Vi devo confessare una cosa: questo numero non avrebbe dovuto chiamarsi così.

La mia riflessione del mese era difficile, travagliata e sofferta, raccontava di dolore, paura e tutto ciò che può aver scatenato in ognuno di noi gli attentati di Parigi della sera del 

13 novembre scorso.

Ho deciso volontariamente di ignorare quei pensieri, di accantonarli e lasciarli solo come mie riflessioni personali non per una forma di negazione della verità, non per nascondere la testa sotto la sabbia e far finta che non sia successo, ma per ricordarmi e ricordarci che la vita deve prevalere, bisogna andare avanti e che gli eventi tragici vanno celebrati nel giusto modo, ricordati e tenuti a mente come monito ma non vanno usati, sfruttati e strumentalizzati.

Per questo ho deciso di dedicare la copertina e posticipare l’uscita del magazine in favore di un evento di portata mondiale abbastanza frivolo se vogliamo, l’uscita del settimo film della saga di Star Wars.

L’importanza di questo film è riconducibile a tre elementi chiave:

- la presenza nel mondo di una grande fan base

- l’acquisizione dei diritti di Star Wars da parte di Disney

- il fatto che questa saga sia divenuta una moda a 30 anni dalla sua uscita nei cinema

 

I soldi sono ovviamente la chiave di questa isteria di massa collettiva ed anche gente che non ha mai visto ne conosciuto la trilogia originale ora si professa fan di vecchia data, ma di una cosa devo essere grato a Disney ed alla sua massiccia campagna pubblicitaria mondiale: l’avvicinamento delle persone.

Mai prima d’ora avevo visto una tale trepidazione generale, senza che si venissero a creare due fazioni opposte agguerrite: questo film è atteso da tutti, se piacerà saranno i posteri a decretarlo ma intanto possiamo osservare come questo evento abbia avvicinato molte persone, creato gruppi, favorite nuove amicizie e riportato la gente nei cinema.

Grazie Disney e grazie George Lucas.

 

Mattia Corbetta

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