Tutte le strade portano a Roma. No, nel nostro caso tutte le strade portano a Pievesciata. In realtà esattamente quattro strade diverse.

Infatti dopo circa 40 minuti di auto pensando che il navigatore facesse lo spiritoso, arriviamo in questo piccolo paese immerso tra le colline del Chianti.

Lo riconosciamo subito perchè due immense figure, una maschile e una femminile, ci accolgono a loro modo anche se non ci guardano perché hanno la testa in un cipresso.

Poi vediamo due cabine telefoniche inglesi in cui due manichini comunicano con chissà chi, ed un cavallo che scorrazza felice.

Così inizia l’avventura, e credetemi, sembra di essere arrivati nel paese delle meraviglie.

La giornata è meravigliosa, ci sono 20 gradi e sembra primavera, ma tutto è arricchito dai caldi colori dell’autunno.

Ci siamo solo noi, il parco è tutto nostro.

Una piccola introduzione, la comodissima applicazione che ci spiegherà tutte le opere e siamo pronti ad attraversare il cancello fatto di foglie di tiglio che custodisce il parco.

 

THE BLUE BRIDGE : URSULA REUTER-CHRISTIANSEN

 

Quest’opera era esposta alla Biennale di Venezia del 2001 e nel parco non è ancora stata collocata. Evoca i canali della città che l’ha ospitata ed i ponti che l’attraversano.

 

L’ANFITEATRO

Ricavato da una pendenza naturale del terreno, ospita concerti e rappresentazioni.

Spettatori d’eccezione: Stanlio e Olio, Alfred Hitchcock, Federico Fellini e Charlie Chaplin.

 

L’ISOLA – KIM HAE WON

Quest’opera ricorda uno scoglio nero circondato dall’oceano, ma in questo caso il suo sfondo sono alberi e foglie.

 

ENERGIA – COSTAS VAROTSOS

E’ un’opera alta 8 metri, formata da 800 strati di vetro che pesano ben 16 tonnellate. Nonostante ciò si staglia con molta leggerezza verso il cielo e il sole provoca giochi di luce sempre diversi.

 

LA PIETRA SOSPESA – MAURO BERRETTINI

Composta da travertino, è un omaggio alla terra senese. Dalla panchina posta di fronte si vedono due braccia che escono dal terreno e sorreggono la pietra grezza.

EQUILIBRIO – CHRISTOPH SPATH

Opera di granito e vetro, forza e fragilità, ombra e luce.

 

IL PENSATORE – ICHWAN NOOR

Si trova in un’area picnic, ci si può soffermare a pensare accanto a lui.

 

DIVERGENZA ARMONICA – JAYA SCHURCH

Una V di granito si erge tra le piante, sembra cadere ma è sorretta dall’acciaio.

 

FEDE E ILLUSIONE – DOLOROSA SINAGA

La sagoma di una donna si trova in mezzo a due grattacieli immaginari, impossibilitata a trovare una via d’uscita dai suoi problemi. Quest’opera trasmette molto, nonostante la sua semplicità.

 

LIMES – JOHANNES PFEIFFER

Pietre sospese come metafora di un muro che divide il bosco dal sentiero e per l’artista simboleggia il vero muro che divideva la sua nazione, la Germania.

 

FOGLIA CHE CADE – JASMINA HEIDAR

Un’enorme foglia di quercia di vetro che sprigiona stupendi giochi di luce.

 

LA CHIGLIA – KEMAL TUFAN

La chiglia di una nave arenata nel bosco. E’ davvero imponente.

 

EDIFICIO INCOMPIUTO – COR LITJENS

Un portale ci permette di entrare nella seconda parte del percorso.

 

IL SALTO DELLA CAVALLINA – DOMINIC BENHURA

Quattro bambini si divertono con questo antico gioco, e per un attimo sembra che si muovano davvero.

 

DIALOGO – ANITA GLESTA

Due piattaforme che permettono di guardare il cielo e sentire i suoni del bosco.

 

IL PONTE – JOHANNES PFEIFFER

Un bellissimo gioco di colori fa sembrare i piloni di ferro dei tronchi di legno, integrandosi perfettamente con il bosco.

 

COSTRUZIONE PER FERMARE IL TEMPO – PILAR ALDANA

Entrando nella scultura ci si vede riflessi nel granito e tutto intorno sembra scomparire.

 

CHIANTI – ROBERTO CIPOLLNE

Una spirale verso il cielo dalla quale pendono vari utensili da lavoro utilizzati dai contadini del territorio.

 

LABIRINTO – JEFF SAWARD

L’opera per cui avevo più aspettative, e non sono state deluse.

Si cammina tra i riflessi prodotti dalla luce che attraversa il vetrocemento, si arriva al centro dopo un percorso silenzioso e uno specchio permette di vedere noi stessi. Viaggio fino al centro dell’Io.

 

PER LA LIBERTA’ DI STAMPA – BARRERA FONTENLA

Opera in memoria del fotoreporter ucciso Josè Luis Cabezas, segno di ricordo e sfida.

 

COME ERAVAMO – PIERO GIADROSSI

Nove tronchi di alberi morti abbracciati ad alberi ancora vivi, per ricordare e promuovere il rispetto per la natura.

 

ANGOLO DI BOSCO BIANCO – NICOLAS BERTOUX

Proseguendo attraverso il sentiero si hanno percezioni diverse di questi tronchi di marmo, fino ad intravedere un triangolo tra gli alberi.

 

 

ARCOBALENO SPEZZATO – FEDERICA MARANGONI

Un arcobaleno a metà, simbolo di precarietà. Un’opera colorata che svetta nel bosco.

 

TRONCHI PIETRIFICATI

Tronchi di 20 milioni di anni provenienti da una foresta del Bormio. L’artista è la natura.

 

LONTANO DAL SENTIERO BATTUTO – WILLIAM FURLONG

Attraversando la fotocellula inizia un percorso uditivo che ripropone i suoni del centro di Siena.

 

TWIST – NEAL BARAB

Due figure sinuose spuntano dal terreno e salutano lo spettatore dopo il suo percorso nel parco.

 

LA CASA NEL BOSCO

Usata come biglietteria fino a qualche anno fa, ora fa attendere soltanto delle figure a cui magari per sbaglio ci si accoda.


Tornando verso la galleria d’arte ci sono le ultime opere, Fabbrica di Latte di Vincent Leow , Xaris di Adriano Visintin e Omaggio a Brancusi di Benbow Bullock.


Un viaggio inaspettato, una mostra a cielo aperto lontana dai rumori della città, le sensazioni che solo la natura e la luce del sole possono regalare e sono loro a rendere uniche queste opere, perfettamente collocate e meravigliosamente autentiche.

Consiglio a tutti di visitarlo, magari in un periodo come questo in cui si può avere la fortuna di essere da soli e godere ancor di più di questa perla incastonata in mezzo all’Italia.

Ho provato tante emozioni e spero di averne trasmesse anche a voi, lettori di Forge.


Valentina Poerio


Scolpire non è scavare una pietra, è trovare il respiro della vita in essa e rivelarlo.

(Anonimo)


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