Kept you waiting?
Questo mese la mia riflessione è stata ispirata da questa frase, che apre l'ultimo capito di un famoso brand videoludico, uscito nei negozi proprio in questo periodo e su cui Lorenzo  ha fatto un esaustivo articolo a cui vi rimando.
Questa particolare espressione viene pronunciata dal protagonista (o da uno degli altri personaggi, riferendosi allo stesso) in ogni capitolo di questa saga a partire dal 1998 quando uscì il 3° capitolo sulla compianta Playstation. Ogni capitolo di questa serie è uscita a molti anni l'una dall'altra e questa frase serviva quasi da scusa verso i fan per l'attesa, una frase che è entrate nella storia di questa saga.
Prendendo però in esame la frase singolarmente, mi è balzato alla mente chiaro come il sole, che noi passiamo la vita in attesa, passiamo la vita a far aspettare gli altri.

Una delle maggiori forme d'intrattenimento moderne sono sicuramente le serie televisive, trasmesse rigorosamente a puntate ed ancora più rigorosamente a stagioni con cadenza annuale. Questo in cosa si traduce? In una lunga attesa, per la prossima puntata, per la prossima stagione. Anni ed anni in attesa di una fine, anni ed anni in attesa di vedere come se la caveranno i nostri eroi, per poi cosa? Cercare un'altra serie e ricominciare da capo. Ma voi che guardate l'ultima puntata del Trono di Spade non siete le stesse persone che hanno visto la prima puntata cinque anni fa..

Ovviamente le code non si fermano qui, si aspetta per un esame, per un risultato sportivo, per pagare in posta una bolletta, per l'uscita di un film o anche di Forge stesso; facciamo aspettare gli amici perché siamo in ritardo, i clienti e via dicendo.

Ma cosa rende l'attesa una parte così fondamentale della nostra vita? Quella sensazione di attesa, di trepidante sensazione dell'ignoto, di conoscere se una cosa che tanto vogliamo sarà a livello delle nostre aspettative.

Cosa accade quando questa sensazione viene meno, quando la pazienza lascia spazio all'irrequietezza? A mio parere avvengono alcune delle cose peggiori al mondo come il pass per fare meno coda a Gardaland, i DLC a pagamento nei giochi per avere subito tutti i bonus e così via.

Non tutte le attese sono buone o utili ovviamente ma bisogna riscoprire il piacere dell'attesa, della scoperta, del godersi il tempo tra una cosa e l'altra usandolo al meglio per le cose tediose, come le code in posta magari leggendo un buon libro, o godendosi il piacere del non sapere come ad un primo appuntamento, perché come uomini, ciò scandisce lo scorrere della nostra vita ed uno dei massimi piaceri della stessa.

Mattia Corbetta

 

(per fosse interessato a sapere la ripetitività della frase nella saga andate al minuto 12.22 https://www.youtube.com/watch?v=corgQqIi4oQ)

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