Upside Down

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Upside Down

Avete presente quella sensazione di spossatezza dopo il lungo inverno, quando iniziano ad arrivare i primi caldi intensi ma il vostro fisico si trova ancora nella morsa della routine divano, coperta e bevanda calda?

Ecco, capita anche a noi!

Il caldo ci ha colti un po' tutti qui in redazione con vere e proprie sparizioni di redattori che non lasciavano ben sperare per questa lunga estate calda che è solo all'inizio. Che fare all'ora? Quale potrebbe essere un buon modo per svegliarci e per magari dare qualche scossettina ai lettori?

Inversione dei ruoli. Puro e geniale delirio.

Questo mese ci siamo divertiti ad interpretare il ruolo di un altro redattore, scrivendo un articolo diverso dai nostri standard e cimentandoci in una nuova sfida che sono certo potrà divertirvi, farvi scoprire cose nuove e perché no, farvi vedere lati nuovi dei nostri scrittori.

Vorrei anche fare un elogio alle nuove arrivate Anna e Georgia che hanno subito piazzato un gran bel pezzo alla loro prima uscita e sono certo non sarà l'ultimo.

Buona lettura a tutti.

 

Mattia Corbetta

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Una Mia Riflessione.

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Una Mia Riflessione.

La mattina la prima cosa che faccio appena sveglia è aprire la finestra, l’aria in questo periodo è piacevole e per questo mi piace fare colazione sul minuscolo balconcino della mia camera, posiziono il mio sgabellino (che a volte al posto di sedermi sopra lo uso come tavolino per appoggiare la mia colazione), mi siedo e respiro profondamente, guardando gli alberi e i fiori dei giardini delle altre case….ahaaaaa che pace, mi tranquillizza tutto il verde che vedo, respiro profondamente e mi ricarico e riorganizzo le idee sul da farsi prima di iniziare la giornata lavorativa! Spesso questo “lusso” non ce l’ho, ma vorrei che diventasse parte integrante di tutte le giornate, iniziare la giornata da felici, con pensieri positivi è secondo me essenziale, i pensieri si trasformano in azioni e sono quelle che andremo a fare durante la nostra giornata. Noi tutti siamo responsabili di noi stessi e probabilmente anche di chi ci sta vicino, il modo in cui parliamo, ci relazioniamo, il modo in cui viviamo va a toccare, influenzare le persone con cui veniamo a contatto, colleghi, amici, famiglia, commessa, gelataio, vicina di casa e così via…Iniziare la giornata con pensieri armonici ci aiuta quindi anche con le relazioni, si è più gentili, la gente lo è di più con noi e si entra in un circolo virtuoso. Ogni mattina trovate almeno un pensiero positivo anche quando si sta passando un periodo davvero impegnativo e fate in modo che sia con voi tutta la giornata, volere è potere!! Buona vita a tutti!

 

Tatiana Fusi

 

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Sentirsi come a casa.

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Sentirsi come a casa.

Tratti netti, confusi, arrabbiati, dolci, unici. Colori vividi o leggeri tocchi di pastello. Storie incredibili, emozionanti, romantiche o noir. Questo è il fumetto italiano D.O.C..

Questo mese, complice un’estrazione casuale tra noi redattori, mi è stata data l’opportunità di scrivere un’articolo lontano dalle mie normali corde ed è quindi con grande rispetto che mi occupo questo mese della parte gestita da Lorenzo, ossia il mondo Nerd.

Lorenzo come avrete intuito è un enorme fan di tutto quello che viene prodotto agli antipodi del planisfero come lo conosciamo noi europei, ossia America e Giappone; da queste terre arrivano continuamente ondate di novità e remake di ogni sorta con tratti e caratteristiche decisamente differenti.

I due schieramenti sono profondamente differenti ma possiamo riassumere per comodità in due linee ben precise: comics (supereroi, poteri, azione) e manga (storie assurde e/o reali, ninja e pirati, problemi adolescenziali e poteri). Intuisco già quel che state pensando: fai di tutta l’erba un fascio! È vero che questa concezione banalizza molte delle opere prodotto all’estero e ne esclude una enorme parte, ma ho deciso di banalizzare le due correnti mainstream solo per renderle caratteristiche e perché non sono loro l’argomento principe di questo articolo.

Oggi voglio dirottare il timone delle vostre letture in un mondo che per ignoranza o concezioni errate, molti si lasciano sfuggire via con troppa leggerezza. Il mondo del fumetto italiano.

La storia del fumetto italiano è lunga e colorata, costellata di grandi autori e disegnatori, che hanno saputo creare storie e stili unici ed invidiati in tutto il mondo. Tralasciando autori monumentali quali Silver (Lupo Alberto), Milo Manara (maestro della sensualità), Gian Luigi Bonelli (Tex), Angela e Luciana Giussani (Diabolik) e Guido Crepax (creatore del personaggio Valentina e fautore del fumetto erotico internazionale), vorrei parlarvi oggi di quelle che sono le testate o i singoli fumetti che maggiormente amo o ho amato e che storia hanno alle spalle.

Partiamo da una colonna granitica e mastodontica: Disney.

Sulla Disney si potrebbe scrivere un centinaio di libri e non basterebbero, ma la scuola Disney italiana è stata una delle più prolifiche a livello artistico ed innovativo; Topolino (come non nominarlo) arriva in Italia nei primi anni ’30 grazie alla casa editrice Nerbini, per poi evolversi nel tempo e passare a Mondadori per poi fermarsi durante la seconda guerra mondiale e tornare con la testata vera e propria “Topolino” nell’aprile del 1949.

Oggi la testata Topolino è passata sotto l'egida di Panini Comics (succursale della Marvel Comics e quindi parte dell'impero Disney) la quale ha sfornato negli ultimi anni una serie impressionante di edizioni e testate dedicate al mondo di Topolino, attingendo a piene mani dagli archivi, pur continuando a pubblicare la serie regolare di topolino, che oggi conta più di 3000 numeri, confermandosi una delle più longeve al mondo.

Tra le varie edizioni voglio segnalarvi qui quelle che a parer mio sono tra le migliori in circolazione:

  • Black e Platinum Edition: sono due albi mono autore, la Black contiene le storie in stile noir di Tito Faraci, mentre la Platinum contiene le storie divertenti di Casti.
  • I migliori anni Disney: è una testata attualmente in corso che racchiude le storie più belle divise per anno e con all'interno una serie di background storici che aiutano meglio a comprendere gli anni in cui sono state pubblicate le storie.
  • Scrigni: sono due al momento e raccolgono al loro interno 3 volumi ciascuno. Il primo uscito è lo scrigno dei "1000" con all'interno le ristampe identiche dei numeri 1000, 2000 e 3000 mentre il secondo scrigno detto dei "500" racchiude i numeri 500, 1500 e 2500. Per nostalgici ed intenditori.
  • ack!: è una testata che racchiude le storie di un unico autore, Carl Barks, uno dei maggiori e più importanti fumettisti al mondo, si è occupato principalmente del personaggio Paperino, è l'uomo che ha inventato Paperopoli e Paperon de Paperoni, dando origine alla famiglia del papero Disney e creando un livello di spessore maggiore.
  • Topostorie: una raccolta di storie tematiche (Halloween, Natale, ecc).

Topolino è stata una colonna portante del fumetto italiano che, tra alti e bassi (in termine di vendite e non solo), ha segnato intere generazioni ed arrivando  anche a creare una costola, tutta italiana e di cui la Disney stessa è stata fiera, che ha riscritto uno dei personaggi: Paperinik, o meglio la sua nuova forma, più dark, appassionante e coinvolgente che, senza tralasciare lo humor, è rinato sotto il nome di Pk.

Pk è, o meglio è stata, una testata indipendente nata nel 1997 dalla mente dell'allora direttore di Topolino Paolo Cavaglione e dal vice direttore Ezio Sisto, i quali hanno preso un personaggio storico (Paperinik nasce da Elisa Penna nel lontano 1969) reinventandolo completamente, tagliando i ponti con il passato ed introducendo una valanga di novità tra amici, nemici, partner, storie, gadget e disegni.

Pk fu molto apprezzato per la sua voglia di innovare grazie a degli autori di forte caratura come Faraci, Sisti, Cordara, Enna, Sisto ed Artibani che hanno introdotto delle storie nuove di zecca, con uno stile molto distante dal fumetto di Paperinik classico (metà giustiziere e metà Paperino, perennemente sfigato ed intrecciato con storie per la maggior parte infantili) con temi dark, continue citazioni a film culto come Alien, Profondo Rosso, la Cosa, Robocop, ecc e dandogli anche una maggiore profondità caratteriale: spesso ci troviamo davanti a tavole in cui il protagonista si pone domande su se stesso, sulle proprie debolezze o paure, cose mai viste in storie di Topolino.

Altro punto di forza della serie fu la presenza di numerosi disegnatori dai forti tratti personali e distinguibili tra loro, che realizzarono delle tavole incredibili, che deformavano i canoni disneyiani delle tavole (quadrato, quadrato, rettangolo) con dei riquadri stressato, distorti, allungati, pagine intere o ancora pagine a campitura nera (vere e proprie rivoluzioni). Di questa rottura degli schemi, di cui maestro fu Cavazzano, ne trassero beneficio i vari autori quali Pastrovicchio, Mastantuono, Sciarono, Celoni, Lavoradori o Mottura per citarne alcuni, che resero uniche ogni storia del nostro eroe mascherato.

La testata proseguì fino al numero 50, al quale seguì una seconda stagione più breve e meno incisiva, senza contare il remoto della serie, chiamato Pikappa che segnò un duro colpo alla serie in quanto mancava ogni spunto di Pk tornando di fatto indietro di anni. Però nel 2014 la panini ha dato il via a due cose molto importanti riguardo il personaggio di Pk ossia un breve ciclo di storie chiamato "Potere e Potenza" edito su Topolino e una nuova ristampa della prima serie regolare in formato Giant e con copertine nuove; inoltre sempre su Topolino è appena cominciato un nuovo ciclo di storie che prende il nome di "Gli Argini del Tempo".

Stando sempre in casa Panini Comics è impossibile per me non parlare di due testate, una storica ed una più recente, ma con molte similitudini ma anche tante differenze che sembrano essere il vecchio che passa il testimone al nuovo: "Rat-Man" e "A Panda Piace.."

Partiamo da Rat-Man, un personaggio storico nato dalla mente e dalla matita di Leo Ortolani (Leonardo all'anagrafe) nel lontano 1989. Questo personaggio è l'involuzione del supereroe, di fatto è il protagonista di numerose storie in cui lui vuole essere un supereroe, ma senza poteri, senza abilità (a parte l'ironia demenziale) e senza cervello.

Rat-Man è una delle forme più alte di parodia che esistano oggi in commercio e lo è per svariati motivi, alcuni più sottili altri spudorati e sbattuti in faccia al lettore.

Partiamo da quelli più evidenti: Rat-Man è la parodia dei comics americani principalmente, in quanto Leo è un amante di queste serie, ma proprio per questo riesce a scoprirne le increspature, le incoerenze e gli errori, senza tralasciarne i meriti ed i punti più alti, che riversa nelle storie del nostro amato giustiziere. Il modo in cui ironizza e fa il verso alla maggior parte dei fumetti Marvel e DC è geniale, con continui riferimenti a Batman, Superman, Spiderman ed i suoi preferiti, i Fantastici 4; situazioni e personaggi vengono ripresi da Ortolani che ne tira fuori delle parodie geniali e divertenti, grazie anche alla stupidità del protagonista, ma senza mai esagerare, senza andare oltre le righe e mantenendo a mente che la buona parodia non distorce all'inverosimile ma prende il meglio ed il peggio rendendolo comico.

Esiste anche una sotto-trama per leggere Rat-Man se vogliamo: questo albo non nasce già nella sua forma attuale ma viene inizialmente pubblicato in maniera autonoma da Ortolani, il quale arrivava dal mondo operaio ed investì su se stesso; questo particolare ci fa ancora di più apprezzare la determinazione e giusta motivazione di Leonardo che venne presto "scoperto" da Marvel Italia che iniziò a pubblicare Rat-Man (1990), poi Rat-Man Collection (1997 una ristampa delle storie autoprodotte e poi continuata fino ad oggi) ed infine Tutto Rat-Man (dal 2002 raccoglie per uscita due numeri di Rat-Man Collection più alcuni extra e storielle). Quindi la Marvel pubblica un autore che parodieggia i suoi migliori eroi? Sì, proprio così. Chapeau Mr. Ortolani.

"A Panda Piace".. che dire di questo fumetto? Che è il nuovo Rat-Man? in parte si e in parte no.

le avventure del Panda che pensa e non parla iniziano nel 2008 dalla mente del suo creatore Giacomo Bevilacqua che inizia una sorta di blog a fumetti con protagonista appunto il nostro simpatico panda dalle guance rosse.

La serie è prevalentemente di tipo web-based, con una uscita cadenzata bisettimanalmente ed attualmente sono stati pubblicati una serie chiamata "a Panda piace l'avventura" che conta 8 numeri ed uno speciale totalmente ironico e demenziale "a Panda piace fare i fumetti degli altri" nel quale il nostro paffuto protagonista collabora con autori quali Ortolani, Zerocalcare, Sio, Silver, Recchioni e molti altri per creare dei mix irresistibili.

Perché paragonarlo a Rat-Man? Perché sono entrambi auto-prodotti, partiti dal nulla al di fuori delle case editrici, con due protagonisti molto fuori dagli schemi classici senza poteri o altri mutazioni, dotati solo della loro mente e del loro acume e con una nutrita schiera di comprimari che aggiungono quel pizzico di follia che serve. Le avventura di Panda magari non avranno mai il successo del lavoro di Ortolani, ma questo giovane autore di nome Bevilacqua è davvero un giovane talento e sono sicuro riuscirà a stupirci.

Ci sarebbe poi da parlare di altri veri e propri mastini ma che per mancanza di spazio purtroppo sarò costretto solo ad accennare quali:

- ZEROCALCARE: autore incredibile, ottimo tratto e storie a metà tra il dissacrante ed il realismo. Vive le sue avventure accanto ad un armadillo gigante che rappresenta le sue paranoie e impersonifica le sue ansie e paure in vari animali e mostri. Sua madre e suo padre sono raffigurati come Lady Cocca (da Robin Hood della Disney) ed il padre del Panda (dal film Kung-Fu Panda della Dreamworks Animation). Ha avuto un boom incredibile negli ultimi anni, pubblicando 5 libri e disegnando una enorme storia sulla testata di "La Repubblica".

Sio: autore che ha cominciato con strisce brevi ma che ha conosciuto il successo attraverso il web e soprattutto Youtube. Ha un tratto netto e semplicissimo, con poche linee sa creare le emozioni. Le sue storie sono al limite dell'assurdo e gioca moltissimo sui modi di dire, sulle parole usate a casaccio e sui tempi verbali random. Da leggere almeno una volta (tanto sul suo blog pubblica con regolarità).

Esistono poi una moltitudine di fumetti italiani splendidi ed autori fenomenali che il mondo ci invidia ma che qui in Italia pochi seguono per disinformazione o per pigrizia come Pietro Zemelo con il suo "Magnifico" (ora collaboratore di Disney Italia n.d.r.), Andrea Dotta con Johnny Dynamic, Bigio con Drizzit e tanti tanti altri ancora.

Vorei lasciarvi con un consiglio personale: non fermatevi ai soliti autori che già conoscete, famosi per aver creato chissà quale saga e che ora sfornano roba mediocre pur di campare ancora; informatevi, provate e cercate cose strane, italiane ma anche estere. Scoprirete un mondo di fumetti e storie che vi lasceranno col fiato sospeso, con il cuore in gola e le lacrime agli occhi, come solo le opere più belle possono fare.

Una buona lettura a tutti.

 

Mattia Corbetta

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La Fotografia ed Io

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La Fotografia ed Io

Il mese di Maggio, come anticipato, propone uno scambio di ruoli all’interno della redazione; così lascio per un attimo la mia sezione a Sissy (redattrice della rubrica di pensieri liberi) e strappo a Mattia la tanto amata rubrica di FOTOGRAFIA, in modo da potervi raccontare qualche mia avventura riguardo a quest’interessante argomento!!!

Naturalmente, non essendo un fotografo professionista, non andrò di certo ad affrontare nozioni di tecnica, impostazioni particolari della macchina fotografica o i giusti settaggi per migliorare le immagini in post-produzione; preferisco lasciare questi dettagli a Mattia che è sicuramente più competente di me. Anzi ne approfitto chiedendo un suo commento in fondo alla pagina!

Bene, veniamo a noi!

Lavorando nel campo dell’ARCHITETTURA spesso mi è capitato ( fin dai tempi dell’ Università) di scattare foto, di condurre esperimenti vari e di tanto in tanto di partecipare a concorsi fotografici, per cui cercherò di scrivere quest' articolo descrivendovi la fotografia attraverso gli occhi di un Architetto. 

Mi considero come molti di voi, un fotografo amatoriale; non ho mai seguito corsi professionali e tutto ciò che so l’ho imparato frequentando lezioni amatoriali oppure da autodidatta grazie a riviste settoriali e cimentandomi più e più volte con la macchina fotografica.

Dopo questa breve introduzione mi piacerebbe presentarmi tramite una foto che ritengo molto singolare:

Qualche anno fa ad una mostra a Torino in cui bisognava parlare di sé e rappresentare  la propria personalità attraverso un’ immagine,  tra le tante che ho scattato ho scelto questa.

Il mio mondo” (cosi l'ho intitolata) credo sappia raccontare molto bene la mia visione della vita rispetto a ciò che mi circonda, infatti il messaggio che volevo lasciare a chi si soffermava un attimo ad osservarla era questo:

 ” Forse a volte non potrai capire il mio pensiero, ma non spaventiamoci!  Forse è solo perché  guardiamo le cose sotto un punto di vista differente”.

Spero piaccia a voi tanto quanto piace  a me...

 

Nel capoluogo piemontese ho avuto modo di partecipare anche a un concorso fotografico indetto dal Rotaract Club ed intitolato: "Le rughe della pelle, la vita e le sue sfaccettature". Con l'aiuto di uno o più scatti bisognava descrivere il proprio pensiero riguardo ai numerosi aspetti  e problematiche a cui la vita, ogni giorno, ci pone di fronte .

Io ho partecipato con questo scatto:

"Oggetti Smarriti

"Oggetti Smarriti

Il concetto è rappresentato da una scala che simboleggia una salita, un tragitto che ognuno di noi deve percorrere per arrivare in cima in modo da poter raggiungere gli obiettivi prefissati (la vetta in questo caso è rappresentata da un pianerottolo con una porta aperta in cui filtra  un po' di luce) ;  l'ascesa, per quanto possa essere lunga e tortuosa, è disseminata da oggetti  lasciati cadere volontariamente sul proprio percorso, come per esempio i  giocattoli usati per lo più nella fase infantile (messi in primo piano apposta proprio perchè sono i primi ad essere abbandonati una volta cresciuti), oppure scarpe, libri,  indumenti, utensili, elettrodomestici...; tutti oggetti utili  messi da parte dopo il loro utilizzo.  Una volta arrivati sulla sommità,  con la borsa vuota ci si appresta ad aprire quella tanto sospirata porta  pronti a scoprire cosa si cela  al suo interno.

 

Cambiando discorso e spostandoci su foto meno impegnative.... 

Mi capita molto spesso di viaggiare e di portarmi appresso una macchina fotografica o un semplice cellulare: molte volte in valigia lascio un piccolo spazio per la mia fidata reflex, però ammetto che ultimamente preferisco tenere con me una semplice macchina compatta a causa delle grosse dimensioni e alla poca maneggevolezza della prima.

Ciò che amo di più al mondo fotografare? Indovinate un po’…

Esatto sono proprio i paesaggi e naturalmente l’Architettura. Ciò che trovo straordinario è lo scervellarsi ogni volta su come porci davanti a un soggetto (una persona, un monumento, un’ opera d’arte, una scena quotidiana…) cercando una particolare inquadratura o aspettando una situazione di  luce caratteristica che animi la scena e che faccia scaturire interesse nei confronti dell’osservatore.

Penso che tutti noi quando puntiamo l’obbiettivo per immortalare qualcosa che ci piace, ci troviamo, per la maggior parte delle volte, di fronte a un ambiente progettato e pensato dall’ uomo ( a meno che non ci troviamo in luoghi debolmente antropizzati) come per esempio: una piazza, una via… e di conseguenza consapevolmente o no ci rapportiamo con il paesaggio circostante che gioca un ruolo di sfondo dei nostri soggetti.

Mi è capitato molte volte di camminare per le vie di una città e di trovarmi di fronte a situazioni singolari che non potevo fare a meno di fotografare..

Vorrei mostrarvi qualche scatto:

Roma,Chiesa dell Aacaeli in Piazza del Campidoglio, 

Roma,Chiesa dell Aacaeli in Piazza del Campidoglio, 

 E' bastato chinarsi e ruotare di poco la macchina in modo da trovare una prospettiva molto curiosa e particolare. 

 

 

Genova, Porto Nuovo

Genova, Porto Nuovo

Una prospettiva dal basso verso l'alto; una scena che inquadra il contrasto tra il naturale e l'artificiale.

 

Torino, San Salvario

Torino, San Salvario

Immagine molto curiosa, una mattina ti trovi a camminare per le vie di Torino, per caso alzi gli occhi al cielo e cosa vedi? ... una bandiera attaccata con dei cavi ai 2 edifici limitrofi; un luogo abbastanza insolito per trovare il nostro tricolore

 

Vorrei concludere questo lungo articolo mostrandovi un ultimo progetto che ho condotto un po' di anni fa;  questo lavoro racconta, attraverso l'uso della fotografia, la trasformazione nel tempo di una città; per semplicità ho preso come esempio la cittadina in cui vivo: Cossato in provincia di Biella.  E' stato molto divertente cercare di posizionare la macchina fotografica con la stessa inquadratura (dove possibile) delle immagini scattate negli anni passati. ( Le foto a colori sono state fatte con un cellulare a causa del poco tempo che avevo a disposizione! Mi scuso anticipatamente per la scarsa qualità.)

Parrocchia S. Maria Assunta, primi del '900/ anni '50 / 2010. Si nota come la Chiesa fosse molto diversa ai primi del '900 rispetto a oggi: è stato ampliato il portico, viene aggiunta una finestra centrale in facciata e modificato il timpano; anche la casa parrocchiale sulla sinistra viene completamente mutata abbassando il numero di piani ed ampliando l'edificato.

 

Municipio  primi '900 / Oggi. Lo spazio antistante è completamente modificato, si passa da zone a orti a un parcheggio asfaltato; Anche il palazzo comunale si trasforma nel tempo infatti viene aggiunto un blocco ascensore in vetro, e delle grosse vetrate ed  infine vengono eliminate alcune lesene in facciata .

 

Stazione anni '50 / Oggi. Lo spazio esterno si è completamente trasformato: sulla destra troviamo il terminal dei bus con una struttura in acciaio e sulla sinistra l'enorme Cedrus atlantica  divenuto oramai simbolo naturale del quartiere. (nella foto in bianco e nero il sempreverde rimane in secondo piano rispetto all'edificio)

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Via Trento, Asilo Nido Anni '50 / oggi Il lungo viale alberato viene smorzato dall'entrata di un parcheggio sotterraneo. Viene aggiunta una rotonda e vengono elineate delle aree pedonali in autobloccanti. Si notano anche l'imponente complesso residenziale "Piemonte" (quello rosso) e la palazzina (marrone) sullo sfondo che nascondono le Prealpi biellesi.

 

Via Mazzini Anni '50 / Oggi 

 

 

La macchina fotografica è un mezzo potente, con essa possiamo lavorare, divertirci e conservare i nostri ricordi più cari cercando di trasmettere agli altri i nostri pensieri le nostre sensazioni. 

A presto!

 

TIZIANO ZERBO

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Ricordi di vita genovese..

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Ricordi di vita genovese..

Questo mese il fato ha voluto che fossi io ad occuparmi di Architettura..

Confesso di aver passato momenti di panico, perché non è esattamente ciò di cui mi occupo ogni giorno.

Ma mi piacciono le sfide, quindi cercherò di stupirvi parlandovi di una delle città italiane che porto nel cuore: GENOVA.

Nel 2008 decisi di trasferirmi per studiare all’Università situata nel quartiere di San Martino, sede anche di altri settori scientifici tra cui medicina, fisica, matematica e geologia.

Qui sorge un grande ospedale, che fu costruito a partire dal 1907 e inaugurato nel 1923. Nei decenni successivi furono eseguiti ulteriori ampliamenti, tra i quali, nel 1964, il nuovo pronto soccorso, e nel 1979 il grande edificio detto “Monoblocco”, che sovrasta l’area ospedaliera e caratterizza il panorama del quartiere.

Ammetto che non è una zona molto interessante dal punto di vista estetico e architettonico, ma fortunatamente abitavo nella parte opposta della città, in Castelletto.

Questo è un quartiere residenziale molto ricco, raggiungibile anche grazie ad un ascensore che parte da piazza del Portello e arriva al belvedere Luigi Montaldo in Spianata, uno dei più famosi punti panoramici della città. Fu costruito nel 1910, copre un dislivello di 57 metri e ha due cabine, di recente costruzione ma che riprendono le linee dell'epoca, con una portata di 25 persone. Mentre l'ingresso a valle è all'interno di un palazzo, la stazione a monte è costruita completamente all'esterno in stile liberty, con vetrate che consentono di godere del panorama della città.

Quando avevo ore libere mi piaceva passeggiare a Villa Gruber, ex palazzo De Mari ristrutturato in stile neoclassico. Presenta ancora la torre quadrata e il parco all'inglese, con boschetti e radure, è un giardino pubblico, sempre affollato di bambini che giocano.

Oltre ai quartieri dove vivevo e studiavo, ovviamente, ho avuto modo di conoscere altre zone interessanti di Genova.

Un giorno ero scesa a piedi in piazza dell’Annunziata e decisi finalmente di varcare la soglia della maestosa chiesa. Guardando la facciata con le imponenti colonne bianche e la scalinata non avrei mai pensato di trovare un interno così ricco.

Osservando gli affreschi presenti nel coro e nel presbiterio si ha la sensazione che lo spazio della basilica travalichi i muri e che le scene ed i personaggi sacri si trovino in un luogo analogo a quello dell'osservatore.

In particolare, la decorazione della cupola, che raffigura la Vergine nel momento dell’Assunzione al cielo, è organizzata mediante un preciso intento scenografico, che si avvale di prospettive e scorci arditi, che creano l’illusione ottica di uno spazio aperto.

Questa è una delle chiese genovesi che preferisco, proprio per il contrasto tra la facciata rigorosa e l’interno così ricco.

Altra chiesa che non posso fare a meno di citare è la basilica di San Lorenzo, con la sua famosa facciata gotica rivestita di marmo bianco e nero e la scalinata con le statue dei leoni ai lati.

All’ interno, mi ha colpita la diversità tra gli archi gotici e le colonne bianche e nere che riprendono la facciata e l’ordine di arcate precedenti in pietra grigia, ancora a tutto sesto come prevedeva lo stile romanico.

In assoluto, però, ricordo come fosse ieri la prima volta che mio nonno mi portò in chiesa a vedere la bomba inesplosa. Rimasi scioccata dal racconto di mio nonno, che disse che la bomba aveva sfondato il tetto, era caduta sul pavimento,ma era rimasta intatta.

Ancora oggi,ogni volta che vado a Genova, passo a rivedere quell’ oggetto misterioso che mi aveva così affascinata da piccola.

Cari Lettori, spero di non avervi annoiati troppo e colgo l’occasione per scusarmi col mio collega architetto, nel caso avessi commesso qualche errore tecnico.

Alla fine è stato divertente cercare di superare i propri limiti e applicarmi per trattare un argomento nuovo.

Quindi un ringraziamento anche al mio redattore!

Alla prossima!!

Silvia SISSY Castello

 

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Il mattino ha l'oro in bocca

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Il mattino ha l'oro in bocca

"Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo annoiato". Con questa frase forse avrete già capito di che film stiamo trattando. Esatto, proprio del capolavoro di Stanley Kubrick chiamato Shining. Senz’altro stiamo parlando di una pellicola che non si può non aver visto nemmeno una volta nella vita. Basato sul libro di Stephen King dall’omonimo titolo, il film narra di un scrittore, Jack Torrance (Jack Nicholson) in cerca d’ispirazione per il suo libro mentre soggiorna con la famiglia, composta dalla moglie Wendy e dal piccolo Danny, all’Overlook Hotel, sulle montagne del Colorado, dove la solitudine mista a pazzia lo trasformeranno in un uomo assetato di sangue.

Certo descritto così può sembrare una classica trama da film horror ma Kubrick è riuscito a rendere un film di quel genere differenti da tutti i suoi simili.

Innanzitutto le inquadrature; i primi piani e l’uso della steadycam usati sapientemente dal regista dimostrano una grande abilità di regia che, miscelata alle continue dissolvenze di cambio scena, tendono a mettere in risalto diversi particolari e analogie presente nel film.

Un esempio è il tappeto colorato al primo piano dell’hotel con un motivo a rombi simmetrici dove il piccolo Danny sta giocando con delle macchinine; proprio quelle figure geometriche tendono a descrivere la mente umana, nello specifico quella dei suoi genitori, quanto sia contorta e piane di misteri.

Numerosi esperti e critici hanno cercato di dare un senso alla pellicola di Kubrick in tutti questi anni senza tuttavia riuscirci. C’è chi afferma che il film sia un chiaro riferimento allo sterminio della razze ebrea durante la seconda guerra mondiale, chi afferma che si tratta di un’allusione al genocidio dei pellirossa e, dulcis in fundo, chi sostiene la teoria che il film voglia rivelare allo spettatore la tesi del finto allunaggio dell Apollo 11. In piena Guerra fredda gli Stati Uniti d’America decisero di conquistare la Luna con la missione denominata Apollo 11 e organizzarono un finto allunaggio girato e diretto dallo stesso Kubrick che non potendo rivelare tali informazioni segretissime decise di riportarlo nel film. Inutile sottolineare che questo argomento sia uno dei più discussi ancora oggi da complottisti e critici di ogni genere. Per farvi un esempio, la maglia che indossa Danny durante il gioco in solitaria in corridoio vi è raffigurante uno shuttle con la scritta Apollo 11.

Se vogliamo poi soffermarci sull’interpretazione di Jack Nicholson nel film, beh, che dire… Magistrale; se ascoltata e valutata in lingua originale è da pelle d’oca. Mi chiedo ancora oggi, e questa è una critica personale all’Academy, come non abbia ricevuto il massimo dei premi da conferire agli attori protagonisti; l’Oscar.

Parlare di Shining richiederebbe come minimo altre 6 pagine (se tutto va bene) ma per questioni di redazione non posso prolungarmi più di tanto, e poi…. mica devo rubare il lavoro di Valentina della sezione Cinema no?

Quello che posso dirvi è di correre a comprare una copia in Bluray del film e guardarlo attentamente a casa sul divano… magari evitando di essere soli in casa.

 

Emanuele Beltrame

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Cupcakes

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Cupcakes

Monoporzioni di allegria, felicità in piccole dosi... i cupcakes sono la forma perfetta del dolce! 

Colorati, fioriti, superdecorati... talmente belli che è un peccato mangiarli ma troppo buoni per resistere!

Soffici e golosi dolcetti con gusci croccanti o spumosi... i dolcetti newyorkesi, immancabili nei menù di compleanni e di varie festività negli Stati Uniti oramai spopolano anche in Europa. 

Soprattutto grazie a vari programmi televisivi di cucina anche in Italia dilaga la Cupcake Mania!

Ma scopriamo di più su questi irresistibili dolcetti.

Un cupcake (letteralmente, in lingua inglese, "torta in tazza"), è una mini-torta cotta in un pirottino di ceramica, imburrato e infarinato, oppure in uno stampo di carta da forno come quello utilizzato per la preparazione dei muffin.

La ricetta originale, prevede una glassatura, detta "frosting" (glassa reale, ghiaccia,crema al burro o pasta di zucchero), una farcitura (crema) e una decorazione, si può variare dalle più moderne guarnizioni in zucchero colorato o cioccolato plastico alla più classica ciliegia.

L'origine di questo dolce risale al secolo XIX. Prima della invenzione degli appositi stampi, queste tortine venivano cotte in casseruole, tazze, scodelle; da ciò deriverebbe quindi il nome del dolce e potrebbe derivare anche dal fatto che in passato la tazza era il più semplice e comune mezzo nella misurazione degli ingredienti di qualsiasi ricetta.

La prima apparizione risale al 1796,quando una ricetta di “una piccola torta da cuocere in tazze” è stat scritta in “cucina americana” di Amelia Simms.La prima documentazione del termine cupcake è stato in “Settantacinque ricevute per pasticceria,torte dolci” del 1828.

La ricetta base dei cupcake è simile a qualsiasi altra torta: burro, zucchero, uova e farina. 

Possono essere pertanto applicate molte varianti alla ricetta base con la differenza che la preparazione di una tortina piccola risulta molto più semplice e veloce.

E adesso qualche curiosità su queste piccole prelibatezze.

Il cupcake più grande del mondo è stato fatto il 3 Ottobre 2009 per un concerto di beneficenza in Florida e pesava 596,47 kg.

Invece quello più piccolo è stato preparato nel Regno Unito in occasione della settimana nazionale del cupcake,1,5 cm di altezza e 3cm di larghezza.

C’è anche il cupcake più costoso al mondo,lo potete gustare nel ristorante dell’hotel “The Palazzo”,uno dei più cari e raffinati di Las Vegas.

Si chiama “Decadence d’Or” ed è stato creato dal francese Johann Springinsfeld in omaggio alla sua patria e costa ben 750 dollari.

Se volete superare il record del mondo dovrete mangiare più di 29 cupcake in 30 secondi.

Maggio è il mese delle rose e per questo noi di InFrigoVeritas vi proponiamo una ricettina a tema semplice e simpatica per dilettarvi a preparare questi golosissimi dolcetti! E ricordate,via libera alla fantasia e al colore per le decorazioni!!

 

Cupcake ai petali di rosa



INGREDIENTI:

80 gr. burro morbido

115 gr. Zucchero

 2 uova

1 cucchiaio latte

qualche goccia essenza di rosa

1 bustina vanillina

175 gr. farina

1 cucchiaio lievito

 

Per la copertura:

50 gr burro morbido

175 gr. zucchero a velo

q.b. colorante rosa

petali di rosa canditi (petali di rosa, albume e zucchero semolato)

 

PREPARAZIONE:

 

Lavorare burro e zucchero, fino ad ottenere una crema. Aggiungere le uova, una alla volta. Unire infine il latte, l'essenza di rosa, la vanillina, e la farina con il lievito setacciati insieme.

Distribuire il composto nei pirottini riempiendoli per due terzi e cuocerli a 180 C° per circa 15 minuti.

Nel frattempo lavorare il burro con lo zucchero a velo per la copertura, aggiungere il colorante (rosa o viola a piacere)

Una volta raffreddati coprire i cupcake con questa glassa e decorarli con i petali di rosa canditi preparati precedentemente spennellandoli perfettamente puliti con dell'albume e ricoperti di zucchero, messi infine ad asciugare all'aria aperta.

Georgia Rivelli e Anna Perucca

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Arte Low Cost

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Arte Low Cost

BEBOLAB        

 

Cari lettori di Forge, questo mese mi tocca confrontarmi con una sezione a dir poco ardua, infatti mi è toccato il tema Arte&Design!!! ammetto di sentirmi un’emerita zappa al riguardo, così mi è venuto in soccorso un mio amico, che ho incontrato casualmente qualche settimana fa, durante la presentazione di una mostra fotografica del nostro capo-redattore Mattia; egli mi ha accennato di un’iniziativa molto interessante, che sta portando avanti da un anno circa e che lui stesso descrive in questa maniera:

 

"Si tratta di un progetto per la promozione e vendita di tele artistiche volte ad avvicinare nuove persone al mondo del arte ( e creare così oggetti di design a costi non elevatissimi, in modo da dare un'alternativa al classico quadrone dell'Ikea, caro e omologante al massimo)."

 

BeboLAB è un sito e-commerce che ha la prerogativa di rendere l’arte accessibile a tutti. Come? Eliminando quell’aura di sacralità alla parola “arte” e proponendo tele ad un prezzo accessibile a tutti. I disegni sono inizialmente creati in digitale per poi essere stampati su tela, ma bisogna dire che ogni opera è unica e originale, perché gli “artisti” le personalizzano scegliendo i colori e le parti da colorare. Aspetti tecnici a parte, l’arma che li caratterizza è sicuramente l’ironia. Giocare con le icone dell’arte significa ironizzare su di esse e sulla figura dell’artista, così facendo il soggetto artistico perde totalmente il suo significato originario trasformandosi in un rebus incompleto. Questo “non finito” stimola chiunque a concludere l’opera rendendo l’osservatore parte attiva dell'opera in questione. L’arte è il soggetto democratico per eccellenza, ma é necessario che torni a vivere nei nostri salotti sotto forma di prodotto low cost, è quindi fondamentale che ciascuno di noi possa decidere cosa sia e cosa non sia arte. Detto ciò, secondo voi BeboLAB è arte? noi non lo sappiamo!

 

 BeboLAB,  sta riscuotendo un discreto successo, tant’è che è addirittura approdato su Lovli, un talent store creato da due ragazzi italiani ritornati da New York per dare risalto ai giovani talenti emergenti dell’arte Made in Italy.

 

Un progetto che ho trovato molto particolare è stato quello che hanno portato ad Artissima a Palazzo Cavour,Torino che Giuseppe descrive così sul loro sito:

 

"Anche noi di BeboLAB c’eravamo!! Abbiamo partecipato all’installazione di un’opera d’arte che è realmente al limite della follia umana. Per settimane abbiamo lavorato all’allestimento, attaccando 40 mila dollari veri al muro, tutti in banconote da un dollaro, tappezzando così la hall e la grande scala interna."

Si tratta di ‘The Hug 2014′, un lavoro di Eric Doeringer che reinterpreta un’analoga mostra del 2011 di Hans Peter Feldmann, che con i 100 mila dollari del premio Hugo Boss Prix foderò il Guggenheim di New York.

 

Veramente una gran figata, oltre che uno sbattone mica da ridere allestire uno spazio del genere,bravo Beppe!

 

Ultimo spunto, un altro interessante articolo su un trend che in Gran Bretagna e Francia sta spingendo parecchio, ovvero i colour book per adulti, di cui i nostri amici di BeboLab hanno la loro personalissima versione;

Questi libri servono per rilassarsi e sentirsi appagati del risultato a fine “scarabocchiatura”. Un processo semplice che blocca il cervello sul presente e ha un effetto positivo sull’umore. .

Rendere l’arte più vicina alle persone non è solo una bella idea di BeboLAB, ma un’esigenza che è nell’aria. .

 

Li potete trovare su Pinterest,Twitter e Facebook, ovviamente sul loro sito www.bebolab.com.

 

Per me è tutto,alla prossima!

 

Stay Tuned

 

Lorenzo Ferrari

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M U S I C A.

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M U S I C A.

È ascoltando le note di "Innuendo" dei Queen che ho avuto l'illuminazione per scrivere quest'articolo. E mi sono resa conto di come la musica ci permette di viaggiare nei più nascosti cassetti della nostra mente.

Così, in queste righe ho deciso di provare a dare una definizione alla musica.

La più semplice (Wikipedia docet) è “la musica è l’arte dei suoni” e dovrebbe essere la più soddisfacente. Sintetica, diretta, arriva dritta al punto.

Ma basta davvero per descriverla? Non credo. Anche perchè questa definizione ne chiede una seconda: che cos’è l’arte? (Sono di parte, è più forte di me). Ecco, allora, che diventa sbiadita, opaca, non ci permette di capire veramente cosa sia.

Sappiamo che invade il mondo in tutte le sue sfaccettature. Sappiamo che la troviamo a tutto volume nei locali di qualsiasi genere, ma anche nelle chiese o semplicemente durante lo shopping nei negozi.

Tre contesti completamente diversi, ma con un unico filo conduttore, lei.

Allora allontaniamoci un attimo dalla definizione e cerchiamo di capire la funzione che svolge in questi contesti. Ed ecco che ci troviamo di fronte ad una delle cose stupefacenti che fa della musica una componente unica della nostra vita.

In ognuno dei casi, la musica cerca di “suscitare emozioni“. Possiamo allora generalizzare dicendo che la musica è “un generatore di emozioni"?

Un altro esempio: Vi ricordate il celebre Rocky IV? Quando Silvester Stallone si allena nella gelida neve russa? Provate a guardare quella stessa scena senza audio... un mortorio vero?

Oppure pensate di andare voi stessi a fare jogging da soli e senza un supporto audio. Non vi stanchereste molto prima?Possiamo quindi dire che la musica è anche “energia“.

Assembliamo un po’ i pensieri. Fino ad ora sappiamo per certo che la musica è “energia, ci dà forza e ci fa stare meglio". Ma sappiamo anche che la musica è molto di più. Sappiamo che la musica unisce, collega mondi lontani, stupisce,  fa fare la pace, fa ridere e piangere. E se ci pensate solo per un secondo, non fa differenza di razza, religione, etnia, genere o età. Dà le stesse emozioni a prescindere da tutte questi fattori.

 

Allora non sbagliamo se diciamo che “la musica è un linguaggio, che ci permette di COMUNICARE UNIVERSALMENTE SENZA BISOGNO DI PAROLE”.

 

Forse non avrò dato la definizione scientifica, ma posso dire di averci provato e di aver trovato una mia definizione di musica.

L’unica cosa veramente certa l’ha detta Nietzsche:

“Senza musica, la vita sarebbe un errore".

Valentina Poerio

 

Credits:

vuotoaciclo.wordpress.com

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Un armadio più "etico"!

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Un armadio più "etico"!

Quanto costano realmente gli abiti che indossiamo, in termini di impatto sul mondo?

Da tempo molti stilisti si sono orientati verso una “moda etica”, ovvero basata su scelte eco-sostenibili che aiutino a contrastare l'inquinamento provocato dall'industria tessile ed evitare lo sfruttamento dei lavoratori e le sofferenze animali.

Nell'ambito del Fair and Ethical Fashion Show, il salone della moda etica e sostenibile che si terrà a Milano tra qualche giorno, verrà presentata l'anteprima italiana del documentario The True Cost diretto da Andrew Morgan, che riflette sul chi paga realmente il costo dei nostri vestiti. Intervistando i principali “influencer” del settore (per esempio, la stilista Stella MacCartney), il documentario (che già con il trailer, visualizzabile sul sito, riesce a dare uno schiaffo in pieno volto allo spettatore) vuole raccontare il “dietro le quinte” del sistema moda evidenziando soluzioni reali che possono partire da ciascuno di noi. Le alternative esistono, e come consumatori di moda abbiamo un grande potere sul cambiamento del mercato.

The true cost.png

Non è difficile avere un guardaroba eco-friendly, basta seguire alcuni semplici consigli:

- Preferire i tessuti naturali e riciclati, controllando che quelli di origine animale siano realmente green.

- Dare nuova vita ad abiti abbandonati nell'armadio, barattandoli o organizzando degli swap party con le amiche.

- Lavare in maniera ecologica: avviare la lavatrice solo a pieno carico e a bassa temperatura, utilizzare possibilmente detersivi ecologici, accorgimento che tra l'altro allungherà la vita dei capi.

nature-and-technology.jpg

- Scegliere brand di abbigliamento “green”, come per esempio quella di Altromercato, ma anche di grandi brand che si stanno sensibilizzando (H&M si è impegnato ad utilizzare solo cotone sostenibile, Zara ha recentemente eliminato la lana d'angora dalla filiera produttiva e Gucci si batte per l'utilizzo di pellami anti-deforestazione brasiliana). Date uno sguardo anche alla collezione "Nature and technology" realizzata dalla nostra redattrice di moda nonché stilista Tatiana Fusi, che si è laureata proprio con una tesi sul lusso etico!

Basta poco, un piccolo gesto che unito a quello di molte altre persone può portare ad un vero cambiamento!

 

Valentina D'Amelio

 

Credits images:

www.tatianafusi.it  

http://lifeismymovie.com/projects/the-true-cost/

http://womanbrideblog.com/2015/05/06/milano-capitale-della-moda-etica-e-solidale-dal-22-al-24-maggio/

http://www.fundacionmelior.org/content/tema/la-moda-etica-tambien-se-lleva

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