#29 Almost There

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#29 Almost There

Ci siamo quasi.

Ci siamo quasi al 30° numero. Sembra passato pochissimo e invece sono già più di due anni. Abbiamo abbattuto la soglia dei 3000 like ed aumentato sempre di più i lettori che ci seguono e supportano. Ogni volta è una soddisfazione, ogni volta un'emozione.

Quindi cosa accadrà ora? Cosa cambierà nel futuro?

Noi ovviamente non possiamo dirvelo ma sapete che la nostra voglia di provare, di scoprire, di osare è sempre presente.

Il prossimo numero sarà decisamente speciale, sarà unico, sarà fantastico!

Ognuno di noi metterà un pezzo di se o potremmo dire che ci metterà la faccia.

In un modo o nell'altro noi vogliamo il contatto con voi e vogliamo che ci conosciate meglio, in modo che noi possiamo conoscere meglio voi.

Al prossimo numero. 30 is coming.

 

Mattia Corbetta

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"Ma dove sono finiti tutti?" Quando l'Architettura fallisce...

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"Ma dove sono finiti tutti?" Quando l'Architettura fallisce...

Buon dì Amici di Forge! Bentornati!!! Oggi vorrei parlarvi di un libro che mi è stato regalato qualche mese fa da alcuni amici e che ho trovato davvero molto interessante.

Il testo in questione si intitola: “Archiflop, storie di progetti finiti male” scritto dall’ Architetto Alessandro Biamonti, libero professionista e docente presso il Politecnico di Milano.

La prima domanda che mi è balenata in testa appena consultate le prime pagine del libro è stata:

 “ Ma cosa succederebbe se un architetto, che progetta una casa, o peggio ancora un quartiere o un’ importante infrastruttura, sbagliasse i suoi calcoli e ideasse qualcosa che la società non sente come propria?”

Beh, la risposta è molto semplice, ci si troverebbe di fronte a un grandissimo FALLIMENTO!

In questa prima parte della rubrica di: "Quando l'Architettura fallisce", vi presento la prima sezione del libro:

 

PENSAVANO DI ESSERE TANTISSIMI…

Quando si è di fronte a un luogo affollato, non so per esempio ad una bella spiaggia, la maggior parte delle persone inizia a sentirsi soffocare e così, si ritrova a ricercare la quiete di un luogo sperduto e solitario; al contrario quando si è in città, ci si trova subito a proprio agio in un quartiere in cui si riscontra un particolare dinamismo sociale; quando quest' ultimo viene a mancare e ci si accorge di camminare in un luogo disabitato e privo di vita, si incomincia ad avvertire un profondo senso di disagio e di insicurezza.

Converrete con me che una città  che rimane per la maggior parte del tempo, priva di servizi  e di abitanti è destinata  anno dopo anno a spopolarsi sempre di più.

In questo primo articolo, legato ai fallimenti dell'Architettura, (si prossimamente ce ne saranno altri 2!) vedremo il mancato sviluppo di alcuni quartieri o infrastrutture che per qualche errore di calcolo in fase di progettazione, non sono riusciti a prendere forma e quindi ad animarsi.

     LA CITTA' DI TIENDUNCHENG (CINA)

Ci troviamo a Tienducheng (Cina) una città situata a Hangzhou nella provincia didello Zhejiang, che si estende su un territorio di 31 kmq.

Guardanodo bene le immagini mi sorge un piccolo pensiero: "Che strano, questo monumento e questi palazzi mi ricordano qualcosa di familiare…A VOI NON SEMBRA?" Eh già Tienducheng infatti è una riproduzione perfetta di Parigi!!! Questo scimmiottare le  tradizioni europee ed americane è molto diffuso in Oriente e lo si può riscontrare anche in altre città; in questo quartiere, per esempio, non solo viene riproposta la famosa Tour Eiffel, qua alta solamente 108 m (un terzo più piccola dell’ originale), ma anche i Giardini di Versailles, gli Champs Elsées ed elementi vari presi dai Giardini del Lussemburgo ecc…

Il luogo è abbastanza desolante, una Parigi, con il suo stile tipicamente Ottocentesco immerso in un contesto orientale fatto da campi di riso e muraglioni residenziali che non hanno nulla a che fare con le tradizioni francesi.

Mi sembra chiaro che progettare una città emulando la storia di un Paese lontano rendendola simile a un parco divertimenti è un approccio completamente sbagliato.

E volete sapere come viene utilizzata questa singolare cittadina dai suoi abitanti?

 La costruzione del quartiere inizia nel 2007 e si stimano più di 10.000 abitanti, e questo grazie al boom economico della Cina in quegli anni, però tutt'ora si contano soltanto 2.000 persone residenti; la cosa curiosa è che questa originale città fantasma con appartamenti invenduti, negozi sfitti e campi incolti, viene tutt’ora utilizzata come suggestivo set fotografico per matrimoni con rito Occidentale. Eh si, di tanto in tanto si vedono spuntare coppiette che si fanno fotografare o riprendere per completare al meglio il proprio Album matrimoniale. Non vi sembra pazzesco? 

 

LA METRO DI CHATELET CHARLEROI (BELGIO)

Ci troviamo in Belgio all’interno della linea metropolitana Chatelet Charleroi, infrastruttura parecchio famosa per le sue parti mai costruite e mai aperte al pubblico. 

La metropolitana, progettata negli anni Sessata  è costituita da un anello a 8 rami che collega il centro città  con le aree periferiche attraverso a 69 stazioni; la metro è facilmente raggiungibile grazie alla presenza dell'aeroporto che risulta essere il secondo più grande del Belgio. 

Questa linea fantasma, costruita intorno agli anni 80  si sviluppa per 6,8 km con 8 stazioni costruite, perfettamente funzionanti e pronte per l’inaugurazione. Inaugurazione che naturalmente non è mai avvenuta!! L'amministrazione si è accorta troppo tardi dell'inutilità della linea, essa infatti non sarebbe servita a nessuno visto imminente fallimento di alcuni importanti impianti industriali della zona.

A distanza di quasi 35 anni nulla è cambiato,  salvo qualche piccolo particolare:  saccheggio di tutte le attrezzature, atti vandalici su apparati murari e vegetazione infestante su gran parte del percorso.

Come abbiamo visto dalle immagini, questi luoghi non sono stati abbandonati con il tempo a causa di migrazioni o spostamenti spontanei degli abitanti; a dirla tutta, in questi luoghi, residenti e fruitori non ci sono mai stati fin dal principio! Nel caso cinese non si è riuscito a creare un forte senso di appartenenza tra contesto  e abitanti, trasformando in breve tempo il nuovo quartiere in espansione in un vuoto ed insignificante contenitore urbano privo di importanza. Nel secondo caso invece,  le idee di una progettazione di servizi ed infrastrutture sbagliate sulla carta e non preventivamente fermate a monte hanno portato all' esecuzione di un progetto di per sè fallimentare già durante la posa della prima pietra.

Con questo vi saluto  e vi dò appuntamento al prossimo mese!

TIZIANO ZERBO

 

 

Ps: nelle foto sottostanti alcuni altri esempi:

CREDITS:

ARCHIFLOP. Storie di progetti finiti male, Guida semiseria ai più clamorosi casi di errore, fallimento e sfiga in architettura, di Alessandro Biamonti,edizioni 24 ORE Cultura.

http://www.urbanghostsmedia.com/2014/10/haunting-photos-charleroi-abandoned-ghost-metro/

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Gite estive...nell'Arte!

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Gite estive...nell'Arte!

Bentornati lettori di Forge, prima di tutto vorrei ringraziarvi per le risposte al mio “articolo-domanda” del mese scorso, siete stati tanti e ognuno dei vostri commenti ha fatto spuntare un sorriso sul mio viso.

 Per chi  non avesse risposto ha ancora tempo per farlo, sarò felice di leggere altri commenti.

L’Arte è così immensa che ha infinite interpretazioni differenti.

Per l’articolo di Giugno invece ho deciso di suggerirvi le mostre più interessanti da visitare (anche io ovviamente lo farò).

Questo mese è così bello, le giornate sono le più lunghe dell’anno ed è meraviglioso godersele anche con un pizzico di Arte.

Parto giocando in casa proponendovi la visita di Villa Panza: questa villa, di proprietà del FAI, è un gioiello incastonato nel cuore di Varese.

Oltre alle sue meravigliose stanze e ai giardini all’italiana, ospita opere permanenti di Dan Flavin e James Turrel.

Passiamo ora a Milano dove vi consiglio assolutamente di visitare gli spazi dell’Hangar Bicocca dove potrete ammirare le opere di Carsten Höller fino al 31 Luglio: una mostra eclettica e da toccare con mano (nel vero senso della parola).

Fino al 10 luglio 2016 Palazzo Reale ospiterà invece la mostra Umberto Boccioni: genio e memoria (1882-1916).

A cento anni dalla morte dell'artista Milano ha deciso di dedicargli un percorso espositivo che ne evidenzi l'attività pittorica e scultorica.

Al Mudec fino al 11 Settembre sarà possibile visitare la mostra di Joan Mirò, per buttarci a capofitto nel Surrealismo.

Andando un po’ più a sud, a Roma è da non perdere la mostra dedicata al più famoso street artist del mondo: Banksy. Abbiamo ancora tempo fino al 4 Settembre.

Il 14 giugno a Palazzo Pitti (Firenze) ha aperto i battenti  una mostra dedicata ad un genio della moda: Karl Lagerfeld.

Si potranno ammirare scatti famosi e servizi fotografici pubblicati sui più importanti giornali di moda e le meravigliose stanze del palazzo faranno da autorevole sfondo.

Monza non è da meno e fino al 3 luglio 2016 l’Arengario ospita una mostra dedicata ad uno dei più grandi fotografi del Novecento: Robert Doisneau.

Tante mostre diverse, a ognuno la sua!

E non cercate scuse, l’Arte ha bisogno dei nostri occhi!

Valentina Poerio

 

“E’ il pubblico che si espone all’arte, non viceversa”

Gino De Dominicis

Credits:

www.artkids.it

www.pinterest.com

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ACCIDENTALLY IN WORDS

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ACCIDENTALLY IN WORDS

Cari lettori,

Chiedo anticipatamente scusa, l’ articolo che state per leggere potrebbe essere alquanto pessimistico, ma sono in un momento abbastanza critico.

L’ esperienza da aupair si sta rivelando molto utile sotto molti punti di vista, ma purtroppo i lati negativi non mancano.

In particolare, ciò di cui sento la mancanza é la privacy, intesa come relax e tempo da dedicare a me stessa.

Vivendo nello stesso posto in cui lavoro, é praticamente impossibile staccare la spina:le bambine sono sempre in agguato dietro la porta della mia stanza e non ho nemmeno la chiave.

Ad essere sincera il problema non sono loro, d’ altra parte non comprendono che a volte preferisco stare da sola (specialmente durante il weekend, che non dovrei nemmeno lavorare). Data la loro giovane età non assimilano il concetto di day off, riposo, vacanze ecc..

Comunque il mio sfogo di oggi é dovuto molto alla notevole carenza di rispetto che regna sovrana, in generale tra tutti gli esseri umani.

Partiamo dal fatto che per gentilezza io cerco sempre di non dare fastidio agli altri membri della famiglia: in cambio loro se ne fregano altamente. Non so nemmeno dirvi se si comportano così perché sono a casa loro, quindi pensano di poter fare quello che vogliono, oppure perché non ci arrivano proprio. Prendiamo ad esempio la domenica mattina: Ore 6.00 circa la piccola inizia a svegliarsi, lanciando giocattoli e schiamazzando senza senso. A seguire, la grande attacca con il karaoke e poi parte il degenero perché si contendono il microfono. I genitori, ovviamente, non fanno nulla per arginare la situazione e io sclero perché non riesco a dormire.

Purtroppo ho un grosso difetto: mi aspetto dagli altri lo stesso comportamento che io riservo a loro. Ovviamente non é cosi e chi ci rimane male sono sempre io.

Un episodio eclatante é capitato qualche tempo fa..

Era sabato mattina, la piccola era già sveglia dalle 5:40, quindi verso la tarda mattinata iniziava ad essere nervosa e irascibile perché era stanca. Il padre aveva lasciato gli stivaletti di gomma pieni di fango in corridoio, perchè l’unica che li mette sempre in ordine nella scarpiera in modo che la bimba non li veda e non le venga nemmeno in mente di toccarli sono sempre io. Ovviamente vedendoli ha deciso di metterseli pensando di andare fuori a giocare o camminare.

La madre é riuscita a sgridarmi, perché ho lasciato la piccola camminare con gli stivali e sporcare il pavimento che LEI ha detto di aver pulito.

Premesso che di sabato io non lavoro, quindi non é compito mio fare la babysitter, e poi la servant che fa sempre le pulizie sono io, non lei di certo!

Capite perché sono decisamente nervosa? Non solo non mostrano un minimo di rispetto, ma sembra persino che mi prendano in giro.

Come quando mi suggeriscono di stare fuori un weekend o di andare da qualche parte la sera, pur sapendo benissimo che sono da sola e senza mezzi di trasporto.

A volte credo davvero di essere così tanto gentile da risultare stupida. Concedo troppo a persone che in cambio pretendono sempre si più. Invece di venirmi incontro, si aspettano che sia sempre a loro disposizione. D’ altra parte l’ errore é stato mio, li ho abituati troppo bene fin da subito.

Quindi, se posso darvi un umile consiglio, misurate sempre la vostra generosità perché é preziosa e rara tra gli esseri umani e non va sprecata con persone inutili, che non la sanno apprezzare.

Perdonatemi per lo stile molto aggressivo del mio ultimo articolo, ma questa rubrica é la mia valvola di sfogo, ormai lo sapete.

Spero che tra voi lettori ci siano altre aupair, perchè sarei curiosa di sapere come vivete il vostro rapporto con la famiglia ospitante, per capire se posso ritenermi fortunata oppure no.

Devo essere sincera, questa host family è adorabile praticamente per tutto, ma manca un po’ di senso pratico e rispetto, due qualità che gli esseri umani ormai non portano nel loro bagaglio..

 

Silvia SISSY Castello

 

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Esperienze uniche condivise

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Esperienze uniche condivise

Quando un'esperienza lavorativa diventa fondamentale per la propria crescita professionale?

In realtà ogni tipo di esperienza , che sia positiva o negativa, risulta essere importante se non fondamentale per la propria crescita personale e professionale!

In questo articolo voglio però parlarvi di quando un'esperienza è condivisa.

Condividere... Quanto è meraviglioso questo verbo? Tutto ciò che è condiviso viene amplificato! Una risata condivisa trasmette felicità e contagia , un'idea condivisa prende forma nella mente di altri e può ,piu' facilmente , trasformarsi in realtà. E un'esperienza professionale condivisa? Quanto può diventare importante? Ho avuto , nei giorni scorsi, la fortuna e il piacere di partecipare ad un prestigioso evento che ha avuto luogo a Reggio Calabria. Un evento al quale hanno partecipato tra i più promettenti fashion designer attualmente in circolazione; Con Ospiti di calibro internazionale e specialisti nel settore della moda! L'evento in questione era l'international fashion week tenutosi, per la prima volta, nel sud Italia , proprio con l'intenzione di portare anche al sud ciò che per anni è stato monopolio di città come Milano , Venezia e Firenze situate nel centro nord Italia. Condividere questa esperienza con tutti questi Giovani talenti è stato per me decisamente formativo , sia a livello professionale che a livello personale, condividere le paure, lo stress, le lacrime e infine le soddisfazioni ha fatto si che il tutto risultasse ancora piu' forte ed emozionante!

Ognuno di noi ha dato sfoggio del proprio talento prendendosi la scena e, delicatamente, accompagnando i presenti alla sfilata dentro i propri più intimi e reconditi pensieri , aprendo la propria anima e lasciando che ognuno ci si potesse accomodare per assistere al proprio personale spettacolo!

Il tutto è stato orchestrato magnificamente dagli organizzatori dell'evento, il sig. Giuseppe Fata e la sig.ra Alessandra Giulivo , i quali hanno passato notti insonni come e piu' di noi per darci la possibilità di mostrare le nostre capacità e restituire ad una splendida città come Reggio Calabria lo splendore che merita!

Abbiamo avuto inoltre la fortuna di conoscere una persona straordinaria che si è dimostrata essere, nonostante il suo titolo, una persona estremamente umile e solare con tutti noi! La principessa Costanza Afan De Rivera, la quale si è mescolata ai nostri sospiri di tensione , alle nostre mani tremolanti e ai nostri occhi stanchi per tranquillizzarci e per ricordarci che certe esperienze vanno vissute con serenità e con gioia di vivere! Specialmente se , come questa, condivise!

Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno permesso che questo passo verso un grande sogno si realizzasse , alle modelle e ai modelli, molto pazienti e ultra disponibili! e a chi , con me , questo passo lo ha fatto!

Tatiana Fusi

“ è veramente bello battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, Perdere con classe e vincere osando perchè il mondo appartiene a chi osa! La vita è troppo bella per essere insignificante!” Charlie Chaplin

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DISASTER FOOD

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DISASTER FOOD

Ciao Amici Forgini!!!
Eccoci al numero di giugno, fa caldissimo e questo mese l'articolo noi Infrigo lo scriviamo da bordo piscina mentre ci abbronziamo... no, stiamo scherzando... fa un freddo cane e la lunga stagione delle piogge imperversa su Biella... non ci resta che sognare le vacanze e pensare al mare e al caldo veri.

Qualche mese fa un nostro lettore ci ha suggerito un simpatico spunto, parlarvi delle storpiature che subisce all'estero la nostra amata cucina...... ecco qui serviti 10 peggiori “letal fail” del cibo!

1 – KETCHUP SULLA PASTA: VI PREGO, NO!!!
Da sempre una delle combinazioni che shocca maggiormente noi italiani all'estero. Ok che ha per base la salsa di pomodoro ma aggiungerlo sulla pasta è da considerare un vero reato culinario.   Laciamo l'amato Ketchup per patatine fritte e hot dog ma teniamolo a debita distanza dagli spaghetti!

2 – IL CAPPUCCINO SOLO A COLAZIONE
Caffè e cappuccino buoni sono uno degli orgogli italiani nel mondo. Caro amico straniero, il cappuccino non è un drink ma una bevanda da colazione. Da gustare con una bella brioche calda ma mai e poi mai da sorseggiare mentre si mangia la pasta o a fine pasto! Eresia da pelle d'oca!
(Unica eccezione per il brunch,ma è un altro discorso.)

3 – CHI E' ALFREDO???
Questo è il punto più curioso della nostra classifica. Le Fettuccine Alfredo sono il piatto italiano più conosciuto in America. Peccato che da noi non esistano! Questi spaghettoni, conditi con molto burro e parmigiano, si dice siano stati inventati da tal Alfredo Di Lelio proprietario di un ristorante a Roma. In Italia non sono diventati così celebri eppure oltreoceano sono incredibilmente famosi tanto da diventare un simbolo della Dolce Vita.
Esiste addirittura un sugo pronto "Classic Alfredo"!!! Lode al nostro Alfredo ma via dai menù!

4 - “CAESAR SALAD”
L'insalatona, che prende il nome dal suo creatore Caesar Cardini, fa parte di quel lungo elenco di piatti creati da chef di origine italiana che però non fanno veramente parte della nostra tradizione culinaria. Insalata, uovo sodo e tonno... non ci siamo!

5 – RISOTTO E PASTA NON SONO UN CONTORNO
    a)    Guardare in Tv Buddy Valastro (e non abbiamo dubbi sulle sue origini) che prepara il      tradizionale pranzo della domenica italiana per la sua numerosa famiglia.
    b)    Vedere che accompagna piatti di carne con contorno di risotto bianco scondito
    c)    Provare senso di fastidio nell'interno e CAMBIARE CANALE.
No signori, riso e pasta non sono contorni! Sono primi e vanno serviti come portata singola... (eccezion fatta per specialità come l'Ossobuco alla Milanese, e li il risotto giallo è la morte sua!).

6 – SPAGHETTI CON MEAT BALLS... MAH ?!?
In Italia le polpette non si mettono sulla pasta, puoi cuocerle nel sugo per poi condirci la pasta ma dei polpettoni grandi come arance appoggiati sugli spaghetti: orrore!
Tutte le cose hanno sempre un origine storica, sicuramente gli emigrati italiani, che provenivano soprattutto dal Sud Italia, hanno portato l'abitudine di fare le polpette anche negli Usa. Magari per comodità le servivano così ma da noi non si usa!

7 – LA MILANESA NAPOLITANA
Qui sono gli argentini ad aver travisato le cose... La Milanesa sarebbe la cotoletta panata, e fin qui tutto ok, il problema è quando viene ricoperta con pomodoro, formaggio (o altre fantasiose aggiunte) e messa in forno a mo' di pizza.
Ah...scordatevi le fettine sottili con la panatura croccante. Questo è fritto da fegato d'acciaio!

8 – “LA MUZZARELLA”
Avete presente quei bei caseifici tradizionali dove abili “artisti” maneggiano l'impasto della mozzarella e ne fanno uscire capolavori di mozzarelle di bufala, nodini, “zizzone” e burrate?!? ... Ecco, ho visto su D-Max una puntata di “Come è fatto” : fabbrica di simil Mozzarella e Ceddar.  Ipertecnologica per carità ma vedere quel pappone bianco miscelato da pale enormi, intubato, messo in stampi e tagliato a rettangoli con una lama … NO, questo è troppo!!!
La meraviglia della nostra mozzarella non merita questo scempio

9- LA MARGHERITA CON LA MAYO
Già nei nostri menù la fantasia ha preso un po' la mano per i condimenti della pizza.. ma la pizza margherita con l'aggiunta della maionese non si può vedere, sentire e soprattutto mangiare!!! Peggio di questo la "Pizza Pasta" del banco surgelati.

10 - LA TOVAGLIA A QUADRETTONI ROSSI
Colpa del cinema di sicuro ma nell'ideale del commensale e del ristoratore “Italiano”all'estero la tovaglia dev'essere a quadrettoni rossi e bianchi. Chissà che delusione quando a casa nostra ci trovano con tovaglie diverse!

 

Ecco i nostri 10 Sacri Comandamenti a difesa e tutela del nostro buon cibo!

La dieta mediterranea è patrimonio UNESCU, la nostra cucina è senza dubbio la più buona e varia del mondo (si ok, ce ne sono altre di buone ma la nostra non si batte).
Un turista che arriva in Italia e assaggia il nostro VERO cibo rimane sbalordito per il gusto e le nostre materie prime.
Noi italiani all'estero invece dovremmo evitare di farci del male entrando nei ristoranti “Very Italian Food”, che la pasta buona la mangiamo quando torniamo a casa!

Amici avete fatto delle esperienze culinarie disastrose all'estero? Raccontateci tutto!

Vi lasciamo con una frase romantica... al prossimo numero con le vostre InfrigoVeritas!
Anna & Georgia

https://it.wikipedia.org/wiki

 

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E3 2016

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E3 2016

Eccociiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii anche questo mese giusto al pelo, visto che ho dovuto attendere fino al 14 di questo bizzarrisimo mese per poter stendere due righe su quello di cui devo parlare e mi ha entusiasmato e non poco: ovvero la Press Conference all'E3 2016 di Sony sito in Los Angeles, California.

Bizzarro perchè non si capisce sinceramente se l'estate sia arrivata, se sia ancora nascosta oppure se abbia preso la porta di servizio, ma pazienza, la nostra non è una rubrica di meteorologia (spero sia giusto) , ma bensi la tana dei NERD più incalliti e quindi vi vado a descrivere quello che ho visto durante questa conferenza stampa, condotta da Shawn Layden, che apre i battenti con subito un pezzo da 90 di quelli che nessuno si aspettava: il nuovo God Of War per PS4!

Ambientato a quanto sembra in una regione nordica non ben precisata, troviamo un Kratos invecchaito e con la barba da falegname, che va tanto di moda ai giorni nostri, e una live demo di ben 15 minuti che vi linko qui sotto: per il poco che si vede i comandi e le mosse a nostra disposizione sono quelle che ben conosciamo e abbiamo amato nei precedenti capitoli, ovviamente in grafica pompata.

Poi Shawn appare sul palco e subito prima di cominciare la presentazione ricorda la tragedia di Orlando accaduta lo scorso weekend e porge le condoglianze di tutta la community Sony alle famiglie delle vittime, a sua detta di un madman (un pazzo), perchè altro non può essere e a cui mi accodo nel dolore e nella rabbia contro questi animali, perchè non sono altro che poveri disadattati.

Finita la parentesi tristezza si riparte col botto, la nuova esclusiva PS4, Days Gone mostrato in un video sullo story mode e che più avanti si mostrerà il un gameplay video, a quanto sembra una specie di survival horror, dove dovremo combattere contro orde e ripeto, ORDE di non molto specificati zombie vari ed eventuali e devo dire, a livello grafico disarmante.

E poi arriva...finalmente...The Last Guardian con una data di uscita...25 Ottobre.....manca poco *_*

Passiamo quindi al titolo che aspettavo, ovvero Horizon:Zero Dawn, che da quando fu presentato al TGS tempo fa ne ho sempre atteso notizie ed il gameplay trailer mostrato ha fugato ogni dubbio....OP... Sarà una delle killer application probabilmente per questa generazione di console; action in 3a persona in cui in un mondo primitivo useremo e combatteremo contro e con la tecnologia più avanzata..che ossimoro..

Ed ecco una piacevolissima sorpresa: un titolo di Quantic Dream...e già qui ho detto tutto..cosa state dicendo?Heavy Rain? Beyond 2 Souls?OOOOOOOOHHHHH YEEEEEEEEEEEAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHH....bene... questo è ancora più over the top dei predecessori: ogni decisione che prenderemo comporta un cambiamento nella trama.. una longevità praticamente pressoché infinita in base a come giochiamo...WOW......ebbene tutto ciò è Detroit Become Human...

Passiamo a sua Maestà Resident Evil 7 anche se dal trailer non si capisce benissimo la storia di cosa tratti, ma a livello di comparto tecnico, sia sonoro che grafico, è stupendo.

Layden presenta poi la parte di PlayStation VR, che sinceramente non mi ha mai preso granchè e che skipperò a piè pari, andando direttamente a quella boiata di gioco che è il nuovo COD, sempre troppo simili nelle meccaniche e sta storia dello spazio mi ha convinto meno di zero.

Parentesi comica con Lego Star Wars episode 7 che ha portato un po di buonumore nella sala!

E poi finalemente si palesa LUI, il genio, quel folle visionario di Hideo Kojima con il suo nuovo progetto e parlando stranamente in inglese ( top ) del quale, a parte la grafica sempre al top, si capisce veramente poco e nulla ma Hideo è sinonimo di garanzia.. SEMPRE.. e questo è Death Stranding!

E qui... e qui devo dire che probabilmente è arrivato il gioco che più mi ha fatto saltare dalla sedia come un pazzo fanboy accanito, nonostante io non sia un fan sfegatato di........SPIDER MAN!!!

Sarà che è sviluppato da Insomniac, sarà la grafica metà tra cartoon e reale, sarà che questo trailer è davvero troppo ben fatto, ma questo per me è Il Gioco di questo E3, se anche solo mantiene metà di quello che ha mostrato diventerà automaticamente un must have per PS4.

Ah già, dimenticavo, Only For PS4! XD

Per quanto riguarda quest'anno, Uncharted 4 ha definito lo standard grafico e qualitativo del prodotto medio per questa generazione e infatti sia Horizon che Days Gone in quanto a comparto grafico sono veramente fenomenali. Non ci resta che attendere con trepidazione l'autunno e per ora è tutto..

Stay tuned!

Lorenzo Ferrari

 

CREDITS: www.youtube.com/IGN

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Il problema è la scelta (Parte II)

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Il problema è la scelta (Parte II)

Nel lontano dicembre 2014 scrissi un articolo relativo ad una questione spinosa: la scelta appunto (per chi avesse la memoria corta può cliccare qui).

Due anni fa affrontai la questione della scelta partendo ad analizzare e differenze di genere fotografico, cosa che comporta inevitabilmente una differente e peculiare "costruzione", cioè l'acquisto, di un determinato set fotografico (fotocamera, obiettivi, lampeggiatori, cavalletti, filtri, ecc).

Ora, a due anni da quell'articolo, dovreste aver già operato la vostra scelta in termini di genere o, perché no, generi fotografici che più vi si addicono, perciò cercheremo di capire assieme quale fotocamera dovreste acquistare per poter eccellere in questi campi.

Vorrei, prima di cominciare l'elenco, mettere due premesse che per me sono fondamentali in un articolo del genere:

  • La scelta della fotocamera non deve essere dettata dal prezzo (vi spiegherò il perché tra poco) ma dall'utilizzo
  • La fotocamera, così come gli obiettivi, sono secondari se siete dei neofiti della fotografia; in questo particolare caso potreste accontentarvi di una entry level da 200€ perché il vostro primo compito è imparare a VEDERE l'immagine.

La versatilissima Nikon D810 (ma anche la versione prima D800 e anche D700) è sicuramente un'ottima scelta per innumerevoli generi fotografici quali reportage ed eventi, naturalistica e di paesaggio per via di una buona gamma dinamica, ma mostra i muscoli anche nel genere ritrattistico e di moda grazie all'elevato numero di pixel che compongono il sensore.

La Canon 5DMKIII è una fotocamera estremamente diffusa e popolare ed i motivi sono molteplici, dalla risoluzione attorno ai 20 mpx, alla fantastica gestione del rumore che permette di usarla in modo soddisfacente fino a 3200 ISO (va anche oltre ma la qualità ovviamente ne risente) ed alla incredibile solidità; non dobbiamo neanche scordarci l'immenso ed eccezionale parco di ottiche a sua disposizione, sia canon che di altri produttori. L'impiego per questa camera è praticamente illimitato: si va dal paesaggio (anche se pecca in gamma dinamica) al reportage, ai matrimoni (è una delle più usate in questo campo) fino a reportage, glamour e moda.

Ad accompagnare la 5DMKIII troviamo anche le sorelle, pompate di steroidi, 5DS e 5DSR che montano dei sensori molto migliorati (intorno ai 50 Mpx) ed un nuovo processore che migliora la gestione del rumore. L'uso anche qui è praticamente illimitato ma vengono impiegate con incredibili risultati soprattutto nella fotografia di beauty grazie alla resa incredibile dei dettagli.

Ora vorrei indicarvi un gruppo di fotocamere indicate per lo sport (anche se ovviamente non solo per quello) che sono due full frame e due crop: per Canon la 7D MKII e 1DX MKII e per Nikon la D500 e la D5.

7D MKII e D500 sono nuovissime e quindi racchiudono molte delle ultime tecnologie ma quello che le rende vincenti per la fotografia sportiva è la raffica di scatto a 10fps ed il fatto che essendo fotocamere crop, ogni lente usata su di esse è di fatto più lunga del normale senza bisogno di extender.

1DX MKII e D5 sono le ammiraglie di casa Nikon e Canon e racchiudono tutto il meglio visto nelle precedenti fotocamere, mantenendo la raffica di scatto a 10fps, la gestione della rumorosità migliore ed un sistema di autofocus precisissimo e rapido senza eguali. Consigliatissime per tutto e soprattutto per lo sport.

Vorrei ora citare due fotocamere incredibili, usate principalmente per moda o per paesaggi a risoluzioni altissime (ma anche a carissimo prezzo) che sono Hasselblad e Phase One. Grazie ai rispettivi modelli H6 e XF100MP portano gli standard di qualità a livelli incredibli grazie ai sensori che raggiungono le vette dei 100 Mpx, gamma dinamica elevatissima e senza dimenticarci che parliamo di fotocamere a medio formato che quindi danno una resa impareggiabile rispetto alle classiche DSLR e Mirrorless. Se state pensando di acquistarne qualcuna tenete pronti un paio di decine di litri di sangue da vendere perché le cifre superano i 40.000$.

Due concorrenti si sono fatti prepotentemente avanti in questi due anni con prodotti eccezionali ed innovativi: Fujifilm e Sony.

Queste due case storiche sono entrate nel round delle fotocamere per professionisti con una serie di prodotti dalle caratteristiche eccezionali, unite alla compattezza dei corpi macchina in quanto entrambe hanno lanciato dei modelli mirrorless, quindi senza specchio e più piccole, leggere e tecnologiche. Fuji ha da poco rilasciato la sua ammiraglia X-Pro2 (sensore da 24mpx, sensore APS-C, gamma dinamica eccelsa e area di messa a fuoco aumentata) mentre Sony (che ha acquisito anni fa Minolta) ha rilasciato la sua α7R II, presentata come una rivoluzione in termini di risoluzione ed infatti il suo sensore full-frame da 50 Mpx ha terrorizzato Canon ed ispirato la nascita della serie 5DS e 5DR.

Menzione d'onore per la leggendaria produttrice tedesca Leica, che continua la sua battaglia in solitaria, producendo prodotti dagli elevati costi ma da un fascino tutto particolare. La linea M rappresenta lo spirito classico del brand, con stile e tecnologia, mentre la più recente Leica SL vuole essere la risposta alla Sony α7R II. Entrambe queste fotocamere sono molto performanti e le dimensioni compatte le rendono ideali per viaggio e reportage, matrimoni, ritratto o paesaggistica.

Dopo aver visto tutte le migliori sul mercato mi sento di rimarcare un concetto espresso all'inizio: imparare a VEDERE è la base, non serve una fotocamera da 3.000€ per questo. Poi se sentite di essere già in grado allora non comprate una entry level o una compatta e buttatevi su uno dei mostri elencati qui sopra: leggete ed imparate il manuale di istruzioni (lo mettono per un motivo, fidatevi) e iniziate a scattare!

 

Mattia Corbetta

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