2024.

 

Un futuro non troppo lontano, in cui i mutanti si sono praticamente estinti, e James Howlett non è più il Wolverine che tutti noi conosciamo, ma fa l'autista per tirare avanti vivendo nascosto dal mondo con il professor Charles Xavier e Calibano.

 

Dimenticatevi i precedenti capitoli degli spin off di Wolverine, qui siamo di fronte a un capolavoro di drammaticità ed emozioni che colpiscono dritti allo stomaco, e devo dire che sono stato piacevolmente stupefatto da quello che la pellicola di James Mangold mi ha fatto provare; rabbia, tristezza, dolore e amore tutte miscelate in maniera perfetta andando a stimolare la nostra parte più profonda e sopita, l'anima.

 

Logan ci viene presentato come un mutante ormai non più nel fiore dell'età, costretto a badare ad un professor X in preda a una malattia cerebrale degenerativa che lo rende l'ombra di quello che una volta fu, sottomesso alle pastiglie per evitare crisi di psicocinesi in grado di uccidere involontariamente un sacco di persone,e a cui solo Logan può porre rimedio.

Proprio lui, ormai malato e indebolito da quello stesso adamantio che lo ha reso così forte in passato, ha scatenato un processo di avvelenamento che il suo fattore rigenerante non riesce più a sistemare, lo vediamo zoppo e con sempre una bottiglia in mano, la copia sbiadita dell'eroe di un tempo.

Non mi dilungherò molto sulla trama per evitare spoiler, posso solo dire che la chiave di volta di tutto il film è Laura, o X-23, una bambina mutante creata da zero in un centro di ricerca in Messico dal DNA di Wolverine, stesso adamantio, stesso fattore rigenerante, stessa capacità combattiva, in tutto e per tutto sua figlia.

 

Molto drammatico, alternando scene di cruenti combattimenti senza censure ( vietato ai minori di 14 anni ) ad altre particolarmente esilaranti riesce a catturare fin da subito l'attenzione dello spettatore, creando un legame empatico con Logan che piano piano aumenterò durante la visione del film, fino a sfociare nelle lacrime nella scena finale ( e in una precedente, almeno per me ), da una visione drasticamente più umana del Wolverine che noi tutti abbiamo sempre conosciuto, ovvero una bestia selvaggia addestrata ad uccidere, ci mostra un lato del suo sporco carattere che probabilmente nessuno avrebbe mai immaginato potesse avere, che lo porta quasi ad essere vulnerabile come noi, come una persona comune, come me o te.

 

Mangold pesca a piene mani dal tema della famiglia, vero filo conduttore di tutta la pellicola, che ha un ritmo veramente pazzesco, mantiene alta la curiosità e la trama risulta avvicente e facile da seguire fin da subito, mantenendo sempre la soglia di emozionalità fino al gran finale.

 

Ho avuto la possibilità di poter seguire questo film con una persona speciale, e se siete un pò emotivi, vi consiglio di guardarlo insieme a qualcuno che provi le vostre stesse emozioni, brividi, pelle d'oca e quel senso di pace che poche volte si percepisce.

 

Per questo mese è tutto..e ragazzi, oggi è il mio compleanno, sotto con gli auguri!

 

Lorenzo Ferrari

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