--Attenzione: in questo articolo sono presenti alcuni spoilers!--

Cerco spesso di andare al cinema senza sapere quasi nulla del film che sto per vedere: non amo essere influenzata da trailer o da altre informazioni che potrebbero frustrare le mie aspettative. In questo caso, tuttavia, era inevitabile non sapere che Inside out fosse prodotto dalla Pixar, e le mie aspettative erano altissime.

Ho sempre seguito con fiducia ed entusiasmo le produzioni Pixar, capaci di raggiungere il giusto equilibrio tra capacità tecnica e una buona scrittura, proponendo storie originali e spesso fuori dagli schemi: nel 1995, con Toy Story, John Lasseter ha inaugurato un nuovo modo di intendere il cinema d'animazione, sfruttando le potenzialità del digitale e prendendo le distanze dalla più tradizionale Disney, elevando il cinema d'animazione ad un genere per tutti, non più rivolto solamente alla fascia infantile. Pochi anni dopo nacque la Dreamworks, che rimase sempre un gradino indietro, con un minor numero di produzioni, quasi sempre adattamenti di fiabe o racconti già esistenti (non che questo costituisca necessariamente un difetto, ma bisogna dare merito al maggiore estro creativo pixariano). Se dall'inarrestabile Pixar arrivavano titoli come Monsters & co., Alla ricerca di Nemo, Gli Incredibili, Ratatouille, Wall-E, Up, Ribelle The Brave, i maggiori successi Dreamworks rimangono Shrek, Kung Fu Panda e Dragon trainer. Lo stile Pixar è sempre apparso vincente perché, oltre ad un buon apparato di contorno (tecnica, colonna sonora), ha sempre offerto originalità, un'ottima caratterizzazione dei personaggi e una sceneggiatura spesso inattaccabile. Sto parlando al passato, perché l'acquisto di Pixar da parte della Disney nel 2006 ha creato inevitabili (e visibili) cambiamenti. Per questo, se non avessi saputo che Inside out fosse prodotto dalla Pixar, probabilmente non l'avrei mai indovinato.

La trama è decisamente originale: Riley si trova a dover affrontare grandi cambiamenti, fuori e dentro di sé. Alle soglie dell'adolescenza, la sua famiglia si trasferisce a causa del lavoro del padre: la vicenda è raccontata dal punto di vista di cinque personaggi (Gioia, Paura, Tristezza, Rabbia e Disgusto) che abitano la mente della ragazzina e ne governano le emozioni. Una grande metafora sul tema della crescita e in particolare sul delicato passaggio dalla semplicità dell'infanzia alla complessità dell'adolescenza, che coglie del tutto impreparati sia Riley che i personaggi-emozioni dentro di lei. Un viaggio emotivo che chiunque ha dovuto affrontare, costruendo la propria personalità a partire dalle esperienze vissute, e a questo punta Inside Out: avendo avuto tutti un'infanzia, durante la visione si empatizza inevitabilmente con la protagonista, ritornando indietro con i ricordi.

Tuttavia torniamo alla questione delle aspettative: mesi di recensioni positive inevitabilmente creano non poche attese, soprattutto perché si parla della Pixar che ha abituato lo spettatore ad un certo standard di qualità. Innanzitutto, l'idea non è poi così nuova: Inside Out presenta una serie di personaggi fantastici che vivono in ragione di un bambino che sta crescendo, proprio come in Toy Story. Eppure si perde una delle caratteristiche principali dei film Pixar: dei cinque protagonisti presentati da locandina e trailer, in realtà solamente due (Gioia e Tristezza) intraprendono il “viaggio dell'eroe”, mentre Paura, Disgusto e Rabbia rimangono al “quartier generale” in preda alle loro debolezze. Un vero peccato che non si sia pensato di sviluppare meglio la storia anche per questi personaggi più “deboli”, perdendo così il carattere corale pixariano a cui ci avevano abituato i film precedenti.

Alcune intuizioni tuttavia sono geniali, come il fatto che i sogni vengano “girati” in studi televisivi, la visionaria e originale rappresentazione della psiche umana, il personaggio di Bing Bong che strapperà più di una lacrima agli adulti, l'idea che la tristezza sia fondamentale tanto quanto la felicità per la formazione dell'individuo, e proprio per questo è un peccato trovare in generale dei personaggi più piatti rispetto alle produzioni precedenti, sia a livello grafico (è intuibile la necessità di utilizzare tratti essenziali, ma ciò rischia di trasformare i vari personaggi in vere e proprie “macchiette”) sia a livello narrativo. Colpisce anche il ritorno ad un tipo di famiglia tradizionale (potremmo dire “disneyana”), che precedentemente sembrava sorpassata da proposte più coraggiose.

Per dire, mi ha "intrattenuto" di più Home, che non è certo un film indimenticabile: sembra che la Dreamworks, memore degli errori compiuti in passato, in quel film abbia compiuto un salto di qualità (che già si intravedeva con Dragon trainer) offrendo un'ottima caratterizzazione dei personaggi e proponendo modelli meno tradizionali (la famiglia composta solo da madre e figlia, l'incontro con il diverso). Interessante il parallelismo tra i due film: in Home, l'adolescente Tip (coetanea della protagonista di Inside Out) incontra l'alieno Oh, che esprime le proprie emozioni (!) cambiando il colore della propria pelle. È curioso che entrambe le case di produzione abbiano scelto il tema dell'adolescenza, trattandolo in maniera non del tutto differente: tuttavia, se la produzione Dreamworks è stata una piacevole sorpresa, mi aspettavo qualcosa di più dai realizzatori di Toy story, di Up e di Wall-E. Lo ammetto, sono severissima nei confronti di tutto ciò che riguarda la Pixar, perché ho grandissime aspettative e sono certa che una bella storia nelle mani di questa casa di produzione possa diventare qualcosa di indimenticabile. In questo film, pur molto interessante e evocativo, a mio parere manca qualcosa.

Non voglio pensare che l'estro creativo si stia esaurendo, ma sia Pixar che Dreamworks hanno in programma una miriade di sequel. Dopo Inside Out, in uscita il 16 settembre nelle sale italiane, la Pixar ha già in cantiere Alla ricerca di Dory (sequel di Alla ricerca di Nemo), Toy Story 4, Cars 3 e Gli incredibili 2, mentre la Dreamworks si prepara a lanciare Kung Fu Panda 3, Dragon trainer 3 e I Croods 2. 

 

Valentina D'Amelio

 

CREDITS IMAGES 

http://www.wired.it/play/cinema/2014/11/07/toy-story-4-in-arrivo/

http://www.dailymail.co.uk/tvshowbiz/article-2869021/Hilarious-trailer-new-Pixar-film-Inside-takes-peek-little-people-inside-heads.html

http://ochan.altervista.org/inside-out-siamo-fatti-cosi-la-nostra-recensione/

http://www.pixarpost.com/2015/04/world-premiere-of-inside-out-to-take.html

http://cinema.fanpage.it/home-a-casa-il-trailer-italiano-la-trama-e-i-personaggi/

http://www.curiositadisney.it/recensione-belle-e-sebastien/

http://www.underthemaskonline.com/the-psychology-of-inside-out-a-beautiful-lesson-in-emotional-intelligence/

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