Un’altra leggenda del rock se n’è andata. Un’altra leggenda si è spenta prematuramente perché si, 69 anni compiuti da qualche giorno appena non sono tanti per la società moderna.

David Robert Jones meglio conosciuto al mondo come David Bowie si è spento a New York il 10 gennaio 2015 dopo 18 mesi travagliati e di lotta contro uno spietato tumore al fegato.

Fatalità vuole che il suo ultimo album dal titolo “Blackstars” fosse uscito il medesimo giorno della sua scomparsa, come un testamento lasciato all’umanità sul punto di morte.

Nato a Londra nel 1947, si fa influenzare dal rhythm and blues e dal rock’n’roll americano volendo diventare l’”Elvis” britannico; si appassiona al sassofono e nel 1966  pubblica il suo primo singolo a soli 19 anni.

Mentre i brani continuano ad aumentare e comincia ad assumere una certa visibilità, Bowie incontra Lindsay Kemp, famoso attore e mimo britannico dal quale apprenderà tutti i trucchi e segreti del teatro e del mondo cinematografico che metterà in pratica nelle sue performance.

Ebbene si, da qui inizieranno innumerevoli tournée con le sue molteplici identità, come Aladdin Sane o dall’aristocratico cantante simile a “Sinatra” con un’accentuata simpatia per l’occultismo che tutti conoscono come il “Duca Bianco”.

Gli anni ’80 sono una vera e propria vetrina per Bowie che investe tanto nella carriera di attore e riesce nello stesso tempo a sfornare capolavori della musica internazionale, soprattutto con l’album “Let’s dance” dal quale vengono estratti singoli del calibro di “China girl” e “Modern Love”. Co-produttore di questo album niente di meno che Nile Rodgers.

Decennio ricco per Bowie che collabora inoltre con i Queen per la stesura di “Under pressure” che diventa numero 1 nelle classifiche in Inghilterra. Per l’ennesima volta l’artista cambia identità e questa volta diventa un idolo della folle, una rockstar con il capello ossigenato e super abbronzato.

Come attore invece partecipa come cameo nel film tedesco “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino” che racconta di giovani tossicodipendenti e delle loro storie. Niente di più appropriato per David che trasferendosi nella città tedesca comincio una nuova vita disintossicandosi dalla cocaina che lo aveva reso schiavo negli anni precedenti. Partecipa inoltre come attore protagonista in “Furyo” (titolo originale “Merry Christmas Mr.Lawrence”), “Tonight” con Tina Turner, “Labyrinth” e nel film “Absolute Beginners” che riceve critiche negative come pellicola ma la colonna sonora scritta per l’occasione arriva al secondo posto nelle classifiche britanniche.

 

Alla fine degli anni ’80 è un mito, è uno dei pochi artisti che riesce ad unire il teatro, rock, ambiguità sessuale molto discussa, un tocco d’avanguardia e una modesta dose di trasgressione.

Gli anni ’90 sono segnati dal ritorno alla collaborazione con il produttore Brian Eno (U2, Coldplay, solo per citarne alcuni) e partecipa a numerosi collaborazioni con artisti di tutto calibro come Annie Lennox, Elton John, Lou Reed e molti molti altri.

Partecipa nuovamente con attore in altri film come “Il mio west” di Giovanni Veronesi, un cameo in “Zoolander” di Ben Stiller e in “The Prestige” di Christopher Nolan.

Nel giugno del 1992 si sposa con la fotomodella Iman a Firenze (nonostante la sua presunta bisessualità) la quale le rimarrà vicino fino alla fine dei suoi giorni.

Vorrei concludere con un mio tributo, non la solita canzone o scena già vista ma con un’estratto dal film Zoolander in cui compare proprio il mitico David Bowie.

https://www.youtube.com/watch?v=lyTEHnJXik8  (dal minuto 3.50)

Emanuele Beltrame

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