The Thin White Duke

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The Thin White Duke

Un’altra leggenda del rock se n’è andata. Un’altra leggenda si è spenta prematuramente perché si, 69 anni compiuti da qualche giorno appena non sono tanti per la società moderna.

David Robert Jones meglio conosciuto al mondo come David Bowie si è spento a New York il 10 gennaio 2015 dopo 18 mesi travagliati e di lotta contro uno spietato tumore al fegato.

Fatalità vuole che il suo ultimo album dal titolo “Blackstars” fosse uscito il medesimo giorno della sua scomparsa, come un testamento lasciato all’umanità sul punto di morte.

Nato a Londra nel 1947, si fa influenzare dal rhythm and blues e dal rock’n’roll americano volendo diventare l’”Elvis” britannico; si appassiona al sassofono e nel 1966  pubblica il suo primo singolo a soli 19 anni.

Mentre i brani continuano ad aumentare e comincia ad assumere una certa visibilità, Bowie incontra Lindsay Kemp, famoso attore e mimo britannico dal quale apprenderà tutti i trucchi e segreti del teatro e del mondo cinematografico che metterà in pratica nelle sue performance.

Ebbene si, da qui inizieranno innumerevoli tournée con le sue molteplici identità, come Aladdin Sane o dall’aristocratico cantante simile a “Sinatra” con un’accentuata simpatia per l’occultismo che tutti conoscono come il “Duca Bianco”.

Gli anni ’80 sono una vera e propria vetrina per Bowie che investe tanto nella carriera di attore e riesce nello stesso tempo a sfornare capolavori della musica internazionale, soprattutto con l’album “Let’s dance” dal quale vengono estratti singoli del calibro di “China girl” e “Modern Love”. Co-produttore di questo album niente di meno che Nile Rodgers.

Decennio ricco per Bowie che collabora inoltre con i Queen per la stesura di “Under pressure” che diventa numero 1 nelle classifiche in Inghilterra. Per l’ennesima volta l’artista cambia identità e questa volta diventa un idolo della folle, una rockstar con il capello ossigenato e super abbronzato.

Come attore invece partecipa come cameo nel film tedesco “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino” che racconta di giovani tossicodipendenti e delle loro storie. Niente di più appropriato per David che trasferendosi nella città tedesca comincio una nuova vita disintossicandosi dalla cocaina che lo aveva reso schiavo negli anni precedenti. Partecipa inoltre come attore protagonista in “Furyo” (titolo originale “Merry Christmas Mr.Lawrence”), “Tonight” con Tina Turner, “Labyrinth” e nel film “Absolute Beginners” che riceve critiche negative come pellicola ma la colonna sonora scritta per l’occasione arriva al secondo posto nelle classifiche britanniche.

 

Alla fine degli anni ’80 è un mito, è uno dei pochi artisti che riesce ad unire il teatro, rock, ambiguità sessuale molto discussa, un tocco d’avanguardia e una modesta dose di trasgressione.

Gli anni ’90 sono segnati dal ritorno alla collaborazione con il produttore Brian Eno (U2, Coldplay, solo per citarne alcuni) e partecipa a numerosi collaborazioni con artisti di tutto calibro come Annie Lennox, Elton John, Lou Reed e molti molti altri.

Partecipa nuovamente con attore in altri film come “Il mio west” di Giovanni Veronesi, un cameo in “Zoolander” di Ben Stiller e in “The Prestige” di Christopher Nolan.

Nel giugno del 1992 si sposa con la fotomodella Iman a Firenze (nonostante la sua presunta bisessualità) la quale le rimarrà vicino fino alla fine dei suoi giorni.

Vorrei concludere con un mio tributo, non la solita canzone o scena già vista ma con un’estratto dal film Zoolander in cui compare proprio il mitico David Bowie.

https://www.youtube.com/watch?v=lyTEHnJXik8  (dal minuto 3.50)

Emanuele Beltrame

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L'Impressionismo. Qui e ora.

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L'Impressionismo. Qui e ora.

Bentornati lettori di Forge, e buon 2016!

Visto che le buone abitudini non si abbandonano neanche nel nuovo anno, per questo primo numero del 2016 vorrei farvi scoprire un altro artista estratto dal cilindro di Instagram: Jeremy Mann.

Nato nel 1979 a Cleveland, Ohio, si è laureato con lode in "Fine Art-Painting" (Pittura).

In seguito, si è avventurato in California dove ha conseguito il Master  alla Academy of Art University di San Francisco.

Da allora, il nome di Jeremy Mann ha cominciato ad essere sempre più citato nel mondo dell'arte.

Mann lavora su pannelli di legno ed utilizza varie tecniche.

 I suoi quadri sono realizzati macchiando le superfici delle tele, asciugando le vernici con solventi e applicando materiale verniciante granuloso con un diffusore.

La sua fantastica peculiarità è quella di dipingere atmosfere e paesaggi urbani utlizzando una tecnica molto affine allo stile impressionista.

Al posto di paesaggi rupestri, ninfee o città ottocentesche, Mann “impressiona” su tela grattacieli, auto nel traffico e luci artificiali di neon e maxischermi.

Ciò che però  rimane intatto rispetto ai suoi maestri impressionisti è il ritrarre splendide donne nei loro momenti più intimi e nascosti, rendendo quasi tangibile la loro femminilità.

Ora vi lascio gustare alcune delle sue opere, certa che come me ne rimarrete estasiati.

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Composition+144+-+The+L.jpg
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A+Long+Abandoned+Dream+1.jpg
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A presto.

Valentina Poerio


“I grandi artisti non rubano, copiano”.

Steve Jobs


Crediti tratti dalla pagina ufficiale: redrabbit7.com

Account Instagram: Redrabbit7


Ps. Parte del titolo è liberamente tratta dal nome di un album di un artista a me molto caro, Paletti. Ascoltatelo. ;)


        


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FoodManiac da divano...

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FoodManiac da divano...

Bentornati lettori di Forge, anche voi state ancora rotolando dopo le abbuffate delle feste?! 
Gennaio, fuori fa freddo e zero voglia di uscire...cosa c'è di più coccoloso al mondo che stare al calduccio in casa e vedere un bel film? 
InFrigoVeritas = Food …  ecco servita amici food-maniac una selezione di pellicole “not to be missed” da vedere e rivedere!
Perché si sa, che il cinema abbia sempre avuto un debole per la cucina e il buon cibo è cosa più che certa.
Dalla celebre frase “maccherone m'hai provocato e me te magno” di Un Americano a Roma , a Totò che mangia gli spaghetti con le mani in Miseria e Nobiltà. Da La grande abbuffata a Il Sapore del successo (fresco di cinema) il co-protagonista indiscusso è sempre il cibo!

Preparate popcorn e cioccolata calda e mettetevi comodi... buona visione! 

 

Chocolat
Questo film racconta come l'apertura di una cioccolateria può sconvolgere una tranquilla e bigottissima cittadina della Francia anni 50. La protagonista sa come risvegliare i sensi e la voglia di libertà dei suoi clienti.
"I Maya credevano che il cacao avesse il potere di liberare desideri nascosti e di svelare il destino"

Julie & Julia
Film cult per foodblogger. Segue le vicende reali di due donne che si “salvano” proprio grazie ad una passione in comune: la cucina. Julie Powell, una giovane trentenne, ha bisogno di qualcosa che spezzi la monotonia della sua esistenza così decide di cucinare nell'arco di un anno tutte le 524 ricette del libro "Mastering the art of French Cooking", scritto da Julia Child più di 50anni prima.
"Tu sei il burro sul mio pane, e il pane della mia vita"

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Chef- La ricetta perfetta
Per chi ama lo Street Food e sogna di cambiare vita. Nel film il protagonista con carriera e famiglia distrutta si reinventa e parte per una grande avventura sul suo furgoncino "El-Jefe"  che vende panini cubani. La potenza dei media e la riscoperta di se stessi.
"Non sarai mai appagato cucinando per qualcun altro"

Un'ottima annata
Buon vino, cene d'altri tempi, una villa nella campagna francese sono gli ingredienti giusti per scappare dalla nevrosi della vita contemporanea.  Russel Crowe nel film di Rodley Scott fa venire voglia di trasferirsi subito in Provenza tra le vigne.
"Pardonne mes lèvres, elles trouvent du plaisir dans les endroits les plus inattendus"


Ratatouille
Impossibile non citare Ratatouille, film d'animazione della Disney del 2007, dove il topolino Remy aiuta in cucina un imbranato sguattero-chef a farsi largo tra gli spocchiosi cuochi stellati di Parigi.
"Se guardi quello che ti sei lasciato indietro non vedrai mai quello che hai davanti"

 

 

Il sapore del successo
Dovremmo aspettare qualche mese prima di poterlo vedere a casa ma tenetelo a mente. Nel film Bradley Cooper interpreta uno chef "sex, drugs and rock'n roll" in rovina che cerca di risalire il successo aprendo un super ristorante a Londra. Pentole che volano e urla in stile Gordon Ramsey in Hell's Kitchen. 
"D'ora in poi tutto deve essere perfetto. Non buono, non eccellente...perfetto"

La cuoca del presidente
Diretto nel 2012 da Christian Vincent, vede protagonista Catherine Frot nei panni della superba cuoca Hortense, chiamata a soddisfare i palati esigenti dell'Eliseo. Nonostante le gelosie degli chef che operano nella cucina centrale del Palazzo, Hortense riesce a imporsi grazie al suo carattere forte e alla sua tempra.
"Ho bisogno di ritrovare il sapore delle cose"

Chef
Commedia gastronomica di Daniel Cohen che prende in giro il mondo dei grandi chef, ormai da anni sempre più star televisive e sempre meno cuochi. Con Jean Renò che ricorda il nostro Vissani e Michael Youn che sembra l'erede del già citato topastro di Ratatouille.
"Senza amore non siamo niente..."

Sapori e Dissapori
Kate è una perfida chef di successo,la cui vita è stravolta dalla morte della sorella. Adottata la nipote,assume l'aiuto cuoco Nick per avere più tempo da dedicare alla piccola. L'iniziale antipatia si trasformerà in amore.
"Vorrei tanto che ci fosse un libro di cucina anche per la vita, con tutte le ricette che ti dicono come affrontarla nel modo giusto"

Mangia, Prega, Ama
Una Julia Roberts in crisi di mezza età decide di cambiar vita passando dal cibo, la meditazione e l'amore. Nella prima sezione -Mangia- la protagonista è Roma e la cucina italiana.
"Se riesci a fare un pò di spazio nella tua mente si apre una porta, e allora sai cosa fa l'universo? Ti inonda...e tutto il resto non conta più"

La Fabbrica di Cioccolato
Remake di Tim Burton dell'omonimo film del 1971, narra le vicende di Willy Wonka, il proprietario della fabbrica di dolciumi più famosa al mondo. Deciso a trovare un successore, Wonka indice un concorso dove solo 5 bambini potranno visitare l'incredibile azienda fatta di fiumi di cioccolato. Ma solo il piccolo Charlie riuscirà a non cadere nel vizio e nell'ingordigia
"Qualche sciocchezza di tanto in tanto aiuta l'uomo a vivere d'incanto..."

 

 

Ecco la nostra selezione amici!

Film leggeri ma che oltre al buon cibo hanno un'altro comune denominatore: la voglia di ricominciare e sfidare se stessi per realizzare i propri sogni!

Always smile and eat!!! =D

Speriamo di avervi dato buoni spunti per i prossimi pomeriggi davanti alla tv! 

Al prossimo mese! 

Anna & Georgia

 

http://www.mymovies.it/film

http://www.comingsoon.it/film

 

 

 

 

 

 

 

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I migliori film del 2015: la mia top 20!

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I migliori film del 2015: la mia top 20!

Non è stato per niente facile stilare questa classifica: durante l'ultimo anno ho visto moltissimi film e me ne sono persi altrettanti (anzi, consigliatemi i vostri preferiti!), eppure questi sono i 20 che ho amato di più e ve li consiglio, con l'augurio di un ottimo 2016!

20. ITALIANO MEDIO (Maccio Capatonda, ITA 2015, 100')

So che può sembrare strano inserirlo tra i migliori film del 2015, ma questo film mi ha sorpreso. Marcello Macchia, in arte Maccio Capatonda, è riuscito a superare il limite degli sketch ai quali sembrava confinato, realizzando un film solido e per nulla banale, carico di una pungente satira sociale, che racconta con cinico coraggio l'attualità del nostro Paese. Molti, scambiandolo per un film comico, non l'hanno apprezzato: Italiano medio è una tragicommedia, con un finale amarissimo. Da vedere se l'avete snobbato senza motivo.

19. COWSPIRACY (Kip Andersen e Keegan Kuhn, USA 2014, 85')

Un documentario realizzato tramite crowdfunding e sostenuto in prima persona da Leonardo Di Caprio, da anni impegnato nella causa ambientalista ed animalista. Cowspiracy esplora l'impatto dell'allevamento e dell'industria animale sull'ambiente (tra le maggiori cause di deforestazione e inquinamento), indagando sulle politiche delle organizzazioni ambientaliste relativamente alla questione. Prima di storcere il naso, sappiate che non è un film noioso, e che anzi vi aprirà gli occhi su molte questioni spesso trascurate. Disponibile su Netflix, per chi vuole essere più consapevole sul mondo che lo circonda.

18. IL NOME DEL FIGLIO (Francesca Archibugi, ITA 2015, 96')

Un adattamento cinematografico della piéce teatrale Le prénom, a cui si era già ispirato Cena tra amici, film francese che avevo visto nel 2012 e che mi era anche piaciuto abbastanza. Eppure, la versione italiana è decisamente più interessante di quella francese! In occasione di una cena, uno dei protagonisti annuncia il nome scelto per il figlio, generando un'accesa discussione su valori e scelte personali. Un cast tutto italiano (Alessandro Gassmann, Micaela Ramazzotti, Luigi Lo Cascio, Rocco Papaleo, Valeria Golino) in splendida forma. Da vedere per ricredersi sulle sorti del cinema italiano.

17. WILD (Jean-Marc Vallée, USA 2014, 115')

Dal regista di Dallas Buyers Club (altro film da recuperare, se non l'avete visto), un film basato sulle memorie di viaggio di Cheryl Strayed e sceneggiato dallo scrittore Nick Hornby. Un mix pazzesco, per un film che omaggia il viaggio in solitaria come modo per ritrovare se stessi e dare una direzione alla propria vita. Una storia vera, ben interpretata da Reese Whiterspoon che da qualche anno si sta affrancando dai ruoli vuoti a cui l'avevano relegata. Ne avevo già parlato in questo articolo!  

16. FORZA MAGGIORE (Turist, Ruben Ostlund, Svezia/Norvegia/Danimarca 2014, 118')

Uno di quei film che non ti aspetti: dal trailer credevo si trattasse di un film catastrofico, e invece... Una vacanza sulla neve si tramuta in qualcos'altro, un incidente di percorso senza risvolti “materiali” che tuttavia segna profondamente a livello psicologico una giovane famiglia. Due ore che scorrono velocemente, da non perdere se amate i film incentrati sulle dinamiche interpersonali e volete avvicinarvi, senza traumi, al cinema scandinavo.

15. DIO ESISTE E VIVE A BRUXELLES (Le tout nouveau testament, Jaco Van Dormael, Belgio/Francia/Lussemburgo 2015, 113')

Al ritmo di un film a decennio, Jaco Van Dormael non è certo un regista prolifico, ma possiede la rara capacità di dare vita a mondi bizzarri, in bilico tra dramma e commedia, che ricordano quelli creati da Jean-Pierre Jeunet (Il favoloso mondo di Amélie). In questo film, Dio esiste, vive a Bruxelles e non è assolutamente un esempio di virtù: quando la figlia decide di ribellarsi manomettendo il computer del padre, è caos in tutto il mondo. Da vedere per sdrammatizzare, inseguendo la frase “vivi la tua vita come se dovessi morire domani”. Se ve lo siete persi, il film è ancora nelle sale!

14. INSIDE OUT (Pete Docter, USA 2015, 94')

Il film di animazione dell'anno, anche se come ricorderete l'avevo già criticato qui. Una grande e colorata metafora del passaggio dall'infanzia all'adolescenza, con alcuni elementi molto intensi e altri meno riusciti, ma in ogni caso un film che rimarrà impresso nella mente di molti! Da vedere se volete fare un tuffo nelle emozioni passate, presenti e perché no, anche future.

13. SOPRAVVISSUTO – THE MARTIAN (Ridley Scott, USA 2015, 141')

Ve ne avevo parlato già in questo articolo...  Diretto da quel mostro sacro di Ridley Scott, alla quarta pellicola di fantascienza dopo Alien (1979), Blade Runner (1982) e Prometheus (2012), The Martian è la storia di un astronauta (Matt Damon) che deve sopravvivere da solo su Marte. Da vedere se amate le storie di sopravvivenza, se vi affascina il Pianeta Rosso e se volete vedere un Matt Damon in splendida forma.

12. LA FAMIGLIA BÉLIER (La Famille Bélier, Eric Lartigau, Francia 2014, 105')

Un film che consiglio davvero a tutti: vi farà sorridere, riflettere, commuovere... La sedicenne Paula (Louane Elmera, direttamente dal The Voice francese) vive in una famiglia in cui tutti sono sordomuti tranne lei, ponte indispensabile verso il mondo esterno. Quando scopre di avere un talento per il canto, Paula dovrà compiere una scelta importante. Un film bellissimo sulla crescita, sull'inevitabile separazione dalla famiglia e sul perseguimento dei propri sogni. Da vedere e da consigliare!

11. KURT COBAIN: MONTAGE OF HECK (Brett Morgen, USA 2015, 132')

Su Rotten Tomatoes ha ottenuto il 98% di apprezzamento da critica e pubblico, un risultato che solo pochissimi film possono vantare. Si tratta del primo documentario interamente autorizzato su Kurt Cobain, prodotto dalla figlia (Frances Bean Cobain), che mostra senza pudore lo smisurato archivio personale del leader dei Nirvana, fatto di disegni, scritti, testi e brani inediti, filmati amatoriali. Un film profondamente intimo che restituisce profondità e autenticità alla figura di Kurt. Consigliato ai fan dei Nirvana e del periodo grunge!

10. IL RACCONTO DEI RACCONTI (Tales of tales, Italia/Francia/Gran Bretagna 2015, 125')

Che io adori Matteo Garrone è un dato di fatto. Da Terra di mezzo (1996) a Reality (2012), non c'è un suo film che non mi abbia entusiasmato: uno dei motivi è che Garrone non ha paura di sperimentare. Il mix di realtà e fantasia che da sempre lo contraddistingue qui esplode, con un mondo fiabesco che richiama prepotentemente vizi e difetti del mondo contemporaneo, rappresentato con una qualità quasi pittorica della messa in scena. Da vedere per tenere d'occhio uno tra i registi italiani più interessanti degli ultimi anni!

9. UN PICCIONE SEDUTO SU UN RAMO RIFLETTE SULL'ESISTENZA (Roy Andersson, Svezia 2014, 100')

Semplicemente geniale. È ciò che ho pensato durante l'intera durata del film, e sembrano averlo pensato anche all'ultima Mostra del cinema di Venezia dove l'hanno premiato con il Leone d'Oro, ma evitatelo accuratamente se non amate il nonsense. Il regista svedese mette alla prova lo spettatore con la messa in scena di “quadri viventi” che parlano di vita, morte, follia in maniera grottesca e ironica. Un capolavoro di umorismo nordico sul senso della vita, ma sicuramente non un film per tutti. 

8. EX MACHINA (Alex Garland, UK 2015, 108')

Dallo sceneggiatore di 28 giorni dopo e Non lasciarmi, un esordio registico che porta in scena lo spinoso argomento dell'intelligenza artificiale, in questo caso incarnata da Ava, un cyborg con viso e cuore di donna, portandolo ad un livello superiore. Ava infatti è la prima intelligenza artificiale che si è formata attingendo ad un database online, imparando anche a provare dei sentimenti. Da vedere per riflettere sul rapporto uomo-macchina.

7. WHIPLASH (Damien Chazelle, USA 2014, 105')

Ve ne avevo parlato anche qui, dove avevo azzeccato il premio a J.K. Simmons: anche questo è un film imperdibile. C'è il jazz e il suo ritmo coinvolgente, e poi c'è il rapporto conflittuale e deleterio tra un insegnante di musica e un allievo con l'ossessione di raggiungere la qualifica di “migliore”. Un film per riflettere sul vero significato che sta alla base dell'educazione, consigliato a tutti.

6. HUNGRY HEARTS (Saverio Costanzo, ITA 2015, 109')

Un Adam Driver e una Alba Rohrwacher straordinari interpretano una giovane coppia italo-americana che dopo l'arrivo di un figlio rischia di smarrire l'equilibrio familiare: Mina, ossessionata dalla purezza, di fatto priva il bambino del nutrimento necessario. Lo spazio intimo e familiare diventa luogo metaforico di costrizione e angoscia. Da vedere, per rivalutare Adam Driver (io prima di questo film non lo apprezzavo a dovere) e per avere un'ulteriore conferma su Saverio Costanzo, tra i registi italiani più interessanti dell'ultimo decennio.

5. BIRDMAN (Alejandro Gonzales Inarritu, USA 2014, 119')

Ve ne avevo parlato qui, e anche in questo caso ci avevo visto lungo, visto che il film ha guadagnato ben quattro Premi agli ultimi Oscar. Un film da recuperare se non lo avete ancora visto, in quanto porta una “autoriflessione” sul rapporto tra palco e realtà, tra arte e vita, sulle aspirazioni e le frustrazioni che accompagnano tanto le celebrità quanto le persone comuni. Da vedere per conoscere le varie facce del regista messicano: proprio in questi giorni è in uscita il suo nuovo attesissimo film, Revenant, con protagonista Leonardo Di Caprio.

4. TENERAMENTE FOLLE (Infinitely Polar Bear, Maya Forbes, USA 2014, 88')

Il titolo originale, splendido, è degno dell'esordio registico di Maya Forbes, che in questa pellicola meravigliosa racconta la propria vita, senza troppi filtri: Amalia (alter ego della regista) viene affidata con la sorellina al padre (Mark Ruffalo), affetto da sindrome bipolare. Con una sensibilità rara, il film evita patetismi e toni grotteschi permeando il film di una spiazzante leggerezza. Consigliato per il cast straordinario (oltre a Ruffalo, le bambine sono davvero notevoli) che porta in scena un modello familiare anticonformista, eppure “funzionante”.

3. QUEL FANTASTICO PEGGIOR ANNO DELLA MIA VITA (Me, Earl and the dying girl, Alfonso Gomez-Rejon, USA 2015, 104')

A dispetto del titolo (tradotto) che richiama una semplice commedia, questo è uno dei miei colpi di fulmine dell'anno. Vincitore al Sundance Film Festival 2015, il film è un omaggio all'adolescenza, all'amicizia e alla passione per il cinema. Dolce, tenero e allo stesso tempo potentissimo, da vedere con un pacco di fazzoletti a portata di mano!

2. SONG OF THE SEA (Tomm Moore, Irlanda/Danimarca/Lussemburgo/Belgio 2014, 93')

Per quanto mi riguarda, miglior film d'animazione dell'anno. Un ragazzino irlandese e la sua sorellina, dopo aver perso la madre, intraprendono un viaggio negli abissi marini tra foche e personaggi fantastici, incontrando gli antichi miti della loro terra. Un film incentrato sul valore delle emozioni umane, siano esse positive o negative (tema che ritroviamo anche in Inside Out, uscito successivamente). Una grafica incantevole, semplice e raffinata per un film di animazione rivolto a tutti, grandi e piccini.

1. MOMMY (Xavier Dolan, Canada 2014, 135')

Enfant prodige classe 1989, Xavier Dolan ha ottenuto il premio della giuria a Cannes proprio con Mommy, film in testa alla mia classifica personale per varie ragioni: la sperimentazione, la scelta di personaggi scomodi, la totale mancanza di emulazione di modelli cinematografici passati, il coraggio di andare oltre le regole. Probabilmente il regista europeo più giovane e promettente dei nostri tempi. Credo che Mommy resterà in cima alla mia top20 ancora per un po'!

Buona visione ;)

Valentina D'Amelio


CREDITS IMAGES:

http://www.progettoalchimie.it/l-italiano-medio-capatonda-forse-troppo/

http://linkursore.altervista.org/cowspiracy-il-documentario-presto-disponibile-su-netflix-che-attacca-lindifferenza-degli-ambientalisti-sullindustria-del-bestiame/

http://www.movietele.it/recensione/il-nome-del-figlio-recensione

http://ilbelcinema.com/wild/

http://www.concretamentesassuolo.it/forza-maggiore-di-ruben-ostlund-2014/

http://cinema.everyeye.it/articoli/recensione-dio-esiste-e-vive-a-bruxelles-27093.html

http://www.mammaimperfetta.it/2015/10/13/inside-out-la-tristezza/

http://www.mymovies.it/film/2015/themartian/

http://www.circuitocinemascuole.com/anteprima-gratuita-la-famiglia-belier/

http://www.anewhopewebzine.it/pass-the-popcorn-kurt-cobain-montage-of-heck-2015/

http://www.cinetecadibologna.it/vedere/programmazione/app_6851

http://www.cineforum.it/Reviews/view/Essere_un_essere_umano

http://www.ew.com/article/2015/04/23/ex-machina-music

http://www.noteverticali.it/visioni/whiplash-molto-di-piu-che-jazz-da-oscar/

http://www.vallesabbianews.it/notizie-it/(Blog-Quaderni-di-Cinema)-%C2%ABHungry-hearts%C2%BB,-film-italiano-nato-negli-Usa-31260.html

http://www.dder.org/?attachment_id=2129

http://www.cinequanon.it/teneramente-folle/

http://www.sentieriselvaggi.it/tff33-cinema-degli-inganni-me-and-earl-and-the-dying-girl-di-alfonso-gomez-rejon-torinosense2/

http://www.post-gazette.com/ae/movie-reviews/2015/03/13/Movie-review-Song-of-the-Sea-animated-magical-journey/stories/201503130087

https://dikotomiko.wordpress.com/2014/12/13/mommy/


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Twisted Valley, un intreccio ciclo-pedonale immerso nella natura

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Twisted Valley, un intreccio ciclo-pedonale immerso nella natura

Cari amici, questo mese vi porto tra Elche e Alicante due città sui 250.000/300.000 abitanti situate nel sud della Spagna; più precisamente ci troviamo nel levante spagnolo in piena Costa Blanca, posto rinomato per il suo spettacolare mare, per i suoi vini delicati, per le sue tradizioni popolari, e per le sue testimonianze romane, bizantine e arabe. Queste cittadine negli ultimi anni hanno mutato parecchio il loro aspetto, grazie a un attento investimento da parte delle amministrazioni comunali per quanto riguarda i nuovi interventi edilizi di rigenerazione urbana. In particolare vorrei analizzare con voi un progetto che è stato recentemente premiato con la medaglia d’oro agli Holcim Awards 2014 ( Competizione Internazionale che ricerca progetti che seguono i principi della sostenibilità). Sto parlando della Twisted Valley, una Green Way ciclabile/pedonale che collega Alicante con la limitrofa città di Elche.

L’idea è stata realizzata dal team Aranea di Alicante, sotto la guida dell’Ingegnere Marta García Chico e dell’Architetto Francisco Leiva Ivorra. La parola Aranea deriva dal latino e significa letteralmente “ragno”, ed è proprio come una ragnatela che il gruppo, composto per lo più da Architetti, Ingegneri, Biologi, Sociologi, cerca di lavorare, ovvero cercando di definire ed analizzare  il progetto sotto ogni punto di vista in modo da dare una maggior qualità ai loro particolari interventi.

Questo parco di 11 ettari,  a mio avviso, sa sapientemente ridare vita a uno spazio periferico inutilizzato, trasformando le rive del Vinalopò (fiume che divide la città di Elche) in spazi flessibili caratterizzati da nuovi percorsi ciclo-pedonali e da rilasanti luoghi di sosta.

Queste forme, che delineano superfici morbide e sinuose, si modellano con la natura circostante originando intrecci provocatori distanti dall'idea ortogonale delle città e allo stesso temporiescono a faciitare l'attraversamento del corso d’acqua tramite interessanti passerelle in cemento. Si nota così dalla planimetria di progetto, una serie di bianche linee arzigogolate, che si restringono, si contorcono, si ingrandiscono, si curvano, si sovrappongono fino a penetrare nel tessuto urbano della città connettendo paesaggio naturale e paesaggio antropizzato.

Anche questo progetto, (come tanti altri che vi ho mostrato vedi per esempio l’ High  Line di New York CLICCA QUI, oppure I progetti di Kerè in Africa CLICCA QUI) parte dal basso stringendo un saldo rapporto con la popolazione circostante, in modo da coinvolgerla nei processi decisionali. Prima della realizzazione del progetto, vengono svolti laboratori didattici e assemblee comunitarie affinchè venga reso protagonista non solo il Fiume Vinalopò oggetto dell’ intervento, ma anche ogni singolo cittadino interessato all'intervento. 

A mio parere il parco, riesce a ridare alla natura il ruolo principale che le spetta,  tramutandola in un vero e proprio polo attrattore periferico dal sapore Mediterraneo.

 Se avete in mente di farvi un giretto nel sud della Spagna, oppure di cercare tranquillità in luoghi lontani dal traffico cittadino o semplicemente visitare città diverse rispetto alle solite: Barcellona, Madrid, Siviglia e Valencia (e tante altre mete turistiche spagnole naturalmente), penso proprio che Elche e Alicante  siano ciò che stavate cercando! Beh che dire, non resta che vedere questo progetto con i propri occhi!

 ...Una piccola parentesi per concludere e per accendere il dibattito: " Chissà se anche in Italia, vedremo mai dei progetti di questo tipo?"

Beh non disperiamo, qualche intervento interessante (seppur raro e sporadico e per niente pubblicizzato)  esiste anche da noi (per fortuna!)! E sarò ben lieto di mostrarveli nei prossimi episodi!

A presto!

TIZIANO ZERB0

FONTI IMMAGINI:

http://www.archmarathon.com/2014/twisted-valley-by-grupo-aranea/

http://www.artwort.com/2014/10/30/architettura/el-valle-trenzado-lautostrada-pedonale-del-grupo-aranea/

http://www.archdaily.com/461075/twisted-valley-grupo-aranea

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ACCIDENTALLY IN WORDS

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ACCIDENTALLY IN WORDS

Primo numero di Forge 2016, buon anno Followers!

Inizierò il nuovo anno parlandovi di un evento molto interessante a cui ho partecipato qui in Inghilterra.

Si tratta del WINTER WONDERLAND, un parco a tema natalizio allestito all’interno di Hyde Park a Londra.

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Ho saputo di questo evento da una mia amica e poi abbiamo deciso di andarci insieme, per goderci la parte dedicata agli adulti. Una settimana dopo ci sono tornata anche con la mamma e le bambine di cui mi occupo, per poter fare con loro le attività proposte.

Il Winter Wonderland è decisamente grande e composto da varie zone: la parte dei mercatini natalizi , le innumerevoli bancarelle di dolciumi e specialità da tutto il mondo, le attrazioni e le giostre per bambini e adulti, il circo, le sculture di giaccio, la pista di pattinaggio sul ghiaccio, la ruota panoramica.

L’ingresso è gratuito, il che mi ha lasciato inizialmente senza parole, ma in realtà si pagano le varie attrazioni e gli spettacoli separatamente e, in generale, i prezzi di qualunque cosa sono molto elevati.

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Ma ora voglio descrivervi nello specifico ogni singola area che ho visitato.

Partiamo dall’ attrazione più gettonata: il Magic Kingdom.

Si tratta di un capannone all’interno del quale si possono ammirare innumerevoli sculture di ghiaccio, realizzate a mano. Ovviamente è sempre affollatissimo, quindi occorre prenotare e acquistare i biglietti su internet con molto anticipo.

Le statue erano davvero belle e curate nel minimi dettagli, unico problema la gente che spintonava per fare le foto e il freddo tremendo, indispensabile per mantenere intatte le sculture. Nel complesso credo fosse un po’ caro il prezzo rispetto a ciò che ho visto all’interno e personalmente sconsiglio questa attrazione alle famiglie con bambini piccoli, poiché si annoierebbero. Mi raccomando ricordatevi cappello e guanti e copritevi bene perché sembra di essere al Polo Nord!!

Ho apprezzato molto di più il pattinaggio su ghiaccio. La pista è molto ampia e la superficie relativamente curata, considerando la quantità di gente che pattina contemporaneamente. Addirittura in mezzo c’è un palco, su cui si esibiscono cantanti e ballerini.

Anche per questa attività occorre la prenotazione online, tramite cui viene assegnato uno slot di tempo di 45 minuti durante la giornata. Nota positiva: all’interno della pista girano anche degli istruttori che danno consigli ai principianti e aiutano i bambini.

La prima volta che sono stata al Winter Wonderland ho passato ore ed ore tra le bancarelle di oggettistica, principalmente cose realizzate a mano e a tema natalizio. Molto particolari i porta candele in ceramica traforata, le varie decorazioni natalizie in legno e vetro, i biglietti di auguri dipinti a mano, bijoux in argento e pietre dure, aggetti in lana cotta e feltro.

Il clima , purtroppo, non era favorevole e passeggiare non è stato piacevole dato che la temperatura era molto bassa. Inoltre i prezzi sono decisamente elevati, quindi lo shopping non è stato redditizio.

Però ho speso gran parte dei miei soldi in cibo delizioso!

Abbiamo impiegato secoli per decidere dove fermarci a mangiare, dato che è pieno di stand che offrono qualsiasi tipo di cibo, dal dolce al salato.

Alla fine abbiamo optato per un tradizionale fish and chips, merluzzo impanato con patatine fritte.

Era davvero buono e il rapporto qualità prezzo ottimo. Abbiamo potuto mangiare sedute all’interno di uno chalet riscaldato, così ci siamo riposate un po’ prima di riprendere il nostro tour.

Nel pomeriggio abbiamo deciso anche di fare merenda con dei fantastici pancakes appena fatti, assolutamente deliziosi, accompagnati da un ottimo mulled wine, da noi conosciuto come vin brulè.

Dopo pranzo ho deciso saggiamente di evitare le montagne russe, con mio grande dispiacere.

Non mi aspettavo delle attrazioni così maestose, paragonabili a Gardaland o Mirabilandia.

Mi immaginavo le classiche giostre da lunapark, tipo autoscontri, carosello dei cavalli, trenini per bambini, invece qui ci sono proprio le vere attrazione da parco di divertimenti. Il prossimo anno dovrò assolutamente tornarci, a stomaco vuoto!

Nel complesso, comunque , è stata una bellissima esperienza e sicuramente la consiglio. Molto ben organizzato lo spazio, le vie sono percorribili comodamente con il passeggino e chalet riscaldati dove poter mangiare, quindi adatto anche a famiglie con bambini piccoli.

Se qualcuno di voi ci è già stato attendo i vostri racconti!

Ne approfitto per augurare a tutti voi Lettori un 2016 positivo e ricco di emozioni.

Riguardo ai miei cari colleghi Forgini: noi viviamo inseguendo le nostre passioni e i nostri sogni, speriamo che in questo nuovo anno essi si avverino!

 

Silvia Sissy Castello

 

 

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