Spesso in questa nostra piccola rubrica ci siamo occupati di artisti grandi o mastodontici del recente passato, delle loro opere, della loro visione; oggi invece voglio farvi conoscere uno dei più brillanti e geniali fotografi contemporanei, il talentuoso Benjamin Von Wong.

Benjamin, classe 1986, nasce in Canada da immigrati malesiani trasferitisi nel freddo nord e li vive e lavora fino al conseguimento della Laurea in Ingegneria conseguita presso la McGill University. Dopo l'esperienza accademica inizia a dedicarsi al mondo del lavoro nel suo settore ma presto lo abbandona in favore della sua passione fotografica.

Dopo aver collaborato con Nikon diventa ambasciatore per Wacom, Fujifilm e Broncolor ed elabora la spettacolare campagna di marketing per il Huawei P8 (con fotocamera co-ingegnerizzata da Leica).

Ma è con i suoi progetti personale che Benjamin da il meglio di se e la sua visione hyper realistica prende il sopravvento, fondendo persone a situazioni potenzialmente possibili.

Qui sotto possiamo osservare alcuni scatti molto recenti e pensati come critica alle politiche di sfruttamento del territorio di Donald Trump.

I paesaggi metallici e rugginasi, i costumi e le atmosfere richiamano Mad Max ovviamente e vuole essere una denuncia sociale verso i temi dello sfruttamento delle risorse in favore del dio denaro.

Qui di seguito potete osservare (spero a bocca aperta come il sottoscritto) il lavoro svolto sempre contro il cambiamento climatico. Questo progetto ha dell'incredibile: per realizzarlo Von Wong e la sua crew di filmaker, modelli, ecc ha attraversato parte del Colorado, Wyoming, South Dakota, Montana, Nebraska, e North Dakota a caccia di tempeste estive.

Il contrasto che si viene a creare tra le persone, immerse nelle loro faccende quotidiane, e la natura che si ribella alle loro spalle è potente, creando una tensione che sembra uscire dalla fotografia per gridarci in faccia quanto poco ci occupiamo di salvare l'unico pianeta che abbiamo.

Quello che segue è uno dei progetti più belli ed artistici, dove la volontà di stupire va oltre i confini della normale fotografia.

Wong ha portato tutta la sua troupe sul fondo del mare, con torce e faretti, bombole e respiratori, per creare queste incredili immagini, che vi assicuro sono meno ritoccate di quel che sembrano. I modelli sono stati letteralmente portati sul fondo dell'oceano e potevano respirare con una bombola fino al momento dello scatto.

Il risultato di questo lampo creativo è una serie di immagini che richiamano quasi i pittori dell'alto rinascimento, con colori delicati e forme morbide, unite alla magia surreale quasi di un'opera fantasy moderna.

Tra un'esperimento e l'altro Benjamin porta avanti le sue campagne per un mondo più pulito e migliore, questa volta scagliandosi contro l'inquinamento degli oceani.

Il messaggio simbolico è chiaro: il mare ormai è fatto di plastica e minaccia la vita.

L'artista per questa serie di scatti ha utilizzato 10.000 bottiglie di plastica recuperate per creare un "mare" fittizzio ed animarlo a suo piacimento creando archi e vortici che credo possano essere stati ispirati dal maestro Van Gogh.

Infine vi mostro l'ultimissima fatica di Benjamin, un progetto dedicato alla festa della mamma, che ha visto l'artista andare in Australia con la sua troupe per realizzare una serie di scatti molto emozionanti.

Sarah-Jane, la protagonista assieme al figlio negli scatti, è rimasta paralizzata durante un'operazione e non potendo più accompagnare il figlio in avventure fantastiche, è stata aiutata da Von Wong, con questi scatti al limite tra sogno e realtà, a rendere possibile ancora una volta il desiderio della donna di far vivere grandi esperienze al figlio.

Qui mi devo interrompere o parlerei di Benjamin Von Wong per giorni, ma se questo artista vi ha colpito vi consiglio di dare un'occhiata al sito (indirizzo in calce all'articolo) e di seguire il suo canale youtube, nella quale carica backstage, idee o mille altre cose.

Buona luce!

Mattia Corbetta

CREDITS:

http://www.vonwong.com/

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