Da qualche anno mi sono appassionata alle serie televisive. 

Adatte ad un pubblico sempre più “mordi e fuggi”, le serie tv stanno vivendo un periodo molto positivo. Da amante di un certo tipo di cinema, sono attratta da quelle serie che non si limitano a sfornare episodi senza pensare alla qualità, ma che in qualche modo tentano di ricreare sul piccolo schermo la magia del cinema. 

Da adolescente ero presissima da Friends, poi sono passata a Desperate Housewives, ma è con Lost che sono entrata nel vortice della serialità televisiva. L'ho snobbato per anni, ma appena mi sono sbagliata a vedere la prima puntata, sono corsa a comprare tutti e sei le stagioni.

Questo perchè Lost utilizza strategie molto efficaci per “agganciare” lo spettatore: ogni puntata si chiude con un cliffhanger  (letteralmente “rimasto appeso ad un precipizio”), ovvero una brusca interruzione in corrispondenza di un colpo di scena o di un momento di forte suspence. Un'altra novità introdotta da Lost sono i flash che permettono di approndire le storie dei vari personaggi: non solamente flashback, ma anche flashforward (anticipazione di un evento successivo al tempo della narrazione) e addirittura flash sideways (mostrare due realtà parallele). Non sono tra i fan del finale di Lost, ma devo comunque ammettere che, nonostante gli enigmi irrisolti, è una serie ben fatta che merita di essere vista. Considerata una delle serie tv statunitensi di maggiore successo, insieme a Desperate Housewives e a Grey's Anatomy, la serie ideata da J. J. Abrams è anche una delle produzioni più costose nella storia della televisione.

Seguo fin dall'inizio The big bang theory, splendida sitcom su un gruppo di nerd fisici (lo confesso, il mio preferito è Howard Wolowitz) che ha retto benissimo per cinque stagioni, perdendo purtroppo colpi nelle successive (attualmente è in corso la settima).

Anche se sono la prima ad essere affezionata ai personaggi (essendo fidanzata con un fisico, mi sono sentita molto spesso la Penny della situazione), penso sia meglio chiudere la serie prima di esaurire completamente le idee... 

 

Non posso non parlare di The Walking Dead, che ha riportato in auge il tema zombie, ispirandosi liberamente all'omonima serie a fumetti: la puntata pilota, diretta da Frank Darabont, mi ha davvero esaltato, e la prima stagione ha completamente catturato la mia attenzione.

Purtroppo, nelle stagioni successive il mio interesse è calato progressivamente: i personaggi sono diventati noiosi o insopportabili, la trama ha perso ritmo e spesso anche filo logico. Se amate il genere zombie, vi consiglio due miniserie decisamente più inquietanti: In the flesh e Dead set, quest'ultima ambientata all'interno della casa del Grande Fratello! 

Anch'io sono entrata nel giro di Game of Thrones, che ha il grande merito di avermi fatto apprezzare il fantasy, genere che non amo particolarmente. Trasposizione del ciclo di romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin, la serie è basata sul tema senza età della conquista del potere, e forse a questo è dovuta parte del suo successo.

Il compiacimento nel mostrare scene di sesso e corpi nudi ha sicuramente giovato alla fidelizzazione degli spettatori più curiosi, ma la qualità della serie  si misura su altro, a partire dall'ottima scelta del cast, fino alla cura maniacale di ogni particolare nella scenografia e nei costumi, alla scelta delle meravigliose locations (le scene sono state girate tra l'Irlanda del Nord, la Scozia e Malta), oltre alla famosissima sigla d'apertura, che mostra i diversi luoghi che verranno mostrati nella puntata in corso, come una virtual map animata. I fan della serie sono in fibrillazione per l'inizio imminente della quarta stagione, previsto per il 6 aprile.

Scoperta per caso in un pomeriggio di noia, Breaking Bad è la serie tv che ho amato di più in assoluto e che consiglio a gran voce a chiunque, a costo di rendermi insopportabile. Walter White (interpretato da un magnifico Bryan Cranston) è un professore di chimica la cui esistenza viene sconvolta dalla diagnosi di un cancro terminale, e che decide di assicurare un futuro alla sua famiglia cominciando a produrre metanfetamina “di qualità” con l'aiuto del suo ex allievo Jesse Pinkman (interpretato dalla rivelazione Aaron Paul).

L'idea del suo creatore, Vince Gilligan, era quella di realizzare una serie in cui il protagonista diventasse  l'antagonista: “Vogliamo che le persone si domandino per chi fare il tifo, e perché”. Da qui la scelta dell'espressione breaking bad, letteralmente “allontanarsi dalla retta via”.

Il tema della colpa è centrale: ogni azione ha una conseguenza, una reazione, come in chimica appunto. La cosa difficile, se non impossibile, è attribuire quelle colpe: fino a dove c'entra Walt e dove invece c'è lo zampino del Fato?

La serie è stata letteralmente sommersa da premi e riconoscimenti (tra cui dieci Emmy Award, cinque Satellite Award, nove Saturn Award, due Golden Globe): il fatto è che, oltre a creare dipendenza (vi sfido a guardare un solo episodio per volta e a non finire le stagioni come fossero pop corn), offre una qualità che raramente troviamo in un prodotto televisivo. 

Nulla è lasciato al caso, come nei migliori film: dall'ottima trama, alla caratterizzazione dei personaggi (mai banali), ai dialoghi (eccellenti), ai numerosi colpi di scena (imprevedibili anche per lo spettatore più attento, e comunque coerenti all'interno della storia), all'originale colonna sonora. Non è una serie volgare (e scusate se è poco), riesce a far sorridere, piangere, riflettere e anche a raccapricciare durante le numerose scene pulp. 

Come nei migliori film, appunto: e Breaking Bad potrebbe essere davvero visto come un lungo film, il cui finale rivela notevole equilibrio e coerenza da parte dei suoi creatori. 

Ho amato questa serie dalla prima all'ultima inquadratura, e invidio chi deve ancora iniziarla, perchè ha davanti a sé cinque stagioni che cambieranno la sua percezione nei confronti delle serie tv. Assolutamente imperdibile.

In piena astinenza da Breaking Bad, ho ultimamente scoperto tre serie tv, interessanti per differenti motivi: la prima è l'irriverente Shameless, incentrata sulle vicende di una famiglia disastrata (è dissacrante, volgare ed estrema, ma regala uno sguardo interessante su una famiglia americana “alternativa”, lontana anni luce da quelle a cui ci ha abituato il piccolo schermo). E' attualmente in corso la quarta stagione.

La seconda è Orange is the new black, prima serie tv prodotta da Netflix, ambientata in un carcere femminile dove Piper Chapman sta scontando la pena  per aver aiutato la sua ex amante in traffici illeciti. La seconda stagione verrà trasmessa dal 6 giugno prossimo, e sono curiosa di scoprire se sarà interessante come la prima: pur non essendo assolutamente perfetta, riesce a dare l'idea del contrasto tra chi è dentro e chi è fuori, riuscendo a fidelizzare lo spettatore fin dai primi episodi.

L'ultima in ordine di scoperta è invece Homeland, che ho appena iniziato ma che mi sembra abbia un buonissimo potenziale (la sigla iniziale è tra le più interessanti viste finora). Ispirata alla serie israeliana Hatufim, è incentrata su di una agente della CIA convinta che il sergente Brody, ex prigioniero di guerra di Al-Qaida, possa mettere a rischio la sicurezza del Paese.

Il mondo della serialità è in continua espansione ed evoluzione (vedi il fenomeno delle web series, tra le quali si nascondono veri gioiellini), e sono sempre più numerosi gli esempi di qualità. La televisione può quindi essere un mezzo per elevare le aspettative del pubblico e soddisfare la fame di prodotti di qualità? Io credo di sì.

 

Valentina D’Amelio

 

Crediti

Lost: http://www.tvblog.it/post/25479/lost-un-anno-dopo-che-fine-hanno-fatto-i-protagonisti

The Big Bang Theory: http://www.badtv.it/2013/09/the-big-bang-theory-7-la-situazione-sentimentale-delle-coppie-protagoniste/

The Walking Dead: http://wall.alphacoders.com/by_sub_category.php?id=146203

Game of Thrones: http://www.reelgood.com.au/awesome-videos-game-of-thrones-circa-1995/ 

Breaking Bad: http://www.movieplayer.it/serietv/news/breaking-bad-peter-gould-e-vince-gilligan-sul-finale-record_26604/

Shameless: http://www.seriangolo.it/2013/01/24/shameless-us-3x01-el-gran-canon-3x02-the-american-dream/ 

Orange is the new black: http://www.readthehorn.com/lifestyle/home_videos/81137/streaming_spotlight_orange_is_the_new_black 

Homeland: http://blogs.independent.co.uk/2012/10/28/review-of-homeland-new-car-smell/ 

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