Questo mese il fato ha voluto che fossi io ad occuparmi di Architettura..

Confesso di aver passato momenti di panico, perché non è esattamente ciò di cui mi occupo ogni giorno.

Ma mi piacciono le sfide, quindi cercherò di stupirvi parlandovi di una delle città italiane che porto nel cuore: GENOVA.

Nel 2008 decisi di trasferirmi per studiare all’Università situata nel quartiere di San Martino, sede anche di altri settori scientifici tra cui medicina, fisica, matematica e geologia.

Qui sorge un grande ospedale, che fu costruito a partire dal 1907 e inaugurato nel 1923. Nei decenni successivi furono eseguiti ulteriori ampliamenti, tra i quali, nel 1964, il nuovo pronto soccorso, e nel 1979 il grande edificio detto “Monoblocco”, che sovrasta l’area ospedaliera e caratterizza il panorama del quartiere.

Ammetto che non è una zona molto interessante dal punto di vista estetico e architettonico, ma fortunatamente abitavo nella parte opposta della città, in Castelletto.

Questo è un quartiere residenziale molto ricco, raggiungibile anche grazie ad un ascensore che parte da piazza del Portello e arriva al belvedere Luigi Montaldo in Spianata, uno dei più famosi punti panoramici della città. Fu costruito nel 1910, copre un dislivello di 57 metri e ha due cabine, di recente costruzione ma che riprendono le linee dell'epoca, con una portata di 25 persone. Mentre l'ingresso a valle è all'interno di un palazzo, la stazione a monte è costruita completamente all'esterno in stile liberty, con vetrate che consentono di godere del panorama della città.

Quando avevo ore libere mi piaceva passeggiare a Villa Gruber, ex palazzo De Mari ristrutturato in stile neoclassico. Presenta ancora la torre quadrata e il parco all'inglese, con boschetti e radure, è un giardino pubblico, sempre affollato di bambini che giocano.

Oltre ai quartieri dove vivevo e studiavo, ovviamente, ho avuto modo di conoscere altre zone interessanti di Genova.

Un giorno ero scesa a piedi in piazza dell’Annunziata e decisi finalmente di varcare la soglia della maestosa chiesa. Guardando la facciata con le imponenti colonne bianche e la scalinata non avrei mai pensato di trovare un interno così ricco.

Osservando gli affreschi presenti nel coro e nel presbiterio si ha la sensazione che lo spazio della basilica travalichi i muri e che le scene ed i personaggi sacri si trovino in un luogo analogo a quello dell'osservatore.

In particolare, la decorazione della cupola, che raffigura la Vergine nel momento dell’Assunzione al cielo, è organizzata mediante un preciso intento scenografico, che si avvale di prospettive e scorci arditi, che creano l’illusione ottica di uno spazio aperto.

Questa è una delle chiese genovesi che preferisco, proprio per il contrasto tra la facciata rigorosa e l’interno così ricco.

Altra chiesa che non posso fare a meno di citare è la basilica di San Lorenzo, con la sua famosa facciata gotica rivestita di marmo bianco e nero e la scalinata con le statue dei leoni ai lati.

All’ interno, mi ha colpita la diversità tra gli archi gotici e le colonne bianche e nere che riprendono la facciata e l’ordine di arcate precedenti in pietra grigia, ancora a tutto sesto come prevedeva lo stile romanico.

In assoluto, però, ricordo come fosse ieri la prima volta che mio nonno mi portò in chiesa a vedere la bomba inesplosa. Rimasi scioccata dal racconto di mio nonno, che disse che la bomba aveva sfondato il tetto, era caduta sul pavimento,ma era rimasta intatta.

Ancora oggi,ogni volta che vado a Genova, passo a rivedere quell’ oggetto misterioso che mi aveva così affascinata da piccola.

Cari Lettori, spero di non avervi annoiati troppo e colgo l’occasione per scusarmi col mio collega architetto, nel caso avessi commesso qualche errore tecnico.

Alla fine è stato divertente cercare di superare i propri limiti e applicarmi per trattare un argomento nuovo.

Quindi un ringraziamento anche al mio redattore!

Alla prossima!!

Silvia SISSY Castello

 

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