Erano gli inizi di Forge Of Talents quando scrivevo uno dei primi articoli riguardante uno dei più grandi eventi musicali a livello europeo e a livello mondiale negli anni, ovvero di “A State of Trance”.

Per chi non lo conoscesse, “A State of Trance” o comunamente chiamato “ASOT” è il titolo di un programma radiofonico condotto dal famoso Dj olandese Armin Van Buuren, in onda ogni giovedì alle 20 dal 2001 e che vanta circa 40 milioni di ascoltatori in 80 paese diversi.

Il programma, della durata di 2 ore, si articola in diversi momenti che spaziano dai nuovi dischi in uscita ai classici, dalla presentazione dell’ospite di puntata a qualche momento d’esibizione live dello stesso.

Il genere? Si parla di musica Trance (spaziando dalla Progressive alla Uplifting), un genere che in Italia è sempre poco diffuso a livello radiofonico ma che sul territorio comincia ad avere una buona importanza; non come il resto d’Europa e America che rimane sempre un punto forte a livello di Club e anche a livello radiofonico.

Dal 2001 le cose sono nettamente cambiate e Armin Van Buuren è riuscito a creare una vera e propria macchina musicale in grado di esportare il programma radiofonico in spettacolari eventi dal vivo. Dunque è consuetudine festeggiare in gigantesche location ogni cinquantina di episodi radiofonici (a partire dal 300 è ha preso il via questa usanza): mi spiego meglio. L’anno solare è composto da 52 settimane, per cui solitamente nel mese di febbraio l’ASOT diventa “A state of Trance Festival 600”, “A state of Trance Festival 650”, “A state of Trance Festival 700” e cosa via. Solitamente l’arena predisposta a tutto ciò e che può contenere circa 30mila persona e il Jaarbeurs di Utrecht (Olanda) , un enorme padiglione\centro fiere a dir poco immenso.

Tutta questa premessa per dire che quest’anno a febbraio si è tenuto “A state of Trance Festival 800” e noi della redazione non potevamo non presentarci.

Il posto è sempre lo stesso da anni, Utrecht, la quarta città per numero di abitanti dei Paesi Bassi.

Si parte con un non troppo impegnativo volo da Malpensa con compagnia Low Cost per atterrare un ora e mezza dopo circa a Schipol (Amsterdam). Due scale mobili e 4 passi nel terminal ed in un attimo si raggiungono i binari del treno posti sotto l’aeroporto. Dopo appena mezz’ora si arriva a Utrecht dove il centro città con i suoni negozietti, il mercato all’aperto e i suoi canali la rendono una cittadina graziosa e affascinante. Tempo di una birra, un ottimo hamburgher nel nostro locale preferito e ci rimettiamo in marcia per l’immenso Jaarbeurs a pochi minuti dalla stazione.

Ci fiondiamo all’entrata un’ora prima dell’apertura dei cancelli e pian piano le persone accorse letteralmente da ogni parte del globo cominciano ad affollare il gigantesco “hangar” adibito esclusivamente ad ingresso con le gigantografie del festival e degli artisti presenti.

Finalmente i cancelli aprono puntuali e ci dirigiamo verso gli armadietti personali (altroché guardaroba, vedi il recente Reload festival a Torino con annessi problemi di logistica) dove depositare zaini e vestiti pesanti.

Passiamo dunque alla fase controlli di sicurezza dove si viene perquisiti uno ad uno per poi accedere definitivamente al festival. C’è solo una deviazioni da fare, ovvero andare ai desk appositi dove acquistare o ritirare la carta precedentemente attivata e personalizzata su internet qualche mese prima dell’evento in cui è caricata una certa cifra di euro decisa dall’utente stesso. Perché questo? Ogni consumazione al bar all’interno del festival avviene tramite “token” cioè dei gettoni plastificati (o come quest’anno virtuali) usati per la semplificazione delle transazioni. Una birra vale 1,5 token, una Coca 1 token e così via. Il costo unitario di un token è di circa 2,5 euro. Un efficentissimo sistema per semplificare code al bar, transazioni e gestione del denaro passando esclusivamente la tessera su appositi schermi che ti dice pure il saldo residuo.

Continuiamo la nostra camminata verso il dancefloor (non scherziamo quando diciamo che si fanno parecchi chilometri a piedi, al chiuso tra l’altro) passando dalla zona merchandising e poi dal radiodome, una radio mobile con ampie vetrate dove Armin trasmette il festival in streaming, intervista gli ospiti e interagisce con il pubblico che lo ascolta solo tramite cuffie wireless date in dotazione dallo staff.

Il mainstage oramai è vicino e quando entriamo l’atmosfera è carica di entusiasmo per ogni artista che si dovrà esibire (Ruben De Ronde b2b Rodg; Super8 & Tab; Orjan Nilsen; Armin Van Buuren; Marlo; Aly & Fila; Vini Vici). La gente balla, ride e fa festa e si vedono bandiere di tutto il pianeta sventolare in aria.

Per chi non vuole rimanere nella Main può spostarsi in altre salette più piccole (se così possiamo definirle) come la “Road to 1000”, “PSY” e “Who’s Afraid of 138” con tanti altri talenti e giovani promettenti, oppure spostarsi nelle zone adibite alla ristorazione e al relax.

Dopo 8 ore di musica no-stop i piedi e le gambe cominciano a cedere e il sonno arretrato comincia a prendere possesso del nostro compito ma abbiamo ancora una missione da compiere: aspettare l’ultima ora con cui Armin Van Buuren chiuderà il festival suonando esclusivamente come i vecchi tempi, ovvero con i vinili.

Volete sapere come siamo tornati a casa e in che condizioni? Forse questa sarà un’altra storia ma possiamo forse solo accennarvi di quale carica ed energia può infondere un festival di questo tipo.

Vi linkiamo giusto qualche video della serata per rendervi partecipe ancora di più e ,se apprezzerete, cominciate pure a chiedere al vostro capo ferie per il prossimo anno che vi portiamo con noi.

 

Trailer "A State of Trance Festival"

Vini Vici @ ASOT 800 Utrecht

Armin Van Buuren @ ASOT 800 VINYL SET

Aly & Fila @ ASOT 800 Utrecht

 

A state of Trance va in onda ogni giovedì, adesso anche nel nuovo formato video. Potete seguirlo al link

https://www.youtube.com/playlist?list=PL0cWlOyqP6_PKyS76fDsafkj_ho4KLmEA

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