#35 Help?

Comment

#35 Help?

Help!

Perché aiuto? Il termine stesso implica una richiesta di aiuto, un grido di allarme e la mano tesa a cercare qualche altra mano che appunto ci aiuti.

Il mio principale spunto di riflessione questo mese non può che andare a tutto quello che sta succedendo oltreoceano, la cosiddetta patria della libertà, che oggi più che mai vede, a parer mio il suo periodo più pericoloso dalla guerra fredda. L'elezione di Donald Trump è stata spammata e pubblicizzata ovunque e da qualunque media sulla faccia della Terra, ma mi sembrava doveroso esprimervi le mie paure a riguardo.

Dell'elezione in se non ho molto da dire se non: ha vinto il politico socialmente più presente. Punto, niente di più.

Ora veniamo alla parte preoccupante; riforme su riforme, atte a demolire tutto quello che di buono aveva faticosamente costruito Obama negli 8 anni precedenti, dall'approvazione dell'oleodotto in Dakota, alle riforme su salute, politiche economiche verso l'estero, immigrazione, ecc.

Ogni firma e annuncio fatto da Trump avvicinano sempre di più l'american dream all'american nightmare, in un susseguirsi di proteste e scontri, in alcuni casi anche violenti prima e soprattutto dopo l'elezioni del presidente americano in tutta la nazione. Una protesta che non accenna a scemare a mesi dall'elezione e a poche settimane dall'insediamento nella casa bianca.

Gli americani sembrano non starci, che non gli vada giù l'elezione ma analizzando chi e soprattutto dove avvengono le proteste, queste avvengono principalmente nei centri più acculturati della nazione, mentre molto meno nelle zone "rurali" del centro e del sud del paese.

Le continue riforme mettono a serio rischio una stabilità politica che oggi mai come prima è fragile e servirebbe davvero un miracolo per non infrangerla. Spero davvero che qualcosa possa accadere nella terra a stelle e strisce perchè se queste sono le premesse dei prossimi 4 anni siamo davvero nei guai.

Mattia Corbetta

 

PS: dal mese prossimo avremo una nuova "dissetante" novità.. restate con noi per scoprirne di più ;)

Comment

Perchè Sanremo è Sanremo

2 Comments

Perchè Sanremo è Sanremo

Giunge febbraio e arriva puntuale l’appuntamento musicale italiano per eccellenza: il Festival di Sanremo.

Originariamente “Festival della Canzone Italiana”, è una kermesse musicale nata nel 1951 a Sanremo, in Liguria e che ancora oggi ospita tale evento. Inizialmente la sede era il famosissimo salone delle feste del Casinò di Sanremo ma dopo 26 anni venne trasferita al Teatro Ariston della stessa città.

Durante la sua storia, il festival ha vissuto sempre di un’importanza mediatica non da poco venendo trasmesso in radio e di seguito ripreso in televisione dal canale di stato (Raiuno) e seguito in eurovisione da molteplici paesi.

Ha vissuto inoltre pagine di cronaca nera; come non ricordare il 27 gennaio 1967 quando Luigi Tenco si tolse la vita in una camera d’albergo dell’Hotel Savoy di Sanremo poche ore dopo la sua eliminazione dal festival con la canzone “Ciao amore ciao”.

È bene ricordare come il Festival della Canzone Italiana svolga il compito di selezionare l’artista, ed a volte il brano, che parteciperà all’Eurovision Song Contest.

Teatro Ariston

Oltre ai vincitori finale (le votazioni nel corso degli anni sono state e sono in mano a giurati scelti per l’occasione e\o dal voto polare) della categoria Artisti o Big e dalla categoria Giovani o nuove proposte (introdotta dal 1984), vi sono altri premi speciali come ad esempio il premio della critica “Mia Martina” (dal 1982); premio della sala stampa radio-tv “Lucio Danna”; premio miglior testo “Sergio Bardotti”; premio miglior arrangiamento “Giancarlo Bigazzi”; premio Assomusica; premio alla carriera “Città di Sanremo”.

La conduzione del Festival ha sempre visto un presentatore ufficiale affiancato da vallette o spalle. Il record è da attribuire a Pippo Baudo con 13 edizioni seguito da Mike Buongiorno con 11. Ricordiamo altri noti presentatori, quali Nunzio Filogamo, Fabio Fazio, Carlo Conti, Paolo Bonolis e molti altri.

Nel corso di tutte queste edizioni non sono mai mancate le polemiche riguardanti le votazioni e classifiche, colpi di scena e tanto ma tanto gossip.

Attendendo i vincitori della 67° edizione, qui in ordine vi elenchiamo i vincitori e le canzoni passate.

 

1951 - Nilla Pizzi - Grazie dei fiori
1952 - Nilla Pizzi - Vola colomba
1953 - Carla Boni e Flo Sandon’s - Viale d’autunno
1954 - Giorgio Consolini e Gino Latilla - Tutte le mamme
1955  -Claudio Villa e Tullio Pane - Buongiorno tristezza
1956 - Franca Raimondi - Aprite le finestra
1957 - Claudio Villa - Nunzio Gallo - Corde della mia chitarra
1958 - Domenico Modugno e Johnny Dorelli - Nel blu dipinto di blu
1959 - Domenico Modugno e Johnny Dorelli - Piove (Ciao ciao bambina)
1960 - Tony Dallara eRenato Rascel - Romantica
1961 - Betty Curtis e Luciano Tajoli - Al di là
1962 - Domenico Modugno e Claudio Villa - Addio… addio
1963 - Tony Renis e Emilio Pericoli - Uno per tutte
1964 - Gigliola Cinquetti e Patricia Carli - Non ho l’età (Per amarti)
1965 - Bobby Solo e New Christy Minstrels - Se piangi se ridi
1966 - Domenico Modugno e Gigliola Cinquetti - Dio come ti amo
1967 - Claudio Villa e Iva Zanicchi - Non pensare a me
1968 - Sergio Endrigo e Roberto Carlos Braga - Canzone per te
1969 - Bobby Solo e Iva Zanicchi - Zingara
1970 - Adriano Celentano e Claudia Mori - Chi non lavora non fa l’amore
1971 – Nada e Nicola Di Bari - Il cuore è uno zingaro
1972 - Nicola Di Bari - I giorni dell’arcobaleno
1973 - Peppino Di Capri - Un grande amore e niente più
1974 - Iva Zanicchi - Ciao cara come stai?
1975 - Gilda - Ragazza del Sud
1976 - Peppino Di Capri - Non lo faccio più
1977 - Homo Sapiens - Bella da morire
1978 - Matia Bazar - …e dirsi ciao!
1979 - Mino Vergnaghi - Amare
1980 - Toto Cutugno - Solo noi
1981 - Alice - Per Elisa
1982 - Riccardo Fogli - Storie di tutti i giorni
1983 - Tiziana Rivale - Sarà quel che sarà
1984 - Al Bano e Romina Power - Ci sarà
1985 - Ricchi e Poveri - Se m’innamoro
1986 - Eros Ramazzotti - Adesso tu
1987 - Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi - Si può dare di più
1988 - Massimo Ranieri - Perdere l’amore
1989 - Anna Oxa e Fausto Leali - Ti lascerò
1990 - Pooh - Uomini soli
1991 - Riccardo Cocciante - Se stiamo insieme
1992 - Luca Barbarossa - Portami a ballare
1993 - Enrico Ruggeri - Mistero
1994 - Aleandro Baldi - Passerà
1995 - Giorgia - Come saprei
1996 - Ron e Tosca - Vorrei incontrarti fra cent’anni
1997 - Jalisse - Fiumi di parole
1998 - Annalisa Minetti - Senza te o con te
1999 - Anna Oxa - Senza pietà
2000 - Avion Travel - Sentimento
2001 - Elisa - Luce (Tramonti a nord est)
2002 - Matia Bazar - Messaggio d’amore
2003 - Alexia - Per dire di no
2004 - Marco Masini - L’uomo volante
2005 - Francesco Renga - Angelo
2006 - Povia - Vorrei avere il becco
2007 - Simone Cristicchi - Ti regalerò una rosa
2008 - Giò Di Tonno e Lola Ponce - Colpo di fulmine
2009 - Marco Carta . La forza mia
2010 - Valerio Scanu - Per tutte le volte che…
2011 - Roberto Vecchioni - Chiamami ancora amore
2012 - Emma - Non è l’inferno
2013 - Marco Mengoni - L’Essenziale
2014 - Arisa - Controvento
2015 - Il Volo - Grande Amore

2016 - Stadio - Un giorno mi dirai

2 Comments

Finché morte non ci separi. Storia di un uomo e della sua polaroid.

Comment

Finché morte non ci separi. Storia di un uomo e della sua polaroid.

Amici e lettori di Forge oggi vorrei portarvi nel mondo e nella vita di un uomo, il suo nome era Jamie Livingston e come avrete già capito dal tempo passato, purtroppo non è più tra noi ma la sua memoria storica lo è, più viva che mai.

Spessissimo si leggono storie di persone, che più o meno costantemente, hanno realizzato progetti di autoritratti lungo archi temporali molto lunghi, anni o decenni, che vedevano sempre come protagonista il soggetto, il fotografo, con autoscatti realizzati quasi sempre nello stesso luogo ed ora del giorno. La storia che vi voglio raccontare questo mese parla sì di un fotografo e della sua macchina fotografica, ma di un progetto di memoria vera e propria, infatti in signor Livingston ha portato avanti la sua passione fotografica portando ogni giorno con se la propria Polaroid SX-70 e fotografando, non se stesso, ma tutto il mondo che lo circondava.

Per 18 anni ha scattato una fotografia al giorno, per documentare la sua famiglia, la sua vita, il suo lavoro e semplicemente ciò che più lo colpiva, andando sempre più nel profondo ed intimità della sua vita, negli ultimi anni di vita, con la lotta al cancro che lo sconfisse il 25 ottobre del 1997, ma che egli beffò lasciando in eredità una quantità immensa di polaroid, oltre 13.000, e che racchiudevano tutta la sua anima ed interiorità.

La sua intera eredità fotografica è stata raccolta in un sito internet (che vi consiglio caldamente e visitabile qui http://photooftheday.hughcrawford.com/) e che suddivide anche le fotografie per anno.

Mi auguro di vedere in futuro più progetti di questo tipo perché la fotografia non è solo pubblicità, moda, lavoro, prodotti e via discorrendo ma è anche un mezzo incredibile per raccontare la propria vita e, anche se purtroppo il concetto è stato preso e distorto attraverso i social (instagram e facebook in primis), esistono ancora molti utenti che li usano proprio per raccontare una storia, o la propria vita ma con sensibilità ed umanità.

Di seguito vi lascio alcune immagini, in ordine cronologico, del vastissimo repertorio di fotografie, fino alla inevitabile conclusione e ringrazio Jamie per aver condiviso la sua umanità con tutti noi.

 

Mattia Corbetta

 

Credit:

http://photooftheday.hughcrawford.com/

http://www.boredpanda.com/polaroid-photo-every-day-jamie-livingston/?utm_source=facebook&utm_medium=link&utm_campaign=BPFacebook

 

Comment

ART&LOVE

Comment

ART&LOVE

Febbraio, il mese dell’Amore.

Ho pensato molto a come poter descrivere questo sentimento così potente collegandolo all’arte e navigando su internet si trovano i quadri d’amore più belli di tutti i tempi, le sculture più belle, le fotografie amore più famose.

Ho deciso però di partire dall’inizio, da chi ha dato forma a quelle opere. Quegli artisti hanno provato l’amore se lo hanno descritto così ardentemente, ne sono stati folgorati come noi comuni mortali.

Vi parlerò quindi delle coppie del mondo dell’arte che mi hanno colpito di più, quelle che hanno lasciato un segno indelebile nelle loro opere anche grazie al forte, meraviglioso e a volte anche brutale sentimento che hanno provato.

 

1.       FRIDA KAHLO E DIEGO RIVERA

Non poteva che essere questa la coppia che apriva le danze. La passione fra Frida e Diego è ormai leggenda grazie anche alle diverse mostre dei due artisti che si sono tenute in tutto il mondo. Quando si incontrarono per la prima volta lei era una ragazzina di quindici anni, lui era un maestro già affermato che di anni ne aveva trentasei. Fu una storia lunga una vita, un romanzo d’amore fatto di tormenti, tradimenti e slanci di passione irrefrenabili. Si sposarono la prima volta nel 1929. Diego aveva alle spalle già tre matrimoni e per tutta la vita ebbe decine di amanti, tra cui anche la cognata Cristina, relazione quest’ultima che spinse Frida ad abbandonare il marito, partire per New York e chiedere il divorzio. La distanza tra i due però, invece che spegnere la fiamma la alimentò e Frida tornò a casa, perdonò sorella e marito e risposò Diego nel 1940 a San Francisco. «Più mi tradisci più ti amo.» scrisse in una lettera, ma cominciò nello stesso tempo anche lei ad avere degli amanti, tra cui lo scultore Isamu Noguchi, l’esule russo Lev Trotsky, il fotografo Nickolas Muray ed ebbe anche una relazione omossessuale con Tina Modotti (amante anche del marito).

Il loro amore fu sconfitto solamente dalla morte di lei. In quell’occasione il pittore scrisse: «Il 13 luglio 1954 è stato il giorno più tragico della mia vita: avevo perso per sempre la mia amata Frida. Ho capito troppo tardi che la parte più bella della mia vita era il mio amore per lei». Di Frida rimarrà invece sempre la sua celebre battuta sul marito: «Ho avuto due gravi incidenti nella mia vita. Il primo quando un tram mi mise al tappeto, l’altro è Diego».

 

2.       SALVADOR DALI’ E GALA

Altra coppia mitica del mondo dell’arte è quella di Dalì e la sua amatissima Gala. Dotata di una forte personalità e di una femminile sicurezza, Gala divenne l’amore, la musa ispiratrice e la necessità fisica e psicologica di Dalì.

“Così lei mi levò l’abitudine a delinquere e guarì la mia follia. Grazie! Voglio amarti! Volevo sposarla. I miei sintomi isterici scomparvero uno dopo l’altro come per magia. Fui nuovamente padrone della mia risata, del mio sorriso, della mia mimica. Al centro del mio spirito crebbe una nuova forma di salute, fresca come un bocciolo di rosa.”

“Amo Gala più di mia madre, più di mio padre, più di Picasso e perfino più del denaro”, disse Dalì  e fino alla fine de suoi giorni continuò a dipingerla con un’enfasi assoluta, mettendola al centro del suo universo sentimentale, spirituale e creativo.

Lei fu per lui sposa, amante, madre, dominatrice e compagna. Un amore senza confine.

 

3.       ROBERT MUPPLETHORPE E PATTY SMITH

Fine anni sessanta: due giovani ragazzi si incontrano per le strade di New York e ha inizio una fantastica storie d’amore e di arte. Lui è Robert Mupplethorpe, lei Patty Smith. Entrambi hanno un grande sogno, quello di diventare artisti: lui diventerà uno dei più importanti fotografi al mondo, lei una delle protagoniste del rock americano. In mezzo ci sono sacrifici, tentativi falliti, incontri con Rock Star e artisti della Factory di Andy Warhol, problemi di soldi, uso di droghe, il virus dell’HIV e la morte precoce di decine di amici e conoscenti. Alla fine la loro storia d’amore terminerà anche per l’omosessualità di lui, ma si conserverà sempre una rara e preziosa amicizia fondata sulla condivisione di un sogno e sul sostegno reciproco. Patty Smith ha descritto tutto questo in un bellissimo libro intitolato “Just Kids”, soltanto ragazzini.

 

4.       JEAN-MICHEL BASQUIAT E MADONNA

Un’altra relazione tra un’artista e una rock star, sicuramente meno romantica della precedente, ma comunque altrettanto affascinante. Tutto cominciò nell’autunno dell’82, quando i due si conobbero al Bowlmor. Lui aveva dato a un amico una busta d’erba, lei lo agganciò e cominciarono a frequentarsi. Le differenze erano però enormi e si fecero sentire presto: Madonna era già una salutista disciplinata mentre lui faceva uso di eroina. La relazione non durò a lungo ma per entrambi la nascente notorietà dell’altro divenne un trampolino di lancio, come nei matrimoni organizzati vecchio stile. Dopo la morte del suo ex fidanzato, Madonna nel 1992 finanziò la retrospettiva a lui dedicata al Whitney Museum di New York.

 

5.       PABLO PICASSO E FRANCOISE GILOT

Françoise Gilot vendicò le altre. Fu l’unica, infatti, a sopravvivere alla “furia Picasso”. Nell’età giovanile Françoise, anche lei pittrice, fu il soggetto e la modella di alcuni artisti fra i quali Henri Matisse e Pablo Picasso del quale fu compagna e musa dal 1943 al 1953 e dalla cui relazione ebbe due figli, Paloma e Claude.

Nel 1943 l’artista cubista incontrò la giovanissima Françoise. Due amanti, una moglie che lo assillava, 40 anni di differenza, insomma una relazione che non iniziava sotto i migliori auspici.  Picasso, infatti, stava con Dora Maar e nonostante la disperazione della donna non voleva lasciare la moglie, Marie-Thérèse Walter. Questo finché non arrivò la Gilot a fargli girare la testa.

Una storia tormentata e morbosa, durante la quale Françoise subì maltrattamenti e minacce da Picasso, ma dopo dieci anni ebbe il coraggio di lasciarlo nonostante l’ira funesta del pittore che tentò anche di boicottare la sua carriera di artista.

 

Sono una romantica in fondo, queste storie mi hanno appassionata dall’inizio alla fine come in un vecchio film.

A presto,

Valentina Poerio

 

“I tuoi occhi dovrebbero stare al Louvre”

– Woody Allen

 

Credits:

arte.it

magnum photos

Comment

Per L'Onore

Comment

Per L'Onore

Bentornati cari amici NERD alla vostra rubrica preferita, in un periodo che è ricco di gustose uscite per noi videogiocatori tra febbraio e marzo ci sono un sacco di titoli AAA da tenere d'occhio.

Oggi esamineremo For Honor, franchise di Ubisoft che ha fatto molto parlare di se con ottime critiche da quasi tutte le testate specializzate del settore, e che ho potuto provare in fase di closed e open Beta, e pochi giorni fa uno spezzone di codice definitivo del gioco.

 

DISCLAIMER: non ho minimamente toccato la storia in singolo, totalmente in hype per la componente multiplayer che dalla beta ha fatto faville, quindi vi darò delucidazioni sull'online.

 

Partiamo dal dire cos'è For Honor: allora, non gli trovo una corretta classificazione, personalmente è un souls molto più tattico, mi spiego perchè lo definisco un souls senza avere la meccanica delle anime: lo metto tra i souls per la meccanica di combattimento, con parate direzionali, schivate e cotnrattacchi, attacchi direzionali e abilità speciali per ogni classe, in terza persona, molto molto tattico, anche se a seconda del campione che si usa cambia l'approccio al combattimento, e a seconda di chi ti trovi davanti cambia la tattica da usare, quindi possiamo dire che ci sono dei missmatch dove in certi casi una classe non può battere un'altra.

 

Ok, ora sappiamo cos'è, come funziona la parte online?

Inizialmente scegliamo una delle 3 fazioni da rappresentare, tra Samurai, Vichinghi e Cavalieri, perchè in base alle nostre prestazioni in ogni singola partita avremo delle risorse di guerra da schierare per difendere i nsotri territori o attaccare quelli nemici in costante aggiornamento ogni ora del giorno; conquistare più territori porta alla vittoria del round che dura circa 15 giorni, una stagione è formata da 5 round e ogni nuova stagione ci sono delle novità per quanto riguarda i personaggi giocabili o modifiche alle mappe etc etc.

 

Le modalità online sono 4 : Duello 1v1 e 2v2, Deathmatch 4v4 e Dominio 4v4.

I duelli va da se che sono sfide di purà abilità del giocatore uno contro o uno o 2v2 con un amico, deatmatch è un match su 5 round dove il pèrimo team che arriva a 3 vince, uccidendo tutti i campioni dell'altra squadra; occhio perchè si può rianimare un amico morto e quindi negare l'uccisione agli avversari che quindi devono recuperare il punto perso, l'unico modo per stendere definitivamente qualcuno è tramite una delle spettacolari esecuzioni o buttandolo giù da un dirupo/altura/fiume, mentre dominio è una modalità dove ci sono 3 zone da controllare e il primo team che arriva a 1000 punti può uccidere definitivamente i campioni avversari, perchè ci sono respawn infiniti fino a quando l'altra squadra non raggiunge i punti necessari ad attivare la sudden death, ovvero niente più respawn; ci sono anche i minion della tua squadra che servono per spingere in genere la zona B e sono utili a recuperare energia con certe abilità.

 

Una delle cose più riuscite del gioco è sicuramente la possibilità di customizzare ogni singolo campione come ci pare, tra aspetti, emblemi, colori e ornamenti Ubisoft ha creato davvero un sistema profondo di customizzazione, idem per le armi, hanno parametri che vanno ad aumentare o diminuire certe statitische in modo da non rendre completamente sbilanciato un campione, se decidi di fare full attacco sai già che appena ti soffiano contro perdi metà della vita, è uno stimolo a cercare il corretto bilanciamento per ogni singolo personaggio, e anche qui di ore a sperimentare ce ne andranno via!

 

Per il momento è tutto, vi rimando poi al canale YouTube per l'unboxing della Collector Case di For Honor!

 

Sayonara Mellin

 

Lorenzo Ferrari

 

CREDITS: www.ubisoft.com / www.youtube.com/

 

Comment

Progettare gli spazi: La cucina

Comment

Progettare gli spazi: La cucina

Bentornati Amici di Forge! Questo mese vorrei introdurvi il primo episodio di una nuova serie di articoli che cercherà di darvi alcuni consigli su come migliorare in modo estetico e funzionale alcuni spazi della vostra abitazione.

Ho deciso così di soffermarmi su una zona della casa che amo particolarmente: la cucina! Vi racconto un aneddoto che farà felice le mie colleghe Infrigo Veritas:  quando sono a casa, durante il week end, mi piace passare la maggior parte del tempo cucinando e  sperimentando ogni volta piatti nuovi da proporre poi ad amici e conoscenti.

Trascorrendoci così tanto tempo mi accorgo che è molto difficile progettare una cucina a d.o.c. adatta alle esigenze di chi la utilizza, soprattutto se non si conosce appieno la persona che ne dovrà usufruire.

A differenza di altri spazi di un'abitazione, come ad esempio una camera da letto o un salotto, dove è possibile cambiare a proprio piacimento nel tempo la disposizione degli arredi, la cucina è un ambiente molto più rigido che richiede fin da subito una progettazione accurata e precisa in ogni suo dettaglio;

non bisogna assolutamente commettere errori, perché un eventuale modifica può comportare grossi costi  aggiuntivi di manodopera.

ILLUMINAZIONE NATURALE

La prima cosa da osservare è il  giusto dimensionamento e orientamento della finestra, la luce naturale è indispensabile, alla creazione di un' atmosfera accogliente all'interno del nostro ambiente; se si ha la fortuna di avere più arie all'interno del proprio appartamento consiglierei di posizionare la nostra apertura a Sud-est se si preferisce ricevere le prime luci del sole durante la colazione,  oppure a sud-ovest se si vuole pranzare in un locale ben illuminato nelle ore pomeridiane.

Davanti alla finestra si può prevedere con la sistemazione di un piano di lavoro, facendo attenzione che la radiazione luminosa non provochi un eccessivo abbagliamento durante le fasi di lavoro,  ciò nonostante per affievolire questo problema si può pensare di collocare degli elementi schermanti che garantiscano la giusta luce in ogni momento della giornata.

CONFIGURAZIONI POSSIBILI

Indispensabile per la progettazione di una cucina è lo studio di tutti i movimenti possibili della persona (o delle persone) che usufruirà del nostro ambiente. Ecco alcune configurazioni possibili: 

COMPOSIZIONE LINEARE

Questa configurazione di cucina che si sviluppa su uno o 2 lati è la soluzione adatta per ambienti stretti e lunghi; in questo caso bisogna sfruttare al massimo lo spazio delle pareti con l'inserimento di pensili e di credenze occupando la maggior parte dell'altezza disponibile, naturalmente è necessario che non ci siano  nè porte e nè finestre sui lati occupati dai nostri elementi così da evitare spiacevoli incovenienti.

COMPOSIZIONE A L

La cucina a L è molto funzionale per una giusta  successione dei movimenti;  come si può notare dall' immagine, i movimenti creano nello spazio circostante una configurazione a triangolo tra frigo, lavello e angolo cottura. Con questa collocazione vine utilizzata per la maggior parte delle volte in ambienti unici collegati direttamente con la zona pranzo ; la disposizione  degli elettrodomestici della cucina detta la configurazione  degli arredi nella zona pranzo in modo che non ci siano intralci tra i vari utenti che utilizzano gli spazi.

COMPOSIZIONE A U

Questa configurazione si adatta per locali con ampiezza almeno di 3 m, ogni lato ha un proprio piano di lavoro in modo da diversificarein modo specifico tutte le funzioni: un lato viene usato per prendere e conservare i cibi, un altro  per le fasi di pulitura e lavaggio ed infine l'ultimo pe la cottura vera e propria. UN CONSIGLIO: Una parete dovrà rimanere libera da pensili e credenze in modo da poter inserire una finestra o una porta finestra che garantisca una giusta illuminazione e aerazione. 

COMPOSIZIONE A ISOLA

La mia preferita! Questa configurazione si presta per ambienti molto grandi, ottima per degli open space cucina/sala da pranzo;  in questo caso bisogna tenere conto dello spazio attorno all'isola, infatti bisogna tenere uno zona di manovra di 80 cm 1, 00 m in modo che tutta l'area possa essere percorsa dal cuoco e dai sui aiutanti in modo funzionale.

STILI: 

Una volta delineate tutte le possibili soluzioni progettuali, bisogna soffermarsi sugli stili e sui materiali di tutti gli elementi e sulla scelta delle tinte delle pareti; scelta molto difficile soprattutto se la decisione spetta  a 2 persone con gusti differenti.  Tra le tante vi propongo due idee!!!

STILE MINIMAL

Stile moderno semplice e funzionale; in questo caso la scelta cade su oggetti di arredo molto lineari puliti con geometrie verticali o orizzontali.   Ottimi per ambienti dal carattere contemporaneo, ricchi di luce e dotati di grossi spazi.  Il legno per i pavimenti e il colore bianco delle pareti si sposano perfettamente con la geometria semplice e pulita degli elementi di arredo.

STILE CLASSICO MODERNO

Questo stile vede mescolarsi 2 tendenze completamente diverse: mobili antichi con superbe decorazioni ed incisioni del legno e moderni elementi dalle geometrie  semplici e decise.

 

 

Io vi ho dato qualche dritta! Ed ora sbizzarritevi con le vostre idee e fatevi SEMPRE consigliare nelle scelte dal vostro professionista di fiducia!

e soprattutto.....

Lasciatevi ispirare dalla vostra fantasia!

Alla prossima!!!

TIZIANO ZERBO

CREDITS:

http://www.valcucine.com/

https://www.homify.it/

http://www.rifarecasa.com/

Comment

IL MIGLIOR OUTFIT DI SANREMO

Comment

IL MIGLIOR OUTFIT DI SANREMO

Buongiorno a tutti i miei cari lettori!

 

Siamo circa alla metà di Febbraio e, indovinate un po', si è appena terminato il festival della musica italiana, o meglio conosciuto come " il festival di Sanremo ".

Beh come potevo non incentrare il mio articolo su uno dei più attesi avvenimenti dell'anno in Italia?? Nonchè un'importantissima vetrina di moda per abiti da poter sfoggiare??

Posso ritenermi fortunata in effetti in quanto quest'anno ho avuto la possibilità di vedere da vicino il movimento di una città colorata e fiorita come Sanremo durante questa

meravigliosa esibizione! Ho partecipato a due importanti sfilate che mi hanno dato modo ,innanzitutto , di mostrare le mie creazioni e poi di conoscere persone appassionate 

come me al mondo della moda con le quali ho avuto modo di confrontarmi e condividere sensazioni e idee, oltre che a progetti e nuove possibili collaborazioni!

Ho avuto anche modo di disquisire con gli altri partecipanti alla sfilata riguardo i vari abiti esibiti dai protagonisti del festival ed è per questo motivo che ho deciso di 

stilare una classifica con tre categorie indicando un miglior abito e un peggior abito relativamente a :

  • Ospiti
  • Cantanti
  • Presentatori

OSPITI:

Per quanto riguarda la categoria Ospiti si aggiudica il premio come miglior abito quello indossato da Marika Pellegrinelli che con il suo monospalla by Versace indossato durante la quarta serata stupisce con eleganza e portamento.

 

 

Si aggiudica invece il premio come peggior abito quello indossato da Diana Del Bufalo che, nell'ultima serata, porta un abito bianco di pizzo giocando con le trasparenze che non si addice alla sua delicata carnagione e alle sue forme.

PRESENTATORI:

Nella categoria presentatori si guadagnano il premio come migliori abiti quelli indossati durante la finale dai due presentatori, Carlo Conti total black in Ferragamo e Maria De Filippi anch'essa Total black in Givenchy

 

I peggiori rimangono invece quelli indossati dai due presentatori durante la prima serata con Carlo Conti vestito con un completo color verde scuro e una giacca nera mentre Maria De Filippi in Total white stile anni 20 totalmente superato.

 

CANTANTI:

Nella categoria cantanti spicca al primo posto come abito milgiore Elodie con un vestito di Etro con stampe colorate e geometriche, diverso dai soliti abiti.

 

 

Clementino guadagna invece il podio come peggior abbigliamento con un outfit fin troppo urbano e totalmente inadatto al contesto, jeans e felpa.

 

 

CI vediamo il prossimo mese con la prossima uscita di Forges of talent MODA!

 

 

LINK:

http://static.stylosophy.it/stwww/fotogallery/1200X0/382957/clementino-style.jpg

http://talkylife.it/wp-content/uploads/sites/8/2017/02/elodie-abito-lungo-etro.jpg

http://2.citynews-today.stgy.ovh/~media/original-hi/43500830775320/conti-de-filippi-3-2-3.jpg

http://velvetstyle.it/wp-content/uploads/2017/02/mariadefilippi2.jpg

http://static.stylosophy.it/stwww/fotogallery/845X0/383207/diana-del-bufalo-sanremo-2017.jpg

http://static.stylosophy.it/stwww/fotogallery/1200X0/383145/abito-atelier-versace-per-marica-pellegrinelli.jpg

http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/large/public/foto/2016/12/09/1481294646-sanremo-teatro-ariston.jpg

Comment

Cioccol'Amo

Comment

Cioccol'Amo

“9 persone su 10 amano il cioccolato. La decima mente” - John Tullius

Bentornati amici forgini, quanti "bugiardi" in mezzo a noi?!

Che sia fondente, al latte, bianco.. in tavoletta, crema o salsa per accompagnare l'arrosto poco importa... il cioccolato è sempre il numero uno! 

Noi Infrigo amanti del cioccolato, non ci siamo lasciate sfuggire un'occasione unica, ed eccoci in partenza per Milano, destinazione "Salon du Chocolat", arrivata alla seconda edizione. Food lovers, intenditori e professionisti tutte insieme per assaggiare, sperimentare e scoprire le diverse sfumature del cioccolato in una quattro giorni dove gusto, amore e passione sono stati gli elementi chiave.

Tante le star dell’evento: Carlo Cracco, Iginio Massari, Davide Oldani, Davide Comaschi, Andrea Besuschio e Marcello Ferrarini ma il protagonista indiscusso dell’evento milanese è stato lui, il Re del cioccolato, il giudice più temuto di Bake Off Italia, il severo presentatore di Che diavolo di Pasticceria: Ernst Knam, uno dei volti più popolari della pasticceria italiana.

In esclusiva per la manifestazione, ha realizzato la scultura in cioccolato a tema San Valentino ispirata al Bacio di Rodin, 180kg di cioccolato trasformati in arte, che ha accolto gli ospiti al loro ingresso.

Ma non solo: uno stand completamente dedicato di 60 metri quadrati, dove lo chef Knam ha eseguito le sue celebri masterclass, incontrando fan e appassionati... Infrigoveritas comprese = ) !!!

Il salon du chocolat è stata un’occasione speciale per radunare i maitre chocolatier e le eccellenze del settore in una kermesse ricca di eventi, show e cultura.

Nella serata inaugurale si è svolto anche il Chocolate Fashion Show, un’interpretazione del cioccolato di alto livello nel mondo della moda dove stilisti e cioccolatieri hanno fatto sfilare le loro deliziose creazioni durante la serata di gala. 8Opere esposte in galleria per tutta la durata dell'evento! Vi postiamo, qui sotto il link del video ufficiale dell'inaugurazione!

 

Abbiamo visto come si lavora una fava di cacao, assistito a due show cooking del maestro Knam e assaggiato un infinita di prelibatezze dolci e, a sorpresa salate, tutte a base di cioccolato.

Ecco qualche assaggio anche per voi ChocoLovers!!!

Al prossimo mese!!!

Anna e Gerogia

Salon du Chocolat - Milano 2017 - Taglio del Nastro

Salon du Chocolat - Milano 2017 - Taglio del Nastro

... cioccolatini Pomodoro e Mozzarella?! Per Knam... Si!

... cioccolatini Pomodoro e Mozzarella?! Per Knam... Si!

BeWell - Perugia

BeWell - Perugia

Chocolate in a Bottle - Uve Chardonnay e cioccolato belga

Chocolate in a Bottle - Uve Chardonnay e cioccolato belga

Comment

ACCIDENTALLY IN WORDS

Comment

ACCIDENTALLY IN WORDS

Cari Followers,

in questo periodo sono molto nostalgica..

mi sono resa conto che mi mancano immensamente i nonni, quelli che purtroppo se ne sono andati già da qualche anno.

Sono molto sola qui, come già sapete, e pagherei per poter telefonare alla mia nonna preferita come ai vecchi tempi e chiacchierare per ore con lei.

Sfogarmi di tutti i miei problemi, ascoltare i suoi saggi consigli e persino piangere: un’abitudine che è svanita da tempo.

Mi manchi nonna!

Mi manca venire a trovarti, salire quattro piani di scale a piedi e sentire già il profumo del tuo purè e delle favolose cosce di pollo.

Ogni volta che preparo il purè secondo la tua ricetta, mi sembra di rivedere il nonno che sbucciava le patate e tu che passavi ore a cucinare i miei piatti preferiti per farmi felice.

Col senno di poi, realizzo quanto io fossi al centro della tua attenzione.: eri disposta a tutto per vedermi sorridere.

Mi ricordo le ore che hai passato al freddo sulla panchina del lunapark, mentre io andavo sulla giostra dei cavalli e quando mi dicevi che era ora di andare a casa io volevo sempre fare “l’ultimo giro”.

Ti chiedo scusa nonna, per essere stata egoista e non averti ascoltato.

E tutti i giochi che vedevo in televisione e pretendevo di avere e il nonno voleva comprarmeli e il papà e la mamma glielo impedivano?! Devo ammettere che se fosse stato per voi avrei avuto tutto quello che volevo e sarei diventata decisamente viziata.. so che voi lo facevate in buona fede, ma meno male che la mamma gestiva la situazione.

Mi dispiace, ma a quell’età non me ne rendevo proprio conto.

Sorrido sempre quando ripenso alle serate passate a guardare “la corrida” in tv, quando mi fermavo a dormire da voi e tu mi tenevi la mano finché non mi addormentavo, stando tutta rattrappita sulla poltrona a fianco al mio letto. Avresti fatto qualunque cosa per me e, ovviamente, anche il nonno.

Non sai cosa darei per averi di nuovo qui con me oggi!

Mi spiace di non aver dato a te e al nonno soddisfazioni, ma hai sempre saputo che non sono il tipo di ragazza che trova un lavoro fisso, si sposa, ha dei figli ecc. Decisamente no!

So che mi guardi da lassù e prima o poi troverò il modo di renderti davvero fiera di me.

Stavolta ho le idee chiare, ho capito che non ho più tempo da perdere.

Combatto ogni giorno per raggiungere il mio obiettivo, anche se ciò comporta tristezza e malessere.

Mi faccio coraggio pensando che il giorno che conquisterò la meta verrò ripagata di tutto questo periodo negativo.

Guarderò il cielo e penserò a te e al nonno, nella speranza che siate orgogliosi di me. 

Per sempre nel mio cuore.

 

Silvia SISSY Castello

 

   

Comment