C’era una volta una pista da ballo, non troppo grande, con qualche divanetto disposto sul perimetro, un bar , 2 se il locale era abbastanza grande, e una consolle rialzata dalla quale il dj dominava sugli ospiti ed era il re della serata. Quell’odore di underground miscelato al profumo di fragola dei cocktail che si respirava una volta entrati e la nebbia artificiale delle macchine del fumo per dare un effetto riempi pista e perdersi all’interno ,creavano un atmosfera che si respirava soltanto una volta a settimana: il sabato sera. Gli artisti o Dj nel tempo hanno avuto grandi trasformazioni, sia a livello di attrezzatura che di location. Basta tornare indietro nel tempo di dieci anni per vedere i cambiamenti. La figura del disc jockey arrivava in discoteca con una borsa a tracolla, se non addirittura un trolley dal peso inimmaginabile; accendeva solitamente i due giradischi del locale ed estraeva dalla citata borsa una quantità ristretta di vinili che bastavano per coprire tutta la serata. Dal vinile si è passato dunque al cd che, sicuramente, ha giovato alla schiena di molti artisti. Il tempo pian piano è corso veloce e la tecnologia non è rimasta a guardare. L’introduzione dell’MP3 ha permesso al dj di presentarsi direttamente al locale con migliaia di brani contenuti in un'unica chiavetta USB da inserire non più nell’obsoleto giradischi ma in perfetti lettori cd digitali capaci di fare di tutto e di più. Se guardiamo il lato tecnico ce ne sarebbero ancora tante di innovazioni , ma proviamo un attimo a concentrarci sul lato della “location” o , per i comuni mortali, sul luogo dell’evento.

Siamo passati dal locale di periferia a migliaia di metri quadrati collocati in complessi fieristici o in intere vallate allestite per l’occasione; basti pensare al Tomorrowland che si tiene ogni anno in Belgio, più precisamente nella località di Boom. Ecco allora che possiamo citare i tanto rinomati festival come il Monegros, Dance Valley, Street Parade, Defqon1, Trance Energy, Tomorroworld e tanti tanti altri, musicalmente diversi ma uniti da un’unica grande  passione: La musica.

Per cui dopo essermi divulgato anche fin troppo su questo prologo, parlando nostalgicamente dei tempi passati, posso concentrarmi su un evento in particolare e spiegarvi il perché di tale scelta.

Sto parlando dell’ASOT , ovvero dell’A State of Trance. Cominciamo con calma a spiegare in cosa consiste e di come sarebbe nato. Dall’idea del dj e produttore Armin Van Buuren (5 volte Dj Numero 1 al mondo secondo Dj Mag), l’ASOT è una trasmissione radiofonica settimanale di musica Trance and progressive trasmessa per la prima volta nel 2001 arrivando ad essere mandata in onda oggi in più di 40 paesi e con un ascolto medio di 30 milioni di persone. Da questo gran successo radiofonico, Armin decide di creare ,oltre alle consuete serate da artista, un evento dedicato per riunire fans di tutto il mondo.

Nel 2011 sono state svolte le celebrazioni per il 500o episodio di A State Of Trance che si sono svolte durante 5 settimane, tra 5 diverse città: Johannesburg, Miami, Buenos Aires, Den Bosch e
Sydney. Inoltre l'evento a Den Bosch è stato il più grande evento Trance mondiale.
Armin Van Buuren, olandese di nascita, è sicuramente uno dei dj sulla cresta dell’onda nel panorama mondiale di musica elettronica e detiene il primato di Dj ad avere vinto per ben 5 volte il titolo di Dj Numero 1 al mondo (dal 2007 al 2010 e 2012) più innumerevoli premi. Sebbene quest’anno si sia classificato soltanto 2° alle spalle del collega Hardwell, Armin ha continuato a portare avanti il discorso ASOT giungendo alla 650° edizione.

Ammetto che vi sto scrivendo questo articolo con qualche lacrimuccia che scende sul viso, sia perché sono fan di tale artista che per me ha avuto un influenza molto positiva sulla mia “carriera” da dj , sia perché sono tornato da pochi giorni dall’ASOT 650 svoltosi ad Utrecht.

Ebbene si, ero presente a tale evento (come al 450 a Bratislava e al 600 a Den Bosch) e ho ancora in mente ogni singolo istante di quella serata.
Munito di biglietto deluxe ho affrontato il dancefloor dalle ore 20 del sabato fino alle ore 5.30 della domenica seguente, sentendo le mie gambe chiedere pietà.

Credetemi se vi dico che ho perso il conto degli artisti distribuiti in quattro sale differenti capaci di ospitare circa trentamila persone.
Ragazzi venuti da ogni angolo d’Europa e anche d’oltreoceano, ragazze con bandiere della propria nazionalità legate in vita, i più assurdi costumi, coppie di anziani e famiglie, tutti presenti per festeggiare il 650° episodio di una trasmissione radiofonica che ha fatto sognare, emozionare e ballare milioni di persone. Se non è amore per la musica questo. Come dicevamo poco fa la piccola discoteca non è più in grado di trasmettere quelle emozioni che può trasmettere un grande evento così, o almeno per me. Colpa sicuramente delle troppi leggi, dei gestori e dei clienti che pretendono la solita solfa ogni settimana ma che poi  emigrano per cercare emozioni forti...bah.

Ed ecco che anch’io allora prendo uno zaino e scappo via per qualche giorno in terra straniera, alla ricerca di qualcosa che mi trasmetta sicurezza e serenità. Per quelle poche ore bombardato da migliaia di watt di casse acustiche e di effetti luci io sono libero e la mia mente si svuota completamente.
Invito tutti quanti almeno una volta a provare un evento di tale importanza; non deve essere per forza l’ A State Of Trance ma quello che di più si avvicina ai vostri generi musicali (parlando sempre in ambito di Club e non di concerti) e vedrete che poi qualcosa cambierà nella vostra vita.

 

.....tu chiamale se vuoi , Emozioni !

 

Emanuele Beltrame

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