La pizza ha una storia lunga, complessa e incerta e sul suo conto si sono dette e scritte molte cose, scopriamo assieme alcuni cenni sull’affascinante percorso di un piatto nato povero e sempre più ricco di storia, di ingredienti, di gusti e di passione.
La sua vera origine resta avvolta nel mistero, ai tempi degli antichi greci e romani era una normale focaccia cotta al forno, creata dall'unione di ingredienti base come acqua, farina e sale.
La sua evoluzione avvenne con la scoperta dell’America e la diffusione del pomodoro in Italia, e si arricchisce con il lievito che unito agli ingredienti di base le daranno vita.
Secondo la tradizione, la pizza fu creata agli inizi del XIX secolo dal cuoco napoletano Raffaele Esposito della pizzeria Pietro…e Basta Così(fondata nel 1780,ancor oggi esistente con il nome di pizzeria Brandi): grazie al verde del basilico, al bianco della mozzarella e al rosso del pomodoro, la pizza voleva essere una composizione patriottica in omaggio alla Regina Margherita e fu battezzata Pizza Margherita in suo onore.

La nostra visita a Napoli

Ma esistono anche pareri contrastanti infatti alcuni sostengono che lapizza margherita venisse servita ben prima del 1889 e che il suo nome derivi proprio dall’omonimo fiore.
L’Associazione Verace Pizza Napoletana", fondata nel 1984, riconosce solo la Marinara(pomodoro, aglio, olio e origano) e la Margherita verace(pomodoro, mozzarella a listelli o cubetti, basilico e olio) ed ha stabilito le regole molto specifiche che devono essere seguite per un'autentica pizza Napoletana.
Queste includono che la pizza deve essere cucinata in un forno a legno, alla temperatura di 485 °C per non più di 60-90 secondi; la pasta deve essere fatta esclusivamente con acqua, farina, sale, olio e lievito, la base deve essere tirata a mano (e non deve essere utilizzato il mattarello o comunque non è consentito l'utilizzo di mezzi meccanici per la sua preparazione) i pizzaioli fanno la forma della pizza con le loro mani facendola "girare" con le loro dita, e che la pizza non deve superare i 35 cm di diametro o essere spessa più di un terzo di centimetro al centro.

Dal 5 febbraio 2010 è stata ufficialmente riconosciuta come Specialità tradizionale garantita dell’Unione europea e nel 2011 è stata presentata dall’Italia come candidata al riconoscimento UNESCO.

Se siete a Napoli, un modo di tradizionale di consumare la pizza è quello di acquistare versioni “mignon” e mangiarle per strada passeggiando tra le vie storiche della città. La pizza viene piegata insieme a un foglio di carta per alimenti in quattro e questa modalità viene detta a “libretto” o “portafoglio”.

Ecco alcune famose pizzeria di Napoli dove potrete gustare questa fantastica prelibatezza: la Pizzeria Michele presso il Rettifilo, la Pizzeria Sorbillo nei pressi del Decumano maggiore e l’Antica Pizzeria dell’Angelo, famosa per il caratteristico cornicione(bordo) ripieno di ricotta.

E adesso un po’ di curiosità sulla pizza…

A Expo Milano 2015 l'Italia si aggiudica il record per la pizza più lunga del mondo 1595 metri per 5 tonnellate.
Ci sono volute quasi due tonnellate di impasto, altrettante di mozzarella, una e mezza di pomodoro, 150 litri di olio extravergine d'oliva, 30 kg di lievito di birra, cinque forni mobili, 40 addetti al loro spostamento, 80 pizzaioli della NIP-Nazionale Italiana Pizzaioli e 200 volontari. Nel contempo, si è riavviata la raccolta firme con l'obiettivo di raggiungerne un milione a sostegno della candidatura dell'arte dei pizzaioli napoletani come Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco.

 

Il 4 agosto 2014 il giapponese Takeru Kobayashi ha stabilito in nuovo record al “let’em eat”, la più grande gara di mangiatori di pizza del Canada, mangiando 62 spicchi di pizza in 12 minuti. 

 

La pizza più grande del mondo si chiama “Ottavia” ha 40 metri di diametro ed è fatta con 9000 kg di farina, 4500 kg di acqua e 135 di lievito. La maxi pizza ha coperto un area di 1200 mq e composta da 5234 lastre d’impasti assemblati sul piatto e cotti insieme sul posto (nel padiglione 12 della nuova Fiera di Roma, all’interno della manifestazione Arti&Mestieri). Per condirla ci sono voluti 4000 kg di pomodoro e altrettanti di mozzarella, 190 di olio, 675 di margarina, 250 di sale marino, 100 di rucola, 125 di parmigiano e 25 di aceto balsamico DOP.

 

Esistono addirittura delle teorie sulla personalità in base al modo in cui una persona mangia la pizza. Se la mangi con le mani, sbrodolando sul piatto tutto il condimento sei un tipo rilassato, che non si preoccupa del giudizio della gente. Se hai l’accortezza di piegarla in due evitando il crollo della mozzarella per te mangiare è questione di sopravvivenza. Se invece usi coltello e forchetta sei un tipo scrupoloso, preciso e che ama l’ordine.


Dopo tutte queste curiosità e storie sulla pizza sarebbe ora di assaggiarla per davvero e noi di InfrigoVeritas vogliamo proporvi un posticino in centro Biella dove poter assaporare un assaggio di Napoli e della sua favolosa pizza.
Al numero 2 di Via Cesare Battisti, da «Acqua e Farina» sarete attirati dal buon profumo di pizza e da una musica di sottofondo d'autore, la lista delle possibili varianti sul tema è vastissima e scritta a mano su un’enorme lavagna.
 L'ambiente è piccolino ma la musica jazz lo fa sembrare più grande, i coperti occupabili sono davvero pochi (non arrivano a più di dieci persone) ma non importa, perché questa pizza, il cui impasto è stato lasciato a riposare e lievitare due giorni, non ha fretta di essere divorata in pochi minuti sul posto. Questa pizza cuoce più del doppio di una classica «Napoletana verace», ma a temperatura un poco più bassa, e quindi la cottura è omogenea e duratura. La si può trasportare a casa senza problemi e conserverà tutto il suo sapore e la sua fragranza, provare per credere!!!

Anna Perucca, Georgia Rivelli

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