#31 Back in Action

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#31 Back in Action

A volte chiedere scusa è d'obbligo, a maggior ragione se si salta a pié pari un intero mese, per cui è con il cuore in mano che chiedo scusa a tutti, a voi lettori di Forge per questa lunga assenza che ha visto slittare il mese di settembre per ritrovarci ad ottobre!  Purtroppo a volte non riusciamo sempre a stare dietro alle nostre vite, ai nostri lavori, senza parlare della vita privata e questa volta non sono proprio riuscito a dedicarmi come avrei voluto a questa parte di cuore che è il nostro e vostro amato Forge.

Detto questo vi ridò il mio più caro benvenuto in questo numero di ottobre e spero vivamente di sentire il vostro calore ed il vostro supporto in questo fredda alba d'inverno e come sempre da tutto lo staff, buona lettura!!

Mattia Corbetta

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Remember to be a WOMAN

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Remember to be a WOMAN

Buongiorno a tutti! L'argomento che andrò a trattare oggi riguarda quasi esclusivamente il mondo femminile e, in particolar modo, le donne che, prese dai troppi impegni e stress della giornata, si dimenticano di essere DONNE e di curare il proprio aspetto, a partire dal proprio modo di vestire! Quante volte vi è capitato? Vi suona la sveglia (quella che tanto odiate e continuate a rimandare di prima mattina); nel continuare a rimandare la sveglia non vi accorgete del reale scorrere del tempo e quando vi prestate ad aprire l'occhio, leggermente piu' attivo, per guardare l'ora vi accorgete che si è fatto tardi ed è arrivata l'ora di incominciare ad affrontare la lunga giornata che vi attende! Aprite l'armadio e , sempre fissando ad intermittenza l'orologio, prendete le prime due cose che vi passano per le mani e le indossate alla svelta senza prestare particolare attenzione ai particolari! Vi truccate di corsa salendo in auto e correte al lavoro. Questa scena si ripropone poi , in diverse situazioni, in svariati momenti della giornata fino ad arrivare alla sera quando , esauste, vi infilate sotto le coperte nella speranza che la notte non passi , anch'essa, con troppa fretta. Beh lasciate che vi dica una cosa... Sta proprio nella cura dei particolari il vostro buon inizio per una giornata felice e per il vostro benessere. Consumate dagli impegni e dallo stress vi dimenticate troppo spesso di darvi la giusta importanza. Non e' sicuramente semplice ma si tratta di avere ordine mentale e l'ordine si riflette in tutto ciò che facciamo influenzando il nostro benessere. Si tratta di imporsi alcune regole da seguire e vi assicuro che vedrete i risultati prima di quanto vi aspettiate. Per esempio non rimandate la sveglia troppe volte, alzatevi 15 minuti prima del solito, aprite quell'armadio e scegliete con cura l'abito che piu' di tutti vi si addice e che meglio si abbina con la collana che avete scelto o con il profumo che vi siete comprate il giorno prima. Regalatevi del tempo per evidenziare la vostra bellezza e curate i particolari, state attente al colore del vostro abito, inciderà sull'umore che avrete durante la giornata, quando vi troverete in mezzo alla gente e vi sentirete belle, vi sentirete anche più' aperte a relazionarvi. Vedervi belle fuori vi far sentire anche più' belle dentro! Non lasciatevi schiacciare dai ritmi che la società ci impone , Dovete amarvi e dovete godere dei piccoli momenti che avete per curarvi , dovete sentire scivolare sulla pelle ogni singola fibra del tessuto che indossate e dovete fare in modo che l'abito vi vesta e vi accompagni per tutta la giornata prendendo un'anima sua propria, un proprio carattere perché è questo che fanno gli abiti!! Vivono! Se vengono valorizzati e vengono scelti con cura, essi prendono vita e anima, ci accompagnano e ci colorano come meglio preferiamo essere colorati! Quindi non dimenticate di essere DONNE!! Non dimenticate di farvi belle e soprattutto non tralasciate i particolari! Studiatevi e osservatevi di fronte ad uno specchio , capite i vostri tempi, quelli necessari per avere i migliori risultati e vi assicuro che affronterete le giornate con tutt'altra energia!!!

Tatiana Fusi

 

 

 

immagine:

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ACCIDENTALLY IN WORDS

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ACCIDENTALLY IN WORDS

Cari Followers,

non so esattamente come definire l’argomento di cui vorrei parlarvi questo mese, ma or cercherò di rendervi l’idea.

Purtroppo non sto attraversando un periodo facile, ogni giorno mi trovo alle prese con bambini i cui genitori hanno deciso di separarsi e ho constatato, mio malgrado, che rispetto al passato questa situazione è molto più comune.

Non è mia intenzione scrivere un intero articolo per giudicare o criticare genitori separati, ma dal momento in cui questo problema mi tocca da vicino, ho pensato di parlarne nella speranza di ottenere i vostri consigli.

La mia riflessione è incentrata sui bambini, che si trovano catapultati in una situazione spiacevole, ovviamente non voluta da loro, e spesso sono colore che ne risentono più negativamente.

Se vi fermate un attimo a riflettere noterete che in effetti non sono i figli che hanno problemi a vivere tutti sotto lo stesso tetto come una famiglia, ma gli adulti che non riescono a portare avanti la loro vita di coppia.

Mi ricordo che quando frequentavo la scuola elementare nella mia classe solo un paio di compagne avevano vivevano con la mamma e trascorrevano i weekend col papà e io e i miei mici eravamo letteralmente scioccati da tutto ciò. Perché in quegli anni, fortunatamente, era ancora poco comune mandare all’aria matrimonio e famiglia.

Attenzione, non voglio assolutamente esprimere giudizio sul concetto di matrimonio o legame amoroso; capisco perfettamente che in alcuni casi è indispensabile ricorrere alla separazione come unica soluzione. Ma è un cambiamento radicale che va affrontato con l giusta attenzione, soprattutto nei confronti dei più piccoli.

Ovviamente un clima famigliare teso e genitori irascibili e sempre nervosi non rappresentano l’ambiente ideale per crescere i figli, ma dal punto di vista dei bambini?! Ci siamo mai chiesti effettivamente loro cosa ne pensano del fatto che il loro concetto di casa e famiglia potrebbe drasticamente essere sconvolto?!

Sfortunatamente il classico ragionamento degli adulti è quello di “tagliare fuori” i piccoli dai loro problemi, pesando di farli soffrire meno.

Mi chiedo se, a volte, non varrebbe la pena di rendere partecipi i figli di ciò che sta accadendo e cambiando all’interno del nucleo famigliare, dato che anche loro ne fanno parte.

Prendere decisioni in segreto credendo di proteggere e tutelare i propri bambini, per poi metterli comunque davanti al fatto compiuto e stravolgere la loro vita da un giorno al’altro forse non è esattamente un comportamento da adulto… 

L’aspetto a cui viene dato poco peso è che tipo di impatto può avere questo drastico cambiamento di vita sui più giovani. Mi spiego meglio: due adulti che iniziano a non andare più d’accordo decidono di lasciarsi e , probabilmente, i loro problemi hanno buone probabilità di essere risolti, iniziando una nuova vita da single, forse anche migliore della precedente. D’altro canto i figli dovranno adattarsi alla nuova routine: affrontare eventuali traslochi, spostarsi dal padre durate il weekend, cambiare addirittura scuola, rinunciare a certe attività o amici. La decisione presa dagli adulti può avere riflessi notevoli sulla vita dei figli e deve essere ponderata con attenzione e gestita nei minimi particolari.

Ma non voglio parlare solo di situazioni negative, perché ci sono anche casi in cui cambiamento fa rima con miglioramento e, giustamente, voglio mettere in luce anche questo lato della medaglia.

Se ci si sforza di vivere sotto lo stesso tetto solo per spendere il tempoa litigare, rovinando l’esistenza di chi non ha colpe, allora meglio separarsi e gestire con criterio la situazione.

Vi ricordo che i bambini, anche quelli più piccoli, hanno una sensibilità e un modo di vedere le cose che noi adulti non ci aspettiamo e sovente tendiamo a sottovalutare il loto magnifico potenziale.

Quindi cercate sempre di dare ai piccoli libertà di pensiero e parola, non estranea teli dalle conversazioni perché pensate che non ci arrivino. In realtà possono arrivare al punto molto rima di quanto avevate preventivato, con una spontaneità e naturalezza a volte disarmanti.

Dovremmo sempre dare ai bambini il tempo necessario er assimilare le nostre scelte e la possibilità di adattarsi ad eventuali cambiamenti.

Se riuscirete a collaborare con i vostri figli saranno proprio loro a darvi la forza e il coraggio per fare il prossimo passo.

Lancio un appello a tutti voi lettori, sperando che lo accogliate positivamente.

Non ho scritto questo articolo per essere critica nei confronti di nessuno, vorrei solo il vostro onesto parere, da chi per età ed esperienza ne sa più di me. Spero vivamente di ottenere un feedback costruttivo stavolta.

 

Grazie come sempre a Forge che da sempre è la mi psicologa di fiducia e a tutti voi ch vi fermate a leggere la mia rubrica, nonostante i vostri mille impegni.

 

La vostra

Silvia SISSY Castello

 

 

     

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RITORNO ALLA TERRA

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RITORNO ALLA TERRA

Fin da piccolo ho da sempre trovato affascinante la bellezza di un vigneto sapientemente curato: i suoi intensi profumi, i suoi vivaci colori autunnali,  la sua rigogliosa vegetazione e le forme regolari dei suoi campi  creano nell'animo di chi è attento ad osservare un connubio di piacevoli sensazioni di tranquillità e di pace.  .

Un Architetto  per poter progettare questi luoghi ha bisogno di scrutare attentamente il duro lavoro di un vignaiolo: prima di tutto deve  respirare ed assaporare il paesaggio che ha di fronte, così da catturarne gli elementi essenziali necessari alla successiva progettazione e in seguito deve scoprire  ogni singolo processo lavorativo in modo da poter ideare spazi efficienti alla produzione.  Una cattiva e frettolosa ideazione di questi concetti base porta alla formazione di locali inadatti all'attività lavorativa; essi, infatti, se progettati male possono vanificare tutti i benefici dati dalle tecniche agricole adottate rischiando seriamente di compromettere la qualità del prodotto finale.

Come avrete capito questo mese con questo articolo si respirerà , l'incontaminata e salutare aria di campagna! Infatti vorrei condividere con voi alcuni progetti di Aziende Vitivinicole italiane che mi hanno maggiormente colpito:  sia nelle linee progettuali che nella scelta dei materiali.

 

BUONA VISIONE!!!

 

 

STUDIO ARCHEA ASSOCIATI

CANTINA ANTINORI – BARGINO SAN CASCIANO VAL DI PESA (FI) 

Passando per il Raccordo autostradale Firenze-Siena ci si imbatte in un’ inconsueta costruzione che si confonde con il paesaggio circostante.  Un’ Architettura che a mio avviso riflette lo spessore sociale e culturale dei luoghi di produzione del vino toscano. L'idea di base è molto originale, difatti ci si trova di fronte a una copertura  continua che definisce un nuovo piano di campagna su cui si delinea l’impianto a vigneto. Dei tagli orizzontali fanno da cornice al panorama mozzafiato delle colline del Chianti e allo stesso tempo permettono alla luce diretta del sole di penetrare all’ interno degli ambienti.  La peculiarità di questo progetto sono i differenti percorsi : discendente per quanto riguarda i processi produttivi:  dall’ arrivo delle uve alla fermentazione nei tini e ascendenti per quelli dedicati al visitatore dal parcheggio interrato fino ad arrivare agli spazi espositivi-ristorante dei piani superiori.  Le aree dedicate al personale sono regolate da delle corti interne che prendono luce tramite degli enormi fori disposti sul vigneto sovrastante. Un progetto tecnicamente molto complesso ma che riesce bene a delineare l'idea concettuale del committente.

 

STUDIO ARCHICURA

CANTINA CASCINA ADELAIDE - BAROLO (CN)

Ci troviamo nelle incantevoli colline Piemontesi del Cuneese; in questa zona lo Studio Archicura progetta una cantina molto particolare a ridosso di un' antica cascina risalente al XVII secolo.  La sua particolarità consiste in una collina artificiale dolce e sinuosa che rispecchia l'andamento collinare esistente in cui viene inserita una vetrata trasparente che dà accesso all'azienda.

Questa imponente vetrata che dà accesso ai locali,  conduce il visitatore alla zona di degustazione; essa presenta una seconda finestra sulla zona di produzione alla quale si accede tramite una dolce scala a chiocciola; gli ospiti in questo modo possono seguire tutto il processo produttivo all' interno della zona di lavorazione. Ciò che contraddistingue il piano terra, sia internamente che esternamente, è una fitta maglia di pilastri rossi con struttura ad albero, essi definiscono gli spazi principali e sorreggono la copertura a giardino pensile sovrastante. 

 

WALTER ARAGONESE, RAINER KOBERL, SILVIA BODAY

CANTINA MANICOR ITALIA 2004 - CALDARO (BZ)

 

La nuova cantina progettata intorno al 2004 si affianca alla vecchia tenuta di Manicor risalente al XV Secolo; anche qui si è scelto di sviluppare i 3000 mq di superficie al di sotto delle vigne e lasciare visibili allo sguardo i locali destinati al pubblico. All'interno dell'azienda troviamo locali come come: area di servizio, zona vendita, zona di degustazione, zona di produzione ecc... I  45 ettari di terreno della tenuta,  garantiscono alle uve un microclima ideale grazie all'ideale esposizione verso sud est - e sud - ovest e alla giusta ventilazione data dalla posizione strategica tra lago e montagne.

La cantina è costituita in gran parte da cemento trattato con sostanze organiche  al fine di  garantirle una colorazione finale sul beige in modo da uniformare la colorazione del nuovo edificio sia all'antica preesistenza quattrocentesca e sia ai muri di pietra che fungono da contenimento della vigna; al di sotto della collina viene ricavato inoltre anche un corridoio perimetrale di ventilazione e umidificazione che consente, grazie a delle pompe di calore, di garantire la giusta temperatura, e il giusto confort termico all' interno degli ambienti.

 

Il tema della Viticoltura è un argomento che mi sta molto a cuore, sicuramente torneremo a visionare qualche altro bel progetto nei prossimi numeri!! Per ora vi saluto e vi dò appuntamento al prossimo mese!

 

TIZIANO ZERBO

 

CREDITS

http://www.architetto.info/news/progettazione/architettura-del-vino-la-cantina-ipogea-di-cascina-adelaide-a-barolo/

http://www.archdaily.com/371521/antinori-winery-archea-associati

http://www.manincor.com/it/la-nuova-cantina.html

Chiorino F.  Maroni L., Architettura e vino , Verona, Electa, 2008.

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Una mostra all'improvviso: Salvador Dalì

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Una mostra all'improvviso: Salvador Dalì

Agosto è quasi finito, e con le giornate e il clima che cambia decidi di goderti l’ultimo weekend di un’estate nel migliore dei modi, in un luogo mai visto pronto ad essere scoperto.

Invece di optare per il mare che sarebbe stato gettonatissimo, giriamo la bussola verso una zona vicina a Varese, a poco più di un’ora e mezza di viaggio in moto.

Quando il paesaggio inizia a diventare collinare e il profumo dei vigneti diventa sempre più forte arriviamo ad Acqui Terme, una cittadina tranquilla dell’alto Monferrato.

Un luogo che riporta a vecchi ritmi, le persone sono tranquille e amano la terra e le cose buone che essa può offrire.

In questo clima bucolico e quasi fiabesco, vengo a scoprire che sarebbe stata presente ancora per pochi giorni una mostra che non mi sarei mai aspettata di trovare qui: “Salvador Dalì: Materie dialoganti”.

In realtà non è la prima mostra di questo calibro ospitata ad Acqui Terme, l’anno scorso fu presente una mostra monografica di Pablo Picasso che riscosse un enorme successo.

Anche se non erano presenti le opere più famose dell’eclettico artista, è stata un’esperienza bellissima, ancor di più perché inaspettata.

Una mostra di grande impatto visivo per le opere esposte, eseguite con materiali e tecniche differenti che si articolano tra pitture, grafica, illustrazioni, fotografie, sculture in ceramica, oro, vetro, bronzo, e oggetti d’arredo. La coinvolgente suggestione creata dalla varietà delle opere del pittore spagnolo, tutte coerenti al suo stile surrealista, suscitano forti emozioni, trasportandoli in un percorso fantastico e carico di simbolismi.

Si parte già dell’esterno del palazzo con l’imponente “Profilo del tempo” che risplende maestoso tra i raggi del sole.

Entrando nell’edificio invece si percorrono cinque sale, visitabili a propria scelta perché ognuna ripercorre temi diversi.

SALA PRINCIPALE

“L’Elefante Spaziale” appare subito davanti ai miei occhi: un animale con zampe lunghe e sottili che porta sul dorso un enorme obelisco, simbolo del potere del faraone (riportandosi alle Tentazioni di Sant’Antonio).

Attorno alla scultura si trovano invece la serie di litografie intitolate “I sogni umoristici di Pantagruel” e la “Sedia Leda”, un oggetto dal design unico realizzata in ottone lucidato e verniciato che rappresenta due capisaldi dell’ideologia daliniana: l’instabilità causata dalle tre gambe e la continuità del tempo esaltata invece dalla linea curva.

SALA DUE

La protagonista della sala è la “Venere Giraffa”: la testa classica di una venere è adagiata sul collo lungo ed esile di una giraffa, per poi terminare con il suo corpo che però avanza nello spazio con un cassetto sorretto da una stampella.

SALA TRE

La sala è dedicata al tema del tempo, tanto caro a Dalì.

Sono presenti due sculture emblematiche:

“La persistenza della memoria” composta da un orologio molle appoggiato su un ramo rappresenta l’idea che Dalì ha del tempo: esso non è preciso in termini scientifici, ma è variabile a seconda della percezione di ogni singolo uomo. Quando stiamo vivendo un momento piacevole il tempo scorre velocemente, mentre quando ci si annoia o siamo a disagio passa molto lentamente.

“Donna del tempo” : una giovane donna sorregge un fiore e un orologio molle, simboli di una bellezza che è schiava del tempo.

SALA QUATTRO

Le opere presenti in questa sala vogliono sottolineare le diverse tecniche e i svariati materiali utilizzati dall’artista durante la sua carriera.

Opere in vetro come la “Triomphale” e la”Guitar” perfette per esprimere il concetto di metamorfosi in base alla percezione di ognuno della realtà: colori che cambiano in base alla luce, materie come il vetro che si evolvono passando dal morbido al solido.

Sono poi presenti le tavole della “Tauromachia Surrealista”, dove utilizza i suoi simboli più famosi: giraffe, stampelle, elefanti e cassetti al posto delle classiche scene di corrida.

E poi il meraviglioso “Cigno Elefante”: una piccola scultura in bronzo che diventa un cigno o un elefante in base a come viene appoggiata, trasformando la proboscide nel collo del cigno e le orecchie in ali.

 

SALA CINQUE

Nell’ultima sala è esposta l’opera più famosa, il “San Giorgio e il Drago”, ovviamente rivisitata dall’artista rispetto a quella della cultura classica.

Dalì diventa San Giorgio, che uccide il drago che rappresenta il modo di vedere l’arte secondo lui ormai sorpassato e la sua musa ispiratrice, l’arte surrealista, lo incita sullo sfondo.

Attorno a questa scultura ci sono diverse tavole dell’artista denominate “Immaginazioni e oggetti dal futuro”, dove troviamo ad esempio “Il telefono aragosta”: una delle preoccupazioni maggiori dell’artista è quella di trovare modi sempre nuovi di decontestualizzare oggetti in modo irrazionale, dando loro così un nuovo significato totalmente a discrezione dell’osservatore.

 

Una mostra completa, eclettica, fantasiosa e, perché no, strana, che coglie a pieno tutte le caratteristiche di Salvador Dalì, un artista inconfondibile e meraviglioso.

 

 

“Ogni mattina mi sveglio e, guardandomi allo specchio, provo sempre lo stesso ed immenso piacere: quello di essere Salvador Dalì”.

Valentina Poerio

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Suicidio o No?

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Suicidio o No?

Settembre è stato mio malgrado un mese abbastanza weird, strano, in quanto non ci sono state uscite rilevanti nel mondo del videogioco, del board game o dlle carte collezionabili.

Avrei avuto un valido argomento in Final Fantasy 15, ma Square ha deciso di posticiparlo a novembre, avrei potuto accennare qualcosa di the Last Guardian, ma stamattina scopro che lo hanno rinviato al 7 dicembre, e quindi mi trovo un po alle strette di argomenti..la nuova espanzione di magic esce il 30 settembre, e quindi anche li ciccia..

 

Di comune accordo con il capo, ho deciso di divagare in una rubrica che da tempo ormai la nostra Vale non riesce più a seguire, ovvero il cinema, ma non il cinema che di cui vi parlava lei, io intendo i film con soggetto i supereroi dei fumetti, e nello specifico di questo numero, quelli di casa Dc Comics.

 

Ovviamente mi sto riferendo all'ultimo film di David Ayer, il tanto acclamato quanto criticato Suicide Squad, che prende spunto appunto dall'omonimo fumetto politically scorrect dove i buoni sono i cattivi, ma procediamo per gradi.

 

Premetto che secondo me, personale opinione, è un film che è piaciuto o piacerà se non lo avete ancora visto ai fan del fumetto, i "babbani" se così vogliamo dire non capiranno molte cose perchè appunto, molte cose vengono travisate o tralasciate a seconda del contesto.

Ho letto e riletto critiche, visto e rivisto video recensioni di presunti saccenti del cinema, ma ho dciso di andare a vederlo comunque, e per me, il verdetto è OK, ma fino a una certa; la storia sinceramente non ha un background di quelli clamorosi, è abbastanza pressapochista, come la caratterizzazione di alcuni personaggi lascia abbastanza a desiderare, alcuni sono stati definiti molto bene.

Strutturalmente la pellicola va via in maniera piacevole senza troppi tempi morti, è un buon mix di humour ed azione, anche se a dirla tutta hanno inserito troppe parti troppo melense, vedi Harley e Joker, Deadshot e figlia per rendere magari più piacevole il film al gentil sesso.

 

Partiamo da cosa non mi ha colpito: in primis alcuni personaggi originali del fumetto non sono stati inclusi, vedi il re Squalo, sostituito da Killer Croc che con la SS centra ben poco (ma è stata una mossa commerciale, in modo da poter ricondurre ad Arkham nel prossimo film di Batman credo), e da un certo Slipknot che dura si è no 5 minuti nel film e quindi evito di consumare la tastiera scrivendoci sopra..Boomerang veramente ridicolo, non serve a nulla se non a bere birre e a fare battute veramente di serie Z, mentre El Diablo anche se originariamente non esisteva, è stato una nota positiva, al pari di Harley Quinn e di Deadshot, anche se con la storia della figlia ce la mena un pò troppo.

La caratterizzazione del villain di turno, Enchantress, che prima si aggrega alla Squad e poi nel bel mezzo di un attacco si dileguea e si trasforma nel nemico da battere, interpretata da Cara Delevigne, resta purtroppo senza una spina dorsale, passa tutto il film a creare questa fantomatica arma per distruggere il mondo senza mai dare un senso di fisicità se non nel combattimento finale, che può piacere o meno.

Merita un discorso a parte Joker, interpretato da Jared Leto, mi sarei aspettato di vederlo di più, molti hanno criticato il poco uso del personaggio, ma secondo me Ayer ha sfruttato appieno le scene chiave per presentarlo e usarne la rpesenza scenica, alla fine sono stato comunque soddisfatto sia dalla performance di Jared sia dal contributo che il Joker ha dato alla pellicola; porbabilmente nella versione domestica in Blu Ray avremo tutte le scene tagliate e non messe nel cut finale del film, e li ce lo potremo godere appieno.

Mi è piaciuta molto Harley, Margot Robbie è riuscita ad esprimere appieno la follia del suo personaggio entrandoci dentro e indossandolo come un vestito, lei sicuramente rimane la parte migliore di tutto il film.

Amo Will Smith, ma probabilmente questo non era un film adatto a lui, non me lo sono visrto molto nei panni di Floyd Lawton, peccato, poteva essere una buona chance per qualcun'altro.

Katana ovviamente non centra assolutamente nulla con la Tatsu Yamashiro del comic, e idem la sua spada Soultaker viene veramente mal indicizzata, rendendola al pubblico come una psicopatica, cosa che assolutamente non è...

Menzione d'onore ASSOLUTA, e ripeto ASSOLUTA alla colonna sonora veramente di un altro livello, sfruttando rock anni 80 pezzi hiphop e classici degli anni 70 hanno dato vita ad un mix che tiene sempre alta l'attenzione sullo spettatore, forse la cosa meglio riuscita dell'intera pellicola.

 

Torno al discorso critiche, ho visto video di gente che dice : non me ne intendo di fumetti, o no li conosco nel particolare...e allora, cosa parli??

se non hai la minima idea di cosa sia il fumetto e non lo hai mai letto, perchè ti osi avventurare in qualcosa di cui sai poco e nulla, recensendolo come se sapessi tutto?

Io queste cose non le capisco..vuoi recensire? Si? Bene leggi il fumetto poi guardi il film e solo allora puoi parlare...

 

Dopo questo sfogo, conclusione: film adatto ai fanboy DC sicuramente, un po meno ai casualoni che non masticano fumetti di Batman e company, gradevole nel suo complesso nonostante le imperfezioni ci siano.

 

Alla prossima boyz, sperando di rientrare nel mio campo preferito, la NERD-cultura!

 

Lorenzo Ferrari

 

CREDITS 

www.gamesvillage.it

www.dailymail.co.uk

www.wall-alphacoders.com

www.comingsoon.it

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Music Fall

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Music Fall

Le classifiche di Billboard sono "le classifiche"per eccellenza. Anche nel continente Europeo si guarda a quel nome con un rispetto molto molto forte. Se un artista finisce in Top 200 della classifica Billboard è da tenere d’occhio. Se finisce in Top 20 è da tenere molto d’occhio. Se finisce in Top 10 è una sorta di sicurezza, come la pioggia il primo giorno di vacanza. Così almeno era fino a questa estate che ha segnato, complici i nuovi modi di ascoltare musica, una sorta di baco, un Billboard Bug, che potrebbe fungere da precedente e che, quantomeno, ha fatto divertire parecchi addetti ai lavori.

Ne ha parlato per primo il New York Times ma a chi guarda a quelle classifiche con attenzione e dedizione la faccenda era già saltata agli occhi. Succede che da tempo, e questa non è una novità, la musica non la si acquisti più fisicamente. Prima ci sono stati i download e poi gli streaming. Billboard, come un po’ tutte le classifiche al mondo, ne ha preso atto e ha cambiato le proprie regole. Che suppergiù sono queste. Ogni 10 donwloads di brani contenuti in un album equivalgono a un album venduto fisicamente. E fin qui ci sta. Dieci è il numero medio di canzoni contenute in un album. Questo, ovviamente, potrebbe voler dire che sono stati acquistati dieci singoli contenuti in un unico album, ma è un modo approssimativo e tuttavia legittimo di considerare il download come qualcosa di molto vicino all’acquisto fisico di un album.

Con lo streaming la faccenda è un po’ diversa, quantomeno a livello di numeri. Ogni millecinquecento download nelle varie piattaforme, da Spotify a Tidal, passando ovviamente per Apple Music, equivale a un album venduto. Questa già sarebbe una notizia. Perché per fare un album ci vogliono millecinquecento streaming. Ma non è di questo che si vuole raccontare qui, perché di Spotify e affini si è già parlato e parlato. No, la notizia è che, per Billboard, che in qualche modo ha dovuto fare i conti con queste nuove tipologie di ascolto, se tre brani sono contenuti in una playlist, una playlist che abbia quantomeno la parvenza di un album, quindi con una copertina, un titolo, eccetera, anche se poi un album vero e proprio non esiste, e se questo album inesistente non è quindi in vendita da nessuna parte, bene, se tre brani sono raccolti sotto un titolo e con una copertina questi tre brani danno vita a un album virtuale, con buona pace di chi era abituato a ragionare alla vecchia maniera.

Così succede che la Epic Records, marchio storico in capo alla Sony Music, tiri fuori la compilation Epic AF, dentro le quali sono state tatticamente piazzate le hit estive Lockjaw di French Montana & Kodak Black, Don’t Mind di Kent Jones e Pick Up the Phone di Travis Scott & Young Thug, più un paio di pezzi da novanta di DJ Khaled. Risultato, nel mese di luglio la compilation Epic AF ha stazionato costantemente nella Top 10 di Billboard 200, anche se l’album è fisicamente inesistente. La faccenda è ovviamente saltata agli occhi di tutti, in verità per colpa di uno degli artisti di punta contenuto nella compilation fantasma, DJ Khaled, uscito col proprio attesissimo (nel mondo dell’hip-hop) album Major Key il 29 luglio. L’album è balzato immediatamente al numero uno della classifica, come era da aspettarsi, ma ha in qualche modo defenestrato la compilation che, fino a quel momento, ospitava i precedenti due singoli del nostro, For Free e I Got the Keys, poi confluiti nel nuovo lavoro di studio dell’artista e producer.

Epic AF, persi i numeri relativi a quei due singoli, è passata dal numero cinque al numero trentadue della classifica, stabilendo, appunto, il baco della faccenda. Curiosamente, se oggi uscisse un nuovo album, contenente sempre quei due singoli, potrebbe praticare lo stesso servizio a Major Key, travasando dati all’infinito. Ovviamente, lo Streaming Bug, chiamiamolo così, è stato troppo evidente per non lasciare cicatrici evidenti, così Billboard ha cambiato in corsa le regole, e ha in qualche modo stabilito che i brani non siano conteggiabili per più opere. Ma di fatto l’estate 2016 è stato, anche, quello del successo incredibile della compilation fantasma Epic AF.

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L'autunno in tavola!!!!

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L'autunno in tavola!!!!

Bentornati lettori di Forge!!!! L'autunno è arrivato con la sua esplosione di colori e la sua aria magica. Le giornate si accorciano e aumenta la voglia di stare a casa al calduccio e magari, perché no, cucinare qualche piattino delizioso e godiamoci la miglior stagione dal punto di vista enogastronomico!!!!

Allora ecco una piccola guida ai magnifici 10 frutti e verdure da mettere nel carrello della spesa di ottobre e, naturalmente, una ricetta da provare!

  • Zucca: Dici zucca, dici Halloween! Ma anche risotti, creme e vellutate... Ricche di carotenoidi e di fibra, ottimo diuretico naturale e fonte di vitamina A.
  • Funghi: Profumo di sottobosco e colori autunnali per eccellenza, fanno dei funghi un simbolo di stagione. Ingredienti dei piatti più ricchi, i funghi in realtà sono poco calorici, fonti di minerali come fosforo e potassio.
  • Cavolo: Anche se qualcuno potrebbe storcere il naso a causa del suo odore, il cavolo vince il premio come ortaggio più nutriente al mondo: più ricco di ferro della carne, fornisce acidi grassi omega 3 e omega 6 più del pesce, è fonte di fibre, calcio e vitamine. Non ci sono scuse per non mangiarlo. 
  • Radicchio: Potassio, magnesio, calcio, vitamine B, C, E, K... il radicchio è un toccasana per la salute. Ricco di acqua, fibre e antiossidanti, utile contro l'insonnia.
  • Barbabietola: Antiossidante, disintossicante, depurativa la rapa contiene ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, fosforo.
  • Uva: Una fonte di acqua con un giusto mix di carboidrati, fibre, proteine e pochissimi grassi. Ogni chicco è una perla di sali minerali, potassio, vitamina C , B e A
  • Cachi: Altamente energetico ricco di vitamine A, C, K e di sali minerali, ottimo per chi soffre di inappetenza, stress psicofico, stitichezza e per affrontare con energia i primi freddi. È anche un buon disintossicante per il fegato.
  • Kiwi: Ricchissimo di Vitamina C, fibre utili alla digestione, con un basso contenuto calorico, è ricco di polifenoli e fonte naturale di acido folico.
  • Melograno: Il suo colore vivace e la consistenza croccante e succosa dei chicchi lo rendono un frutto speciale e particolarmente versatile in cucina. Contiene flavonoidi e altre sostanze antiossidanti, efficaci nella prevenzione del cancro e alleato del cuore.
  • Prugne: Note per le capacità lassative, le prugne possono abbassare il colesterolo, utili in caso di anemia, sono fonte di fibre, potassio, vitamine C e B.

E un must dell'autunno, ovviamente, non può mancare nella vostra spesa: le castagne!!!

Ecco una ricettina veloce ma super gustosa:

Spaghetti alla zucca, salsiccia e funghi

Gli spaghetti alla zucca sono un primo piatto gustoso e veloce da realizzare. Questa semplice ricetta racchiude tutti i profumi dell'autunno, unisce tre ingredienti che si sposano perfettamente tra loro donando al piatto un sapore delicato e un gusto intenso.

  • 350 gr di spaghetti alla chitarra
  • 450 gr di zucca
  • 300 gr di funghi porcini
  • 200 gr di salsiccia fresca
  • ½ cipolla
  • 2 spicchi di aglio
  • 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 2 cucchiai di prezzemolo tritato
  • sale e pepe q.b.
  • ½ bicchiere di vino bianco
  1. Pelate la zucca, privatela dei semi, filamenti interni e pesate 450 gr di polpa. Tagliate la zucca a dadini piccoli, mettetela in una casseruola capiente e fatela rosolare con 2 cucchiai d'olio e un trito finissimo di aglio (1 spicchio).
  2. Fate cuocere la zucca per 15 minuti a fuoco dolce, aggiungendo 1 bicchiere di acqua calda fin quando risulterà morbida e parzialmente sfatta. Private la salsiccia della pelle, tagliatela con un coltello e fatela rosolare in un altra padella per 5 minuti, nel frattempo pulite accuratamente i funghi, preferibilmente porcini.
  3. Raschiate i porcini con un coltello affilato, strofinateli con un panno umido senza lavarli. Tagliate i funghi a lamelle non troppo sottili, metteteli nella padella con la salsiccia aggiungete con 2 cucchiai di olio e un trito finissimo di aglio e cipolla.
  4. Lasciate rosolare gli ingredienti per qualche minuto a fuoco vivace, bagnate con il vino, lasciatelo evaporare poi aggiungete sale e pepe continuando la cottura a fuoco moderato per 15 minuti coprendo la padella con coperchio.
  5. Aggiungete ai funghi e salsiccia la zucca cotta in precedenza, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato continuando la cottura per 5 minuti. Nel frattempo cuocete in abbondante acqua salata gli spaghetti.
  6. Scolate la pasta, mettetela nella casseruola con il sugo di funghi, zucca e salsiccia mescolate pochi minuti aggiungendo il resto del prezzemolo. Consiglio: se il condimento di questi spaghetti risultasse troppo asciutto aggiungete un mestolo di acqua di cottura della pasta. Servite subito con una spolverata di prezzemolo tritato.

Provate e fateci sapere!!!

Al prossimo numero Forgini golosi!!!

Infrigoveritas

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Be a Hero

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Be a Hero

“Hai mai provato a farci delle foto? Come se la cava?”

Questa è una delle domande con cui potreste mettere in difficoltà un possessore di GoPro medio.

Oggi, come avrete capito dal titolo e dall’incipit, vorrei parlare di fotografia con voi come sempre ma attraverso uno strumento sicuramente atipico e destinato nel 99% dei casi alla sola cattura di video: la ormai leggendaria GoPro.

Facciamo prima un dovuto e giusto escursus della vita ed evoluzione di questa incredibile videocamera: la Woodman Labs INC (nome originale del Brand GoPro) fu fondata nel lontano 2002 da Nick Woodman appunto con lo scopo di creare un prodotto capace di catturare immagini d’azione con visuali uniche, cosa che si riflette poi nella qualità delle riprese delle attuali GoPro.

Pochi sanno che nel 2005 uscì una prima versione di fotocamera ancora legata al sistema a pellicola 35mm, quindi puramente analogica ma già dotata di case waterproof fino a 15 metri di profondità.

Tuttavia questa fase introduttiva ed analogica fu molto breve in quanto, appena un anno dopo, uscì la prima mitica versione digitale, la Digital Hero, dotata di caratteristiche che oggi farebbero sorridere per la loro rudimentalità ma che nel 2006 erano di alto livello per un case così contenuto: questa videocamera poteva registrare filmati in qualità VGA (320 x 240) a 10 fps per 10 secondi, con una memoria di 32 Mb interni senza possibilità di schede esterne, mentre la fotocamera si assestava su di un bassissimo 640 x 480 pixel.

Le varie versioni si alternarono, con continui miglioramenti tecnici e stilistici, dal 2006 al 2008 con il rilascio della 5 iterazione della Digital Hero 5 appunto, con caratteristiche di molto superiori alle versioni precedenti (5 mpx di fotocamera e SD di definizione video).

Ma è nel 2010 che inizia la rivoluzione GoPro come la conosciamo oggi: esce infatti sul mercato americano la GoPro Hero Naked e nulla fu più come prima. La nuova videocamera infatti puntava moltissimo sull'azione, introducendo oltre alla registrazione in 1080p a 30fps, la possibilità di registrare con un campo visivo di 170°, un grandangolare spinto che metteva in una nuova prospettiva la ripresa, diventando quasi un simbolo dei filmati sportivi "estremi" e non.

Da quel momento in poi GoPro ha introdotto nuovi modelli delle proprie videocamere ad un ritmo di una nuova ogni due anni, migliorando la qualità video, la dimensione video, gli fps, la gestione degli ISO, la registrazione con bassa illuminazione, la stabilizzazione, il Wi-Fi, display LCD, fino ad arrivare ai case integrati e comandi vocali.

Nonostante questa valanga di continue innovazioni tecniche sul fronte video, GoPro non ha scordato le sue origini di fotocamera, infatti in ogni sua versione ha sempre mantenuto la possibilità di scattare fotografie, migliorando la qualità ed implementando controlli sempre più manuali man mano che i modelli si susseguivano; le ultime versioni permettono addirittura di scattare in formato RAW non compresso a 12 Mpx (Hero 5 Black) e 10 Mpx (Hero 5 Session).

Nel loro cuore, tutte le GoPro della serie Hero, sono delle fantastiche fotocamere mirrorless, piccole e leggere, con un eccellente intervallo dinamico (vero problema sulle fotocamere digitali e si riferisce al valore minimo e massimo registrabile dal sensore); la maneggevolezza non viene solo dalle dimensioni ridotte ma anche dal fatto che è stato sempre mantenuto il tasto dell'otturatore in posizione alta destra come ogni fotocamera ed anche dalla possibilità di piazzare la camera in posti impensabili e scattare in remoto con lo smartphone o con il telecomando wireless (al costro di 80 e più € n.d.r.).

La visuale è l'unica cosa con cui dovrete imparare a convivere: se vorrete sfruttare appieno i 12 megapixel del sensore, sarete costretti ad uno strano rapporto fotografico 4:3 molto deformato, che se nel caso video da una eccellente idea di immersività, sulle foto vi potrà dividere in chi la ama e chi la odia.

Le foto che vi ho inserito qui sono immagini che ho scattato a piena risoluzione, correggendo solo pochissime cose e sistemando l'inquadratura; come potete osservare gli scatti sono ottimi sia in condizione di luce diurna, crepuscolo ed addirittura in controluce. Un sicuro vantaggio per ottenere le foto che volete, è stato implementato in uno degli ultimi update del firmware, con l'introduzione del settaggio di misurazione della luminosità che ora può essere generale o a "spot".

Mi pare d'obbligo però precisare alcune cose, affinché non pensiate che la GoPro sia la miglior fotocamera attualmente sul mercato e che possa sostituire qualunque altra rivale.

Come già detto è vero che molti controlli sono stati implementati e molti settaggi manuali sono disponibili sulle versioni 4 e 5, come anche la possibilità di scattare in RAW sulle Hero5, ma è anche vero che non è possibile variare l'apertura del diaframma ne la velocità di scatto e questo purtroppo si fa sentire molto soprattutto negli scatti in notturna o con scarsa luminosità, inoltre non esiste una messa a fuoco su GoPro ma è possibile settare una messa a fuoco "ad infinito" o ravvicinata e basta.

Questi due fattori ovviamente limitano molto l'utilizzo della fotocamera come tale ma bisogna sempre tenere a mente che il cuore del prodotto è una action cam, incentrata sull'utilizzo sportivo e quindi con una buona illuminazione, naturale o artificiale che sia.

Esiste una fittissima rete di fotografi d'azione, sportivi e non che si divertono a cercare lo scatto perfetto con le GoPro e che riflettono il carattere sportivo, colorato e divertente della linea di fotocamere, così della clientela che si rivolge a questo tipo di prodotti.

Il sito che vi linkerò a fondo articolo raccoglie una quantità spropositata di fotografie scattate con ogni versione di GoPro, inoltre sull'app per smartphone, come sul programma per pc, è possibile visionare le foto del giorno, scelte dal team di GoPro.

Qui potete vederne alcuni esempi.

Tirando le somme il Sig. Woodman ha creduto nel proprio sogno e ad oggi vanta un vero e proprio impero, basato sulla passione, sulla spettacolarità e sulla continua ricerca tecnologica, perciò io ve la consiglio qualora vorreste cimentarvi in quasi tutti i generi fotografici (si, è adatta anche alla moda ed ai ritratti se usata in modo creativo), in un corpo macchina piccolo e compatto e divertentissima da usare.

Take your GoPro and go out to play!

 

Mattia Corbetta

Link Immagini:

http://www.pocket-lint.com/news/131203-the-best-gopro-photos-in-the-world-prepare-to-lose-your-breath/gallery

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