Siamo come Istanbul..

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Siamo come Istanbul..

.. ed eravamo tutti li o quasi, stanchi, stravolti, di corsa, affamati, rubando tempo a chi tempo non ne ha.

Ma eravamo li.

Chi tornava da posti lontani. Chi si univa a noi per la prima volta.

“La famiglia cresce” dentro me solo questo pensiero e non potevo che sorridere. Eravamo li!

Mi capita di “maltrattare” un po’ ognuno dei redattori, li massacro di informazioni, richieste, tempi, scadenze e responsabilità. Ma la verità è che sono sempre più legato a loro. Il mio rispetto per i loro talenti e per il loro impegno cresce ogni giorno.

.. e la famiglia cresce!

Il mese scorso ha visto l’introduzione del redattore più NERD della storia, l’otaku Lorenzo, che oltre alla redazione degli articoli regolari produce in esclusiva per Forge gli unboxing sul canale ufficiale di YouTube.

Ma come avrete iniziato a capire, qui non ci fermiamo mai.

Una nuova redattrice si unisce a noi, buttandosi a capofitto in questa avventura con noi: amerete il suo stile ed i suoi gusti raffinati ma moderni.

Benvenuta tra noi Valentina, curatrice della sezione arte ed interior design.

Che altro rimane da dire? Ci sono cose in lavorazione, alcune le vedrete presto, altre più avanti. Seguiteci e continuate a crescere con noi.

Per questo numero abbiamo deciso un tema comune (più o meno per tutti) e abbiamo cercato di incentrarlo su quello, sulla città mutevole, la "porta d'Oriente", Istanbul! Speriamo che le nostre storie vi possano appassionare e spingere a visitare questa città che più che una metropoli è un'opera d'arte!

 

Qui in Forge siamo come Istanbul, cambiamo sempre, tendiamo al nuovo convivendo col vecchio, tutti diversi, mescolati e sempre unici!

 

Mattia Corbetta

 

Aprile 2014

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CINE-TURISMO & ISTANBUL

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CINE-TURISMO & ISTANBUL

Il cinema riesce a farci viaggiare con la fantasia e a farci conoscere mondi lontani e sconosciuti, ai quali ci affezioniamo come se li avessimo realmente visitati. 

Per venire incontro alle esigenze del turista cinefilo, è nato il cineturismo, neologismo che indica la possibilità, attraverso tour guidati, di visitare le location di film o serie tv. Una nuova forma di viaggio che troviamo sempre di più all'interno delle offerte turistiche. 

Dal boom turistico in Nuova Zelanda dopo la trilogia de Il signore degli anelli di Peter Jackson all'interesse “rosa” per i set newyorkesi di Sex and the City o per quelli “more british” di Harry Potter, è evidente come il fenomeno cineturistico sia in costante ascesa. 

A riprova del fatto che si estenda anche al pubblico italiano, è interessante vedere come dopo la vittoria di Sorrentino agli Oscar, abbiano preso vita movie-tour romani per le locations de La grande bellezza. Anche Torino non è da meno: l'Associazione Museo Nazionale del Cinema ha realizzato  nel 2013 una mappa cineturistica, consultabile gratuitamente al sito www.movieontheroad.com e grazie alla quale a breve partiranno i primi tour guidati nella città.

Ad Istanbul sembra non esistano ancora tour di questo tipo, stranamente, anche perché  è una città che respira cinema: oltre ad ospitare una decina di interessanti festival cinematografici (tra cui l'International Independent Film Festival, l'Istanbul Film Festival, l'Istanbul International Short Film Festival, il Filmekimi e il Festival di Cinema Criminale), Istanbul ha avuto l'onore di ospitare molti importanti film. 

Il grande schermo ci ha accompagnato per le vie, i bazar e i palazzi della capitale turca, che si presta come location per le storie più differenti. Come non innamorarsi a prima vista della Basilica di Santa Sofia, la Moschea di Sultanahmet, il Grand Bazaar e il Palazzo Topkapi? 

Ambientati in questa affascinante città, film universalmente noti come Agente 007. Dalla Russia con amore (Terence Young, 1963), dove un giovanissimo Sean Connery vola nella capitale turca (nella foto lo vediamo all'interno della Basilica di Santa Sofia) a risolvere intrighi segreti e dove incontrerà la bellissima Daniela Bianchi, che interpreta l'agente segreta russa Tatiana Romanova. Interessante il fatto che il film sia stato girato negli anni in cui la città non raggiungeva i due milioni di abitanti, mentre ora oltrepassa i tredici milioni: un bel tuffo nel passato, quando Istanbul brulicava di hamals e grandi auto americane.  

Famosissimo anche Fuga di mezzanotte (Alan Parker, 1978), thriller ad alto impatto emotivo tratto dalla vera storia di William Hayes, giovane americano arrestato per tentato contrabbando di stupefacenti e detenuto in condizioni davvero abominevoli: una dura critica al sistema carcerario turco, ritenuta esagerata dallo stesso Hayes.

Precursore di tutti i film alla “mission impossibile”, Topkapi (Jules Dassin, 1964) è una commedia che racconta il tentativo di una banda criminale di sottrarre al sultano un prezioso pugnale custodito nel famoso Palazzo Topkapi di Istanbul. Oscar a Peter Ustinov come Miglior attore non protagonista.

 

Sono ambientati ad Istanbul anche film dai toni più intimisti come La passione turca (Vicente Aranda, 1994) che racconta la storia d'amore tra una turista spagnola e l'uomo che le fa da guida turistica nella capitale turca, o come La sposa turca (Fatih Akin, 2004) che tratta invece il tema dei matrimoni combinati in maniera drammaticamente coinvolgente, o ancora come Un tocco di zenzero (Tassos Boulmetis, 2003) che utilizza la metafora del cibo e delle spezie per raccontare le esistenze dei personaggi stessi.

Non dimentichiamoci poi de Il bagno turco (1997) e Harem Suaré (1999), realizzati dal nostro ormai compatriota Ferzan Ozpetek nella sua città natale. 

Nel 2005 Fatih Akin gira Crossing the Bridge: The Sound of Istanbul, appassionata indagine sul melting pot musicale di Istanbul, partendo dal Grand Hotel Londres a Beyoğlu, centro della vita culturale della città. 

Negli ultimi anni sono stati girati invece veri e propri blockbuster come Taken 2, la vendetta (Olivier Megaton, 2012), sequel di Io vi troverò (Pierre Morel, 2008), che narra le rocambolesche avventure di Liam Neeson mentre si trova a dover salvare moglie e figlia, sullo sfondo della capitale turca.

Impossibile dimenticare l'inseguimento mozzafiato di Chris Evans nel Grand Bazaar in Skyfall (Sam Mendes, 2012): l'agente 007 torna in grande stile sul territorio turco, dopo quasi cinquant'anni!

Infine, il pluripremiato Argo (Ben Affleck, 2013) pur  essendo ambientato a Teheran è stato in realtà girato nei quartieri storici di Istanbul Beyoğlu, Fatih e Eminönü, e all'interno del museo di Santa Sofia.

Per il turista appassionato di cinema, sarà ancora più interessante visitare questa affascinante città ripercorrendo le orme di attori e registi!

 

Valentina D'Amelio

 

Fonti immagini:

http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2008/05/ischiafilmfestival2008.jpg 

http://onemovieeachday.files.wordpress.com/2012/10/bond-hagia-sophia.jpg 

http://nuovocinemalocatelli.com/2012/10/22/viaggiare-con-il-cinema-a-istanbul-con-10-film/

http://lemusedikika.blogspot.it/2013/10/un-tocco-di-zenzero-modacinema.html 

http://www.moviemoviesite.com/images/Films/Films%201961-1970/topkapi.jpg 

http://www.jaunted.com/files/18788/oo7istanbul.jpg 

http://www.tjbd.co.uk/wp-content/uploads/2012/05/Filming-of-Skyfall-continues-in-the-beautiful-city-of-Istanbul-450x450.jpg 

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Stessa città, due visioni!

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Stessa città, due visioni!

Questo articolo a differenza degli altri sarà una sorta di intervista doppia, realizzata tra me e la nostra splendida Giorgia: vogliamo mettere a confronto la visione di chi vive il viaggio puro e semplice e di chi vive per fotografare il viaggio che vive!

Buona lettura!!

 

Che cosa hai visto?

G -  …un mix perfetto tra Oriente e Occidente, una città con una storia e una cultura affascinanti, Istanbul, megalopoli unica, che ti porta a viaggiare nel tempo. Il quartiere di Sultanahmet, con la Moschea Blu, lo sfarzoso Palazzo Topkapi circondato da giardini fiabeschi, all’interno del quale si trova quello che è considerato uno dei tesori più importanti. Quasi tutti gli oggetti custoditi hanno un valore inestimabile. Tra i pezzi più famosi c’è il Diamante del Fabbricante di Cucchiai, il 5° diamante al mondo per grandezza, 86 carati.

Il Gran Bazar, non un semplice mercato, ma un vero e proprio labirinto di colori, suoni e profumi.  La magia che regala la Cisterna Basilica (Yerebatan Sarniçi) è sorprendente, un imponente edificio capace di contenere 80.000 metri cubi d’acqua. Ho passeggiato per Piazza Taksim, il cuore pulsante di questa città, con i suoi negozi, il profumo di pannocchie e il sottofondo musicale offerto da fenomenali artisti di strada, per arrivare davanti al grande portone del primo liceo ufficiale dell’Impero Ottomano con influenza Europea che ha dato il nome a Piazza di Galatasaray.

M -  Sarebbe impossibile mettere assieme in poche righe l'enorme mole di luoghi, sensazioni, odori e colori che hanno assalito i miei sensi fin da quando ho messo piede sul suolo turco. Ma ci proverò!

Si parte da Piazza Taksim all'alba, un tripudio di colori immerso in una pace surreale, l'enorme bandiera turca che sventola tranquilla nella brezza mattutina e i vari chischetti e mercanti che preparano la merce per un'altra giornata di fuoco. Poi si scende giù lungo l'istiklal cadessi, la principale meta per "turisti" in cerca di articoli firmati e di movida! Per quanto riguarda la fotografia, la zona è buona, soprattutto per chi fa della street-photography la propria religione, unica nota: attenzione all'attrezzatura; essendo il quartiere più commerciale e ricco, gli scippi sono più frequenti e i turisti ormai girano solo con reflex, quindi attenzione!

La via porta ad una delle più splendide costruzioni istanbuiote, la Galata Kulesi, o se preferite la Torre di Galata, una costruzione in pietra realizzata intorno al 1300 da coloni genovesi; un tempo torre d'osservazione e difesa, oggi viene usata come attrazione turistica: è infatti possibile accedere all'ultimo piano ed osservare il panorama di Istanbul. Se vi perdete nelle tortuose strade di Istanbul, la Galata Tower rappresenta un punto di riferimento per il quartiere di Beyoglu.

Come non parlare poi della parte più tradizionale ma al contempo più commerciale? Parliamo del quartiere di Fatih, che racchiude al suo interno le splendide moschee ed i mercati.

Il Grand Bazar è semplicemente un luogo incredibile. Non è un mercato, è uno stile di vita, un luogo pulsante di sensazioni ed oggetti, tutto pressato in ambienti chiusi ricolmi di persone all'inverosimile. Ogni luogo è buono per fotografare, colori e forme sono incredibili.. Unica pecca, alzate gli ISO o viaggiate con un obiettivo molto luminoso!

Il mercato delle spezie è un assalto ai sensi, una cacofonica sinfonia di aromi e gusti, dove ogni singola spezia è accostata alle altre creando giochi di colori da far impallidire il più bello dei dipinti.

La splendida Moschea Blu merita ovviamente una menzione a parte: è uno dei simboli della città, ma è anche qualcosa di più. Un enorme ed imponente edificio, immensamente decorato e rifinito, con giochi di luce ed ombra, un tappeto sofficissimo ne ricopre il pavimento all'interno. Appena entrati il tempo si ferma. Una pace si impossessa di chiunque, si viene colti dalla voglia di restare li per molto tempo. In pace. Qui le foto, a differenza di altre moschee, sono permesse, ma alcune zone sono off-limits per i turisti. Poco male, si tratta sempre di un luogo incantevole.

Una delle cose più belle che ho avuto la fortuna di vedere è stato l'acquedotto romano, locato esattamente sotto la Moschea Blu.. Un reperto che definire unico sarebbe riduttivo. Si ha un impatto non appena entrati. L'impressione è quella di stare entrando in un mondo senza tempo, racchiuso in un guscio di silenzio. Qui a livello fotografico si passa in un ambiente completamente buio, poche luci soffuse d'atmosfera sono belle ma assurde per le foto, il che rende necessario un cavalletto.

Un lato di Istanbul meno conosciuto ma di cui vale la pena parlare è il lato asiatico, forse quello meno turistico ma che a mio avviso merita una menzione speciale. Si potrebbe parlare per giorni di questo quartiere immenso e sterminato, ma qui vi dirò solo che risiedono, uno accanto all'altro edifici di chiara impronta germanica, belga, italiana, francese, tutti stipati assieme in un gigantesco carosello. Questo quartiere narra la storia di Istanbul, di chi ha contribuito a renderla ciò che è oggi. Qui le foto sgorgano dall'anima in maniera spontanea, ogni angolo è incredibile ed ogni foto narra una storia. Colori incredibili e luce ottima, soprattutto al tramonto.

 

Quali locali hai visto? Cosa ti ha colpito?

G - Ho trovato il Babel Cafè & Restaurant, un locale con un ambiente particolare che offre ottimo cibo e succhi freschi particolari, un buon posto dove provare il caffè Turco. Non ho potuto resistere alle vetrine della Pasticceria MADO ( http://en.mado.com.tr/mado-cafe/mado-cafe-about.aspx) dove potrete assaggiare il famoso gelato Turco e altre mille specialità.  Il club Riddim è un locale dove la musica RNB e Hip Hop la fan da padroni, un ambiente cool dove passare una bella nottata se amate questo genere di musica, aperto dalle 22.30 alle 5.00. (http://www.riddim.com.tr/enter.html)

M - Vorrei parlarvi di due luoghi in particolare: il Club 360 e l'"Istanbul Modern"

Il Club 360, situato lungo l'Istiklal caddesi, è uno locale fantastico, a cui si accede tramite un ascensore ed una lunga rampa di scale. Il club è molto alla moda, musica moderna e non invadente, personale cordiale ed una vasta scelta sul menù, dai cocktail più elaborati ai tè orientali più buoni che abbia mai assaggiato.

Essendo il locale in cima ad un alto edificio proprio nel cuore della città, Il punto forte è la terrazza che offre una vista mozzafiato sulla parte occidentale della città, arrivando a coprire anche le moschee Blu e di Aya Sofya. Non economico ma ne vale la pena!

Il locale offre una delle viste più mozzafiato sulla città, pari forse solo alla torre Galata. Essendo un locale non è bellissimo entrare con un cavalletto per fotografare il paesaggio, ma il personale è cortese e non fa storie.

Il museo d'arte moderna di Istanbul è situato lungo il Mar Nero ed ospita esposizioni permanenti e non, offrendo una vasta scelta agli amanti del genere, in un edificio moderno di due piani.

In oltre accanto al museo (che ospita anche esposizioni all'esterno) potrete trovare l'esposizione della "Biennale di Istanbul" in un edificio adiacente!

L'Istanbul Modern è spettacolare per le fotografie, perché essendo esposto alla luce e sul lato del mare, quindi sempre molto luminoso e talvolta splendidi riflessi marini illuminano i soffitti bassi. Purtroppo non è consentito fotografare all'interno del museo, anche senza flash, ma se state attenti dovreste riuscire!

 

Clima

G - Questa città ha un clima particolare e imprevedibile, ma a fine marzo (il periodo in cui sono andata io) il clima varia dai 15 ai 7/8 gradi la sera con un vento piuttosto fresco perché proviene dalla Russia.

M - Il periodo in cui ho visitato la città, si dice che sia uno dei migliori, ossia settembre. Il clima di giorno è decisamente caldo, con punte di oltre 28/30 gradi, mentre la sera il clima è mite e piacevole anche se molto umido.

Nessun problema per nessun equipaggiamento, anche sul mare, nessun problema di sabbia o eccessivo calore.

 

Cibo

C’è da perdersi, potrei parlarne per ore, non bastano cinque giorni e un solo stomaco per provare ed assaggiare tutto. Vi elencherò alcune delle meraviglie culinarie che non potete assolutamente perdervi:

Börek: sfoglia ripiena di formaggio o carne macinata.

Dolma: polpettine di riso speziato, pinoli, uvetta e avvolte in foglie di vite.

Imam bayildi: melanzane ripiene di cipolla, pomodoro e erbe.

Yayla çorbası: minestra di menta e yogurt.

Mercimek Çorbası: minestra di lenticchie rosse.

Ezogelin Çorbası: minestra di lenticchie rosse al limone.

Il kebap di carne di agnello, pollo o manzo viene marinata e grigliata per poi essere servita al piatto o  dentro al panino accompagnata da cipolla e verdure.

Köfte kebab: polpette di carne tritata con peperoncino, erbe e mollica di pane.

Döner Kebab: lamelle di carne cotta allo spiedo.

Adana: carne tritata alle erbe molto speziata.

İskender: kebab servito con yogurt e pane marinato.

Pide: sono una specie di pizza ripiena di carne, cipolla o formaggio.

Iahmacun: pizzetta turca che si vende per strada molto economica.

Gözleme: focacce cotte farcite con formaggio, patate, spinaci o carne macinata.

Sìmit: ciambelline di pane al sesamo.

Pogaça: piccoli calzoni ripieni di formaggio, carne, spianaci o patate.

Manti: ravioli turchi accompagnati da salsa allo yogurt e all’aglio e ricoperti di composto al burro e spezie, spolverizzati alla menta.

Tra il cibo di strada troviamo pannocchie arrosto e bollite, castagne, mandorle verdi da sgranocchiare con un po di sale, il panino con le sardine alla brace con insalata e cipolla cruda e le indimenticabili Midye Dolması, cozze ripiene di riso servite con gocce di limone.

Parliamo di dolci: tra yogurt, marmellate e frutta secca dove il pistacchio domina, potete dare una botta di vita alla vostra glicemia con:

Baklava: è composto da fogli di pasta fillo ripieni di pistacchi e noci tritate, il tutto addolcito con miele o sciroppo.

Lokum: fatto di amido e zucchero, aromatizzato con limone e acqua di rose e tagliato in piccoli cubetti. Ogni cubetto è insaporito da pezzettini di noci, nocciole e pistacchi ed è ricoperto di copra e zucchero a velo.

Kadayıf e Künefe: l’impasto del Kadayıf sembra composto da tanti spaghetti sottili. Il dolce si cuoce con il burro ed è guarnito con sciroppo caldo.

Cezerye: dolce dalla consistenza semi-gelatinosa, preparato con carote, datteri e fichi schiacciati, a cui si aggiungono noci o pistacchi, prima di una spolverata finale con scaglie di cocco.

Dondurma: lo spettacolare gelato Turco,  buonissimo e molto particolare perché non si scioglie…

D’obbligo provare il the, il caffè Turco e  il famoso Ayran (yogurt con sale e acqua) o il succo di “Nar”, melograno fresco.

M - purtroppo non posso aggiungere nulla a quanto già detto da Giorgia, ma le menzioni d'onore per quanto mi riguardano, vanno al Kumpir, una patata al forno ripiena ottima e personalizzabile nel ripieno; il kebap ovviamente è superbo, anche se meno ricco rispetto alla controparte che troviamo in Italia. Infine vi consiglio di assaggiare tutte le prelibatezze che potrete trovare nei vari banchetti in giro per la città e che vendono di tutto, da fritture dolci con il miele a piccoli snack salati con creme al formaggio per arrivare a caldarroste e pannocchie!

Infine vi consiglio i vari negozi che fanno spremute fresche di vari frutti, tra cui il melograno, simbolo della città, che oltre ad essere estremamente buoni, sono economici e perfetti per combattere l'afa diurna.

 

Aneddoti/curiosità?

G -  Mi ha sbalordito come un'unica città sia riuscita a farmi rivivere le emozioni provate nei miei viaggi passati; con le sue strade e i tram alla San Francisco, scorgere Marrakech nel Gran Bazar, lo skyline moderno di Besiktas che fa da sfondo alle maestose Moschee mi ha riportata alla particolarissima Dubai, Istanbul ha quel non so che di magico, una città unica in grado di farti vivere il viaggio nel viaggio.

M - Sicuramente la città è incredibile, l'incredibile fiumana di persone e di odori che permea la città ti può rintronare quanto uno schiaffo. Ma è nelle piccole cose che ritroviamo il sapore di una città antica: i gatti!

Una intera città che vive, anzi convive, con colonie di gatti, splendidi in ogni aspetto, al punto da sembrare domestici, ma la verità è che vengono trattati benissimo essendo ritenuti sacri nel Corano.

Un'altra cosa che lascia interdetti è l'ospitalità e come venga quasi sempre offerto qualcosa ai viaggiatori in transito, dal semplice tè caldo a vari dolcetti. Una particolarità che aiuta a portarsi questa città ed i suoi abitanti nel cuore.

Infine un aneddoto meno piacevole.. Sfortunatamente mi sono ritrovato assieme alla mia compagna di viaggio in mezzo agli scontri che hanno e stanno ancora animando le strade istanbuiote. Non è bellissimo ritrovarsi dal nulla, in meno di un minuto, in mezzo a schiere di persone urlanti, coi volti coperti dalle maschere antigas ed essere caricati dalla polizia, con acqua e colpi di pistola in aria.. Quando un fumogeno mi è sfrecciato accanto al piede e ci siamo rintanati assieme ad altri turisti in uno starbucks non è stato piacevole. Interessante e fotograficamente intrigante, ma non bello.

 

Consigli di viaggio

G - Al calar del sole, passeggiare sotto il ponte di Galata offre una vista molto particolare della city, magari con in mano un panino con le sarde pescate e grigliate al momento, che troverete alla fine del ponte in uno dei barconi caratteristici.

Mi affascinano sempre molto i ponti, e quelli di questa città sono particolarmente belli, consiglio di prendere un taxi per attraversarli in auto almeno una sera.

Abbiamo soggiornato all’ On Suites Istanbul, Turnacibasi Cad., No:56, Kuloglu Mah., Beyoglu, Beyoglu, 34433 Istanbul, un apparthotel carino e accogliente con personale molto disponibile giovane e efficiente, a due passi da Piazza Taksim. (www.onsuitesistanbul.com/contact.php#) .

È stata inoltre una piacevolissima  sorpresa l’ottima colazione a buffet servita al Corinne Boutique Hotel, cibo ottimo in un ambiente curato e raffinato con una cortesia dello staff eccellente, circa 10€, li valgono tutti!! (http://www.corinnehotel.com/). I taxi, a differenza dei nostri, calcolano le tariffe a km e non a tempo, e sono abbastanza economici.

M - Mi sento di mettervi in guardia dai venditori di tappeti! Sono davvero ostinati e non perderanno occasione per approcciarsi non appena vi fermerete a guardare una cartina. I loro modi sono deliziosi, vi racconteranno della loro famiglia, del loro negozio sorseggiando un tè, ma vi terranno li per molto tempo!

Fate attenzione ai cibi, per esperienza personale, fate soprattutto attenzione a dove mangiate, perché alcuni cibi poco cotti possono portare a gravi infezioni (io sono uno di quelli colpiti aihmé!)

Infine vi consiglio i tour guidati delle zone asiatiche, ce ne sono molti ed anche in italiano! Ne varrà davvero la pena!

A livello fotografico, non limitatevi alle zone puramente turistiche.. Esplorate zone poco visitate, i quartieri asiatici, le vie imboscate, i mercati meno importanti, le moschee più piccole. Possono regalare autentiche emozioni!

 

G - “Il viaggio è tutto ciò che non ha mai fine neanche quando è terminato” (Nomadi Digitali)

M - "In qualunque modo viviate questa città, se tramite foto, video o solo camminando, lasciatevi coinvolgere da ciò che vi circonda. Non vivetela da turisti, andate oltre la superficie e l'amerete come non credevate." Mattia Corbetta

 

Giorgia Fusi & Mattia Corbetta

Photo by John Oliver © '13

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Istanbul, una città di mezzo.

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Istanbul, una città di mezzo.

Vista questa vivace atmosfera primaverile, ed il numero di “Forge” dedicato ad Istanbul vorrei portarvi anch’io a conoscere  questa piccola meraviglia asiatico-europea che ahimè non sono ancora riuscito a visitare, ma che ho potuto ammirare durante un’ interessante lezione del mio percorso universitario.

Fin da piccolo ho sempre ritenuto la Turchia un Paese ricco di fascino e mistero, un luogo che ha rappresentato nel tempo una combinazione perfetta di antiche tradizioni e modernità  in cui si sono concentrate nuove energie intellettuali volte al futuro (non a caso Istanbul nel 2010 è stata scelta come capitale della cultura).

L’antica Costantinopoli, è una metropoli ricca e cosmopolita che si estende tra il continente asiatico e quello europeo, divisa dal suggestivo Stretto del Bosforo dove le acque del Mar Nero si mescolano con quelle del Mar di Marmara al di là del quale si estende la grande Asia.

Fin dal primo sguardo, una semplice fotografia regala scorci e panorami stupendi caratterizzati da un susseguirsi di minareti e di cupole che sovrastano la città rendendola unica e particolare.

Istanbul quartiere , foto di P. Rosan 

Genova , foto di Antonio Fabiano 

Non ci crederete, ma questa megalopoli nonostante la sua posizione, è la città più italiana dei paesi orientali infatti, la presenza dei veneziani e dei genovesi si è mantenuta attiva nel corso dei secoli ed ancora oggi si può notare questa lieve sfumatura all’ interno del quartiere di Beyoğlu, situato a nord del Corno d’Oro (estuario preistorico della Turchia) e fondato proprio dai liguri nel periodo medievale che lo crearono ad immagine e somiglianza della loro città natale.

Non stupisce che gli italiani si trovassero bene qui, infatti questa parte di città si sviluppa in verticale, tra vicoli e scale tortuose intorno alla collina che sale ripida dal mare proprio come l’antica struttura di Genova che, con i suoi carruggi, dal Porto si elevano in altezza portando il visitatore al cetro città.

Intorno all’anno mille infatti il popolo ligure iniziò ad utilizzare questo spicchio di città come base di sviluppo commerciale e nel 1348 per consolidare il forte potere che avevano sui mari, costruirono la famosa torre Galata punto culminante delle fortificazioni della cittadella; quest’edificio rappresentava il simbolo del quartiere e quando venne eretto fu la costruzione più alta con un’altezza di  67 m (oggi risulta essere l’Istanbul Sapphire il grattacielo Zaffiro alto ben 238 m ), ha un diametro di 8,75 m ed una muratura in pietra con  uno spessore di 3,75 m.

Palazzo Venezia, Quartiere di Galata virgo.unive.it 

Su un lato della torre è esposta una lapide in cui si ricorda il 1453 ovvero l’anno in cui gli Ottomani conquistarono la piccola cittadella Genovese lasciandola comunque commerciare liberamente all’interno del loro territorio turco.

A Beyoğlu troviamo anche il palazzo di Venezia, un tempo residenza del balio veneziano, ovvero l’ambasciatore della Serenissima a Costantinopoli.

Il palazzo attuale è del XVI secolo e conserva quattro leoni marciani (animale alato simbolo di Venezia): uno sulla facciata dell’ingresso con lo stemma della famiglia Molin (importante famiglia patrizia veneziana), uno incastonato nel muro dell’atrio, uno appoggiato a terra davanti al salone d’ingresso ed infine uno ben conservato in un sottoportico del giardino del Palazzo sotto cui è stata posta una targa che riassume la storia del sito.

Possiamo affermare quindi che il legame tra Italia e Turchia è ben consolidato e continua a rafforzarsi nel tempo: infatti ne è prova il recente gemellaggio tra la città della Lanterna e quella turca del quartiere di Beyoğlu.

Attraversando il ponte di Galata, si può raggiungere la città vecchia, Sultanamhet. 

Si nota fin da subito un imponente edificio chiamato Santa Sofia (in turco Aya Sofya) denominata anche Chiesa della Divina Sapienza;  a mio avviso è uno dei più grandi esempi di architettura bizantina costruita da due architetti greci Artemio di Tralle (importante patrizio di Costantinopoli) e Isidoro il vecchio (architetto e matematico dell’imperatore Giustiniano).

Questo edificio ha subito notevoli trasformazioni nel tempo, infatti è passata da sede patriarcale greco-ortodossa a cattedrale cattolica ed infine trasformata in moschea sotto il dominio di Maometto II;

Ci troviamo di fronte ad un edificio molto complesso in cui convivono in piena armonia lo stile bizantino e lo stile arabesco; la pianta è costituita da 3 navate, una centrale e due laterali e da un unico abside poligonale opposto all’ ingresso.

Ciò che contraddistingue la chiesa di Santa Sofia è l’enorme cupola (alta circa 55 m e con un diametro di circa 31 m) che poggia su 4 pennacchi (ovvero elementi di raccordo tra l’imposta della cupola e l’elemento verticale sottostante) e su costoloni che permettono al peso della cupola di scaricarsi in basso verso le fondazioni; sul perimetro altre semicupole fanno da contrafforte e mantengono stabile la costruzione monumentale.

Molto particolare è l’effetto della luce che penetra all’interno dell’edificio grazie a  quaranta finestre poste sul perimetro della cupola e che crea un riflesso mistico che aleggia in tutto lo spazio della navata centrale.

Santa Sofia interno, www.ilturistainfo.it 

Vi consiglio caldamente di visitare questa fantastica capitale durante il periodo primaverile infatti dal 4 al 28 aprile Istanbul si veste di colore grazie al Festival dei Tulipani che celebrano l’inizio della primavera e festeggiano il simbolo della Turchia.

Immagino vi venga subito in mente l’Olanda che oggigiorno risulta esserne il maggiore produttore mondiale, ma in realtà il tulipano è originario dell’Asia Centrale e sono stati proprio gli Ottomani i primi a coltivarli per scopi puramente commerciali infatti il sultano Ahmet III aveva una tale passione che il suo regno fu chiamato “L’epoca dei Tulipani” e fu proprio lui ad esportare i suoi bulbi in Europa infatti i Tulipani Olandesi devono le proprie Origini all’Anatolia.

Santa Sofia durante il Festival dei Tulipani 

Questo fiore viene rappresentato in molteplici raffigurazioni ed ornamenti all’interno di basiliche e moschee: le maioliche di Iznik ne sono il vero e proprio esempio.

I tulipani compaiono nell’arte turca da poco più di cinque secoli al posto normalmente occupato nel simbolismo dell’arte dai fiori di loto, immagine della rinascita dalle acque del caos che si aprono verso la luce.

Grazie alle fortune dell’Impero Ottomano, i tulipani entrarono a far parte dell’iconografia simbolica più raffinata, quali fiori precoci di buon augurio, indicanti la fine della stagione rigida. Fiori di rinascita quindi, spesso uniti nell’arte

ad altri simboli portafortuna ereditati dal mondo cinese.

Istanbul in conclusione, la considero una città in cui architettura, arte, storia e fascino naturale convivono in armonia dando vita ad un luogo affascinante che tocca il cuore e unisce oriente con occidente.

La mia mente è già proiettata alle prossime vacanze, penso che sia giunta l’ora di prenotare al più presto un volo per scoprire dal vivo tutte le emozioni provate scrivendo questo articolo.

 

Tiziano Zerbo

Maioliche di Iznik raffiguranti Garofani e Tulipani 

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Istanbul è Moda.

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Istanbul è Moda.

Come avrete capito dal titolo  in questo numero vi parlerò della moda a Istanbul. Per chi è del settore e legge questa rubrica, sono contenta di condividere con voi alcune mie impressioni sulla fiera del tessile ovvero il Texbridge Istanbul che da poco si è tenuta in una delle più grosse città turche.

La fiera durava 3 giorni, presso il CNR EXPO, l’entrata era a pagamento ( 8 euro circa) e non bastava registrarsi. A mio parere la gestione vendita dei biglietti e fornitura del pass non era ben organizzata, qualche minuto perso ma nulla di grave.

Al suo interno, un primo salone con le aziende espositrici di tessuti, prevalentemente jersey e denim poi pizzi e qualche tessuto da camiceria; al centro della sala una mini area trend, piccola sì, ma essenziale, pulita e comprensibile: nulla a che vedere con le aree trend di Milano Unica ad esempio, anche se in effetti a Milano ci si impiega almeno un giorno intero per girare la fiera, mentre qui ne bastava mezzo poichè il numero di aziende era basso. Ho trovato molta cordialità e simpatia in quasi tutti gli stand, ho apprezzato la buona qualità dei tessuti; in fondo al salone c’era anche una piccola e confortevole area break.

Nel secondo salone, che mi ha lasciato abbastanza indifferente su creatività e qualità, erano presenti le aziende per gli accessori: bottoni, zip, etichette, strass.

Pensiero conclusivo: la fiera ha buoni propositi per crescere ed espandersi, ho respirato voglia di fare ed entusiasmo, e questi elementi sono indispensabili per la crescita!

Da qualche anno sento sempre più parlare della Turchia nel mondo dell’abbigliamento: incuriosita, ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che  Istanbul e' la nuova capitale del pret-à-porter, la Turchia è diventata il secondo fornitore di abbigliamento europeo e produce vestiti per le principali maison italiane e francesi. Grazie alla Istanbul Fashion Week, il Paese ha mostrato un volto diverso: gli imprenditori locali tentano di far conoscere all'estero i propri stilisti e le proprie case di moda, per fare del 'made in Turkey'  un'espressione di eccellenza e qualità. Sponsor ufficiale la Mercedes-Benz: già questo può farci intuire che il Paese in questione voglia conquistare una posizione di prestigio anche nel panorama dell'alta moda internazionale.

Senza annoiarvi con i numeri che ho trovato, posso dirvi che I distretti tessili sono ben organizzati e dotati di tecnologie all'avanguardia, le esportazioni sono cresciute ma anche le importazioni dei maggiori brand internazionali grazie ai suoi centri commerciali come l'Istinye Park, il più grande d'Europa.

Inoltre sono venuta a conoscenza che a mediare tra le grandi case di moda e le aziende tessili turche sono alcune agenzie specializzate nel settore, come la Jasmin Agency Istanbul (JAI), che ha tra i suoi clienti importanti maison italiane e francesi. Le case di moda inviano bozzetti e specifiche tecniche dei vestiti da realizzare e JAI trova l'azienda tessile più adatta che indica tempi e prezzi per la produzione. Ogni passaggio, dalla scelta dei tessuti al confezionamento, viene seguito dagli stilisti e 'product manager' che si recano a Istanbul o nella fase iniziale in videoconferenza su Skype.

Per quanto riguarda l’aspetto più frivolo della moda, per noi donzelle fare shopping diventa ancor più entusiasmante, essendo il cambio favorevole per noi, quindi si va via da Istanbul felici per aver risparmiato qualche soldo e allo stesso tempo essersi tolti qualche sfizio, oppure per aver comprato più vestiti con lo stesso budget che si sarebbe speso in Italia!

Un consiglio: se andate a Istanbul girate per le vie del centro e addentratevi nelle viuzze laterali, potrete trovare molti negozietti vintage o showroom molto carini! Un negozio molto carino dove trovare cose un po' diverse dal solito è il Kiki Riki situato in Istiklal Street propriamente detta anche la via dello shopping! Buon divertimento!

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Fumo e Fiamme!

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Fumo e Fiamme!

Bentornati miei cari lettori amanti del NERDonismo! xD


Oggi tratteremo due franchise di videogiochi molto famosi,uno più recente l'altro di vecchia data, ovvero inFamous Second Son e Diablo 3 Reaper of Souls.


No one can stop Death

Partiamo da Diablo;questo Reaper of Souls (che per comodità abbrevierò in RoS) è l'espansione del core game uscito 2 anni fa di Blizzard.

Per i giocatori di vecchia data è molto famoso,per quelli più recenti si tratta di un hack 'n slash puro con visuale isometrica fissa, basato sul classico metodo di farming(ovvero ammazzare tonnellate di demoni et similia per raccimolare più esperienza,gold e items possibili) per affrontare poi i livelli più difficili.

RoS apporta delle novità richieste a gran voce dalla community di D3, prima fra tutte la chiusura della tanto odiata casa d'aste...eh si, perchè oltre a speculazioni varie ed eventuali, Blizzard si è trovata ad affrontare orde di bot in game col solo scopo di farmare oggetti e gold da rivendere poi nella casa d'aste a valuta reale;sopratutto snaturava il purismo che ha sempre contraddistinto Diablo, tant'è che gente diceva di giocare alle aste invece di giocare al gioco stesso(però, che voglia...).

Benedico questa scelta,che sopratutto riporta il giocatore al centro del mondo di gioco, mentre prima si poteva ricorrere alla casa d'aste per comprare oggetti più potenti, ora si deve e si può contare solo sulla propria abilità in game.

Seconda novità introdotta è l'Atto 5 ambientato a West March, un nuovo livello dove si sviluppa la storia di RoS, che in paroloni tratta dell'arcangelo della morte Malthael impossesatosi della Pietra Nera delle Anime (quella che racchiude i Tre Maligni), decide di voler sterminare gli umani per porre fine alla Grande Guerra tra Inferno e Paradiso (in effetti è colpa nostra se loro si stanno menando,ma è storia a sé e non mi dilungherò a tediarvi) e tocca a noi coraggiosi Nephilim (la razza umana nata dall'unione di un angelo e un demone) porre fine a questa pazzia( una storia mai sentita...).

Blizzard ha introdotto il level cap a 70,allungando di 10 livelli il precedente limite,aggiunto un quarto slot per l'abilità passiva e una nuova abilità attiva con 5 rune, una per ogni classe.


Ah già!Le classi!

Ci ha dato anche la possibilità di usufruire della nuovissima classe di RoS, ovvero il Crociato, un clone del vecchio paladino di Diablo 2 che può essere utilizzato in maniera molto differenti: da tank, da support/utility per il party fino al DPS per martellare i nemici.Può quindi giocare sia da midranged oppure da close range a seconda del setskill che decidiamo di utilizzare.

Altra aggiunta è il nuovo sistema di loot, denominato Loot 2.0; consiste in un sistema di drop random di oggetti, migliorato in quanto ora gli oggetti che i mostri rilasciano alla morte saranno molti di meno ma di qualità molto più alta e con statistiche adatte alla nostra classe.Per esempio se io gioco un Demon Hunter non mi capiterà più di droppare una mazza a due mani da barbaro, o almeno si spera!xD

Anche i leggendari e gli oggetti unici sono stati nettamente potenziati,ora sono davvero in grado di dare una svolta decisiva al setup del nostro personaggio, al contrario di quello che capitava prima.

Hanno aggiunta anche una nuova modalità, detta Avventura in cui per ogni atto ci sono 5 incarichi da completare, se li portiamo tutti a termine con successo il buon Tyrael ci premierà con un sacca Horadrica, ovvero un cestello da picnic contenente un sacco di roba bella a caso; sempre in questa modalità ci sarà la poss di aprire i Rift, ovvero i varchi che consistono in livelli pieni di elites(mostri potenziati) da uccidere fino ad arrivare a una percentuale di completamento, dopo la quale si manifesterà in tutta la sua bellezza il Guardiano del Varco, un Boss ipermegaforterrimo che se sconfitto ci regalerà un sacco di oggetti(si spera leggendari) tra cui le Blood Shards, dei frammenti da usare con un comemrciante specifico al campo base che per un costa variabile tra le 5 e le 20 scaglie ci fornirà un oggetto a caso..significa che magari può uscire un raro come un magico o addirittura un leggendario, li va molto a fortuna, ma può essere visto come un modo veloce per fare gold vendendo gli oggetti che non ci servono.

Vi rimando all'unboxing della collector edition di RoS a questo link.

Parere personale? Per me è fantastico, io che ho amato alla follia la saga di Diablo è fare un tuffo nel passato di 10 anni a Diablo 2, stessa qualità ma ovviamente un comparto tecnico decisamente superiore, lo consiglio vivamente a tutti, chi avesse giocato al capitolo precedente si fiondi subito a prendere questa espansione perchè è un Must Have per gli appassionati.

L'unica pecca che gli posso trovare è che per 40€ potevano almeno aggiungere 2 classi invece di una sola come fatto per Lord of Destruction, l'espansione di Diablo 2, ma da action plan Blizzard è previsto per il prossimo anno una ulteriore espansione, quindi restate sintonizzati su Forge of Talents per sapere i prossimi aggiornamenti.

La caccia all'Angelo della Morte ha inizio!

 

Eroe o Infame?

Eccoci giunti ad inFamous Second Son, capitolo next gen del franchise di Sucker Punch esclusiva per PlayStation4.

Si tratta di un action game in terza persona con libertà di movimento all'interno del mondo di gioco, con protagonista Delsin Rowe, un ragazzo nativo d'America che deve sconfiggere la malvagia Augustine per liberare gli abitanti della sua riserva fatti prigionieri e trucidati dalla nostra malvagia di turno.

La storia di Delsin è particolare, in quanto i poteri del fumo che scopre di avere vengono instillati in lui inconsciamente da un conduit fuggitivo dopo un'evasione (un conduit è un individuo con poteri paranormali) che purtroppo Augustine rintraccia e per far parlare Delsin comincia a mettere a ferro e fuoco la riserva naturale dove abita.

Questo l'incipit della nostra avventura,ma addentriamoci meglio nella descrizione di cos'è esattamente questo inFamous Second Son: è un gioco dove oltre a girare liberamente per la città di Seattle( tra l'altro riprodotta maniacalmente, lo Space Needle è UGUALE), dobbiamo compiere delle missioni principali per progredire nella storia, ma possiamo liberamente impegnarci anche con le quest secondarie che servono a liberare i vari quartieri di Seattle dalla pressione del DUP, il dipartimento che controlla con la forza la città e da la caccia ai conduit, di cui fa parte Augustine.

Come già detto possiamo contare su vari aspetti dei poteri ”fumosi” di Delsin, tra cui la capacità di fluttuare e planare a mezz'aria, uno scatto in cui si smaterializza in fumo per poi ricomporsi e quindi scavalcare ostacoli altrimenti insuperabili, il classico colpo di fumo e fiamme dalla distanza, dei razzi di fumo e delle bombe di fumo che possono stordire e immobilizzare temporaneamente i nemici, per darci l'occasione di intraprendere la strada del bene o quella del male..

Più avanti sbloccheremo anche il potere del neon, ma non voglio spoilerarvi troppe cose..dico solo OP..

 

Eh già, perchè come dice appunto il nome del gioco, possiamo scegliere se comportarci da paladini del bene oppure da alfieri del male; ovviamente scegliendo una delle due vie cambieranno le situazioni a cui il nostro protagonista si troverà ad affrontare, con due finali differenti per la storia, e soprattutto cambieranno le abilità che potremmo sbloccare pian piano che andiamo avanti avanzando di quartiere in quartiere.

Come?

Beh può capitare di trovare un civile per terra, noi possiamo scegliere se curarlo o giustiziarlo.. idem con un nemico, molto spesso capiterà che in situazioni di svantaggio i nemici scelgano di arrendersi, e qui sta a noi decidere se incatenarli a terra tenendoli in vita, oppure assorbirli cancellandoli dalla faccia di Seattle.

Questo bivio comporta quindi una seconda possibilità di rigiocare la storia daccapo, aumentando la longevità, non di molto in quanto purtroppo è un gioco solamente in single player, non si sa mai che magari con qualche DLC futuro venga implementata qualche modalità online multiplayer.

Se decidiamo di portare a termine anche tutte le quest secondarie la durata del tutto viene allungata a un circa 12 ore totali, diciamo un buon numero se pensiamo che il nuovissimo Metal Gear Solid Ground Zeroes vi fornisce 2 ore di gioco ( O_o ); l’unica sfiga è che inFamous è uscito in un periodo di magra allucinante per il panorama videoludico, quindi non abbiamo un minimo termine di paragone ed automaticamente si erge a best game del momento per PS4..

Io personalmente l’ho giocato abbastanza poi sono tornato su diablo con prepotenza, quindi non sono andato fino all’endgame ma diciamo che per quello che ho visto a parte una maestosità del comparto tecnico che è favolosa, la giocabilità la facilità della curva di apprendimento fa si che casual e hardcore gamers trovino comunque pane per i loro denti, quindi promosso a pieni voti; se siete stati dei giocatori dei precedenti inFamous vi consiglio caldamente di spenderci quelle 10 ore per completarlo, Delsin risulta essere il degno successore di Cole!

 

Vi rimando a questo link per l’unboxing della collector edition!

 

Per questo mese a tutto, ci vediamo tra 30 giorni restate sintonizzati!

Dattebayo!

 

Lorenzo Ferrari

 

Fonti Immagini

http://www.gamesinasia.com/wp-content/uploads/2013/11/diablo-3-reaper-of-souls.jpg

http://www.blizzplanet.com/wp-content/uploads/2013/11/diablo-iii-reaper-of-souls-profile-2.jpg

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Arte e design si uniscono: parte il Salone del Mobile 2014

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Arte e design si uniscono: parte il Salone del Mobile 2014

Prima di tutto mi presento, come è giusto che sia. 
Sono Valentina, ho (quasi) 28 anni e lavoro per una grande azienda di abbigliamento. 
La moda è una mia passione, ma ciò che ha rapito il mio cuore fin dai tempi delle superiori è l'arte, l'arte in tutte le sue forme, ma soprattutto l'arte che si manifesta nel design e nell'arredamento. 
Dopo aver studiato design e arredo presso un'accademia di Milano, ho mantenuto vivo il mio interesse sbizzarrendomi nell'arredare casa mia e quella di amici, perdendomi per ore tra mercatini vintage per scovare "pezzi forti", aggiornandomi attraverso fiere e mostre. 
Proprio per questo ho deciso di scrivere il mio primo articolo su un evento cardine della mia città adottiva, Milano. 


La primavera, quest'anno, ci sta facendo assaporare colori e profumi che non apprezzavamo da tempo e anche Milano si veste di nuovo per rendere ancor più entusiasmante uno degli eventi simbolo della città: Salone e FuoriSalone del Mobile. 
Tutto è in fermento da alcune settimane ormai, cittadini e turisti nostrani e non attendono con trepidazione gli eventi che saranno proposti, soprattutto quelli del FuoriSalone, che permettono di visitare una Milano insolita e ancora più accogliente e ricca di stimoli. 


Le aspettative sono alte poichè per un evento simile l'innovazione deve essere una colonna portante, e una delle novità di cui ho letto e che ho apprezzato maggiormente sarà una sorta di "open day" di dimore private per vedere nella realtà il design, e non solo in negozi e showroom. 


Non meno importanti saranno gli eventi che si snoderanno tra Brera e Via Tortona, i quartieri della città che amo maggiormente in questo periodo dell'anno. 

Un'altra iniziativa proposta per avvicinare un pubblico sempre più ampio all'arte e al design  prevede che durante la settimana del mobile e del design, l'ingresso ai Musei Civici  di Milano è offerto dal Salone. Dall' 8 al 13 aprile i visitatori della fiera, cittadini e turisti possono entrare gratuitamente al Museo del Novecento, Museo Archeologico, Museo di Storia Naturale, Musei del Castello Sforzesco, Palazzo Morando, Acquario Civico, Galleria d'Arte Moderna, Museo del Risorgimento.


Ora non ci resta che aspettare, il countdown può cominciare... 
Save the date: 
8-13 Aprile 2014 


Valentina Poerio

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L’altra faccia dell’Electronic Music

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L’altra faccia dell’Electronic Music

Eccoci ritrovati con il consueto appuntamento mensile. Questa volta non recensirò nessun album in particolare o parlerò di grandi festival Europei, bensì mi sposterò su una piccola realtà che comincia a diffondersi legata ad un genere ben definito di musica che è sulla bocca di tutti, ovvero la Musica Elettronica.

Seppur queste due paroline sembrino descrivere un argomento generico e limitato al fine delle parole stesse, in realtà nascondono un mondo di molteplici sfaccettature e culture, alcune maggiormente visibili alla luce del sole, altre più “underground”.

Infatti rinchiusi dentro una sola categoria esistono decine di generi musicali, definiti come tali in quanto più o meno aiutati nel loro sviluppo da personal computer o altre apparecchiature elettroniche, a volte in sostituzione o a supporto degli strumenti musicali.

In Italia, parlando comunemente di musica elettronica, si descrivono quei “pezzi” che girano nelle discoteche e nei club, ovvero la musica da ballare, oppure quei generi musicali ascoltati da precise categorie di persone che ne fanno anche uno stile di vita.

Limitandoci ad analizzare il panorama europeo, nella maggioranza delle nazioni limitrofe il discorso cambia, in quanto la diffusione della musica elettronica ed in particolare dei generi ballabili citati poc’anzi è molto più a misura d’uomo.

Paesi come Olanda, Germania, Svizzera, Inghilterra hanno visto nascere queste sfaccettature della musica elettronica sin dagli albori, non è strano infatti che intere famiglie ascoltino musica comunemente definita da discoteca e partecipino a feste e manifestazioni a tema.

Seppur in Italia la diffusione di questa “cultura” ha subito rallentamenti e strozzamenti, probabilmente a causa della personalità intrinseca degli italiani, i quali hanno da sempre preferito seguire le proposte “commerciali” delle radio, piuttosto che basarsi su una ricerca del proprio gusto personale, esistono molti “adepti” alla “club culture” di concezione europea.

Un’organizzazione che sta portando avanti un discorso di questo tipo è il Biella Electronic Movement, appunto avente base nella cittadina di Biella, Piemonte.

Lo staff è composto da tre amici e dj, i quali hanno da sempre portato avanti l’innata passione per la musica in genere, nello specifico un amore particolare per i generi elettronici. Quali sono i generi che preferiscono e promuovono? Progressive House, Tech-House, Trance, Progressive Trance, ma anche generi più underground.

Nel dettaglio i tre ragazzi si chiamano Arturo Mazzia, Emanuele Beltrame e Stefano Gilardi , in arte rispettivamente Kross & Fader (il neo duo formatosi da poco con due brani all’attivo) e Dj Gila.  

Unendo le loro forze hanno fondato l’organizzazione e da quasi un anno e mezzo organizzano serate ed eventi sempre all’insegna della loro passione. Molto spesso capita di incontrare difficoltà nella promozione e diffusione di generi musicali poco convenzionali, difficoltà legate alla città di Biella, in quanto geograficamente e socialmente isolata dalle grosse vie di comunicazione e distante da città come Torino o Milano, ma difficoltà anche legate al pubblico che non sempre “digerisce” facilmente generi musicali non proposti per radio e non di massa. [sito ufficiale: www.facebook.com/biella.electronic.movement]

Si parla di pezzi dei loro proprio idoli e della scena Trance ed EDM mondiale, da Armin Van Buuren a Showtek, da Tiesto ad Hardwell e così via.

Sicuramente una serata diversa dalle solite proposte durante il week end nel panorama Biellese ma che comincia a dare i suoi frutti con sempre molta più gente che viene per sentire qualcosa di alternativo e catapultarsi con la mente verso i festival più ambiti del mondo della musica elettronica.

Nonostante le difficoltà e le delusioni che ogni tanto intercorrono, il Biella Electronic Movement continua a proporre le proprie serate ed il proprio sound, nella consapevolezza che diffondere bella musica porti sempre conseguenza positive, sia che si tratti di musica convenzionale che musica elettronica, con un obiettivo che prevale su tutti gli altri in questo momento, ovvero cercare di ampliarsi dal prossimo semestre in Club dedicati e zone con tante persone pronte a divertirsi con il suo sound.

 

Emanuele Beltrame

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