che mi ha molto impressionata vista la mia seconda
passione per la fotografia è stato Ritratto di Donna - 1894.
La mia meraviglia è stata nel vedere in quest'opera tutti i
dettagli del viso, la luce che dà agli accessori della nobile donna e
l'abilità con cui ha dato al vestito di velluto una sensazione quasi
tattile.



Il mio voto per questa esposizione è sicuramente positivo, sia per la sua
cura che per i dipinti scelti per rappresentare la carriera di Gustav
Klimt.
Ovviamente mancano le opere più importanti, come Il Bacio,
ma quelle presenti sono emblematiche per la capacità di far capire al
visitatore il percorso di questo straordinario artista. 

C'è ancora tempo per visitarla, 
fino al 13 Luglio.

Valentina Poerio 

 

 

Fonti immagini:

www.enjoyart.com
www.arteposter.it
www.settemuse.it
www.katarte.it
www.digilander.libero.it

www.revolart.it

 

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