È ascoltando le note di "Innuendo" dei Queen che ho avuto l'illuminazione per scrivere quest'articolo. E mi sono resa conto di come la musica ci permette di viaggiare nei più nascosti cassetti della nostra mente.

Così, in queste righe ho deciso di provare a dare una definizione alla musica.

La più semplice (Wikipedia docet) è “la musica è l’arte dei suoni” e dovrebbe essere la più soddisfacente. Sintetica, diretta, arriva dritta al punto.

Ma basta davvero per descriverla? Non credo. Anche perchè questa definizione ne chiede una seconda: che cos’è l’arte? (Sono di parte, è più forte di me). Ecco, allora, che diventa sbiadita, opaca, non ci permette di capire veramente cosa sia.

Sappiamo che invade il mondo in tutte le sue sfaccettature. Sappiamo che la troviamo a tutto volume nei locali di qualsiasi genere, ma anche nelle chiese o semplicemente durante lo shopping nei negozi.

Tre contesti completamente diversi, ma con un unico filo conduttore, lei.

Allora allontaniamoci un attimo dalla definizione e cerchiamo di capire la funzione che svolge in questi contesti. Ed ecco che ci troviamo di fronte ad una delle cose stupefacenti che fa della musica una componente unica della nostra vita.

In ognuno dei casi, la musica cerca di “suscitare emozioni“. Possiamo allora generalizzare dicendo che la musica è “un generatore di emozioni"?

Un altro esempio: Vi ricordate il celebre Rocky IV? Quando Silvester Stallone si allena nella gelida neve russa? Provate a guardare quella stessa scena senza audio... un mortorio vero?

Oppure pensate di andare voi stessi a fare jogging da soli e senza un supporto audio. Non vi stanchereste molto prima?Possiamo quindi dire che la musica è anche “energia“.

Assembliamo un po’ i pensieri. Fino ad ora sappiamo per certo che la musica è “energia, ci dà forza e ci fa stare meglio". Ma sappiamo anche che la musica è molto di più. Sappiamo che la musica unisce, collega mondi lontani, stupisce,  fa fare la pace, fa ridere e piangere. E se ci pensate solo per un secondo, non fa differenza di razza, religione, etnia, genere o età. Dà le stesse emozioni a prescindere da tutte questi fattori.

 

Allora non sbagliamo se diciamo che “la musica è un linguaggio, che ci permette di COMUNICARE UNIVERSALMENTE SENZA BISOGNO DI PAROLE”.

 

Forse non avrò dato la definizione scientifica, ma posso dire di averci provato e di aver trovato una mia definizione di musica.

L’unica cosa veramente certa l’ha detta Nietzsche:

“Senza musica, la vita sarebbe un errore".

Valentina Poerio

 

Credits:

vuotoaciclo.wordpress.com

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