Come anticipato nel secondo numero parleremo di Refashioning.


Per chi non avesse mai sentito questa parola e si stesse chiedendo che cosa sia il refashioning, ebbene il nome corretto è Wardrobe Refashioning: si tratta di dare nuova vita a capi d’abbigliamento che non vengono più usati, in parte magari rovinati  o semplicemente delle stagioni passate. Ormai viene considerata un’arte, poiché basta un po’ di ingegno, di creatività e sicuramente un goccio di gusto estetico!!


Questo nuovo fenomeno nasce nei paesi anglosassoni e viene poi associato al baratto, il cosiddetto swapping, grazie alla catena israeliana ‘Swap-O-Rama-Rama’ dove si possono scambiare vestiti e accessori. Parlando del nostro Paese, invece, possiamo fare riferimento all’Atelier del Riciclo di Milano, punto di riferimento per il refashioning, l’eco-trend e lo swapping. Anche a Biella esiste una giovanissima realtà come questa, grazie a Hobo, dove si può barattare e trovare abiti vintage di tutto rispetto: chi fosse interessato può andare a cercarlo su facebook come Hobo On & Offline Shop.

La filosofia su cui si fonda il Refashioning è il riuso e il non spreco, che viene in aiuto al periodo di crisi economica, ma si sa che proprio nelle situazioni più impegnative si può dar vita a grandi idee, poiché siamo sospinti da un forte senso di sopravvivenza, da qui poi possono nascere appunto le mode.


Per chi non fosse ancora convinto che oramai il refashioning sia una cosa utile e di moda, poiché il riutilizzo di abiti vecchi è sempre stato visto come una declassificazione delle persone che li indossano, sinonimo di povertà, vi porto un esempio che potrebbe far vedere questo fenomeno da un nuovo punto di vista.


Ad un’edizione della notte degli Oscar di Los Angeles la moglie di Colin Firth, vincitore della statuetta come miglior attore, indossò un abito riciclato, un insieme di 3 abiti lo componevano, ed ecco come anche il refashioning è approdato sul red carpet, emblema del glamour!


Dalla mia personale esperienza posso dire che potremmo seguire delle linee guida per far sì che l’abito trasformato non risulti poi insignificante ovvero: utilizzare capi d’abbigliamento il cui tessuto non sia logoro, usurato, inoltre che la stoffa non stinga durante il lavaggio!


Per chi avesse voglia di provare a sbizzarrire la sua fantasia, su youtube si trovano tanti divertenti video di riciclo e riutilizzo degli abiti: potrete dare così un contributo al vostro portafoglio  e al pianeta!!

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