Vi ricordate il 2005? Ormai che ci avviciniamo al 2017 quell'anno lo ricordiamo sempre con maggior affetto e malinconia, com'è nella natura umana; ma come variano i nostri sentimenti, anche i nostri ricordi legati ad esso variano e più passa il tempo, più le sensazioni, i ricordi ed i colori ad essi legati sbiadiscono, esattamente come una vecchia foto.

L'anno scorso pubblicai qui su Forge un articolo riguardante l'importanza della luce, ponendola come base dell'importanza di una immagine. Oggi esploreremo assieme quello che io ritengo il 3° gradino della scala gerarchica, lasciando anche un po' di mistero sulla seconda posizione che magari affronteremo in un altro articolo successivamente: il Colore.

Facciamo un po' di storia: il fisico Isaac Newton dimostrò sperimentalmente nel 1676 come servendosi di un prisma triangolare la luce bianca del sole possa venire scomposta nei colori dello spettro. Se con una lente convergente si ricompone tale gamma su un secondo schermo, per addizione cromatica si ha di nuovo una luce bianca. Due colori che sovrapposti danno il bianco, si dicono complementari.

Interessante invece fu la posizione di Goethe, il quale affermava nel suo libro "La Teoria dei Colori" (in tedesco Zur Farbenlehre) è un saggio del 1810 e pubblicato a Tubinga. Contrapponendosi alla teoria di Newton, sostiene che non è la luce a scaturire dai colori, bensì il contrario; i colori non sono «primari», ma consistono in un offuscamento della luce, o nell'interazione di questa con l'oscurità. Il trattato è lungo e complesso ma sostiene una parte fondamentale dell'osservatore e non solo della mera luce, conferendo maggior potere all'uomo.

In ogni caso, ogni colore e' costituito da tre componenti: Tonalità, Luminosità, Saturazione.

La Tonalità è un colore "puro", cioè con una sola lunghezza d'onda all'interno dello spettro ottico della luce. In pittura il colore "puro" e' senza aggiunta di pigmenti bianchi o neri.

La Luminosità specifica la quantità di bianco o di nero presente nel colore percepito.

La Saturazione è la misura della purezza, dell'intensità di un colore.

Ora che abbiamo iniziato a vedere da cosa è composto un colore, quali sono le sue peculiarità possiamo iniziare a suddividere i colori stessi secondo alcune regole ormai universalmente riconosciute ed alle quali ogni fotografo o pittore dovrebbe attingere per creare delle belle immagini.

I sette colori dello spettro solare si suddividono in: 

  • colori primari: il magenta, il giallo, e il blu. I colori primari sono diversi uno dall'altro, e non si possono ottenere con mescolanza di altri colori.
  • colori secondari: i colori secondari si ottengono mescolando a due a due i colori primari. Sono: arancione, verde e violetto (o colori secondari) e l'indaco, che è una variazione del viola.

Mescolando fra di loro i colori secondari, in ogni combinazione possibile, riusciremo a ottenere e tutti colori esistenti in natura.

Discorso diverso invece per la gamma dei colori suddivisi per la loro vivacità in tre diverse classi. In linea di massima le tre gamme sono individuate da alcuni colori principali, ovviamente i colori che la compongono in effetti sono moltissimi.

  • La gamma fredda comprende : blu, viola, verde
  • La gamma calda comprende : giallo, rosso, arancio
  • La gamma pallida comprende: tutti i colori che sono mitigati da varie tonalità di bianco o grigio.

I cosiddetti colori complementari sono due colori uno di fronte all'altro sulla ruota dei colori, ad esempio, blu e arancio, giallo e viola, rosso e verde. Quando una coppia di complementari ad alta intensita’ sono collocati fianco a fianco, sembrano vibrare e richiamare l'attenzione. Non tutte le combinazioni di colori, basato su colori complementari sono forti e impegnativi, se i colori sono di bassa intensita’ il contrasto non e’ troppo duro. L'intensita’ puo’ essere modificata solo mescolando un colore con il suo complemento, che ha l'effetto di neutralizzare visivamente il colore. Cambiando i valori dei colori, con l'aggiunta di bianco o nero, si otterrà un effetto di ammorbidimento.

Se si accostano due colori complementari si ottiene un effetto di massimo contrasto rafforzando la luminosita' di entrambi.
Se si pone un colore luminoso al centro del suo complementare meno luminoso, l'effetto di contrasto risulta particolarmente evidente.


Michele Eugene Chevreul (1786-1889) fu uno scienziato, che si occupò del colore ed influenzò in modo determinante la storia dell'arte. Le sue scoperte sull'influenza reciproca dei colori e il suo sistema di classificazione dei colori, furono studiate e applicate da molti pittori.

Lo scienziato si accorse che certe tonalità di rosso, se venivano accostate al verde risultavano vivaci, mentre se accostate al giallo tendevano ad essere più spente. Sostanzialmente Chevreul capì, che due colori accostati tra di loro tendevano a tingersi l'un l'altro del corrispettivo colore complementare. Il giallo tendeva a colorare di un blu violaceo i colori vicini, il rosso di un verde tendente all'azzurro, il blu di un giallo aranciato. 

Dall'osservazione e dallo studio di questi fenomeni Chevreul formulò la legge dei contrasti simultanei: Due colori adiacenti, vengono percepiti dall'occhio in modo diverso da come sono realmente.

Uno degli aspetti sicuramente più affascinanti del colore sono ovviamente le reazioni che essa scatenano nell'osservatore:

  • Rosso: amore, passione, vigore, coraggio, rabbia;
  • Giallo: felicità, spensieratezza, freschezza, chiarore;
  • Arancione: entusiasmo, fascino, felicità, creatività, azione;
  • Verde: crescita, salute, pace, sicurezza, successo;
  • Blu: stabilità, fiducia, lealtà, confidenza;
  • Nero: mistero, potenza, eleganza, sconosciuto, paura;
  • Viola: regalità, nobiltà, lusso, ambizione;
  • Bianco: innocenza, purezza, pulizia, semplicità.

Ma i colori non sono netti e separati. Non esistono dei gradini che portano da una tonalità all’altra, ma una costante salita che pian piano passa tutta la scala cromatica. Quindi ci può essere un blu con elementi di viola, un giallo con un po’ di arancione, infinite tonalità di grigio fra il bianco e il nero.

E qui l’interpretazione si fa più complessa. Come si interpreta un colore a metà fra giallo e arancione? Suscita un po’ tutte le emozioni? Gli studi sono stati svolti finora solo su colori ben definiti, visto che il settore è molto difficile da analizzare. L’elenco qui di sopra è una guida semplice e schematica di tutti i colori, ma non è perfetta.

Come abbiamo visto riassunte in questo articolo, con non poche difficoltà, le proprietà dei colori sono davvero molteplici e nascono da una componente fisica reale ma che vanno a creare trame e sottotrame di colorazione, influenzando l'osservatore umano o meno (pensate alle colorazioni degli insetti o funghi, volutamente sgargianti per selezione naturale, per scoraggiare eventuali predatori) ed influenzandone non solo la percezione ma anche le sensazioni legate ad esso.

Ovviamente tutto ciò si lega a doppio filo con la fotografia e con la pittura, influenzando ovviamente la scelta del colore rispetto al bianco e nero o anche tra colore e colore; il colore in fotografia influenza ed è stato influenzato dalla moda e dagli usi di un determinato periodo, oltre ovviamente ai limiti tecnici e tecnologici. Al giorno d'oggi questi limiti sono stati quasi del tutto eliminati con l'introduzione della fotografia digitale e con l'uso di strumenti quali photoshop i quali includono regolazioni di colore, luminosità, saturazione e bilanciamento dei colori di ogni tipo.

Se dopo questo articolo foste ancora curiosi di conoscere di più questo vasto mondo potreste dare una possibilità ad un libro molto bello che sto recentemente leggendo e che tratta proprio dell'argomento: "Color: A Course in mastering the art of mixing colors" di Betty Edwards; vi stupirà.

Mattia Corbetta

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