“Le meraviglie della vita quotidiana sono emozionanti. Nessun regista cinematografico sarebbe capace di comunicare l'inatteso che si incontra per le strade.”
Quella che avete appena letto è solo una delle tante frasi che ha pronunciato uno dei più grandi fotografi al mondo, un uomo che ha dedicato la propria vita alla scoperta più pura, quasi fanciullesca, delle strade e della vita moderna urbana; Parigi sboccia davanti all’obiettivo di Doisneau come un girasole in estate, risplendendo di vita e meraviglia.


Questo mio articolo non vuole essere una sterile analisi della vita di Robert, per quella esiste wikipedia e mille altri siti. No, quello che voglio più di ogni altra cosa è immedesimarci in questo uomo, illuminato dalla sua visione della vita e che ha passato oltre un quarantennio sulle strade a carpirne l’inaspettato.
Uno degli aspetti che i critici apprezzano di più su Doisneau, è la sua particolare sensibilità verso la vita soprattutto infantile: egli è il responsabile di alcune delle più belle fotografie sui bambini mai realizzate, che si contraddistinguono non solo per l’ironia dettata dalle loro azioni, ma anche per l’innocenza con cui egli stesso li fotografa, quasi fosse esso stesso un bambino. Celebri sono le sue foto (che vedete nella galleria qui sotto) dei bambini che attraversano la strada o che giocano sui marciapiedi o ancora il fanciullo che copia l’andatura degli adulti.

Ma è sull’umorismo genuino che Robert tira fuori il meglio di se, collaborando con un suo amico di lunga data, tale Maurice Baquet, un musicista e attore di teatro abbastanza noto all’epoca, con il quale Doisneau instaura una salda amicizia e che porterà i due a “giocare” con le situazioni creando una serie di scatti in cui Baquet si sposta in secondo piano per far posto al vero protagonista: il suo Violoncello. Quello che scaturisce dalla mente dei due talenti artistici è qualcosa di irripetibile, un sottile umorismo al limite del ridicolo mentre il violoncello domina situazioni al limite del reale (vedi gallery qui sotto).

Una nota dolente purtroppo c’è ed è grossa quanto un elefante e altrettanto ingombrante.. Parliamo infatti del famoso scatto “Le kaiser de l’Hotel de Ville”.

Questa fotografia in bianco e nero, scattata nel marzo del 1950, fa parte di un lavoro, commissionato dalla rivista “life” per un reportage sugli innamorati parigini.
Per anni questa fotografia ha emozionato e scaldato il cuore a più di una generazione, finchè il suo stesso successo ha rotto quel meraviglioso incantesimo: nel 1992 una coppia francese (di cui non citerò il nome perché odio chi si approfitta delle opere altrui) ha denunciato il fotografo parigino per l’utilizzo della loro immagine portando anche come prova il diario dell’epoca con la descrizione dell’abbigliamento indossato quel giorno dalla ragazza raffigurata nella foto che corrisponde a quello della foto. Inutile dire che non vinsero la causa perché quella particolare immagine era un “teatro”, una messa in scena abbellita della vita come Doisneau stesso ha spiegato: egli ha chiamato due suoi amici per “interpretare” quel ruolo, due reali innamorati che però posarono per quello scatto.
La vera protagonista dello scatto, Françoise Bornet, si presentò dal giudice con una delle prime stampe di quella fotografia, regalatale proprio dallo stesso Doisneau come ringraziamento e firmata dallo stesso; quella stessa foto è stata poi in seguito venduta all’asta per quasi 200.000 euro e i ricavati sono andati in borse di studio per giovani artisti.

Un vero artista non muore, vive attraverso le sue opere e le menti di chi ha influenzato per sempre.
Mattia Corbetta

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