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Kept You Waiting?

Kept you waiting?
Questo mese la mia riflessione è stata ispirata da questa frase, che apre l'ultimo capito di un famoso brand videoludico, uscito nei negozi proprio in questo periodo e su cui Lorenzo  ha fatto un esaustivo articolo a cui vi rimando.
Questa particolare espressione viene pronunciata dal protagonista (o da uno degli altri personaggi, riferendosi allo stesso) in ogni capitolo di questa saga a partire dal 1998 quando uscì il 3° capitolo sulla compianta Playstation. Ogni capitolo di questa serie è uscita a molti anni l'una dall'altra e questa frase serviva quasi da scusa verso i fan per l'attesa, una frase che è entrate nella storia di questa saga.
Prendendo però in esame la frase singolarmente, mi è balzato alla mente chiaro come il sole, che noi passiamo la vita in attesa, passiamo la vita a far aspettare gli altri.

Una delle maggiori forme d'intrattenimento moderne sono sicuramente le serie televisive, trasmesse rigorosamente a puntate ed ancora più rigorosamente a stagioni con cadenza annuale. Questo in cosa si traduce? In una lunga attesa, per la prossima puntata, per la prossima stagione. Anni ed anni in attesa di una fine, anni ed anni in attesa di vedere come se la caveranno i nostri eroi, per poi cosa? Cercare un'altra serie e ricominciare da capo. Ma voi che guardate l'ultima puntata del Trono di Spade non siete le stesse persone che hanno visto la prima puntata cinque anni fa..

Ovviamente le code non si fermano qui, si aspetta per un esame, per un risultato sportivo, per pagare in posta una bolletta, per l'uscita di un film o anche di Forge stesso; facciamo aspettare gli amici perché siamo in ritardo, i clienti e via dicendo.

Ma cosa rende l'attesa una parte così fondamentale della nostra vita? Quella sensazione di attesa, di trepidante sensazione dell'ignoto, di conoscere se una cosa che tanto vogliamo sarà a livello delle nostre aspettative.

Cosa accade quando questa sensazione viene meno, quando la pazienza lascia spazio all'irrequietezza? A mio parere avvengono alcune delle cose peggiori al mondo come il pass per fare meno coda a Gardaland, i DLC a pagamento nei giochi per avere subito tutti i bonus e così via.

Non tutte le attese sono buone o utili ovviamente ma bisogna riscoprire il piacere dell'attesa, della scoperta, del godersi il tempo tra una cosa e l'altra usandolo al meglio per le cose tediose, come le code in posta magari leggendo un buon libro, o godendosi il piacere del non sapere come ad un primo appuntamento, perché come uomini, ciò scandisce lo scorrere della nostra vita ed uno dei massimi piaceri della stessa.

Mattia Corbetta

 

(per fosse interessato a sapere la ripetitività della frase nella saga andate al minuto 12.22 https://www.youtube.com/watch?v=corgQqIi4oQ)

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Tendenze per l'inverno!

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Tendenze per l'inverno!

Ed eccoci nel mese di ottobre per parlare delle tendenze Fall Winter 2015/16.

Per chi non avesse avuto modo di curiosare tra i siti più famosi di moda tra recensioni e immagini delle varie sfilate ecco a voi un veloce riepilogo di come vestirsi quest’inverno!

 

 Colori

Primo su tutti ecco il rosso, in tutte le sue nouance vinaccia, marsala, bordeaux o rosso brillante. Il nero, non può mai mancare, sinonimo di eleganza, e raffinatezza, non abbiate paura di osare con un outfit total black magari con delle combinazioni di tono su tono con tessuti differenti. Ci saranno anche i colori intramontabili come marrone, verde pino e ocra.

Man style

La sartorialità prende sempre più valore, anche per noi donne ci sono tailleur pantalone, le camicie regular fit e le giacche dal taglio classico e sartoriale. Le collane vengono sostituite dalle cravatte e simpatici papillon. I pantaloni sono a palazzo o slacks, sotto al ginocchio, e si portano con calze a vista, stivaletti o francesine stringate flat.

 

Maxi & over

Capi spalla e maglioni sono caratterizzati da lunghezze e formeextra, che riprendono un po’ gli anni ’80. A chi affascinano le mantelle ecco che fanno scena per questo inverno insieme ai montoni. Anche le giacche hanno le forme morbide e comode, da portare sopra longuette, gonne ampie al ginocchio o slacks pants.

Abiti e gonne

Abiti e gonne sono lunghi e ampi, con rouches e ricami preziosi, gonne a ruota, gonne al ginocchio o alla caviglia. Il plissé torna molto alla moda insieme al tulle, jumpsuit di varie forme e vestibilità, i tubini che sono un classico da avere nell’armadio, perché si sa non stancano mai sono caratterizzati da forme morbide. Ci sono anche linee più mini caratterizzati da colori argentati.

Pelle e pelliccia

Quest’inverno pelle e pelliccia saranno molto presenti, sia nell’intero capo che come dettaglio di esso.  I colori sono molto accesi per dare un po’ di brio all’inverno!

 

Sintetizzando le linee sono morbide e rimandano al passato, i colori accesi e brillanti, i materiali ecologici e ricercati.

 

Tatiana Fusi

 

http://www.leitv.it/prima-ti-spoglio-poi-ti-rivesto/moda/tendenze-autunno-inverno-2015-2016-tutto-quello-che-ce-da-sapere-sulla-prossima-stagione/?refresh_ce-cp

http://www.vogue.it/sfilate/curiosita/2015/06/tendenze-moda-autunno-inverno-2015-2016

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http://www.vogue.it/sfilate/curiosita/2015/06/tendenze-moda-autunno-inverno-2015-2016#ad-image

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Serpente Velenoso

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Serpente Velenoso

Welllllcomeeee baaackkkkk cari NERD alla vostra rubrica preferita, in questo uggioso Ottobre prenderemo in esame un titolo che aspettavamo da tanti e forse troppi anni, dopo la semidelusione dell’antipasto Ground Zeroes, finalmente è approdato su console di nuova generazione e PC l’ultima fatica, l’ultimo masterpiece di quel genio dagli occhi a mandorla che risponde al nome di Hideo Kojima, e sto parlando di Metal Gear Solid 5 the Phantom Pain.

Partiamo con un po di storia, nella timeline si pone esattamente dopo MGS Peace Walker per PSP, ma se non avete avuto la possibilità di giocarlo ( come il sottoscritto), prendete come base di partenza Snake Eater, ecco, siamo nel 1984 e dopo l’attacco alla nostra Mother Base da parte di XOF, Big Boss viene fatto fuggire e ricoverato in un ospedale a Cipro, in coma, lontano da occhi indiscreti, e in quel letto ci resta per 9 lunghi anni in attesa di riprendersi.

Viene assaltato ovviamente dai cattivi di XOF, la forza speciale di Cipher, e riesce a fuggire dal complesso ormai in fiamme, sotto l’attacco dell’uomo di fuoco e del bambino volante, personaggi che più avanti avremo modo di scoprire meglio, o meglio, di riscoprire meglio, e non aggiungo altro.

Una delle prime missioni sarà quella del recupero di Benedict “Kazuhira” Miller, sotto la supervisione di Revolver Ocelot, per andare a riformare il team al comando della precedente MB.

Da qui in avanti incomincia il vero gioco, ovvero un free roaming in cui il giocatore nella totale libertà di movimento all’interno delle zone dell’Afghanistan o dell’Africa centrale, può scegliere se seguire le missioni della trama principale piuttosto che ampliare il monte ore del gioco sfruttando le numerose Side Ops, le missioni opzionali.

Oltre a questo aspetto che rappresenta il core del gioco, si è aggiunta una componentegestionale della MB, ovvero costruire, ampliare e sviluppare le strutture della base, che si dividono in: Combattimento, Supporto, Spionaggio, Medico, Ricerca, Sviluppo, Zoologico; ciascuna di queste strutture ha del personale specifico da reclutare durante le missioni, oppure una volta che la fama di Big Boss aumenta si uniranno come volontari alla nostra forza militare privata.

Abbiamo anche il GMP, la valuta interna del gioco, che gioca un ruolo fondamentale, in quanto se si va in rosso il personale comincerà a diventare scontento e se ne andrà dalla base riducendo il livello e la forza del nostro agglomerato militare;altro modo per aumentare i nostri fondi oltre al completamento delle missioni, è l’infiltrazione in una base di un concorrente, modalità pseudo online, in cui oltre a rubargli i membri della base e le risorse, possiamo appunto recuperare soldi extra.

Abbiamo la possibilità di mandare i nostri sottoposti a svolgere delle missioni Esterne, in modo totalmente indipendente dal nostro controllo, che a seconda del grado di difficoltà e del livello della missione, ci ricompenserà con GMP e risorse/personale extra, ma corriamo anche il rischio che alcuni dei nostri possano restare feriti o nel peggiore dei casi, K.IA. ( Killed In Action ).

Da poco è stata resa operativa anche la modalità Online, ovvero Metal Gear Online, 3 diverse modalitò che possiamo riassumere in Controllo delle basi, infiltrazione e schermaglia: la prima ci sono 3 punti, A B e C che una volta controllati ci forniscono un tot di punti, dobbiamo difendere quelli che controlliamo e conquistare quelli avversari;

la seconda è molto particolare, un team in attacco con mimetica ottica, quindi tendenzialmente invisibile, deve infiltrarsi in una base nemica, rubare uno dei 3 nastri e riportarlo alla sua base, ogni volta che un membro del team viene scoperto, tutto il team perde temporaneamente l’invisibilità, vi garantisco che questa modalità è davvero rognosa e difficile, ma ripaga se portata a termine, schermaglia è il classico deatmatch in cui 2 squadre si affrontano e chi fa più uccisioni o recuperi Fulton si aggiudica il round.

Fulton?cos’è?

È un dispositivo con cui Big Boss puoi recuperare nemici addormentati o storditi da aggiungere alla sua MB, recuperare animali, container e anche veicoli, corazzati e non…pensate che in America è stato coniato un termine apposta, ovvero To Fulton, tradotto da noi come fultonare…la potenza dei videogiochi…

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Menzione speciale a Stefanie Joosten alias Quiet, la modella che si è prestata al motion capture per la nostra spalla virtuale, di cui vi lascio un paio di video qui sotto, con lei in azione..e meno ;)

e anche un video di gameplay...chiaramente io e l'approccio stealth siamo su due pianeti completamente differenti...

Non voglio spoilerare troppo della trama, giusto perché personalmente è un gioco che va vissuto in prima persona, va sbranato in tutta la sua totalità, e vi garantisco che di cose tra segreti, cutscene ed easter eggs ce ne sono in abbondanza…è un acquisto obbligato per quelli della mia generazione cresciuti a pane e videogiochi, e quindi totalmente devoti alla saga di MGS, per gli altri, resta comuqnue un capolavoro da giocare fino in fondo!

 

Non vi rubo altro tempo, accendete la vostra PS4/X1/PC e iniziate subito la vendetta di Big Boss, alias Punished Venom Snake…

 

Sayonara

 

Lorenzo Ferrari

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Mangia Praga Ama

Cari lettori di Forge, questo mese noi di Infrigoveritas vi porteremo in trasferta nella magica capitale della Repubblica Ceca. 

Praga, Ponte Carlo

Praga, Ponte Carlo

Abbiamo appena trascorso quattro giorni a Praga, per una vacanza cultural-gastronomica di quelle che ci piace tanto fare. Non vi parleremo dell'architettura eclettica e affascinante, dei paesaggi mozzafiato (resi ancora più fiabeschi dai colori dell'autunno), della storia e dei misteri che avvolgono questa meravigliosa città... (per tutto questo basta chiedere a Google =D) noi vi racconteremo attraverso il cibo la nostra esperienza e le nostre sensazioni di gusto cercando di trasmettervi l'atmosfera magica e carica che si respira a Praha. Pronti per fare questo viaggetto con noi?

La nostra vacanza non poteva iniziare se non con un boccale di birra (pivo), che a Praga è la bevanda ufficiale da consumare...a litri. Considerate che per 0,5lt di buonissima birra ceca si spendono 40 corone (1,20€) e costa meno dell'acqua. Le più famose sono la Pilsner e la Urquell.  Se volete poi farvi coccolare a 360° dal luppolo, non potete perdere l'esperienza delle terme allo “Spa Beerland Prague” dove immersi in tinozze (tub) pieni di birra calda, potrete rilassarvi e spillarvi la vostra birra preferita.

Praga, Terme della Birra

Praga, Terme della Birra

Ma ora pensiamo a mangiare! Scordatevi diete leggere e povere di grassi perché le ricette tradizionali ceche sono estremamente ricche di calorie, mettete pure in conto di ingrassare almeno un chilo al giorno nella vostra vacanza.                                                                             Nella cucina ceca si sente moltissimo l'influenza della cucina tedesca. I piatti principali generalmente sono a base di carne (maso) di manzo o maiale, accompagnati da contorni e salse. La carne affumicata , come il prosciutto di Praga (sunka) spesso viene servita come antipasto. Il piatto di carne più diffuso è il maiale (veprove) servito arrosto e accompagnato da crauti o gnocchi di pasta lievitata. Ottimi il pivni gulas (stufato di carne di maiale che si accompagna con patate bollite e panna acida) e il veprovy rizek (cotoletta di maiale impanata e fritta... la nostra milanese).  Un alleggerimento dei pasti cechi è rappresentato dalle zuppe, immancabili in ogni menu. La più famosa è quella all'aglio, cesnekovà polevka (ma noi non l'abbiamo mangiata per evitare l'effetto antivampiro =D).

Nel centro storico della città vecchia sono tantissimi i ristoranti tradizionali dove poter mangiare, ognuno diverso e unico proprio come nello stile della città un po' gotica e un po' bohemienne. Ecco il nome di due posti ad hoc dove vale assolutamente la pena di andare: da “U Budovce”, mangerete in un atmosfera retrò accompagnati da musica jazz live e da “U Pravdu”, circondati da scaffali pieni di vecchi libri, vi sentirete trasportati in un altra epoca.

Camminando per le strade della città, fermatevi ad assaporate lo street food praghese nei caratteristici carrettini che vendono hotdog a base di salsicce di ogni genere cotte alla griglia, crauti e co. Sono sì unti e bisunti ma il gusto è strepitoso. Eh si, tempi duri per i vegetariani nella città di Kafka, anche se i menù si stanno evolvendo anche verso nuovi gusti.

A nostro avviso l'unico dolce tipico degno di nota è il Trdelnik, un manicotto di pasta di pane cosparso di zucchero vanigliato e mandorle tritate e cotto in forno a legna. Delizioso. Provatelo da Krusta, è il top!

Per immergervi ancora di più nello spirito della città, da provare la bevanda prediletta dai poeti maledetti, l'Assenzio o Absinth, un distillato molto amaro dal gusto di anice che supera i 60° e dal caratteristico colore verde (da qui il soprannome Fata Verde). I tempi e i gusti sono cambiati anche per l'assenzio, ma rimane il fascino di gustarlo in un locale tipico e dal sapore di tempi passati.

Praga è una città Magica. Quando riparti ti rimane dentro un misto tra gioia e malinconia.. una strana sensazione che la rende unica e da vivere assolutamente.

Amici al prossimo mese!

Georgia Rivelli & Anna Perucca


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Arte o.....?

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Arte o.....?

Bentornati lettori di Forge, per il numero di Ottobre ho deciso di mettere alla prova il vostro spirito di osservazione. L’arte è innanzitutto questo, giusto?

Per prima sono rimasta molto colpita dalle immagini che vi sto per proporre e ho deciso di condividerle con voi.

Parliamo di “Fine Art-photography”.

Si intende un lavoro artistico , sviluppato e stampato con particolari chimici che cambiano l'immagine ripresa , aggiungendo particolari effetti e cromatismi .

 

M I K E I L A  B O R G I A

S Y L W I A M A K R I S

H O L L Y B U R N S

L O T T AV A N D R O O M

J I E  M A

C H R I S T I N E  E L L G E R

 

Quadri o fotografie?

Un filo sottile li divide, ma penso che sarete d’accordo con me nell’affermare che suscitano molte emozioni.

Aspetto i vostri commenti.

Valentina Poerio

 

“La fotografia non mostra la realtà, mostra l'idea che se ne ha”.

Neil Leifer

 

Credits:

https://it.pinterest.com/

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The Martian, il survival movie di Ridley Scott

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The Martian, il survival movie di Ridley Scott

Uscito da poco nelle sale italiane, in contemporanea con gli Stati Uniti, The Martian è l'ultimo film di Ridley Scott, tratto dal romanzo L'uomo di Marte scritto da Andy Weir.

the-martian.jpg

Una pellicola ambientata in un futuro prossimo assolutamente probabile, lontana dal mondo fantascientifico che si respira in Alien e Blade Runner: l'equipaggio dell'Ares 3, in spedizione su Marte alla ricerca di luoghi alternativi in cui vivere, durante una forte tempesta è costretto ad abbandonare la base e ripartire verso la Terra alla guida del comandante Lewis (Jessica Chastain), lasciando sul pianeta rosso l'astronauta Mark Watney (Matt Damon), dato per morto. In realtà Mark è ancora vivo, e in attesa di un incerto salvataggio lotta con tutte le sue forze, competenze e risorse per sopravvivere in un ambiente ostile.

Il trailer poteva ingannare per alcune similitudini con Interstellar, eppure a differenza di quello di Nolan questo è un film decisamente più semplice e lineare, senza nessun tipo di sottotesto filosofico. The Martian si inscrive nel filone dei survival movies, raccontando una storia di sopravvivenza in solitaria, su un pianeta distante milioni di chilometri dalla Terra: eppure il regista non sceglie il registro drammatico per descrivere la reazione del protagonista. Sorprendentemente, la scelta di utilizzare un mix di umorismo e realismo si rivela vincente: Matt Damon, da sempre tacciato di poca espressività, in questo film riesce a dare il meglio di sé dominando la scena grazie al suo personaggio determinato e lucidissimo e ad una regia compassata, che pur prendendosi i suoi tempi riesce a regalare momenti realmente emozionanti.

Girato in parte in Giordania e in parte in studio, The Martian offre paesaggi indimenticabili ed accurati, spesso accompagnati da lunghi silenzi, che non disturbano affatto lo spettatore, intento a rimirare quegli spazi riprodotti con incredibile accuratezza scientifica. 

Un dramma sulla solitudine che celebra tuttavia il valore della solidarietà di gruppo, dove ogni singolo componente è più importante di qualsiasi rischio ci si possa assumere.

Valentina D'Amelio

Credits images:

http://www.cinefilos.it/cinema-news/2015b/the-martian-incontra-wall-e-video-254682

http://www.rottentomatoes.com/m/the_martian/

http://www.techinsider.io/the-martian-best-space-sci-fi-movie-2015-8

http://nuevemonos.deviantart.com/art/The-Martian-529390431

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I am finally in England!

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I am finally in England!

Dear Followers,

I am finally in England!

Hertfordshire, per la precisione.

Vi sto scrivendo da un piccolo paesino sperduto nel mezzo della campagna.. Tra campi di granoturco e boschi verdeggianti, stile foresta di Sherwood. 

Sono qui in veste di au-pair, ovvero lavoro sempre come babysitter, vivendo in casa di una famiglia italo-britannica,  a Welwyn. 

Ormai è trascorso un mese da quando sono arriata e devo dire che mi sto ambientando, in questo contesto decisamente diverso dal nostro.

Vorrei iniziare raccontandovi le mie prime impressioni riguardo al nuovo ambiente che mi circonda.

Per mia fortuna anche qui sono in compagnia di un simpatico amico a quattro zampe, con cui posso fare lunghe e rilassanti passeggiate nella riserva naturale che circonda la zona. 

Visto quanto piove, le piante sono decisamente rigogliose.

Gli animaliche ci fano visita in giardino sono gli scoiattoli, non i piccioni!

Fortunatamente anche gli abitanti di questa zona mi hanno piacevolmente colpita, come l'ambiente in cui mi trovo. 

Già dal primo giorno ho notato che chiunque incontrassi per strada mi salutava, anche solo con un sorriso o un cenno del capo. 

Un semplicissimo saluto che a Biella ti lascerebbe perplesso; passeresti almeno un'ora a chiederti se conosci quella persona e perché mai ti avrebbe dovuto salutare.

Qui, invece, gentilezza ed educazione sono, evidentemente, nella norma!

Devo dire che mi ha fatto una buona impressione anche la primary school dove accompagno la bambina grande ogni giorno.

Si tratta di una scuola pubblica che comprende una sezione chiamata reception, per bambini dai 3 ai 4 anni, poi gli anni dal 1° al 6° che equivalgono alla nostra scuola elementare. 

I genitori devono provvedere all'uniforme prevista dalla scuola, ma il restante materiale di cancelleria e tutti libri di testo sono forniti gratuitamente dalla scuola. Addirittura i primi due anni i bambini hanno diritto al pranzo caldo, se non vogliono portarsi panini da casa, e ogni giorno viene offerta della frutta come snack durante la mattinata.

Ma la differenza sostanziale è che ogni anno i genitori degli alunni italiani ricevono una lista dettagliata, solitamente molto dispendiosa, di tutto ciò che è necessario e indispensabile acquistare, nonostante si tratti di scuole pubbliche.

Un'altra opportunità offerta dalla scuola inglese sono gli afternoon school clubs, ovvero una sorta di dopo-scuola pomeridiano che permette ai bambini di socializzare anche con i compagni di altre classi e altre età, facilitando i genitori che lavorano e che finiscono più tardi. Solitamente il costo di tali attività è contenuto, quindi facilmente accessibile alle famiglie. Inoltre offre l'opportunità ai ragazzi di sperimentare sport nuovi e attività ricreative interessanti, sviluppando le loro capacità. 

Ultimo argomento di cui vorrei parlarvi oggi è un altro tipo di struttura, stavolta privata, chiamata nursery. 

In questo caso devo spezzare una lancia a favore del nostro Paese, che da la possibilità a molti bambini di frequentare un asilo nido pubblico già dai primi mesi di vita, permettendo alle mamme di rientrare al lavoro.

In Inghilterra, purtroppo, le nursery pubbliche sono pochissime e di conseguenza diventa molto difficile entrarvi.

L' asilo nido italiano, pur essendo poco dispendioso, offre un ottimo servizio con un ricco programma di attività divise per età, menù vario e salutare, strutture ampie e confortevoli.

La nursery privata dove porto la bambina ingese è molto bella e il personale è sicuramente preparato ed efficiente, ma il costo è esorbitante rispetto a ciò che offre!

Quindi non dimentichiamoci che, almeno sotto questo punto di vista, 

l' Italia porta a casa la vittoria.

 

Per il momento ho concluso con le prime impressioni riguardo alla mia nuova "casa".

Vi aggiornerò presto con nuove opinioni sul mondo inglese..

 

See you soon, People of Forge!

 

Silvia Sissy Castello

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Expottimista o expopessimista?

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Expottimista o expopessimista?

Ebbene si cari amici, è giunto il momento di parlare di Expo 2015, ne ho sentite di tutti i colori riguardo a questo complicato argomento:  alcuni affermano il loro totale dissenso e rifiutano ogni possibile visita a causa delle note truffe all’italiana lette e rilette sulle testate dei giornali, o per colpa delle multinazionali che ne fanno da sponsor (si parla di nutrire il pianeta, della riscoperta di nuove tecnologie, del rispetto per l’ambiente, del mangiar sano e poi? Beh e poi troviamo una quantità esagerata di fast food e di cibo tutt’altro che genuino che ne fa da padrone... mmmh forse c'è qualcosa che non funziona...)  esistono però  altri, che pur conoscendo tutti questi fatti hanno lo stesso provato a fare un giretto a Milano in modo da capire meglio cosa stia avvenendo in questi mesi sul nostro territorio.

Naturalmente io sono fra questi, ed ora che ho una visione quasi a 360 vi racconterò l'dea che mi sono fatto! Ma prima di esporvi tutto ciò vorrei raccontarvi qualcosina in più su EXPO!

Ma vi siete mai chiesti che cosa significhi EXPO? (E ora vi beccate 10 righe di storia!)

Beh,  sono passati  5 mesi dall’apertura dei cancelli e credo che ormai sappiate tutti che il termine deriva da “Esposizione Universale”, nome scelto nel 1851 dal direttore del Victorian and Albert Museum di Londra per celebrare la magnificenza economica e culturale dell’ impero Britannico. In linea di massima esistono tre generazioni di EXPO: la prima va dal 1851-1928, ovvero fino alla creazione del BIE (Bureau International des Expositions, tra qualche riga vi spiego che cos'è!); l'intenzione di questa prima versione è quella di esaltare le grandi potenze industriali agli occhi del mondo; dal 1928 al 2000, invece, si sviluppano gli EXPO di seconda generazione, quelli geopolitici riguardanti la II Guerra Mondiale e la Guerra fredda (si ricorda per esempio l’Esposizione di Bruxelles dove viene presentato l’Atomium, una costruzione in acciaio che raffigura i 9 atomi di un cristallo di ferro); infine prendono vita quelli di terza generazione  che vanno dal 2000 fino al prossimo 2025, tra i quali possiamo ricordare quello: di Shanghai dl 2010, di Milano 2015, di Dubai 2020 per poi finire  nel 2025 in una città tra San Francisco , Houston, Parigi e Londra.

Credo però che non tutti sappiano cosa sia veramente Expo2015,  ammetto di non essere un massimo esperto del settore, ma provo a raccontarvelo lo stesso. Esso può essere paragonato a un “FORMAT”  televisivo, (esatto! Un FORMAT proprio come lo sono: Il Grande Fratello, l'Eredità, Pechino Express, X Factor....);  questo contenitore, come detto in precedenza, è di proprietà di un’ associazione privata composta da circa 168 Stati membri di nome BIE.
Prima del 1928 la manifestazione avveniva un po’ casualmente, infatti tra un evento e l’altro non c’era una cadenza temporale netta e prefissata, variavano le dimensioni fieristiche, e non esistevano dei temi chiave sui quali soffermarsi, questo per la mancanza di un ente in grado di regolare dall’esterno il Format.

Il palinsesto oggi funziona cosi: ogni stato interessato propone al BIE la propria candidatura proponendo una cifra per l'acquisizione dell'evento e così nel  2008 l’Italia si è guadagnata la possibilità di avere EXPO nel proprio Paese ad un costo di  circa  1.200.000 €  in modo da renderlo accessibile al pubblico per 2015.

Quindi avere EXPO a Milano è stata una spesa, non c'è stato alcun finanziamento europeo come qualcuno pensa!

Parlando di cifre, ma quanto costa EXPO 2015?

Il costo totale dell’evento arriva a toccare i 3,7 miliardi di Euro per 184 giorni, certo non è poco ma non è neanche tanto se si raffronta la cifra con quella delle Olimpiadi di Londra del 2012 costate 12 miliardi di Euro per solo 16 giorni. Questi  denari, sono stati spesi in linea di massima: per affittare l’area, per  svolgere opere di pulitura generale del terreno ed infine per costruire le infrastrutture.

I 3,7 Miliardi possono essere suddivisi in:

-1,3 miliardi erogati dallo Stato dalle Regioni e dai Comuni,

-1,2 miliardi di costi di gestione che arriveranno solamente dall’evento ( 600 milioni vengono da 24 milioni di biglietti venduti, 400 milioni dagli Sponsor ed infine 200 milioni dalla ristorazione, circa 15%) –

- 1,2 spese dei Paesi invitati all’evento (esclusi i Paesi in via di sviluppo).

Quali cambiamenti ha portato EXPO 2015?

Castrum Romano

Castrum Romano

Rispetto a Shanghai 2010 si sono fatti numerosi passi avanti, infatti con l'ideazione di EXPO 2015 è venuto alla luce il classico stile italiano nel penasre e promuovere l'evento: il cosiddetto  “Italian Touch”. Lo si può trovare, per esempio,nell'idea di  progettare l'intera manifestazione lungo 2 uniche Vie centrali in modo da dare a tutti gli Stati partecipanti le stesse possibilità di visita (idea presa dal nostro Castrum romano che detta impianti urbani di numerosissime città italiane); oppure attraverso al nuovo concetto dei Cluster. Ma cosa sono? sono delle aree tematiche pensate per i paesi in via di sviluppo, i quali non si sono potuti permettere l’iscrizione all’evento;  la trovata geniale è stata quella di classificarli non più per aree geografiche ma per colture caratterizzanti come:  cacao, spezie, caffè, frutta, cereali, ecc …

All'interno dei Cluster (caffè)

All'interno dei Cluster (caffè)

I Cluster a prima vista sembrano diversi tra di loro ma sono costituiti dalla stessa tecnica costruttiva ovvero: sono formati da strutture in legno lamellare con tamponamenti in OSB (Materiale stratificato in legno). Quello che realmente li contraddistingue è la scelta dell’ involucro, infatti si passa da superfici riflettenti a specchio a strutture in grindshell o a pareti semplicemente intonacate o rivestite.  Al loro interno si possono trovare oggetti del luogo disposti in bancarelle, pannelli informativi  e piatti tipici locali; a dirla tutta mi sono fermato a pranzare al padiglione dell’Etiopia dove ho potuto gustare il Wot, un mix di carni di pollo e di manzo, insaporite con salsa di pomodoro, spezie e peperoncino e il tutto servito su una tiepida e leggera piadina; lo devo ammettere,  a me è piaciuto molto, però consiglio di dividerlo con qualcuno anche perché è abbastanza pesantino da digerire! (Magari le nostre InFrigoVeritas ci possono dare qualche consiglio in più sulla ricetta!). 

Non avevo alcuna intenzione di dilungarmi troppo sulla mia gitarella all’interno di EXPO e soprattutto non volevo stilare la lista della spesa di tutte le attrazioni più "fighe" e vistabili, per quello ci sono parecchi Blog e canali youtube che possono darvi qualche dritta più  dettagliata!  Preferirei invece dare degli input ai ritardatari che si appresteranno in queste ultime settimane a visitare l'evento:

 -Prima di tutto, armatevi di tanta pazienza, (credo che ormai lo sappiate),  le attrazioni principali, infatti sono sempre e comunque stracolme di gente in coda; immagino che con l'imminente chiusura dell'evento aumentino in modo esponenziale; ho fatto quasi 3 ore e mezza di coda al Padiglione Giappone,  sotto la pioggia, bagnato fradicio, imprecando e urlando tra me e me, ma ammetto che ne è valsa la pena! Stupendo, 50 min di visita da togliere il fiato!!!!!!

-In secondo luogo vi consiglio di portarvi qualche soldino in più e di assaggiare piatti o bevande che difficilmente troverete in circolazione qua in Italia! Come vi ho raccontato prima Expo è stato pensato per cercare di migliorare l’immagine delle Nazioni presenti, agli occhi del mondo attraverso ai propri padiglioni e ai propri prodotti tipici, per cui perchè non approfittarne! io per esempio ho mangiato un ottimo dolce ungherese: il Kürtőskalács, una sottile pastasfoglia lievitata e cotta in un forno come uno spiedino, grazie ad esso per un attimo mi è sembrato di  rivedermi a Budapest!

Andando a visitare EXPO ci si immerge in una realtà simile a quella di un parco divertimenti,  ne sono rimasto davvero affascinato: vuoi per la speciale atmosfera che si assapora all’interno di parecchi padiglioni, vuoi per la compagnia, vuoi per il cibo che ne fa da padrone (apro una parentesi… Non avendo tolleranze alimentari e trovandomi a girovagare per EXPO alle 2 del pomeriggio senza niente sullo stomaco, non ho trovato difficoltà a mettere qualcosa sotto ai denti, ma ammetto che un vegetariano o un vegano avrebbero trovato parecchi problemi; detto questo mi chiedo: “Non sarebbe stato meglio scegliere un tema diverso fin dal principio? Penso che intitolare la manifestazione "Nutrire il pianeta"  abbia fatto storcere un po' il naso a tutte quelle persone che si aspettavano di trovare cibi elaborati e ipocalorici , e a dirla tutta posso capire la delusione quando costoro si sono trovati di fronte al solito stereotipo di classica sagra di paese dove regnano solo grasso è unto).

Per quanto riguarda la parte  architettonica, sono rimasto notevolmente sorpreso dalla qualità, dal concept e dall’interattività  di parecchi padiglioni (Vedi ad esempio Regno Unito, Emirati Arabi, Giappone e sicuramente tanti altri che aihmè non sono riuscito a vedere!), ma allo stesso tempo  deluso dalla pochezza di idee, di estetica e di espressione del Padiglione Italia. Ma dico mia cara Italia, sei uno dei paesi più belli al mondo e come al solito non riesci a valorizzare tutto il ben di Dio che hai sul tuo territorio? Sinceramente mi aspettavo qualcosina di più dalla nazione ospitante.

Comunque arrivati a questo punto della storia e dopo aver visto sia fattori positivi che negativi, posso affermarlo anche io con certessa! Da questa esperienza, senza dubbio ne sono rimasto colpito e ne sono uscito un EXPOTTIMISTA!

In conclusione vi pongo una domanda:

Con EXPO 2015 saremo finalmente  riusciti a toglierci di dosso quella fastidiosa formula coniata da chi ci guarda oltre i nostri confini:

 Italiano = pizza, mafia spaghetti e mandolino?

Tiziano Zerbo

 

FONTI:

Dialoghi con Il Dott. Giacomo Biraghi, (coordinatore dei Tavoli Tematici Expo)

italystonemarble.com/

www.expo2015.org/

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