Questo mese, giusto in tempo per la fine del periodo estivo, mi sono ritrovato a pormi alcune domande riguardo la fotografia in generale.

Alcune banali ed innocue come "quali accostamenti di colore scatenano quali emozioni nell'osservatore?" o ancora "chi meglio è riuscito ad innovare nel proprio genere fotografico?", altre domande invece decisamente più profonde e sicuramente più complesse nel rispondere.

Una su tutte ha vinto la mia curiosità ed attenzione:

"Cosa rende grande una fotografia?"

All'apparenza questa domanda può sembrare banale e la risposta decisamente scontata: il soggetto!

Certo, il soggetto è il traghettatore dell'attenzione, il messaggio finale diretto all'osservatore mandato dall'autore; ma il soggetto in realtà se ci pensate è solo una parte del tutto e che acquista o perde di significato, importanza e magnificenza in base ad una serie di altri elementi che compongono la fotografia (o un quadro).

Se scomponiamo una immagine in vari "piani" come fosse una torre avremo una serie di livelli di comprensione a comporla, che acquistano maggiore importanza man mano che si scende alla base; attraversando questi piani troveremo concetti cardini della fotografia quali composizione, forme, linee, contrasti, colori o meno, ecc.

Ma all'ultimo livello troviamo ciò che definisce l'insieme di queste incredibile puzzle compositivo: la luce.

La luce definisce il concetto stesso di fotografia (wikipedia: Il termine deriva dal francese photographie, proveniente dall'inglese photography, composizione di foto- (dal greco φῶςφωτός, luce) e -grafia (dal greco γραϕία, disegno)) che si riassume in disegnare con la luce. 

Questo elemento, tanto fondamentale quanto sottovalutato ed incompreso dai neofiti, è la summa di tutto quello che la fotografia è, una sorta di chiave di SOL della fotografia. Senza la fotografia non esiste.

Una lue, che sia essa artificiale o naturale o un misto di queste, metterà in risalto elementi, conferirà potenza o metterà soggezione, creerà linee e contrasti, luci ed ombre, potenza o dolcezza ad una immagine.

Quindi l'unica cosa che posso ancora dire è studiate la luce, capitela, createla e fatela vostra, dovete sentire la luce come un profumo nell'aria prima ancora di pensare allo scatto.

Non crederete ai vostri occhi.

Al prossimo mese e buona luce!

 

PS: se non l'avete ancora fatto e volete vedere e capire un autore che sfrutta la luce per raccontare il mondo vi consiglio di correre al Forte di Bard entro il 30 settembre e passarci qualche ora alla mostra Genesi di Sebastiao Salgado. Ne varrà la pena.

http://www.fortedibard.it/mostre/mostre/sebastiao-salgado-genesi-forte-di-bard-2015-expo

 

Mattia Corbetta

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