La fotografia aerea nasce, contrariamente a quanto si possa pensare, nel tardo 1800 da un fotografo ed appassionato di volo francese tale Gaspard-Félix Tournachon, che nel 1858 fece le prime fotografie aeree di Parigi, seguito a ruota dagli americani James Wallace Black e Samuel Archer King che ripresero Boston da ben 630 metri di altezza.

Complesso delle piramidi di Gyza, catturate dal pallone di Eduard Spelterini, November 21, 1904.

Dai primi esperimenti di osservazione aerea e meteorologica si passò rapidamente all'uso bellico durante la prima guerra mondiale; la Germania fu la prima nazione a dotare i propri aerei di fotocamere per la ricognizione, che le conferì un notevole vantaggio tattico rispetto alle concorrenti che furono costrette ad adeguarsi in fretta (prima tra tutte la RAF inglese).

Dal 1919 la fotografia si spostò dai campi di battaglia alle applicazioni commerciali, con le prime riprese aeree a scopo edilizio, architettonico ed agricolo, i cui primi risultati furono usati dal governo degli Stati Uniti per controllare le coltivazioni del New Mexico.

Fairchild Aerial Surveys Inc., vista di New York dall'alto, 1939.

La seconda guerra mondiale riportò la fotografia aerea nella macchina militare di prepotenza, ma fu un'ottima occasione di sperimentazione, nella quale (soprattutto la RAF), sperimentò nuovi metodi di ripresa da quote sempre maggiori impiegando meccanismi elettrici che tenevano al caldo le fotocamere impedendo il congelamento delle pellicole e dei meccanismi.

[John Oliver Photography] 2017

Dagli anni 50/60 in avanti la fotografia aerea si è spostata quasi interamente sul settore commerciale, con impieghi oltre che delle foto anche delle riprese video, da li in poi sempre più sfruttate per il grande cinema o per i documentari.

La ripresa veniva ora effettuata per la maggior parte non dagli aerei ma dagli elicotteri, una piattaforma decisamente più economica da approntare e mettere in volo, con possibilità di manovra sia ad alta quota che soprattutto a bassa quota, che un aereo non avrebbe mai fornito e con l'ausilio di fotocamere ed operatori a bordo che, grazie alla stabilità fornita dal mezzo, riuscivano a creare fantastiche sequenze di ripresa o fotografie sia con impostazione obliqua che verticale.

Ripresa veritcale, Tennis club Read Green-White, Germany

La fotografia, fotometria e filmografia aerea civile ha subito negli ultimi 5 anni una impennata incredibile grazie all'introduzione sul mercato degli UAV o Droni, sempre più facili da utilizzare e dotati di una pletora di strumenti sempre più avanzati per il controllo della posizione e della stabilità quali GPS, giroscopi, barometri e sopratutto le IMU, ossia il cervello del drone, sempre più sofisticate ed in grado di gestire tutti gli strumenti assieme. Altro fattore fondamentale per la diffusione di questi mezzi incredibile è stato l'aumento progressivo del tempo di volo, la riduzione di peso e dimensioni, l'aumento delle performance delle videocamere a bordo e la distanza massima alla quale possono essere spinti.

Parlando di pura tecnica fotografica, come detto in precedenza, non si può variare molto sul tema con due sole inquadrature possibili in sostanza (obliqua e verticale), ma è fondamentale l'impostazione manuale (ove possibile) dei controlli della fotocamera per poter impostare correttamente tempo di scatto, esposizione, bilanciamento del bianco ed eventuali preset direttamente onboard.

Nella mia esperienza personale ho trovato che la miglior linea sia ovviamente decollare e poi decidere le impostazioni migliori, ma su una cosa non ho mai cambiato idea: scattare in flat o in log se possibile. L'impostazione flat o log sono dei preset, per così dire, che visti appena scattati semprano pallidi, smorti e privi di contrasto ma sono proprio le migliori impostazioni per poterci lavorare sopra con photoshop in quanto mantengono il massimo di dettaglio sia sulle ombre che sulle luci.

Per quanto riguarda le riprese video i miei suggerimenti non cambiano per le impostazioni e filmare in log o flat, ma cambia decisamente per quanto riguarda le riprese, avendo la possibilità di spaziare molto di più con voli radenti, ascensioni con movimento di camera verticale, ascensione con rotazione sul posto o se il drone lo permette orbite attorno ad un punto, modalità ad inseguimento o addirittura course lock (nella quale si imposta la direzione tramite bussola del drone e poi si può ruotare mentre lui procede sempre in linea retta).

Per lasciarvi con una nota importante, vi ricordo che per volare in molti paesi europei (ivi compresa l'Italia) è necessario un brevetto, nel nostro caso un attesto di pilota di SAPR (Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto) che può essere conseguito presso una scuola autorizzata ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) e che comprende teoria, pratica, visita medica aeronautica ed un esame pratico e teorico.

Questi corsi potranno sembrare superflui per molti, vuoi perchè questi nuovi droni sono molto semplici da guidare o vuoi perchè magari andrete a volare sopra a boschi o in zone disabitate, ma oltre ad essere obbligatorio vi fornisce una cultura aeronautica molto interessante ed utile e può salvarvi il drone in molti casi.

In molti altri paesi invece non esistono regole specifiche se non di buon senso e vi invito a visitare questo sito per accertarvene prima. 

https://uavsystemsinternational.com/drone-laws-by-country/

http://uavcoach.com/drone-laws/

Mattia Corbetta

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