Ebbene si cari amici, è giunto il momento di parlare di Expo 2015, ne ho sentite di tutti i colori riguardo a questo complicato argomento:  alcuni affermano il loro totale dissenso e rifiutano ogni possibile visita a causa delle note truffe all’italiana lette e rilette sulle testate dei giornali, o per colpa delle multinazionali che ne fanno da sponsor (si parla di nutrire il pianeta, della riscoperta di nuove tecnologie, del rispetto per l’ambiente, del mangiar sano e poi? Beh e poi troviamo una quantità esagerata di fast food e di cibo tutt’altro che genuino che ne fa da padrone... mmmh forse c'è qualcosa che non funziona...)  esistono però  altri, che pur conoscendo tutti questi fatti hanno lo stesso provato a fare un giretto a Milano in modo da capire meglio cosa stia avvenendo in questi mesi sul nostro territorio.

Naturalmente io sono fra questi, ed ora che ho una visione quasi a 360 vi racconterò l'dea che mi sono fatto! Ma prima di esporvi tutto ciò vorrei raccontarvi qualcosina in più su EXPO!

Ma vi siete mai chiesti che cosa significhi EXPO? (E ora vi beccate 10 righe di storia!)

Beh,  sono passati  5 mesi dall’apertura dei cancelli e credo che ormai sappiate tutti che il termine deriva da “Esposizione Universale”, nome scelto nel 1851 dal direttore del Victorian and Albert Museum di Londra per celebrare la magnificenza economica e culturale dell’ impero Britannico. In linea di massima esistono tre generazioni di EXPO: la prima va dal 1851-1928, ovvero fino alla creazione del BIE (Bureau International des Expositions, tra qualche riga vi spiego che cos'è!); l'intenzione di questa prima versione è quella di esaltare le grandi potenze industriali agli occhi del mondo; dal 1928 al 2000, invece, si sviluppano gli EXPO di seconda generazione, quelli geopolitici riguardanti la II Guerra Mondiale e la Guerra fredda (si ricorda per esempio l’Esposizione di Bruxelles dove viene presentato l’Atomium, una costruzione in acciaio che raffigura i 9 atomi di un cristallo di ferro); infine prendono vita quelli di terza generazione  che vanno dal 2000 fino al prossimo 2025, tra i quali possiamo ricordare quello: di Shanghai dl 2010, di Milano 2015, di Dubai 2020 per poi finire  nel 2025 in una città tra San Francisco , Houston, Parigi e Londra.

Credo però che non tutti sappiano cosa sia veramente Expo2015,  ammetto di non essere un massimo esperto del settore, ma provo a raccontarvelo lo stesso. Esso può essere paragonato a un “FORMAT”  televisivo, (esatto! Un FORMAT proprio come lo sono: Il Grande Fratello, l'Eredità, Pechino Express, X Factor....);  questo contenitore, come detto in precedenza, è di proprietà di un’ associazione privata composta da circa 168 Stati membri di nome BIE.
Prima del 1928 la manifestazione avveniva un po’ casualmente, infatti tra un evento e l’altro non c’era una cadenza temporale netta e prefissata, variavano le dimensioni fieristiche, e non esistevano dei temi chiave sui quali soffermarsi, questo per la mancanza di un ente in grado di regolare dall’esterno il Format.

Il palinsesto oggi funziona cosi: ogni stato interessato propone al BIE la propria candidatura proponendo una cifra per l'acquisizione dell'evento e così nel  2008 l’Italia si è guadagnata la possibilità di avere EXPO nel proprio Paese ad un costo di  circa  1.200.000 €  in modo da renderlo accessibile al pubblico per 2015.

Quindi avere EXPO a Milano è stata una spesa, non c'è stato alcun finanziamento europeo come qualcuno pensa!

Parlando di cifre, ma quanto costa EXPO 2015?

Il costo totale dell’evento arriva a toccare i 3,7 miliardi di Euro per 184 giorni, certo non è poco ma non è neanche tanto se si raffronta la cifra con quella delle Olimpiadi di Londra del 2012 costate 12 miliardi di Euro per solo 16 giorni. Questi  denari, sono stati spesi in linea di massima: per affittare l’area, per  svolgere opere di pulitura generale del terreno ed infine per costruire le infrastrutture.

I 3,7 Miliardi possono essere suddivisi in:

-1,3 miliardi erogati dallo Stato dalle Regioni e dai Comuni,

-1,2 miliardi di costi di gestione che arriveranno solamente dall’evento ( 600 milioni vengono da 24 milioni di biglietti venduti, 400 milioni dagli Sponsor ed infine 200 milioni dalla ristorazione, circa 15%) –

- 1,2 spese dei Paesi invitati all’evento (esclusi i Paesi in via di sviluppo).

Quali cambiamenti ha portato EXPO 2015?

Castrum Romano

Castrum Romano

Rispetto a Shanghai 2010 si sono fatti numerosi passi avanti, infatti con l'ideazione di EXPO 2015 è venuto alla luce il classico stile italiano nel penasre e promuovere l'evento: il cosiddetto  “Italian Touch”. Lo si può trovare, per esempio,nell'idea di  progettare l'intera manifestazione lungo 2 uniche Vie centrali in modo da dare a tutti gli Stati partecipanti le stesse possibilità di visita (idea presa dal nostro Castrum romano che detta impianti urbani di numerosissime città italiane); oppure attraverso al nuovo concetto dei Cluster. Ma cosa sono? sono delle aree tematiche pensate per i paesi in via di sviluppo, i quali non si sono potuti permettere l’iscrizione all’evento;  la trovata geniale è stata quella di classificarli non più per aree geografiche ma per colture caratterizzanti come:  cacao, spezie, caffè, frutta, cereali, ecc …

All'interno dei Cluster (caffè)

All'interno dei Cluster (caffè)

I Cluster a prima vista sembrano diversi tra di loro ma sono costituiti dalla stessa tecnica costruttiva ovvero: sono formati da strutture in legno lamellare con tamponamenti in OSB (Materiale stratificato in legno). Quello che realmente li contraddistingue è la scelta dell’ involucro, infatti si passa da superfici riflettenti a specchio a strutture in grindshell o a pareti semplicemente intonacate o rivestite.  Al loro interno si possono trovare oggetti del luogo disposti in bancarelle, pannelli informativi  e piatti tipici locali; a dirla tutta mi sono fermato a pranzare al padiglione dell’Etiopia dove ho potuto gustare il Wot, un mix di carni di pollo e di manzo, insaporite con salsa di pomodoro, spezie e peperoncino e il tutto servito su una tiepida e leggera piadina; lo devo ammettere,  a me è piaciuto molto, però consiglio di dividerlo con qualcuno anche perché è abbastanza pesantino da digerire! (Magari le nostre InFrigoVeritas ci possono dare qualche consiglio in più sulla ricetta!). 

Non avevo alcuna intenzione di dilungarmi troppo sulla mia gitarella all’interno di EXPO e soprattutto non volevo stilare la lista della spesa di tutte le attrazioni più "fighe" e vistabili, per quello ci sono parecchi Blog e canali youtube che possono darvi qualche dritta più  dettagliata!  Preferirei invece dare degli input ai ritardatari che si appresteranno in queste ultime settimane a visitare l'evento:

 -Prima di tutto, armatevi di tanta pazienza, (credo che ormai lo sappiate),  le attrazioni principali, infatti sono sempre e comunque stracolme di gente in coda; immagino che con l'imminente chiusura dell'evento aumentino in modo esponenziale; ho fatto quasi 3 ore e mezza di coda al Padiglione Giappone,  sotto la pioggia, bagnato fradicio, imprecando e urlando tra me e me, ma ammetto che ne è valsa la pena! Stupendo, 50 min di visita da togliere il fiato!!!!!!

-In secondo luogo vi consiglio di portarvi qualche soldino in più e di assaggiare piatti o bevande che difficilmente troverete in circolazione qua in Italia! Come vi ho raccontato prima Expo è stato pensato per cercare di migliorare l’immagine delle Nazioni presenti, agli occhi del mondo attraverso ai propri padiglioni e ai propri prodotti tipici, per cui perchè non approfittarne! io per esempio ho mangiato un ottimo dolce ungherese: il Kürtőskalács, una sottile pastasfoglia lievitata e cotta in un forno come uno spiedino, grazie ad esso per un attimo mi è sembrato di  rivedermi a Budapest!

Andando a visitare EXPO ci si immerge in una realtà simile a quella di un parco divertimenti,  ne sono rimasto davvero affascinato: vuoi per la speciale atmosfera che si assapora all’interno di parecchi padiglioni, vuoi per la compagnia, vuoi per il cibo che ne fa da padrone (apro una parentesi… Non avendo tolleranze alimentari e trovandomi a girovagare per EXPO alle 2 del pomeriggio senza niente sullo stomaco, non ho trovato difficoltà a mettere qualcosa sotto ai denti, ma ammetto che un vegetariano o un vegano avrebbero trovato parecchi problemi; detto questo mi chiedo: “Non sarebbe stato meglio scegliere un tema diverso fin dal principio? Penso che intitolare la manifestazione "Nutrire il pianeta"  abbia fatto storcere un po' il naso a tutte quelle persone che si aspettavano di trovare cibi elaborati e ipocalorici , e a dirla tutta posso capire la delusione quando costoro si sono trovati di fronte al solito stereotipo di classica sagra di paese dove regnano solo grasso è unto).

Per quanto riguarda la parte  architettonica, sono rimasto notevolmente sorpreso dalla qualità, dal concept e dall’interattività  di parecchi padiglioni (Vedi ad esempio Regno Unito, Emirati Arabi, Giappone e sicuramente tanti altri che aihmè non sono riuscito a vedere!), ma allo stesso tempo  deluso dalla pochezza di idee, di estetica e di espressione del Padiglione Italia. Ma dico mia cara Italia, sei uno dei paesi più belli al mondo e come al solito non riesci a valorizzare tutto il ben di Dio che hai sul tuo territorio? Sinceramente mi aspettavo qualcosina di più dalla nazione ospitante.

Comunque arrivati a questo punto della storia e dopo aver visto sia fattori positivi che negativi, posso affermarlo anche io con certessa! Da questa esperienza, senza dubbio ne sono rimasto colpito e ne sono uscito un EXPOTTIMISTA!

In conclusione vi pongo una domanda:

Con EXPO 2015 saremo finalmente  riusciti a toglierci di dosso quella fastidiosa formula coniata da chi ci guarda oltre i nostri confini:

 Italiano = pizza, mafia spaghetti e mandolino?

Tiziano Zerbo

 

FONTI:

Dialoghi con Il Dott. Giacomo Biraghi, (coordinatore dei Tavoli Tematici Expo)

italystonemarble.com/

www.expo2015.org/

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