#37 Spring Renaissance

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#37 Spring Renaissance

La rinascita, la riscoperta, la vita che risorge dalle ceneri del freddo.

Ogni anno la sensazione della primavera che torna a scaldarci la terra ed il cuore mi lascia sempre una sensazione di gioia e di speranza e che, nonostante tutto, ogni cosa si supera.

Ma la primavera non porta solamente la rinascita della natura ma anche il risveglio dei sensi, la voglia di uscire, la curiosità. Come occupare quindi il tempo libero se non correndo e giocando in un bel  prato, visitando mostre, facendo un viaggio o cucinare qualcosa di nuovo ed inaspettato per poi gustarlo magari in un picnic.

Ogni nostra piccola azione determina il nostro umore e bisogna porsi verso la vita in modo positivo in modo che, da ogni cosa anche piccola, riusciamo a vederne solo il meglio, il bicchiere mezzo pieno.

Io vi auguro una gioiosa e solare primavera, fuori, nella natura e a scoprire il mondo.

Mattia Corbetta

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Viaggio a Un'Goro

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Viaggio a Un'Goro

Back to Dinosaurs!

 

Eccociiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii qui di nuovo per un'altra avventura nel mondo dei NERD, e questo mese vi voglio parlare della nuova espansione di HearthStone, ovvero Viaggio a Un'Goro!

 

Sono rientrato nel tunnel grazie ad una amica che a forza di sfide e sfide ha riacceso in me la passione per questo gioco di carte, e insieme alla passione anche i motivi per cui avevo smesso di giocare competitivo, ovvero il fattore casuale davvero troppo dominante nelle partite.

Passiamo all'analisi di Un'Goro:

il tema dell'espansione sono i dinosauri, gli esploratori e i viaggi in questo cratere primordiale del mondo di Azeroth, e ha portato una ventata di freschezza in uno standard ormai stantio e dominato da Reno Jackson nelle sue differenti varianti control.

Abbiamo 3 nuove meccaniche: le missioni, la meccanica di adattamento e gli elementali, ognuno porta a un suo mazzo specifico.

MISSIONI

Le missioni sono la grande prima novità dell'espansione, sono delle magie leggendarie ( mai successo prima ) che in seguito alla soddifazione di determinata richieste, danno un premio; costano tutte 1 mana e sono sempre disponibili in primo mano all'inizio della partita, possono essere mulligate via , ma sarebbe una mossa decisamente folle.

Al momento quella più forte sembra essere quella del Guerriero, che trasforma il potere eroe in un Ragnaros immortale, ovvero a 2 mana possiamo sparare 8 danni a un bersaglio casuale, mentre anche quella del mago è molto usata nei mazzi Exodia, ovvero fa giocare un turno extra, meccanica mai vista in HearthStone ma di ben lunga data in Magic.

ADATTAMENTO

Questa è l'altra nuova meccanica, consiste nel potenziare un servitore da una rosa di 9 possibili potenziamenti, ce ne escono 3 tra cui scegliere, e possono essere scudo divino, provocazione, +1/+1, +3 attacco o salute, velenoso ect etc.

Certi minion richiedono determinate condizioni per adattarsi, come controllare una bestia o avere altri 2 servitori, mentre certi altri non si adattano loro ma adattano gli altri tuoi servitori, siano essi Murloc o altri.

ELEMENTALI

Altra grande novità, l'inserimento della meccanica degli elementali, che ha gia dato vita a un buon numero di mazzi midrange tra cui spicca lo Shaman; sostanzialmente se abbiamo giocato un elementale nel turno precedente, quello giocato in questo turno attiva un suo effetto particolare, che possono essere danni piuttosto che bonus alle statistiche del minion.

Questa nuova espansione è stata indicata come la migliore mai uscita finora, e in effetti il metagame non è mia stato così variopinto anche se al momento i mazzi dominanti sembrano essere Taunt Warrior e Quest Rogue, a seguire Elemental Shaman e il Priest nelle sue più diverse forme, oltre al sopracitato Exodia Mage.

Sayonara

Lorenzo Ferrari

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The story of Easter Eggs

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The story of Easter Eggs

Ciao Forgini!!!!!

Eccoci al nostro consueto appuntamento mensile!

Non importa quanto siamo diventati "grandi" ma c'é una cosa che a Pasqua non può assolutamente mancare... non importa se fondente, al latte o della Kinder l'uovo di cioccolato ci DEVE ESSERE!!!

Sapete le origini di questa tradizione?! Ve le raccontiamo noi!

L'uovo rappresenta la Pasqua nel mondo intero: c'è quello dipinto, intagliato, di cioccolato, di terracotta e di carta pesta. Ma mentre le uova di cartone o di cioccolato sono di origine recente, quelle vere, colorate o dorate hanno un'origine radicata nel lontano passato, scopriamola insieme.

Le uova hanno origini molto antiche che si rifanno a riti legati all'inizio del periodo primaverile visto come rinnovamento e rinascita della natura e quindi legato alla fecondità. Forse per la loro forma hanno sempre rivestito un ruolo unico, quello del simbolo della vita in sé, ma anche del mistero, quasi della sacralità. Già al tempo del paganesimo in alcune credenze, il Cielo e la Terra erano ritenuti due metà dello stesso uovo, e le uova erano il simbolo del ritorno della vita. Gli uccelli che si preparavano il nido e lo utilizzavano per le uova indicavano la fine dell'inverno e l'inizio della primavera.

I Persiani, i Greci, ed i Cinesi se li scambiavano come dono per le feste Primaverili, così come nell'antico Egitto le uova decorate erano scambiate all'equinozio di primavera, data di inizio del "nuovo anno", quando ancora l'anno si basava sul susseguirsi delle stagioni.

L'uovo era visto come simbolo di fertilità e quasi magia, a causa dell'allora inspiegabile nascita di un essere vivente da un oggetto così particolare. 
Le uova venivano pertanto considerate oggetti dai poteri speciali, ed erano interrate sotto le fondamenta degli edifici per tenere lontano il male, portate in grembo dalle donne in stato interessante per scoprire il sesso del nascituro e le spose vi passavano sopra prima di entrare nella loro nuova casa.

Le uova, associate alla primavera per secoli, con l'avvento del Cristianesimo divennero simbolo della rinascita non della natura ma dell'uomo stesso, della resurrezione del Cristo: come un pulcino esce dell'uovo, oggetto a prima vista inerte, Cristo uscì vivo dalla sua tomba. 

Nella simbologia, le uova colorate con colori brillanti rappresentano i colori della primavera e la luce del sole. 

Nella tradizione greco-ortodossa e balcanica da secoli l'uovo di gallina, cucinato sodo, durante il giovedì santo giorno dell'Ultima Cena viene colorato (tradizionalmente di rosso simbolo della Passione: sangue di Cristo, ma anche di diversi colori) e consumato prima del tradizionale pranzo di Pasqua. Ognuno sceglie il proprio uovo e ingaggia una gara (τσούγκρισμα) con i commensali, scontrandone le estremità, fino ad eleggere l'uovo più resistente. Questo viene considerato di buon augurio. 


L'usanza di donare uova decorate con elementi preziosi va molto indietro nel tempo e già nei libri contabili di Edoardo I di Inghilterra risulta segnata una spesa per 450 uova rivestite d'oro e decorate da donare come regalo di Pasqua. 
Ma le uova più famose furono indubbiamente quelle di un maestro orafo, Peter Carl Fabergé, che nel 1883 ricevette dallo zar Alessandro, la commissione per la creazione di un dono speciale per la zarina Maria. 
Il primo Fabergé fu un uovo di platino smaltato bianco che si apriva per rivelare un uovo d'oro che a sua volta contenva un piccolo pulcino d'oro ed una miniatura della corona imperiale. 
Gli zar ne furono così entusiasti che ordinarono a Fabergé di preparare tutta una serie di uova da donare tutti gli anni.

 

Ma il nostro amato Uovo di Cioccolato???

 

Sembra che le prime siano state realizzate ai tempi del Re Sole, Luigi XIV.

I primi esemplari sembrano non fossero vuoti come gli attuali, ma completamente ricolmi. François Louis Cailler fondò nel 1819 a Vevey il primo stabilimento svizzero per la produzione di cioccolato dove, grazie a un particolare macchinario, il cacao veniva trasformato in pasta manipolabile. La sua cioccolata fu la prima a essere commercializzata in forma di tavolette.

L’avvio della produzione in serie di uova di cioccolato di John Cadbury è datata 1875.

Se fino a qualche decennio fa la preparazione delle classiche uova di cioccolato era per lo più affidato per via artigianale ai maestri del cioccolato oggi l'uovo di Pasqua è un prodotto diffuso soprattutto in chiave commerciale con la produzione di massa di uova con grafica e sorpresa dedicate ad un cartone animato, un film, una squadra di calcio o mode del momento.

 

Altro simbolo della Pasqua è senza dubbio il coniglio di Pasqua, che ha origine nei miti dell’Europa occidentale. La parola inglese Pasqua : Easter, deriva da un’antica divinità nordica, Eostre, la Venere dei popoli del nord.
Le antiche tradizioni collegano questa dea a miti legati alla primavera, al cui centro vi è l’idea di un sacrificio a cui succede una rinascita. 
Per il culto dei celti, quindi, questa dea era legata all’avvento della primavera e alla fertilità dei campi, tanto che chiamavano l’equinozio di primavera: “Eostur-Monath” e successivamente “Ostara”. Alla dea Eostre era devota la lepre (spesso la dea era raffigurata con testa di lepre), perché animale sacro simbolo anch’esso di fertilità e di vita, grazie alla sua spiccata propensione alla prolificazione. La lepre che accompagnava Eostre, deponeva l’uovo della nuova vita per proclamare la rinascita del nuovo anno e ora è diventata la nota icona del coniglio di Pasqua che porta in dono le uova, altro simbolo di fertilità e di vita. 
Secondo le cronache furono i tedeschi i primi a diffondere l’usanza di preparare dolci e biscotti a forma di coniglietto ai primi dell’1800, ma soprattutto furono gli immigrati tedeschi e olandesi a portare la tradizione del coniglio pasquale oltreoceano, nelle americhe, dove tutt’ora in occasione della Pasqua l’Easter Bunny porta uova colorate ai bambini che sono stati bravi, però, essendo un po’ dispettoso, le nasconde tra le piante e i cespugli dei giardini. 

p.s. Avete presente il film "Le 5 Leggende" ?!?

In Inghilterra, si fanno rotolare uova sode per la strada finché il guscio non sia completamente rotto.
La tradizione di nascondere le uova nei giardini in Italia è diffusa soprattutto in Alto Adige, dove i bambini aspettano tutto l’anno il momento della ricerca delle uova di Pasqua.

Al prossimo mese amici!

Anna & Geo

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ACCIDENTALLY IN WORDS

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ACCIDENTALLY IN WORDS

Priorità.. ecco su cosa dovremmo focalizzarci ogni giorno!

Sarebbe opportuno che tutti noi ci fermassimo un momento e riflettessimo su ciò che realmente conta nelle nostre vite. I cambiamenti possono accadere all'improvviso e non sempre sono positivi. Se diamo tutto per scontato, se inconsciamente ci aspettiamo che tutte le persone a noi care siano sempre lì per noi, prima o poi potremmo ricevere brutte sorprese. Non dovremmo mai assumere nulla, al contrario, dovremmo impegnarci per tenere vive le relazioni importanti e dedicare il nostro tempo alle persone a cui vogliamo bene. Ho già espresso questo concetto il mese scorso, non possiamo sempre aspettare che siano gli altri a cercarci. La vita, purtroppo, è più breve e fragile di ciò che pensiamo e il concetto del "carpe diem" dovrebbe essere preso in considerazione più seriamente. Fermiamoci un attimo e pensiamo a cosa e chi davvero conta nella nostra esistenza! Chi sono quelle persone che fanno la differenza, quelle persone che occupano un posto fondamentale nel nostro cuore e per cui vale la pena lottare? Se focalizziamo la nostra attenzione su questo, sicuramente dovremo anche riconsiderare le nostre abitudini. Impegnarsi per ritagliare momenti speciali in compagnia dei nostri cari e dei nostri amici, creare ricordi indimenticabili da conservare nella nostra memoria. Questo è ciò che conta per me. Non avete idea di quanto mi manchi la compagnia dei miei amici e il conforto dei miei genitori. Come al solito, fino a che non si prova sulla propria pelle, non ci si rende davvero conto di quanto importante sia il ruolo di certe persone. La vita è breve, dicevano. E avevano ragione. Non c'è tempo da perdere dietro a cose futili, bisogna rivalutare le proprie priorità e agire di conseguenza, cercando di dimostrare ogni giorno ai nostri cari quanto li amiamo. Parlo in generale, ovviamente, e sono io la prima che dovrebbe rianalizzare la propria esistenza. Ha davvero senso preoccuparsi per gente che non si fa alcuno scrupolo riguardo a noi oppure diventare matti per un lavoro che tanto non ci riserverà alcun futuro?! Dovrei decisamente farmi un esame di coscienza e riprendere in mano le redini della mia vita. Il progetto è lì nel cassetto e spero con tutto il cuore che presto ci sia una svolta decisiva.. 

Inoltre penso sia fondamentale insegnare ai bambini questo concetto, far capire loro che nulla è dovuto e che bisogna lottare per meritarsi le cose. Ogni giorno mi rendo conto che i bambini si aspettano che tutti corrano e siano lì pronti a preparare ogni cosa e preoccuparsi di tutto.  Che amarezza.. La vita reale non è certo questa. Nessuno si preoccuperà mai per noi nel mondo reale, quindi meglio che i bambini aprano gli occhi e imparino a meritarsi di più le attenzioni di chi gli sta intorno. Anche perché quelle persone che s fanno in quattro per loro un giorno potrebbero semplicemente stufarsi e decidere di andarsene. Alla fine è un diritto di tutti riorganizzare la propria vita e rivalutare le proprie priorità.   

By the way, cari lettori, spero di avervi messo un'utile pulce nell'orecchio e che tutti voi dedichiate almeno un minuto a considerare gli aspetti importanti della vostra vita. Focalizzatevi su tutto quello per cui vale la pena lottare, concentratevi sui vostri obiettivi e dedicate il vostro tempo a famiglia e amici. E come ci insegnò Orazio "cogliete l'attimo". 

Qualcuno ci ha dato la vita e quel qualcuno misterioso può riprendersela quando meno ce lo aspettiamo.. Personalmente non credo molto in una seconda chance nell'aldilà, quindi cercherò di godermi al meglio questo primo step, just in case.. 

Silvia SISSY Castello 

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WEDDING AND SHAPES!!!

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WEDDING AND SHAPES!!!

Eccoci qui per il nuovo articolo di forge of talents di Aprile inerente al mondo moda!

E’ ormai primavera inoltrata e questa è la stagione nella quale si risvegliano tutti i sentimenti lasciaiti in letargo per l’inverno. I fiori cominciano a sbocciare e gli alberi, pieni di colore, danno vita ai nostri viali riattivando i nostri sensi sopiti e dandoci una sensazione di rinascita. Tutto è pieno di vita e il sole ci sveglia il mattino filtrando dalle finestre e accarezzandoci dolcemente per accompagnarci fino a fine giornata.

Scusate se mi sono lasciata andare in questo preambolo di emozioni e felicità che volevo condividere ma aveva uno scopo ben preciso! Niente più di questo è di ispirazione per un’artista! Si vede arte ovunque nella natura e in tutte le stagioni ma... beh la primavera è un’altra cosa! I giardini si vestono di colori di ogni tipo, si profumano del delicato odore delle peonie,  Il glicine si arrampica su archi e pareti e scivola sopra le nostre testa ... Tutto è vestito di natura e questo non può che rendermi ispirata ed entusiasta della vita!  

Questa è anche la stagione più gettonata per i matrimoni e , in quello che resterà uno dei giorni più importanti della nostra vita, spetta a stiliste e sarte l’arduo compito di trovare la giusta armonia tra vestito e persona rispettando gusti, temi, sogni , aspettative e caratteri! Si, caratteri! Perchè il lavoro dello stilista richiede, sempre più sovente, di dover entrare nella mente della persona che si ha davanti per capirne le debolezze, le incertezze , le paure e arrivare a scioglierne i nodi per sviluppare , come un pittore fa con la sua tela, la perfetta unione che dia valore a a tutte le caratteristiche personali.

Le richieste sono sempre delle più disparate e i modelli non sono mai gli stessi , possiamo però provare a racchiuderli tutti in quattro grandi categorie che poi ognuno andrà a personalizzare secondo le proprie preferenze:

1.       Linea ad A e stile principessa:

Per chi ha un fisico con spalle strette e fianchi larghi, questi sono i modelli maggiormente consigliati in quanto il punto mettono in risalto la vita e, la gonna, allargandosi e scendendo a campana nasconde le forme in eccesso.

 

2.       Stile impero :

Lo stile impero è quello maggiormente indicato per chi ha un fisico detto “ a mela “ ovvero le tre circonferenze seno – vita – bacino sono simili se non uguali. Questa tipologia di abito ha la caratteristica di avere la vita molto alta ( appena sotto il seno ) ed è spesso abbinato ad una scollatura importante, in modo tale da risaltare le forme del seno stesso.

 

3.       A sirena :

L’abito che preferisco in questo periodo! Consigliato per chi ha un fisico con spalle larghe e vita stretta. Si tratta di un abito dalla linea pulita con uno scollo che non può essere troppo ampio per non dare ulteriore evidenza alla sproporzione fisica. Per l’abito a sirena sono sconsigliate le maniche perchè fanno perdere leggerezza alle forme di quest’ultimo.

 

4.       Abito lungo:

Abito consigliato per quelle persone che hanno la larghezza delle spalle simile o uguale alla larghezza del bacino. Questo abito è di estrema eleganza e raffinatezza, con la sua forma lineare , che potrebbe risultare semplice, può invece , se abbinato ai giusti dettagli e i giusti tessuti, diventare l’abito piu’ elegante della cerimonia.

 

Facendo un po' di ricerca sulle tendenze colori sposa 2017  posso dirvi che il verde pastelllo, l'azzurro glicine e avorio andranno per la maggiore; ho inoltre trovato un sito che attribuisce ai vari colori dell'abito da sposa diversi significati, trovando l'articolo simpatico ve lo propongo qui:

La scelta del colore dell’abito da sposa avviene in genere in base ai gusti della futura sposa e alle ultime tendenze fashion in fatto di abiti da sposa.

Prima però di effettuare la scelta definitiva ogni sposa dovrebbe anche chiedersi che significato abbia il colore scelto per il proprio abito. Secondo tradizione l’abito dovrebbe essere rigorosamente bianco, ma ogni altro colore ha un significato preciso.

 

Con un abito da sposa blu indica sincerità: è un colore che viene raramente indossato dalle spose ma che è più facile incontrare in sfumature leggiadre tendenti all’azzurro.

Un abito da sposa verde simboleggia invece la timidezza della sposa, così come uno giallo rappresenta invece tutta la gelosia che la sposa nutre per il suo futuro sposo!

Il nero non è certo un colore molto indossato dalle spose, ma se utilizzato come complemento al bianco dà vita a interessanti contrasti. Colore tradizionalmente associato al lutto, se indossato durante il proprio matrimonio vuol dire che la sposa si è pentita e non vorrebbe far altro che scappare dall’altare!

Il rosso è un colore che è già meno raro intravedere in un matrimonio: anche durante il matrimonio il rosso rappresenta amore e passione ed era un tempo il colore legato al matrimonio! Lo stesso velo da sposa nell’Antica Roma era spesso di questo colore!

Attenzione invece al colore rosa! Spesso si intravede nei vestiti da sposa, ma il suo significato non è affatto dei più lieti: tradizione vuole che porti in futuro difficoltà economiche agli sposi.

Un altro colore molto utilizzato per confezionare abiti da sposa è  l’avorio: simboleggia vivacità e indica che la sposa avrà una vita piena e movimentata!

Non mancano infine alcune spose che optano per un abito grigio e marrone: questi due colori indicano che gli sposi in futuro andranno a vivere in un luogo lontano!

http://www.leitv.it/matrimonio/abiti-sposa-colorati-significato/

 

Augurando a tutti un felice mese vi aspetto al prossimo numero!!

Tatiana

 

Link:

https://www.insiemeonline.it/media/k2/galleries/422/abito-linea-a.jpg

https://cdn0.matrimonio.com/img_c_16758/8/5/7/6/16758.jpg

http://image.nanopress.it/donna/fotogallery/1200X0/86019/abito-da-sposa-stile-impero.jpg

http://www.sposamore.com/16126/valeria-abiti-da-sposa-a-sirenaeleganteconfezionato-in-tulle-e-pizzo-con-scollo-a-v-e-strascico-corto.jpg

http://www.sposamore.com/img.php?src=img/p/2/0/5/0/1/20501.jpg&h=1068&w=712&zc=1

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#Saperebere&Berebene  -Margarita-

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#Saperebere&Berebene -Margarita-

Buongiorno a tutti ragazzi e benvenuti alla seconda puntata della nostra nuova Rubrica:

#Saperebere&Berebene.

Anni fa il noto cantautore  italiano Caparezza cantava: "Il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista"; anche io in effetti ho riscontrato qualche difficoltà su centinaia di drinks, quale proporre e quale fosse il più consono per continuare questo progetto.

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Alla fine mi sono deciso e  ho indirizzato la scelta su un cocktail da me molto amato e apprezzato

-Il Margarita-

Il cocktail per il quale fare il bis è la norma.

-Rinfresca tutto,anche lo spirito-

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La Storia:

Il Margarita è il più comune cocktail a base di Tequila.

Il suo significato dipende dalla lingua in cui si vuole tradurre: in latino significa "Perla", in spagnolo è la traduzione del nome proprio Margherita e, come avrete intuito, del celeberrimo fiore.

Esistono molteplici aneddoti su colui che ne fu l'inventore,anche se si vocifera che già all'inizio degli anni 30 molte persone avevano assaggiato questa bevanda in Messico, è più facile quindi  credere che fu inventato prima del 1940.

Lascio a voi scegliere e decretare la più affascinante tra queste storie da raccontare, magari, a tutti coloro che si accingeranno a bere un buon Margarita. 

-Daniel Negrete (1936) 

 Storia e tradizione vuole che Daniel (noto barman e Proprietario del bar al Garci Crispo Hotel) presentasse il "Margarita" come regalo di nozze per sua cognata di nome Margarita. 

-Pancho Morales (1942)

In un bar a Juarez chiamato Tommy's Place sembra che in una giornata afosa di luglio una donna avesse chiesto un Magnolia drink,ma Morales non certo della ricetta improvvisò una sua creazione che ebbe un'enorme successo appunto il "Margarita".

-Carlos "Danny"Herrera (1947/1948)

La leggenda vuole che Danny creo questo drink per la famosa showgirl e attrice Marjorie King che era allergica al Gin e che quindi chiese e suggerì ad un Herrera innamorato di creare  apposta per lei un "White lady cocktail" con tequila.

-Margaret Sames (1948)

Inventato ad Acapulco Sames sapendo che molte persone bevevano tequila dopo aver leccato il sale decise di creare un drink con una miscela di lime,triple sec,distillato di agave e crosta di sale.

Ingredienti & Preparazione

  • 3,5 cl di Tequila
  • 2 cl triple sec
  • 1,5 cl Succo di lime fresco
  • Crustas di sale
  • 1 fetta di lime (a piacere)

Riversate tutti gli ingredienti nello shaker con ghiaccio, agitate bene e filtrate nella coppetta ben fredda e precedentemente bordata con sale, quindi servite. ;)

Curiosità:

- Come viene prodotta Tequila?

Tequila è un distillato originario del Messico e ottenuto dalla distillazione dell' Agave blu(Agave Tequilana) prodotto originariamente nella località messicana di Tequila,nelle sue vicinanze e nello stato di Jalisco.

Per la sua produzione viene usata la parte centrale della pianta, denominata "Piña"

.Dopo la raccolta (da parte dei jimadores) viene cotta a vapore, liberando così le sostanze solubili e zuccherine, processo che porta all'ottenimento di un liquido, chiamato "aguamiel", che poi viene fatto fermentare e quindi distillato.

 

- Si dice "Il Tequila" o "La Tequila"?

La parola Tequila è, in Italiano, un prestito dallo Spagnolo.

Nella lingua spagnola viene definito "El Tequila", quindi Nome Maschile.

C'è da dire, però, che il dizionario della lingua Italiana registra la voce come sostantivo al femminile e questo è spiegato dal fatto che linguisti italiani, non esperti in materia, ignari  del genere maschile che Tequila ha in Spagnolo, hanno assegnato automaticamente a questo prestito linguistico un genere femminile perchè il nome termina con la lettera "A".

Quindi sarebbe più corretto da pronunciare "Il Tequila", ma, in ogni caso, è corretto dirlo in entrambi i modi.

A differenza di altri distillati, la produzione di tequila richiede un procedimento molto più lungo, a partire già dalla materia prima: una pianta di Agave, infatti, deve avere almeno 7/8 anni di vita prima di esser pronta per estrarne il succo; ecco perchè il costo di questo distillato è più elevato rispetto ad altri. 

E siamo arrivati anche questo mese ai saluti!

 

Spero l' articolo vi sia piaciuto,di esservi stato di aiuto e di avervi incuriosito..

E se vi ho fatto venire sete..

Beh.. vi aspetto al WALHALLA COCKTAIL BAR per assecondarla e soddisfarla nel migliore dei modi  ;)

Salute e a presto.

     -Fra- Walhalla-

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La casa di cristallo

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La casa di cristallo

Cari amici di Forge, questo mese vorrei proporvi un progetto che trovo a dir poco spettacolare,   una serie di operazioni paesaggistiche uniche nel loro genere che non possono essere paragonate a nessun altro episodio nella storia dell' Architettura del '900.

Questo singolare intervento lo si può definire un vero e proprio diario di un architetto eccentrico,  un quaderno di schizzi a cielo aperto  ideato giorno dopo giorno  da un certo Philip Johnson,  considerato dalla critica uno dei più grandi progettisti dello scorso secolo.

Da più di quarant'anni la Glass House, assieme ad una straordinaria sequenza di edifici e padiglioni immersi completamente nella natura continuano a richiamare l'attenzione di numerosi critici di arte e architettura, da tutto il mondo.

Ma veniamo al progetto!

Ci troviamo in America Connecticut, uno stato situato a nord est, più precisamente nella città di New Canaan; questa zona si trova nella Regione della Nuova Inghilterra, non molto distante dallo stato di New York. Attorno agli anni '50 l'intera area fu sede di importanti cambiamenti, soprattutto in Architettura grazie alla costruzione di nuove case moderne, che seguivano con più attenzione i cambiamenti del modo di vivere della società americana, sempre in continuo mutamento. 

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Ed è proprio nell'area collinare di New Canaan che Johnson dà libero sfogo alla sua creatività!

Come un bambino irrequieto  trova il suo spazio giochi ideale, provando a sperimentare  la sua idea di Architettura e perfezionando di volta in volta la sua idea progettuale originale.

Si può dire che la Glass House sia stata la prima  di quattordici altre strutture, costruite dall' architetto in un periodo di tempo di circa cinquant'anni.

La genialità della Glass House scaturisce dal fatto che pur derivando il proprio stile dalla corrente modernista di cui ne fa pienamente parte, riesce allo stesso tempo avvicinarsi all' architettura classica, grazie alla sua architettura pulita e ordinata.

questo dualismo (tra classico e moderno) si può percepire in parte al suo interno, per esempio alla fredda accoglienza riservata dalla depandance per gli ospiti;

La casa è costituita ad un piano  fuori terra ha una pianta rettangolare con pareti esterne interamente costruite in  lastre di vetro e montanti in acciaio nero. Si dice però che nel complessivo la struttura, non abbia impressionato più di tanto, l'amico Mies  Van der Rohe (altro straordinario Architetto del '900) , quando visitò la casa per la prima volta; anzi narra che si precipitò fuori dalla porta pieno di rabbia a causa  della  mancanza di particolari e dettagli che catturavano l'attenzione, pensiero che naturalmente verrà presto smentito dalla critica.

 

L'interno dell'abitazione  è completamente comunicante  con il giardino esterno, tranne per la struttura a cilindro costituita in mattoni faccia a vista,  in essa sono collocati; un bagno, un disimpegno  e un delicato e scoppiettante camino sul lato opposto. La pianta è open space e le uniche altre divisioni, oltre il servizio igienico  sono costituite da elementi di arredo quali mobili bassi e scaffali.

Dichiarata monumento storico nazionale nel 1997, la casa di vetro è ancora considerata una meraviglia moderna. La bellezza nella sua composizione insieme al paesaggio collinare portano ogni anno migliaia di gente che viaggia per visitare e sperimentare in prima persona le grandi emozioni che può suscitare i questa magnifica abitazione;  le linee della Glass House e degli altri edifici si confondono con le linee dell'orizzonte circostante, che  dà vita ad una forte e leggiadra sensazione di infinito.

TIZIANO ZERBO

 

CREDITS

http://www.archdaily.com/60259/ad-classics-the-glass-house-philip-johnson

http://theglasshouse.org/explore/the-glass-house/

http://theglasshouse.org/

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Keith Haring

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Keith Haring

Il treno preso un po’ in anticipo mi permette di fare due passi nella “city”, tornare in quella Milano che lavorativamente mi ha accolta per diversi anni: non è cambiata, è sempre veloce e fin troppo frenetica, ma la primavera e l’aria calda al punto giusto le danno quel non so che di “magico”.

Mi dirigo verso il Duomo, proprio lì vicino mi aspetta una grande mostra con oltre 110 opere tra cui molte inedite o mai esposte in Italia: al Palazzo Reale di Milano fino al 18 giugno, “Keith Haring. About Art” è assolutamente da non perdere.

Un percorso che espone non solo i lavori di Haring ma anche le sue fonti di ispirazione, dall’archeologia classica, alle arti precolombiane, dalle figure archetipe delle religioni, alle creazioni dei nativi americani, fino ai maestri del Novecento come Klee e Pollock. È questa la principale caratteristica che rende unica la mostra. “Keith Haring. About Art” ruota infatti  attorno al fatto che la lettura retrospettiva dell’opera di Haring non è corretta se non è vista anche alla luce della storia delle arti che egli ha compreso e collocato al centro del suo lavoro.

L’allestimento è ricco di rimandi al contesto da cui l’artista traeva maggiormente la sua ispirazione: abbinamenti con vasi antichi, maschere africane, a una copia della Lupa capitolina e addirittura a un modello in scala della Colonna Traiana.  

Sala dopo sala, si scopre che Haring si è divertito a dipingere sulle superifici più disparate: dai teli gommati dei camion alle lastre metalliche un po’ arrugginite, fino alle tele di mussola e ai muri della metropolitana che divenne “un laboratorio pubblico dove sperimentare infinite soluzioni grafiche”.

Conosciuto dai più per i suoi “omini” che tappezzano muri, t-shirt, tazze e scarpe, Haring ha invece utilizzato la sua arte colorata e bambinesca per portare l’attenzione su temi scottanti come il razzismo,la discriminazione sessuale e sociale, l’Aids e le droghe: questioni che lo portano ad essere considerato un artista attivista, ma che erano anche molto vicine alla sua vita.

“Dipingo immagini che sono il risultato delle mie esplorazioni personali. Lascio ad altri il compito di decifrarle, di capirne simbolismi e implicazioni. Io sono solo il tramite”.

 

Il percorso della mostra è emozionante, permette di cogliere appieno la sua grande fama diartista poliedrico che ha saputo interpretare il suo tempo in modo del tutto innovativo creando forme d’arte assolutamente originali e fuori dagli schemi.

Prendetevi tutto il tempo che vi serve, sedetevi davanti alle sue opere gigantesche e lasciatevi trasportare nel suo mondo: ne uscirete colmi di una sana “meraviglia”.

Un grazie alla Manu che mi ha accompagnata in questa visita, si torna alle sane vecchie abitudini :tante altre mostre ci aspettano in questo 2017!

Valentina Poerio

 

“Il mio contributo al mondo è la mia abilità nel disegnare. Dipingere è ancora sostanzialmente la stessa identica cosa che fu nella preistoria. Riunisce l'uomo e il mondo. Vive nella magia”.

Keith Haring

Credits: Visitors design

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