Buon dì Amici di Forge! Bentornati!!! Oggi vorrei parlarvi di un libro che mi è stato regalato qualche mese fa da alcuni amici e che ho trovato davvero molto interessante.

Il testo in questione si intitola: “Archiflop, storie di progetti finiti male” scritto dall’ Architetto Alessandro Biamonti, libero professionista e docente presso il Politecnico di Milano.

La prima domanda che mi è balenata in testa appena consultate le prime pagine del libro è stata:

 “ Ma cosa succederebbe se un architetto, che progetta una casa, o peggio ancora un quartiere o un’ importante infrastruttura, sbagliasse i suoi calcoli e ideasse qualcosa che la società non sente come propria?”

Beh, la risposta è molto semplice, ci si troverebbe di fronte a un grandissimo FALLIMENTO!

In questa prima parte della rubrica di: "Quando l'Architettura fallisce", vi presento la prima sezione del libro:

 

PENSAVANO DI ESSERE TANTISSIMI…

Quando si è di fronte a un luogo affollato, non so per esempio ad una bella spiaggia, la maggior parte delle persone inizia a sentirsi soffocare e così, si ritrova a ricercare la quiete di un luogo sperduto e solitario; al contrario quando si è in città, ci si trova subito a proprio agio in un quartiere in cui si riscontra un particolare dinamismo sociale; quando quest' ultimo viene a mancare e ci si accorge di camminare in un luogo disabitato e privo di vita, si incomincia ad avvertire un profondo senso di disagio e di insicurezza.

Converrete con me che una città  che rimane per la maggior parte del tempo, priva di servizi  e di abitanti è destinata  anno dopo anno a spopolarsi sempre di più.

In questo primo articolo, legato ai fallimenti dell'Architettura, (si prossimamente ce ne saranno altri 2!) vedremo il mancato sviluppo di alcuni quartieri o infrastrutture che per qualche errore di calcolo in fase di progettazione, non sono riusciti a prendere forma e quindi ad animarsi.

     LA CITTA' DI TIENDUNCHENG (CINA)

Ci troviamo a Tienducheng (Cina) una città situata a Hangzhou nella provincia didello Zhejiang, che si estende su un territorio di 31 kmq.

Guardanodo bene le immagini mi sorge un piccolo pensiero: "Che strano, questo monumento e questi palazzi mi ricordano qualcosa di familiare…A VOI NON SEMBRA?" Eh già Tienducheng infatti è una riproduzione perfetta di Parigi!!! Questo scimmiottare le  tradizioni europee ed americane è molto diffuso in Oriente e lo si può riscontrare anche in altre città; in questo quartiere, per esempio, non solo viene riproposta la famosa Tour Eiffel, qua alta solamente 108 m (un terzo più piccola dell’ originale), ma anche i Giardini di Versailles, gli Champs Elsées ed elementi vari presi dai Giardini del Lussemburgo ecc…

Il luogo è abbastanza desolante, una Parigi, con il suo stile tipicamente Ottocentesco immerso in un contesto orientale fatto da campi di riso e muraglioni residenziali che non hanno nulla a che fare con le tradizioni francesi.

Mi sembra chiaro che progettare una città emulando la storia di un Paese lontano rendendola simile a un parco divertimenti è un approccio completamente sbagliato.

E volete sapere come viene utilizzata questa singolare cittadina dai suoi abitanti?

 La costruzione del quartiere inizia nel 2007 e si stimano più di 10.000 abitanti, e questo grazie al boom economico della Cina in quegli anni, però tutt'ora si contano soltanto 2.000 persone residenti; la cosa curiosa è che questa originale città fantasma con appartamenti invenduti, negozi sfitti e campi incolti, viene tutt’ora utilizzata come suggestivo set fotografico per matrimoni con rito Occidentale. Eh si, di tanto in tanto si vedono spuntare coppiette che si fanno fotografare o riprendere per completare al meglio il proprio Album matrimoniale. Non vi sembra pazzesco? 

 

LA METRO DI CHATELET CHARLEROI (BELGIO)

Ci troviamo in Belgio all’interno della linea metropolitana Chatelet Charleroi, infrastruttura parecchio famosa per le sue parti mai costruite e mai aperte al pubblico. 

La metropolitana, progettata negli anni Sessata  è costituita da un anello a 8 rami che collega il centro città  con le aree periferiche attraverso a 69 stazioni; la metro è facilmente raggiungibile grazie alla presenza dell'aeroporto che risulta essere il secondo più grande del Belgio. 

Questa linea fantasma, costruita intorno agli anni 80  si sviluppa per 6,8 km con 8 stazioni costruite, perfettamente funzionanti e pronte per l’inaugurazione. Inaugurazione che naturalmente non è mai avvenuta!! L'amministrazione si è accorta troppo tardi dell'inutilità della linea, essa infatti non sarebbe servita a nessuno visto imminente fallimento di alcuni importanti impianti industriali della zona.

A distanza di quasi 35 anni nulla è cambiato,  salvo qualche piccolo particolare:  saccheggio di tutte le attrezzature, atti vandalici su apparati murari e vegetazione infestante su gran parte del percorso.

Come abbiamo visto dalle immagini, questi luoghi non sono stati abbandonati con il tempo a causa di migrazioni o spostamenti spontanei degli abitanti; a dirla tutta, in questi luoghi, residenti e fruitori non ci sono mai stati fin dal principio! Nel caso cinese non si è riuscito a creare un forte senso di appartenenza tra contesto  e abitanti, trasformando in breve tempo il nuovo quartiere in espansione in un vuoto ed insignificante contenitore urbano privo di importanza. Nel secondo caso invece,  le idee di una progettazione di servizi ed infrastrutture sbagliate sulla carta e non preventivamente fermate a monte hanno portato all' esecuzione di un progetto di per sè fallimentare già durante la posa della prima pietra.

Con questo vi saluto  e vi dò appuntamento al prossimo mese!

TIZIANO ZERBO

 

 

Ps: nelle foto sottostanti alcuni altri esempi:

CREDITS:

ARCHIFLOP. Storie di progetti finiti male, Guida semiseria ai più clamorosi casi di errore, fallimento e sfiga in architettura, di Alessandro Biamonti,edizioni 24 ORE Cultura.

http://www.urbanghostsmedia.com/2014/10/haunting-photos-charleroi-abandoned-ghost-metro/

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