Il mese di Maggio, come anticipato, propone uno scambio di ruoli all’interno della redazione; così lascio per un attimo la mia sezione a Sissy (redattrice della rubrica di pensieri liberi) e strappo a Mattia la tanto amata rubrica di FOTOGRAFIA, in modo da potervi raccontare qualche mia avventura riguardo a quest’interessante argomento!!!

Naturalmente, non essendo un fotografo professionista, non andrò di certo ad affrontare nozioni di tecnica, impostazioni particolari della macchina fotografica o i giusti settaggi per migliorare le immagini in post-produzione; preferisco lasciare questi dettagli a Mattia che è sicuramente più competente di me. Anzi ne approfitto chiedendo un suo commento in fondo alla pagina!

Bene, veniamo a noi!

Lavorando nel campo dell’ARCHITETTURA spesso mi è capitato ( fin dai tempi dell’ Università) di scattare foto, di condurre esperimenti vari e di tanto in tanto di partecipare a concorsi fotografici, per cui cercherò di scrivere quest' articolo descrivendovi la fotografia attraverso gli occhi di un Architetto. 

Mi considero come molti di voi, un fotografo amatoriale; non ho mai seguito corsi professionali e tutto ciò che so l’ho imparato frequentando lezioni amatoriali oppure da autodidatta grazie a riviste settoriali e cimentandomi più e più volte con la macchina fotografica.

Dopo questa breve introduzione mi piacerebbe presentarmi tramite una foto che ritengo molto singolare:

Qualche anno fa ad una mostra a Torino in cui bisognava parlare di sé e rappresentare  la propria personalità attraverso un’ immagine,  tra le tante che ho scattato ho scelto questa.

Il mio mondo” (cosi l'ho intitolata) credo sappia raccontare molto bene la mia visione della vita rispetto a ciò che mi circonda, infatti il messaggio che volevo lasciare a chi si soffermava un attimo ad osservarla era questo:

 ” Forse a volte non potrai capire il mio pensiero, ma non spaventiamoci!  Forse è solo perché  guardiamo le cose sotto un punto di vista differente”.

Spero piaccia a voi tanto quanto piace  a me...

 

Nel capoluogo piemontese ho avuto modo di partecipare anche a un concorso fotografico indetto dal Rotaract Club ed intitolato: "Le rughe della pelle, la vita e le sue sfaccettature". Con l'aiuto di uno o più scatti bisognava descrivere il proprio pensiero riguardo ai numerosi aspetti  e problematiche a cui la vita, ogni giorno, ci pone di fronte .

Io ho partecipato con questo scatto:

"Oggetti Smarriti

"Oggetti Smarriti

Il concetto è rappresentato da una scala che simboleggia una salita, un tragitto che ognuno di noi deve percorrere per arrivare in cima in modo da poter raggiungere gli obiettivi prefissati (la vetta in questo caso è rappresentata da un pianerottolo con una porta aperta in cui filtra  un po' di luce) ;  l'ascesa, per quanto possa essere lunga e tortuosa, è disseminata da oggetti  lasciati cadere volontariamente sul proprio percorso, come per esempio i  giocattoli usati per lo più nella fase infantile (messi in primo piano apposta proprio perchè sono i primi ad essere abbandonati una volta cresciuti), oppure scarpe, libri,  indumenti, utensili, elettrodomestici...; tutti oggetti utili  messi da parte dopo il loro utilizzo.  Una volta arrivati sulla sommità,  con la borsa vuota ci si appresta ad aprire quella tanto sospirata porta  pronti a scoprire cosa si cela  al suo interno.

 

Cambiando discorso e spostandoci su foto meno impegnative.... 

Mi capita molto spesso di viaggiare e di portarmi appresso una macchina fotografica o un semplice cellulare: molte volte in valigia lascio un piccolo spazio per la mia fidata reflex, però ammetto che ultimamente preferisco tenere con me una semplice macchina compatta a causa delle grosse dimensioni e alla poca maneggevolezza della prima.

Ciò che amo di più al mondo fotografare? Indovinate un po’…

Esatto sono proprio i paesaggi e naturalmente l’Architettura. Ciò che trovo straordinario è lo scervellarsi ogni volta su come porci davanti a un soggetto (una persona, un monumento, un’ opera d’arte, una scena quotidiana…) cercando una particolare inquadratura o aspettando una situazione di  luce caratteristica che animi la scena e che faccia scaturire interesse nei confronti dell’osservatore.

Penso che tutti noi quando puntiamo l’obbiettivo per immortalare qualcosa che ci piace, ci troviamo, per la maggior parte delle volte, di fronte a un ambiente progettato e pensato dall’ uomo ( a meno che non ci troviamo in luoghi debolmente antropizzati) come per esempio: una piazza, una via… e di conseguenza consapevolmente o no ci rapportiamo con il paesaggio circostante che gioca un ruolo di sfondo dei nostri soggetti.

Mi è capitato molte volte di camminare per le vie di una città e di trovarmi di fronte a situazioni singolari che non potevo fare a meno di fotografare..

Vorrei mostrarvi qualche scatto:

Roma,Chiesa dell Aacaeli in Piazza del Campidoglio, 

Roma,Chiesa dell Aacaeli in Piazza del Campidoglio, 

 E' bastato chinarsi e ruotare di poco la macchina in modo da trovare una prospettiva molto curiosa e particolare. 

 

 

Genova, Porto Nuovo

Genova, Porto Nuovo

Una prospettiva dal basso verso l'alto; una scena che inquadra il contrasto tra il naturale e l'artificiale.

 

Torino, San Salvario

Torino, San Salvario

Immagine molto curiosa, una mattina ti trovi a camminare per le vie di Torino, per caso alzi gli occhi al cielo e cosa vedi? ... una bandiera attaccata con dei cavi ai 2 edifici limitrofi; un luogo abbastanza insolito per trovare il nostro tricolore

 

Vorrei concludere questo lungo articolo mostrandovi un ultimo progetto che ho condotto un po' di anni fa;  questo lavoro racconta, attraverso l'uso della fotografia, la trasformazione nel tempo di una città; per semplicità ho preso come esempio la cittadina in cui vivo: Cossato in provincia di Biella.  E' stato molto divertente cercare di posizionare la macchina fotografica con la stessa inquadratura (dove possibile) delle immagini scattate negli anni passati. ( Le foto a colori sono state fatte con un cellulare a causa del poco tempo che avevo a disposizione! Mi scuso anticipatamente per la scarsa qualità.)

Parrocchia S. Maria Assunta, primi del '900/ anni '50 / 2010. Si nota come la Chiesa fosse molto diversa ai primi del '900 rispetto a oggi: è stato ampliato il portico, viene aggiunta una finestra centrale in facciata e modificato il timpano; anche la casa parrocchiale sulla sinistra viene completamente mutata abbassando il numero di piani ed ampliando l'edificato.

 

Municipio  primi '900 / Oggi. Lo spazio antistante è completamente modificato, si passa da zone a orti a un parcheggio asfaltato; Anche il palazzo comunale si trasforma nel tempo infatti viene aggiunto un blocco ascensore in vetro, e delle grosse vetrate ed  infine vengono eliminate alcune lesene in facciata .

 

Stazione anni '50 / Oggi. Lo spazio esterno si è completamente trasformato: sulla destra troviamo il terminal dei bus con una struttura in acciaio e sulla sinistra l'enorme Cedrus atlantica  divenuto oramai simbolo naturale del quartiere. (nella foto in bianco e nero il sempreverde rimane in secondo piano rispetto all'edificio)

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Via Trento, Asilo Nido Anni '50 / oggi Il lungo viale alberato viene smorzato dall'entrata di un parcheggio sotterraneo. Viene aggiunta una rotonda e vengono elineate delle aree pedonali in autobloccanti. Si notano anche l'imponente complesso residenziale "Piemonte" (quello rosso) e la palazzina (marrone) sullo sfondo che nascondono le Prealpi biellesi.

 

Via Mazzini Anni '50 / Oggi 

 

 

La macchina fotografica è un mezzo potente, con essa possiamo lavorare, divertirci e conservare i nostri ricordi più cari cercando di trasmettere agli altri i nostri pensieri le nostre sensazioni. 

A presto!

 

TIZIANO ZERBO

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