"Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo annoiato". Con questa frase forse avrete già capito di che film stiamo trattando. Esatto, proprio del capolavoro di Stanley Kubrick chiamato Shining. Senz’altro stiamo parlando di una pellicola che non si può non aver visto nemmeno una volta nella vita. Basato sul libro di Stephen King dall’omonimo titolo, il film narra di un scrittore, Jack Torrance (Jack Nicholson) in cerca d’ispirazione per il suo libro mentre soggiorna con la famiglia, composta dalla moglie Wendy e dal piccolo Danny, all’Overlook Hotel, sulle montagne del Colorado, dove la solitudine mista a pazzia lo trasformeranno in un uomo assetato di sangue.

Certo descritto così può sembrare una classica trama da film horror ma Kubrick è riuscito a rendere un film di quel genere differenti da tutti i suoi simili.

Innanzitutto le inquadrature; i primi piani e l’uso della steadycam usati sapientemente dal regista dimostrano una grande abilità di regia che, miscelata alle continue dissolvenze di cambio scena, tendono a mettere in risalto diversi particolari e analogie presente nel film.

Un esempio è il tappeto colorato al primo piano dell’hotel con un motivo a rombi simmetrici dove il piccolo Danny sta giocando con delle macchinine; proprio quelle figure geometriche tendono a descrivere la mente umana, nello specifico quella dei suoi genitori, quanto sia contorta e piane di misteri.

Numerosi esperti e critici hanno cercato di dare un senso alla pellicola di Kubrick in tutti questi anni senza tuttavia riuscirci. C’è chi afferma che il film sia un chiaro riferimento allo sterminio della razze ebrea durante la seconda guerra mondiale, chi afferma che si tratta di un’allusione al genocidio dei pellirossa e, dulcis in fundo, chi sostiene la teoria che il film voglia rivelare allo spettatore la tesi del finto allunaggio dell Apollo 11. In piena Guerra fredda gli Stati Uniti d’America decisero di conquistare la Luna con la missione denominata Apollo 11 e organizzarono un finto allunaggio girato e diretto dallo stesso Kubrick che non potendo rivelare tali informazioni segretissime decise di riportarlo nel film. Inutile sottolineare che questo argomento sia uno dei più discussi ancora oggi da complottisti e critici di ogni genere. Per farvi un esempio, la maglia che indossa Danny durante il gioco in solitaria in corridoio vi è raffigurante uno shuttle con la scritta Apollo 11.

Se vogliamo poi soffermarci sull’interpretazione di Jack Nicholson nel film, beh, che dire… Magistrale; se ascoltata e valutata in lingua originale è da pelle d’oca. Mi chiedo ancora oggi, e questa è una critica personale all’Academy, come non abbia ricevuto il massimo dei premi da conferire agli attori protagonisti; l’Oscar.

Parlare di Shining richiederebbe come minimo altre 6 pagine (se tutto va bene) ma per questioni di redazione non posso prolungarmi più di tanto, e poi…. mica devo rubare il lavoro di Valentina della sezione Cinema no?

Quello che posso dirvi è di correre a comprare una copia in Bluray del film e guardarlo attentamente a casa sul divano… magari evitando di essere soli in casa.

 

Emanuele Beltrame

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